7 dicembre 2018

foto, calendari, avvento, recite

il calendario dell'avvento:

Quest'anno non l'abbiamo, per mia sbadataggine colpevole. 
Ma l'abbiamo sempre avuto. Quello vero, cioè quello in cui si aspetta (quel) Qualcuno. Che non è il corriere Amazon, ma Gesù Cristo.
Il nostro calendario era fatto di carta, con gli sportellini e il presepe disegnato, o in legno coi cassettini, oppure con 25 mollettine che contenevano un messaggio o una preghiera, di solito autoprodotto.
Quest'anno accendiamo solo le candele, una per ognuna delle sei settimane dell'avvento (che fortunati noi lombardi, valeva la pena trasferirsi solo per il rito ambrosiano)
Sabato scorso Catwoman scandalizzatissima mi dice:
- Mamma, in oratorio un bambino ha detto che ha due calendari dell'avvento.-
- ah.-
-Ha detto che ne ha uno di Cars e uno di StarWars. Ma scusa che c'entra Cars con il Natale?-
-Beh in effetti...-
-insomma allo sportello del 25 cosa c'è?-
- Forse nasce una piccola automobilina.- Faccio una battuta ma dentro mi viene lo sconforto.
Immagino una natività con Leyla Organa, Yan Solo e il pastore Chubacca, Gesù non lo posso immaginare, va oltre le mie forze emotive.
-E in quello di SatrWars nasce yoda? Scusa NON HA SENSO. (La frase preferita di CatWoman) e poi mi dice, tu che calendario dell'avvento hai? e io dico, abbiamo le candele. E lui sai cosa mi ha risposto: ma come, MANGIATE LE CANDELE? Perchè per lui i calendari dell'avvento sono solo coi cioccolatini...-

Hai ragione, CatWoman, non HA SENSO.


la foto di natale di classe

Come ogni anno c'è l'obbligo morale di acquistare una foto di classe in un formato A3 impaginata su uno sfondo kitch ed una grafica bulgara, corredato di calendario 2019, alla modica cifra di 8 euro.
Ormai ho piegato il capo al giogo dell'esoso merchandising scolastico che ha come finalità-più o meno occulta- di finanziare piccoli interventi o materiale scolastico a causa delle risorse limitatissime degli istituti.
La santa rappresentante della classe 1b, che a quest'ora si sarà già amaramente pentita di essersi immolata, dopo avere diramato disperati moniti di versamento dei contanti, ha incaricato sua madre all'uscita della scuola, per potere raccogliere la quota della solite madri ritardatarie (ovvero io).
Dunque sulla fatidica chat, inesorabile come il Destino, ha fornito gli elementi per intercettare la madre delegata suo malgrado al ritiro dell'obolo.
"troverete mia mamma in cortile della scuola, è mora ed ha una meche lilla. Potete lasciare a lei i soldi"
Sostanzialmente ha obbligato la madre a tingersi il ciuffo di viola per potere essere riconoscibile.
Io l'avrei trovata anche senza quel particolare, perchè entrando in cortile ho visto questa signora spaesata e in preda all'ansia che ravvivandosi il ciuffo violetto, si guardava attorno supplichevole.
Sono subito arrivata da lei, a salvarla. 
-Non ha un foglietto in cui scrivere i nomi? Una busta dove mettere i soldi?- Mi ha chiesto. Ci siamo barcamenate con una confezione vuota dei fazzoletti "tempo" peraltro fornita da lei stessa, mostrandomi come al solito non all'altezza della situazione.
- ma poi, chissà come sarà questo calendario?- Mi chiede una volta risolta la questione.
- Ah, glie lo dico io. E' una bruttissima foto..- Non ho resistito. I miei freni inibitori erano andati. 
-come bruttissima...?-
-Bruttissima. Con uno sfondo natalizio orripilante e di lato il calendario di tutto l'anno 2019 in un foglio enorme, che non entrerà mai in nessuna cornice-
La signora  mi ha guardato con sconforto.
-perchè dice bruttissima?-
Poveretta. Ho avuto pietà. In fondo è Natale.
-No, vabbè, sa una di quelle cose natalizie. Non è poi COSì brutta, cioè i bambini son carini, poverini. Al massimo ritaglia via tutto intorno e tiene la foto. Comunque grazie di tutto signora - e mi sono eclissata per mettermi a tacere.

Sono una brutta persona

recite ne abbiamo?

Ieri sera leggo la chat di classe, perchè negli ultimi 15 minuti è arrivata una mitragliata di 57 messaggini. Cosa sarà successo? Un'epidemia di colera a scuola?
- FANTASTICO!- esclamo, suscitando la curiosità di figliolanza e marito.
- Che c'è? cosa? chi? come?-
- Cioè no, volevo dire CHE PECCATO! NOOOOO! NON CI VOLEVA... hanno annullato la recita scolastica di Super Mario- (dissimula! Faccia triste! Faccia triste! lacrime ne abbiamo? non ferire il cuore innocente dei tuoi figli)
- Ah, sì, mamma.-Mi dice Supermario con l'aria di chi vuole consolare una madre affranta- c'erano troppi assenti e non facciamo più la recita.-

YESSSS!

