
Ho imparato.
Ho imparato che ogni incontro è unico, e a volte non sai che hai salutato una persona per l'ultima volta.
Prima del lockdown non sapevo che non avrei fatto la Comunione per mesi e che la mia sudata messa delle 7,30 del mattino che stavo disertando per pigrizia, sarebbe diventata ai miei occhi una cosa preziosa e perduta.
Tutto sembra sempre a portata di mano, differibile, una semplice opzione controllabile.
E invece tutto è dono, e le cose non dette, se si perde l'occasione, un giorno potrebbero restare per sempre pietrificate nel rimpianto.
Ho imparato che lavorare la ceramica è un processo di creazione quasi divino.
La creazione è fragilissima, sotto le mani del ceramista può compromettersi in ogni istante, durante la cottura può rompersi, e anche la fase della smaltatura è delicata, nel forno può creparsi: è il calore che fissa la tinta dello smalto, prima della cottura infatti il colore è diverso. Quando esce dal forno,quindi, l'oggetto è sempre come trasfigurato.
Una volta smaltata, la nuova creatura canta per settimane: è la cristallizzazione del colore, che scricchiola finchè non ha raggiunto la stabilità.
Ho ordinato ad una amica designer ceramista due oggetti che mi hanno incantato e che sono stati la fusione tra la mia immaginazione e la sua ricerca della forma e della leggerezza.
https://instagram.com/lucia_bernasconi_?igshid=s80ybdqmdl9n
Ho imparato che una tavola imbandita è simbolo e liturgia dell'amore.
Nessun commento:
Posta un commento