18.1.18

paure moderne per madri al passo con i tempi

Adesso noi madri e padri dobbiamo guardarci anche da internet.
Wifi maledetto
Perchè, nella migliore delle ipotesi, i figli cazzeggiano tutto il giorno sul web, e prendono voti pessimi a scuola.
Nella peggiore incontreranno zingari virtuali rapitori di bambini, blogger lobotomizzati che li trascineranno sulla via della superficialità culturale, siti pornografici o zoofili.
Ora, senza che neanche ce ne accorgessimo, subdolamente, strisciando e insinuandosi sottoforma di regali di compleanno, natale o altro, malefici dispositivi tutti dotati di wifi, hanno invaso casa nostra.
Solo pochi anni fa, in casa c'era un solo pc.Per il quale occorreva fare istanza. W'up era unico per tutti, cosa che ha fatto prolificare i gruppi in maniera tragica. Ma avevamo il controllo.
Ora invece- all'improvviso- abbiamo:
- due telefoni smartphone dei Fantastici maggiori.(inevitabile: puoi rinunciare a w'up e rimanere tagliato fuori dalla chat di classe, di scout, di coro, dei maschi, di catechismo, della festa di compleanno? No, a meno che non si voglia che il proprio figli diventi un emarginato, disadattato, e usufruisca dell'alibi dell'ignoranza)
- Un Pc in camera di Megamind, ufficialmente ragalato per fare ricerche sul web, guaradre documentari di Piero Angela e controllare il registro elettronico della scuola (hahahahaha!)
- un tablet ragalato da un incauto nonno per la cresima di WonderWoman, il quale, provvidenzialmente rottosi per opera dello SpiritoSanto in persona, è stato poi aggiustato dal suddetto nonno che si è inconsapevolmente reso complice del Demonio.
- il pc mio (mio per modo di dire, nel senso che quando un giorno mi sono seduta alla scrivania della sala per controllare una cosa, SuperMario mi ha guardato e mi ha chiesto:-Mamma! perchè sei qui? E non sei in cucina?)
- l'ipad del Gamrito al quale viene continuamente cambiata la password per impedirne l'uso, ma i fantastici sono peggio degli Hacker e riescono ad impadronirsene continuamente.
- la smart tv. Ovvero un telefonone gigante.

Tutti questi apparecchi (e parlo consapevolmente come mia nonna) chiamano dai loro schermi, con voce suadente di sirene omeriche, i miei incauti bambini, allo scopo di mangiargli il cervello.
Un giorno, sono andata in camera dei maschi e trovo Megamind che si guardava i trailer dei film compulsivamente.
In camera delle bambine WonderWoman si stava rimbambendo con una soap-opera spagnola da adolescenti sullo smartphone, e Catwoman nascosta sotto alle coperte, dopo avere hackerato l'ipad, guardava un video su come fare lo slime con dentifricio, schampoo, nitroglicerina e schiuma da barba.
SuperMario intanto si stava guardando una roba non identificata sottoforma di cartoni alla tv. (l'unica attività in effetti approvata dalla sottoscritta)
Almeno una volta la tv unica riuniva tutti davanti alle stesse immagini, era quasi una commuovente scenetta domestica, al confronto.

Ammettiamolo:
Quando sono connessi, diventano i figli ideali.
Ma sono disattivati dal mondo e dal tempo. 
Non litigano. 
Non si annoiano. 
Non sporcano. 
Non fanno disordine. 
Questa è una di quelle (numerose) situazioni in cui la Madre deve farsi violenza fare quella cosa terribile che si chiama
"è per il tuo bene, amore" 
e che tutti i coinvolti detestano.
Dunque si abbandona la tranquillità fittizia dei figli lobotomizzati, e ci si impantana con le regole.
E dunque, raccolti tutti nella piazza domestica, ovvero la cucina, si dà il via al Grande Proclama.
"Adesso basta!
D'ora in avanti avete solo un'ora al giorno massima da usare su qualsiasi dispositivo dotato di schermo con o senza connessione a internet e nella fattispecie:
smartphone
tablet
tv
pc
wii
nintendo
L'unico dispositivo elettronico concesso senza limitazioni è il lettore mp3, il termometro digitale e il contapassi.
Ogniqualvolta volete usufruire della vostra ora dovete fare istanza (anche solo verbalmente), dichiarare COSA vedrete, e mettere un timer. Se barate, perdete l'ora per due giorni.
Sono concesse deroghe per ricerche su iternet debitamente documentate alla sottoscritta.
L'uso può essere anche frazionato in due mezz'ore in due momenti diversi della giornata.
Ogni abuso verrà punito con modalità decise dall'autorità genitoriale suprema.
Non è consentito apporre ricorso."

Questo comporta l'attivazione di un servizio di gendarmeria che toglierà tempo, voce, modalità zen, alla sottoscritta.
E' tutta una fatica.

Ora i Fantastici, che da una settimana sono sottoposti al regime, si aggirano come deadh mans per la casa e con voce affievolita dall'inedia annunciano al mondo che stanno morendo di noia.
("la noia fa bene ai bambini" ah lo so, lo so. Lo dicevo sempre anche io. Quattro figli che si annoiaino però sono una catastrofe.)
Alla fine chi ci rimette sono  sempre, e comunque, io.


