20.9.17

madri e uomini

Mi chiama Madre, perchè mamma è da pappamolla
Mi fa dei complimenti del tutto specifici:- Brava, madre, hai riordinato perfettamente la sezione della libreria che mi interessava.- Non sono abituata che qualcuno si accorga di quello che faccio a meno che io non lo sponsorizzi per casa con un megafono.
Quando tiro dei porci perchè non mi riesce di fare qualcosa, emerge dalla tana in cui si rinchiude tutto il giorno e sbuca fuori. Si sente uomo e mi chiede.-Hai bisogno, Madre?-
E' Megamind.
Se mi deve chieder qualcosa fa lunghe premesse intrise di ironia, così irresistibili, che non riesco ad arrabbiarmi.
-Madre...lo so che ieri mi avevi chiesto se avevo bisogno di qualcosa in cartoleria e io ho detto no e tu mi avevi argutamente chiesto se ero sicuro e io ho ribadito di no. Ma tu lo sai quanto io sia tra le nuvole, perchè penso molto, e d'altra parte ero certo che tu ce l'avessi, del cartoncino bristol, perchè tu hai sempre tutto.Ce l'hai? No, perchè altrmenti si dovrebbe provvedere a comprarlo-Ha tutta una serie di risposte pronte, sfuggenti e leggere, che cadono dall'alto dei suoi 165 cm.
-Megamind, bravo, hai lavato bene i piatti, stavolta. Hai messo lo strofinaccio, tutti ben allineati.-
-Grazie, madre. Lo so.-
- Bene.-
-Madre....Veramente...se devo essere sincero...li ha lavati WonderWoman-
-Ma dai! Megamind! ti stavi prendendo un complimento non meritato impunemente? Ma non ti vergogni? E poi oggi non toccava a te?-
-Non ti preoccupare, ce li gestiamo io e Wonder i turni per lavare i piatti...e poi lo sai...io non posso lavarli bene...sono un uomo-
-EH, NO caro! Lo sai che questi discorsi che "io sono uomo" mi fanno imbufalire su certe cose, eh!-
-Ma io l'ho imparato da te: non dici sempre "ah, era impossibile che tu trovassi quella cosa, d'altra parte sei un uomo!" E quindi vedi, che ci sono cose che gli uomini non POSSONO fare bene.-


Il mio ragionamento che filava così bene si è inceppato in un punto ma non riesco a capire quale.


19.9.17

arrendersi

E' quando le persone o le circostanze mi costringono a fare qualcosa, i paletti, le sbarre, la fatica, la necessità, che mi capita di imbattermi nella bellezza.
Perchè ciò che è facile non sembra altrettanto prezioso.
Perchè nella coercizione la bellezza risplende di più, mi sorprende.
Mi rende grata.
Restituisce equilibrio.
Mi dibatto, mi arrabbio, fatico e sbuffo, e poi arriva quell'attimo.
Di bellezza. Che ripaga. Che stupisce.


Perchè domenica il Gmarito doveva andare a Lugano al lavoro (cose di software e banche).
Aveva bisogno che l'accompagnassi in auto in quanto infortunato ad una spalla da un piccolo intervento che noi chiamiamo affettuosamente "asportazione della terza palla".
E quindi la Gfamily si è svegliata alle 6.00 con un corale sforzo immane, ma con la prospettiva di approfittare e fare una bella gita, visto che fortunosamente il cliente in questione non si trovava a Quarto Oggiaro.
E poi, ha lo stesso guidato il Gmarito, perchè a meno che non sia moribondo o abbia perso i sensi, oppure l'uso del braccio, non ce la fa. A vedermi guidare con LUI A BORDO. E'un uomo affetto da fobie strane.
Siamo arrivati in Switzerland alle 7.45.
Abbiamo lasciato il Gmarito davanti alla banca, e io mi sono addirittura avventurata per le strade vuote alla ricerca di un parcheggio, procedendo a 30 all'ora, terrorizzata da possibili trappole viabilistiche svizzere.
Alle ore 8.20 camminavamo sul lungo lago intralciando l'unica categoria di folli in giro alla domenica a quell'ora, ovvero runner velocissimi e spazientiti e svizzeri.
Abbiamo girato per il centro desertico.
- la svizzera mi sembra piuttosto deprimente- commenta Megamind, che non porta l'orologio e vive nella sua bolla temporale
Abbiamo guardato le vetrine.
-Oh, peccato che questo negozio di borsette sia chiuso, volevo entrare a guardare- Si lamenta WonderWoman guardando Gucci. Sarebbe stato bellissimo farla entrare a stoccacciare con dita unte le borsette di gucci davanti ad una commessa orripilata.
CatWoman osserva critica: -Mamma ci deve essere un errore, è impossibile che una borsa costi 4000 franchi.Mica è una macchina! Anche se i franchi svizzeri valgono un pò meno degli euro, sono sempra un sacco di soldi. E poi mizzeca (le piace dire mizzeca) è bruttissima.-
Wonder mi chiama da un'altra vetrina:- Guarda, mamma, ho trovato una cosa che costa meno di 1000 euro! Un coltellino svizzero!-
SuperMario intanto gioca a uccidere i cloni facendo il rumore della mitragliatrice.

