6 febbraio 2018

Fine di mondo

Oggi vinco il premio MADRE DI MERDA per l'anno 2018/2019.

7 commenti:

  1. Coraggio...tutti facciamo un sacco di errori. Grazie al cielo quasi tutti rimediabili..
    Da una mamma di 4 figlie

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  2. Ti leggo da tanto ma oggi sento così tanta sofferenza in queste poche parole che mi sono sentita in dovere di lasciarti un salvagente...

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  3. Ciao un abbraccio io lo vinco almeno una volta a settimana...ho il primato

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    1. si ma in gare minori. Qui sono le Olimpiadi.

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  4. Meritate tutti delle delucidazioni, che altrimenti sono come quelli che scrivono messaggi in cui suggeriscono tragedie ma rimanendo poi sul vago, con l'unico risultato (e forse obiettivo) di fare preoccupare tutti. Solo che ieri non avevo più parole. Dopo un pomeriggio in cui ero inspiegabilmente isterica di mio, nonostante avessi fatto i biscotti con l'intento di calmarmi, giunge WonderWoman da me annunciando che per l'ennesima volta, chiudendo male l'armadio (questo perchè sono così casinare che lasciano sistematicamente i cassetti aperti), l'anta scorrevole era uscita dalle guide. Probabilmente non aspettavo altro per dare sfogo al mio nervosismo, e sentirmi legittimata ad insultare urbi et orbe. Devo specificare che l'opera di riassestamento del la suddetta anta è una roba complicatissima, ed è successo tante volte che ora non si chiudono più perfettamente. Dopo una scenata apocalittica, che non ha dato comunque la stura a tutta la rabbia repressa, inizio il mio solito giro di servizio taxi, mi perdo cercando di recuperare catwoman a casa di un suo amico, insulto come una pazza il navigatore mentre cammino nella notte in cerca di un civico inesistente, poi in preda al totale sconforto, mando messaggi tragici al Gmarito che sta Appalermo.
    Gli scrivo:
    basta
    oggi compio un figlicidio
    sono stufa
    basta
    io me ne vado e non torno piu
    Ecco cose da Matrigna
    E indovinate poi chi poi ha letto questo ameno scambio, anzi monologo, di messaggi?
    Catwoman, la regina dell'insicurezza affettiva, la campionessa di ricatto emotivo, l'ombrosità in persona.
    Mi ha scritto un biglietto.
    mamma, scrivi delle cose brutte, a papà.
    Cosa ho potuto dirle? O cedevo al dramma, confermando così la mi intenzione di fuga, oppure mi davo un tono, e sdrammatizzavo, mentre dentro mi si sgretolava qualcosa pezzo per pezzo.
    - Catwoman, sai oggi la mamma (usiamo una terza persona che fa meno male) era molto stanca e nervosa, e sai, a volte anche le mamme hanno bisogno di sfogarsi e dicono cose che non pensano perchè sono arrabbiate. Tu non dici forse cose cattive quando ti arrabbi? (tipo che mi odi).-
    -Sì, ma poi tu mi sgridi.-
    - Infatti io queste cose non le penso davvero ma in ogni caso non le ho dette a voi, ma a papà perchè lui sa che non sono per davvero-
    Alla fine son stata zitta e l'ho abbracciata, ma volevo darmi fuoco.

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  5. Che posso scriverti per farti sentire meno mammamerda? Di solito non serve niente, di solito nemmeno il tempo fa svanire la sensazione di essere una mammamerda...almeno è quello che succede a me. Ma siamo mamme e siamo umane, tu poi ne hai 4 e sinceramente questa vita frenetica ammazzerebbe tutti, pure la mamma più zen del mondo con 4 da tirare avanti. E senza marito.
    Dico tutto questo con cognizione di causa. Succede tutto questo anche a me. Succede che sia senza marito, che sia nervosa, che faccia qualche casino e ogni tanto faccio delle scenate apocalittiche. Anzi ti dirò di più, ogni tanto mi parte pure uno schiaffo. E lì la sensazione di mammamerda non mi lascia nemmeno nel sonno...
    Un abbraccio cara.

    PS: quello che hai detto a Catwoman è comunque fantastico. Riuscire a spiegare di aver sbagliato, riuscire a chiedere scusa non è da tutti.

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    1. Grazie. Boh. A volte mi guardo dall'esterno e mi dico: ma chi credevi di abbindolare? Te mica sei in grado. Poi ti ci ritrovi...e in qualche modo impari a stare a galla...bevendo tanta acqua salata. Catwoman mi guardava torva e non ha ascoltato una sola parola. Si é calmata solo quando l'ho abbracciata: siamo poi tutti cosi alla fine. Le parole contano fino ad un certo punto.

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