15.1.18

Il lato sinistro


L'emisfero del cervello definito creativo è il destro, ma nel mio caso dev'essere il sinistro.
(A meno che a me non manchi un emisfero, e ne abbia solo uno, a quel punto destro o sinistro non importa molto)
Perchè nella vita, il lato sinistro è il mio preferito.
Per esempio, questi 2 disegni. 

In uno il personaggio sta partendo per un viaggio. Nell'altro sta tornando a casa.
Il 90% delle persone indicherà il personaggio che va verso sinistra come quello che torna a casa.
Non so perchè, sicuramente c'è una ragione, ma mi piace pensare che il motivo sia perchè a sinistra si torna verso se stessi, è la dimensione più esistenziale e spirituale.
Per esempio io so disegnare molto meglio le facce che guardano a sinistra.
Se guardano a destra i miei personaggi sono più brutti.
Quindi guardare a sinistra (e non c'entra il PD), verso la propria interiorità, rende belli.
Almeno nel mio ordine della cose, di disegnatrice imperfetta.

Guardare a destra è la direzione dell'andare, dell'avventura, dell'esplorazione, ma (per quello che mi riguarda) rende più brutti: infatti è la tipica prerogativa maschile.
I miei profili di fanciulle che-loro malgrado- devono guardare a destra, sembrano tutte dei trans.

La mia chiappa sinistra è decisamente più soda e magra di quella destra.
L'occhio sinistro ci vede meno, e io questo lo considero un pregio, perchè l'eccesso dei particolari mi confonde, e una vista sfocata aiuta la sintesi. Nel disegno la sintesi è fondamentale.Non altrettanto alla guida, d'accordo.Non a caso l'incidente si chiama SINISTRO.

Il (mio) lato sinistro è il rifugio, il lato del letto in cui dormo, è la grotta delle favole, è il mito della caverna di Platone, l'illusione, il sogno, la spontaneità, l'istinto, la sindrome premestruale.
Il lato destro è cristallino, è la razionalità, il sole della ragione, la ricerca della verità, il maschio che sa orientarsi senza cartina e navigatore.
Apollineo e Dionisiaco.
D'altra parte a dimostrazione di questa coltissima tesi basti pensare che il bagno delle donne è a sinistra, quello dell'uomo a destra.

Il sinistro è un pò sfigato anche etimologicamente:
"questa casa è sinistra", vuol dire che crollerà, o è infestata dai fantasmi.
Pure in latino laevus vuol dire sia "posto a sinistra" che "scemo".
In inglese right, mi dicono dalla regia, vuole dire - oltre che destra- ok, giusto, fico.
Sono molto affezionata a ciò che è sinistro, perchè è un pò imperfetto e pieno di ombre, decisamente più affascinante.

Eh, non so, sono gli oziosi e sinistri pensieri della notte quando non si riesce a dormire a causa dell'ulcera gastrica.


11.1.18

IL MAGICO POTERE DI USARE IL LANCIAFIAMME


In linea di massima gli oggetti che accumulo io sono:
oggetti rotti per i quali esiste ancora la pia illusione di prendere una laurea in elettronica o meccanica e poterli riaggiustare
vestiti nei quali un giorno vorrei rientrare
vagonate di sorpresine Kinder
ma soprattutto
oggetti di scarto per fare lavoretti.
Quei lavoretti che su pinterest sono fighissimi: come costruire una libreria con le cassette della frutta. Nelle case americane sono così shabby o industral.
In casa tua fanno solo favelas, fosse pure in cameretta.

Le mie regole per il decluttering

Prendi:
un sacco della spazzatura
una scatola per gli oggetti da donare
una scatola per gli oggetti da riciclare
molti sacchi della spazzatura indifferenziata

recatevi nel luogo recentemente degenerato in discarica abusiva.
Poichè il lanciafiamme non è ancora oggetto di libera vendita, cominciate a prendere un oggetto per volta.
Lo guardate.
E vi domandate:
-mi serve?
-mi rende felice?
Ma poichè:
- se vi servisse non si troverebbe nella discarica abusiva di casa vostra
- se vi rendesse felici non avreste il desiderio di acquistare un lanciafiamme
l'unica domanda da porsi è quella retorica:
perchè non l'ho gettato via prima?
Quindi, prendete un oggetto alla volta.
Non guardatelo.
Gettatelo nel sacco.
Il sacco non va mai riaperto. Ciò che entra nel sacco è come l'anima dannata che ha oltrepassato lo Stige.

Per eliminare la tentazione di ripescaggi, usate lo stesso sacco per gettare assorbenti usati, o la lettiera dei gatti.
Assaporate lo spazio che si crea man mano davanti a voi (finchè non comincerete a riempirlo con altri oggetti nuovi).

L'unica cosa che non riesco a buttare via sono le matite.
E i tubi di cartone con cui SuperMario costruisce i suoi "bazunka".