-...però facciamo le canzoncine, non preoccuparti.-

Vabbè le canzoncine durano meno.

-...e poi la merenda in classe-


Vabbè, noi avremo il dentista.

l'imprevisto

Ad un certo punto, mentre pianificavo il mio pomeriggio di libertà in cui avrei fatto shopping spericolato con mia madre giunta da pochi giorni nelle lande desolate del nord, suona il cellulare.
Un numero fisso-sconosciuto- col prefisso locale.
Un numero fisso in un mondo in cui tutti usano il cellulare è foriero di cattive notizie. Fosse stato un numero di Milano c'erano ampie probabilità che volessero propormi il sistema di depurazione dell'acqua o un modo per risparmiare sulle bollette.
Il prefisso di Roma mi dava la certezza che fosse ancora la Telecom che da 10 anni cerca disperatamente di recuperare i suoi vecchi clienti.
Da Firenze chiamano invece per offrirmi olio autentico Italiano e non le basse imitazioni che provengono dalla Grecia.
Il numero fisso locale ha un piccolo margine di probabilità che possa essere l'agenzia immobiliare che ti chiede se qualcuno nel tuo palazzo (possibilmente proprietario di immobile) fosse morto.
Invece era la peggiore delle ipotesi.
-Buongiorno sono la maestra L.- (sopra alla mia testa compare un fumetto contenente parolacce-rivolte al destino beffardo-sottoforma di emoticon che ancora non sono stati inventati)
- Dovrebbe venire a prendere SuperMario perchè un bambino gli ha dato un pugno in faccia e potrebbe avergli rotto il naso-
Così sono andata a scuola a prenderlo.
L'ho trovato con un guanto di gomma ripieno di ghiaccio adagiato sulla faccia, sembrava un travestimento Halloween. Ma tutto sommato non stava così male, era solo attonito.
Ricostruendo l'accaduto tramite testimoni oculari, pare che un bambino di un'altra classe, senza apparente motivo e senza che ci fosse alcuna interazione tra loro in corso, gli abbia mollato un cartone.
Visto che non sono una che spreca energie in tragedie inutili, il naso non sembrava rotto, SuperMario era più contento che dolorante, il mio shopping pareva salvo.

Tornando a casa SuperMario rielabora a modo suo l'accaduto:- Anche alla materna c'era un bambino picchiatore. Sai, forse gli è partito un pugno-
-Come un pupazzo a molla?-
- Si, esatto.-
- Beh, dai oggi non ti porto a ginnastica sennò ti esce ancora sangue dal naso...-
- Ah, ok. Quindi oggi è una piccola vacanzina-

SuperMario è uno da bicchiere mezzo pieno.

In ogni caso lo shopping scatenato con mia madre ha prodotto solo due dolcevita di colori bon ton. Se guardavo altre cose un pò più strane, faceva quella faccia.
Quella in cui arriccia il naso, e poi commenta:
-...quel rosuzzo...- 
-...quei brillantinuzzi...-
-...così corto?-
-...così largo?...-
- ...è un pò slagno ...-(molle, straccetto)
- No ma se a te piace...- (hai quarant'anni e non sono più nella condizione di vietarti l'acquisto di cose orrende)
Niente da fare l'unico vero shopping per me è in solitaria. Quello con la Madre è un'altra cosa. Una cosa (bellissima) tra madre e figlia. Molto BonTon.

Quando sono tornata dal mio shopping moderatissimo e parsimonioso, SuperMario, rimasto a casa coi fratelli a godersi un film, mi accoglie sulla porta e mi dice:- Mamma, ho messo in freezer il tacchino che avevi lasciato sul tavolo perchè avevo paura che diventasse marcio-
Era la cena per stasera, ma vabbè. Un ricongelamento di carne cruda scongelata non ha mai ucciso nessuno. O forse no. Ma è stato carino da parte sua preoccuparsi della carne che andava marcendo sul tavolo della cucina, avezzo ad una madre smemorata e pasticciona.


30 novembre 2018

presto starò bene

 Dedicata ad A. M.

presto starò bene:

la tenebra aggrappata
alla gloria dorata del giorno
allenterà le dita
scivolando nell'abisso
da cui lentamente
risaliva.

Presto

smetteranno
di bisbigliare il tuo nome,
le cose di questa terra,
di scucire i fili
del ventre, del cuore mio
vuoto
e stillante.

Presto

le crisalidi,
nella loro parvenza di morte,
cesseranno d'essere
sarcofaghi in attesa trepidante
della fine dei tempi.

Presto

sarà tutto casa:
i passi sui pavimenti,
i vestiti sulla sedia,
le strade abituali
che conducono alle destinazioni della vita,
l'accalcarsi di volti e mani,
di piatti e briciole,
di cuscini bagnati.

Presto

l'orizzonte
che sospende il sole antico
come un volto sorgerà,
sorgerà come il primo mattino,
in cui ogni cosa sorrideva,
sorto dalla polvere.

Presto

-vedrai-

presto starò bene:

è la tua stagione,
tutta tua, personale,
nel calendario dell'avvento,
che noi solo conosciamo:
ci sono mille e mille
finestrelle,
prima di aprire finalmente
quella tutta d'oro.