12.8.12

vacanze

Grazie a tutti dei pensieri, degli auguri, delle congratulazioni.

Domani partiamo per la montagna, nella Valle Delle Mele dove ci aspettano i porcellini, i nonni di Bologna, strangolapreti, stinchi di cervo e funghi porcini con polenta.
Il Fagiolo per ora è buonino, nei rari momenti in cui non è attaccato a ventosa a una tetta.

Il mio stato di salute è molto vicino alla rottamazione: la pancia è tagliuzzata e sembra ci sia rimasto dentro un gemello. I piedi sono grossi come cotechini. Le tette stanno subendo l'esperienza di ciucciamento più estrema, praticamente sono sottoposte al sottovuoto tanta è la forza di suzione della bocca-ventosa del Fagiolo.
Ma non mi preoccupo.
Tanto ora tutti guardano solo "il bambino".

Ora ribattezzato, forse provvisoriamente, SuperMarioBros.

Vi auguro buone vacanze. Può anche essere che tra i meli abbiano installato un'antenna wi-fi, in quel caso, potrò aggiornare il blog.


11.8.12

il fagiolo col pisello

il fagiolo ha il pisello!
in attesa di avere tempo per un post fatto come si deve, comunico brevemente che nell'accogliente ospedale di InCuloAiLupi, è nato il Fagiolo. Col pisello.
Naturalmente ora urge un nome appropriato, perchè i porcellini sono diventati 4 e quindi la perfezione favolistica viene meno.
Come potrei chiamarli.
I 4 cavalieri dell'Apocalisse?
Mi prenderò Agosto per pensarci.
...come è andata?
MA E' STATA UN PASSEGGIATA, NATURALMENTE!

(E come no.)
A presto ulteriori aggiornamenti.

6.8.12

la dolce attesa dei papà

Noi donne cominciamo la (dolce) attesa quel fatidico giorno in cui sul test compaiono le due famose lineette (o cerchio, o segno più, eccetera).
Una dolce attesa che a volte è anche un pò acida (di reflusso gastroesofageo), un pò salata (delle lacrime da tempesta ormonale), un pò amara (quando alla stanchezza cronica  si aggiunge la stanchezza gravidica), un pò stucchevole (quando ci lasciamo andare con la fantasia ad immagini di repertorio contenenti mamme felici e radiose con in braccio bambini nudi, biondi e dormienti).
Una dolce attesa che dura 9 lunghissimi mesi, durante i quali maturiamo la famosa consapevolezza che avremo un figlio. E che un figlio è per l'eternità.

E gli uomini? Ovvero, i padri?
La loro attesa comincia lo stesso giorno in cui sono consapevoli dell'irreversibilità della cosa: che sta per nascere loro figlio.

E cioè quando l'ostetrica dice:- spingi!-

Oppure, come nel caso del G marito, oggi. Il quale, alla vigilia del parto programmato mi chiama alle ore 10,15, mi chiede:-Come va?-
E poi mi dice:- Cerca un pò su internet una macchina 7 posti usata, vah.-


5.8.12

conto alla rovescia







E' arrivato il momento di salutare il pancione.
Di fare le ultime cose. (non so quali, ma ci saranno pure delle ultime cose che non ho ancora fatto).
Di dormire una notte di filato.
Di godermi queste ultime ore di attesa.
Perchè nell'attesa dell'Evento, c'è il seme della felicità.
Come diceva Leopardi.
(Noto per il suo ottimismo)






3.8.12

melo dramma

Chi mi conosce sa che io ho tendenze al melodramma.
Tutto quel che accade mi colpisce per la sua irreversibilità.
Per cui, una partenza mi ricorda la morte.
Un saluto mi fa pensare ad un addio.
Una vecchia foto, mi fa piangere.
I filmini non ne parliamo.
Non parliamo dei filmini.
Che sono la dolorosa prova che le persone ritratte (che parlano, si muovono nella luce, ridono) sono in realtà tutte morte.
O perchè sono davvero morte, o perchè quella persona, quella lì, presente in quel momento, con quella età, che sta dicendo quelle cose, fosse anche stato ieri, non esiste più. E' già tutto passato: quell'istante, quel tono della voce, quello stato d'animo, quella particolare luce del giorno.
E vabbè, ve l'avevo detto.
Insomma, per farla breve, un pò tutto mi fa pensare alla morte.
(no, non vedo la gente morta, però)

Tra ieri e oggi i miei porcellini sono partiti. La piccola porcellina nr 3 è andata in montagna con la zia e i cuginetti.
Stamattina alle 5.00 il porcellino nr 1 e la porcellina nr2 sono partiti con il G marito verso la vacanza parrocchiale delle Famiglie, in Trentino, durante la quale vengono affidati a due famiglie "adottive" di due amici, per una settimana.

