5.7.17

Mini Viaggio, grandi sassi, molto cibo

La Gfamily aveva bisogno di mare. Come ormai da tradizione abbiamo deciso di andare a Nervi con NonnaA e cuginetto al seguito.
Non disponendo del pulmino Volkswagen da 9 posti che io desideravo ma che il Gmarito non mi ha comprato anche se gli avevo prospettato viaggi peace and love, la partenza è stata così organizzata, come nella migliore nostra tradizione, ovvero: se le cose non sono già abbastanza complicate, vediamo di incasinarle ancora di più. Dunque:
1. Montare sedile aggiuntivo alla Jumbo Car in modo da arrivare a quota 7 posti.
Ovvero, a valige fatte, gatti pasturati, casa chiusa, passare un’ora sotto casa e sotto la pioggia prontamente precipitata nonappena uscita, a carponi nel bagagliaio, cercando di incastrare il fottuto l’ameno sedile dotato di infiniti ingranaggi a molla che parevano avere, rispetto agli incastri del pianale, la compatibilità di una pala idraulica con una vacca piemontese. Intanto, mentre dicevo molte parolacce, gli extracomunitari e i barboni della stazione mi sfottevano divertiti da sotto il portico. Poi è arrivato Megamind. E al mio approccio tipicamente empirico ha sostituito quello logico-cognitivo. In dieci minuto l’avevo montato. L’avrei abbracciato, ma a quasi 13 anni non si può.

2. Con la Jumbo car raggiungere casa della NonnaA, e caricarla assieme al cuginetto
3. Raggiungere il Gmarito nell’area di servizio denominata Assago Ovest, giuntoci con la Dumbo car. (Già trovare l’area di servizio è stata una grande fonte di stress)
4. Scambiarci di macchina perché meglio essere prudenti: -Tutti i bambini in macchina con te, troppo rischioso.-
-Ah, ok, allora scegliamo, chi vogliamo far morire, che viene con me?-
-…-
-Ok, vado da sola-
La NonnaA interviene:- Dai vengo io, così ti faccio compagnia. Tanto, la mia vita l’ho vissuta.-5. E così, carichi di fiducia e ottimismo, siamo partiti verso il mare.
Una volta arrivati a Nervi, abbiamo cercato di concentrare nei brevissimi due giorni, tutte le attività tradizionali.
Pomeriggio ai parchi, picnic a base di focaccia genovese bisunta, moltissimi gelati di Giumin, cena al ristorante sul mare, colazione sulla Passeggiata e shopping di libri sulle bancarelle. In spiaggia siamo stati solo sabato, a Camogli perché c’era un mare forza 4. I bambini hanno preso le onde sul bagnasciuga, costruito castelli con i sassi, superato il primo trauma da mancanza di sabbia, hanno fabbricato amigdale simil-preistoriche battendo un sasso contro l’altro per ore, come maniscalchi medievali. Si sono portati a casa circa 15 kili di sassi tra quelli nel secchiello e quelli rimasti nel costume.
Visto che i miei genitori sono sempre rifiutati di farmi portare a casa i ciottoli liguri per dipingerli, per reazione loro si sono portati mezza spiaggia, con di quei pietroni che puoi dipingerci su tutto il Mar Ligure. Però poi se li sono portati loro fino alla stazione.
E’ stato un soggiorno brevissimo, purtroppo. Ma bisogna accontentarsi. E sperare di tornare a settembre, chissà.
Inoltre, nota non da poco, sono sopravvissuta pure al viaggio di ritorno, pur arrivando tre quarti d’ora dopo il Gmarito con prole, il quale nel frattempo si è prodotto una  performance culinaria memorabile preparando la migliore carbonara mai mangiata, utilizzando gli ultimi alimenti rimasti in frigo: uno speck sottovuoto scaduto, tre uova, e un pecorino stagionato 54 mesi duro come granito.
E’ sempre così, quando si ottimizzano le poche risorse disponibili, si producono i veri capolavori, come VanGogh, che finiva i colori, e allora dipingeva lo stesso con quelli che aveva.







2 commenti:

  1. Buona la focaccia genovese!!!!!
    Comunque le vacanze lunghe o corte sono sempre vacanze e non si può che esserne contenti!

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  2. Buona la focaccia....nn per togliere meriti al gmarito ma nn e che eravate morti di fame ahahahahah

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