3.4.17


Oggi la Gfamily ha fatto una cosa bella.

Si è svegliata nel cuore della notte. Erano le cinque e mezza per la verità, ma notte percepita. Con gli occhi appiccicati dal sonno ci siamo vestiti e siamo usciti nel buio e nella città deserta.

La chiesetta minuscola e barocca intitolata al santo delle cose perdute aveva la vetrata illuminata. Ci si dimentica quanto sia bello vedere una finestra illuminata nel buio, come nelle favole, è il segno che presagisce il lieto fine. Abbiamo preso la messa della quaresima: entri che è buio ed esci che con la luce. Con questa messa attraversi la notte e vieni traghettato verso l’alba.

I Fantastici hanno preso posto nelle prime panche, ed è come stare davvero attorno ad una tavola. Abbiamo consegnato a don Paolo la nostra intenzione: una preghiera per Luca, un bambino molto malato.

Lungi dall’essere qualcosa di eroico, la mano sinistra non sappia ciò che fa la destra...o viceversa, non ricordo) ma vorrei molto che i Fantastici imparassero quello che ho sperimentato ancora una volta, io, oggi:

1) vedere la bellezza, sempre.

2) il sacrificio non è una cosa schifosa. Lo si può scegliere e diventare un'avventura inaspettata e meravigliosa

3) Stare svegli, è meglio

4) La preghiera ha sempre un potere. Invisibile, imprevedibile, ma non per questo meno reale.

Ed infine:

5) Ecco finalmente trovato un modo efficacie per svegliarmi presto la mattina!

Unico neo: la messa è finita troppo presto, così siamo stati costretti ad fermarci al bar per quasi un’ora (e prenderci tutti un cappuccino-cosa non propriamente quaresimale) aspettando che aprisse la scuola. Don Paolo, la prossima volta che vedi la Gfamily, cerca di fare una bella omelia di quelle lunghe.

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