Quattro partenze sono troppe per me.
Bambini che partono verso le campagne durante la guerra per scappare dai bombardamenti.
Donne morte di parto.
Orfani e vedovi.
Oppure orfani e vedove.
Lettini vuoti.
Tazze della colazione nel lavandino.
Letto matrimoniale disfatto solo a metà.

Devo distrarmi, ma sono stata TROPPO efficiente (anche se mai abbastanza, per il G marito): ho già fatto tutte le possibili valigie, anche per il dopo parto.

Se ci sarò ancora.


premio!


Ho ricevuto un premio, grazie, ste!

2.8.12

la talebana del pannolino

Una volta ho sentito parlare di una ragazza che conoscevo che aveva comprato per la prima figlia i pannolini lavabili.
Ma questa è veramente pazza. Ho pensato naturalmente. Questa sarà una che fa il detersivo con la cenere. Che mangia polpette di tofu. Che non avrà la televisione. Che non si depila. Probabilmente non si farà fare l'anestesia dal dentista perchè le piace  masochisticamente soffrire nature.
Di tutto ciò solo l'ultima affermazione si è rivelata mendace.
Comunque io la deridevo, in cuor mio e immaginavo la talebana del pannolino alle prese con pezzuole bianche appese a corde tirate in salotto tra la libreria priva di tv e il tavolino equo e solidale di legno non trattato contro i tarli.
(sono acida? oh, si sono molto acida e anche piena di pregiudizi)

 Poi non so cosa  successo al mio cervello. Sono diventata madre.
Ho stoccato migliaia di pannolini usa e getta sporchi di cacca in veranda, spostando di volta in volta sacchi (letteralmente) pieni di m***a ogni venerdì, per la raccolta differenziata, che producevano un gas che nemmeno le armi chimiche. Tutto questo per circa 5 anni, alcuni dei quali motiplicati per tre.
Per non parlare della spesa.
Il mio cervello si è modificato.
Ho cominciato a informarmi sul web, constatando che l'autoproduzione, oltre ad essere molto trendy (la qual cosa non mi interessa affatto) è anche assai divertente e creativa e sopratutto ti dà una illusione di libertà dal condizionamento mediatico del consumismo più spinto.

Non mangio polpette di tofu (ma un giorno proverò a farle), ma ho fatto il detersivo in casa (il meno complicato).
Alla fine si tratta dei rimedi della nonna, con una spruzzatina di glamour e attenzione all'estetica.
E inoltre anche con un valore educativo contro lo spreco, promuovendo la creatività, -non guasta- un tocco di sana ecologia-.

In realtà ho scoperto che mi si addice molto.
Che finchè non avessi comprato un mobiletto equo e solidale di legno non trattao, sarei stata salva dalla talebaneria.

E poi i famosi ciripà, di spugna e mutandoni di stoffa o plastica, non hanno nulla a che fare con i pannolini lavabili del 2000 (e  dodici): colorati, impermeabili, di tessuti tecnici traspiranti e esternamente coloratissimi. Leopardati, a righe, a cuoricini , hellokitty (che non manca mai). Fichissimi.

A tutt ele persone che mi chiedono: cosa posso refgalarti di utile per il quarto figlio? Ormai avrai già tutto!-
Rispondo- Ma un bel pannolino lavabile, of course. ( che costano circa 18 euro l'uno, comunque, se non lo sapete)-
Mi guardano come una talebana.
E poi rispondono:- Guarda, mmm, ti prenderò un maglioncino di lana per l'autunno, eh.-


evabbè, allora.
Meno male che c'è ebay.