Alle ore 9.30 ci siamo concessi una colazione porcissima nell'unico posto che ci pareva garantire una spesa alla nostra portata, ovvero il MacDonald cafè.
Poi siamo andati al Parco di Lugano, bellissimo. Inaspettatamente bellissimo.

-Ragazzi, attenti che qui gli svizzero multano per ogni cosa- Li terrorizzo prontamente.
-Ma che vuol dire non calpestare il tappeto erboso. Mica è una tappeto. E' un prato.- CatWoman adora i cartelli con i divieti.
-Se guardi bene, noterai che è un tappeto. Quindi non calpestarlo.-
-Maaaammaaaa, SuperMario sta calpestando il tappeto sabbioso, adesso ci multano!-
-No direi che la sabbia possiamo calpestarla. Ma non traumatizzate le anatre, per piacere-
Dopo essere giunti agli scivoli, bellissimi, ci ha raggiunti il Gmarito, bellissimo anche lui.
I colori erano i miei. Quelli con cui disegnerei sempre.

Poi io pensavo che Lugano facesse schifo, perchè l'avevo confusa con Locarno, ma si sa, che la geografia è la mia spina nel fianco.
E quindi, stupore.













18.9.17

treni in corsa

Mi è venuta in mente una foto
sono seduta su un muretto, dietro un cielo azzurro marino, pantaloncini beige e una camicia a quadretti bianchi e rossi vichy, abbronzatissima, capelli corti che montale definirebbe un groviglio breve al vento.
Ero a Grado, o giù di lì (mica posso pretendere precisione geografica a distanza di -OmG!- 25 anni. La geografia è la mia spina nel fianco), a passare una vacanza al mare (c'è il mare a Grado? devo  controllare celermente) con le amiche del Liceo, a casa di un compagno (intelligentissimo e un pò sfigato oppresso da una madre castrante e come se non bastasse germanica) - più precisamente a casa con sua madre-.
Ricordo quella foto, anche se non so dove ora sia, onestamente.
Di quella settimana ricordo alcune cose, spiagge bianche e una vecchia casa bellissima con giardino, e sua madre che cercava di ucciderci con il cibo in quantità pantagrueliche, noi quattro che eravamo nella fase in cui ci sentivamo sempre e comunque grasse benchè io fossi al di sotto dei 55 chili.
In quella foto sorridevo molto.
Ma chi ero, cosa pensavo, e se sono la stessa persona, questo è un mistero.
Perchè il tempo frammenta l' io in milioni di schegge come uno specchio rotto, e c'è l'illusione che il frammento del presente sia quello che mi restituisce il mio vero io.
Uno, nessuno centomila.
Una volta scrissi qualcosa riguardo al fatto che Pirandello possa avere espresso in prosa ciò che la psicanalisi all'inizio del secolo scorso ha portato alla luce: l'unità del nostro io è un' illusione.
Al di sotto del pelo della coscienza, altre profonde verità non del tutto conoscibili sulla nostra essenza si agitano nell'oscurità.
Persino l'unità di luogo, di tempo e di spazio nella letteratura è un artificio. L'uomo rimane un enigma difficilmente riconducibile ad una unità.
Una volta paragonai questo shock culturale e filosofico a quello figurativo di Picasso del periodo cubista. Nemmeno nella sua rappresentazione, l'uomo poteva rimanere integro: non avrebbe rispecchiato la verità.
Ci sono dei periodi della mia vita in cui i ricordi sono ancora più sfocati, nonostante siano più recenti.
Per esempio quando ho vissuto a Milano da studente. Come se mi trovassi su un auto in corsa, non ho memorizzato nomi di persone con cui ho condiviso pezzi di vita, e con essi temo di aver dimenticato anche il mio stato d'animo, i miei pensieri, quella vita vissuta.
Com'ero, cosa pensavo di me e del mio futuro.
Sono cose che sono andate perdute e ora vorrei raccoglierle tutte, ricordare ogni cosa con una consapevolezza diversa. E' diventata un pò una ossessione. Avere dimenticato tutti quei nomi, avere dimenticato tutti quei giorni, e chissà quanti accadimenti sbiaditi nel passato senza traccia e senza immagini.
Forse oggi ho quella consapevolezza? O è solo l'illusione della scheggia del presente?
Alla Me di vent'anni vorrei dire tante cose, cose urgenti. Sarebbero cose che la mia giovane Me Hysterik non riuscirebbe a capire, a sentire, come in quel racconto di Buzzati, in cui, ai passeggeri di un treno in corsa alla massima velocità alcune persone rimaste a terra tentano di fare arrivare un avvertimento, qualcosa che sta accadendo di cui loro non sospettano nulla, qualcosa che forse ha a che fare con la loro destinazione: ma il foglio su cui lo scrivono arriva stracciato e le grida che lanciano ai viaggiatori sono incomprensibili e lontane.


Chi mi restituirà la Hysterik autentica? Quella tutta intera?
Qualcuno che avrà conservato tutti i pezzi e li rimetterà assieme, e quando sarà il momento mi chiamerà per nome e io mi riconoscerò.


eh, vabbeè. Sono una persona molto serena.
La serenità in persona.