Le Cronache della Lavapiatti.
La lavapiatti si ruppe quattro mesi fa. Dovendo anche
riparare la nostra auto Signora Jumbo, abbiamo scelto di lavare i piatti a mano
anziché attaccare un rimorchio leggero alla macchina piccola, Dumbo, per il
trasporto di tutta la Gfamily. Dopo 4 mesi in cui passavo romantiche serate a
sgrassare piatti telefonando alla mia Lesboamica, reggendo il cellulare con la
spalla destra ed assumendo una definitiva postura osteopatica da Gobbo di
NotreDame , mi sono decisa a chiamare il Ciappinaro.
Il Ciappinaro è colui che fa un po’ di tutto. Il Ciappinaro
prospera nelle famiglie in cui il marito non è un brico-marito, e infatti in
casa dei miei, il Ciappinaro Ruggero era così di casa che mio fratello Peter
per il compito: “disegna la tua famiglia” aveva incluso il Signor Ruggero,
personaggio che non so bene come sia stato inquadrato dalla maestra, ma tant’è.
In casa nostra il Ciappinaro non prospera, perché il Gmarito
è un potenziale bricoman, anche lui a sentimento, ma meglio di niente.
Il Ciappinaro arrivò, e quando accese la lavapiatti, quella stronza, come
per magia, si è messa a funzionare. Con un sinistro cigolìo da Vecchio Maniero
popolato di fantasmi, ma funzionava. Il Ciappinaro se ne andò con 30 euro e con
la profezia: è la pompa, che presto si romperà. Una pompa costa come mezza
ellittica.
Dimenticai la profezia, come nelle migliori favole, e poi
capitai a casa della mia lesboamica, la quale-ricordo- possiede un maritotri-gamo sposato-oltre che con lei- con la Roma e la lavapiatti ma che spesso
si concede delle concubine, ovvero la macchinetta del caffè e certe due gemelle
nere alte come me, che fanno da guardia al suo super stereo. (Pare abbia una
lieson con il Folletto, che-essendo evidentemente maschio- manifesta la
larghezza di vedute della mia Lesboamica Pavese).
Dunque a pranzo, sorseggiando vino rosso e mangiando ottime
lasagne alle alghe, ho finito per parlare con Fabrico (il marito appunto) di
elettrodomestici, partendo dall’ellittica, passando per l’asciugatrice e arrivando
alla lavatrice.
F:- E che…. lavatrice
hai?-
Io:- Una da 8 kg.-
-F:- ma che marca.-
Io:- Ahem. Una….whirpool?
No, quella era quella vecchia. Non so, ma lava molto bene.-
F, con un fremito nella voce ed un sospetto tremolio all’occhio
destro:- Cioè, tu non SAI che marca e
modello di lavatrice HAI?- Praticamente è come se non sapessi con chi vado
a letto, diciamo.
Io:- Guarda non so, mi
sembra che abbia un nome da donna: Dafne? Lidia? Lycia? Diana? Fabiola?-
A quel punto Fabrico era praticamente svenuto per lo shock,
e dopo avermi fatto visionare 150 modelli di lavatrici dal suo smartphone (col
display? Con una manopola? Cestello alto? Programmabile? Con numeri luminosi
verdi?) ho buttato lì che era una Bosh, e il tremore della sua voce è
scomparso. Una Bosh era cosa buona. (in realtà-verificando- ho scoperto che ho
una IGNIS. Brutta cosa. Brutta persona, sono.)
Abbiamo proseguito il
pranzo serenamente finchè non ha saputo della lavapiatti. Nel giro di poche ore
aveva ordinato su Ebay la pompa nuova per quella povera lavapiatti lasciata
nell’inedia. Naturalmente ha trovato l’affare, aggiudicandosela ad un prezzo
strepitoso. (Ma tu sai, Fabrico, qual è stato il miglior affare della tua vita)
E abbiamo programmato un brico-day a casa nostra, ovvero un
day ospital per la lavapiatti in punto di morte. (In effetti aveva smesso di
funzionare definitivamente il giorno dopo).
Mentre i due bricomariti si chiudevano in cucina per il
delicato intervento, interrompendosi solo per chiedere strumentazioni
aggiuntive (Fabrico, finchè mi chiedi degli stracci, degli asciugamani o dell’alcool
o un secchio, ce la posso fare, anche se mi sembra che tu sta facendo partorire
una cavalla, piuttosto che cambiare una pompa, ma le fascette autostringenti
no, non so cosa siano), io e la mia mia Lesboamica parlavamo delle cose
profonde della vita.
C’è stata solo un’ interruzione in cui Fabrico, facendomi
entrare nella sala operatoria e mostrandomi il paziente a cuore aperto, ovvero
col filtro per di fuori, ha indicato col dito certi sedimenti di origine
sconosciuta che “nun ce devo esse, ste robe là.”
E’ finito tutto in POCHI MINUTI PROBABILMENTE STIMABILI AL DI SOTTO DEI 45'. Trionfanti, i bricomariti ci
hanno fatto entrare in una cucina lercia ma deliziosamente inondata dal
sommesso e musicale rumore della lavapiatti che faceva il suo dovere. Il chirurgo
ha stilato una serie di prescrizioni precise peggio che per un infartuato (il
curalavastoviglie solo una volta l’anno, filtro da pulire tutte le settimane,
rimboccare il sale).
Dopo un pranzo rinfrancante a base di ragù antidieta, il
Gmarito si è lasciato sfuggire che il microonde non funzionava più (da due anni
svolge l’unica funzione di portapane e nascondiglio per caramelle), quindi
abbiamo sorseggiato il caffè attorno al forno delonghi sventrato. In 10 minuti
il pezzo da sostituire è stato ordinato su Ebay per 12 euri.
Grazie Fabrico!
In calendario abbiamo un altro meraviglioso Brico Day!
Mi sembra già che il frigo emetta strani rumori. A me piace
quello della smeg. Doppia porta. Rosso ferrari.
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pompa-scultura e due super tisane |
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