23.5.17

Madre, nemica perfetta e necessaria


 
Ecco, è arrivata. La temevo da anni. Sapevo che non ci avrebbe risparmiati. D’altra parte, sono le cose della vita. Quando pulivo i vomiti o mi svegliavo alle tre ad intiepidire il biberon, quando stockavo sacchi condominiali pieni di pannolini sporchi, quando spingevo passeggini su per dislivelli inumani, cantavo infinite ninnenanne, sedavo capricci moccolosi, mi consolavo pensando: beh, meglio questo dell’adolescenza.

Poi è arrivata. Come la marea. Prima impercettibile, ancora arginabile. Poi ti accorgi che sale sempre di più, millimetro dopo millimetro.

L’adolescenza per ora si è manifestata con WonderWoman (considerando che CatWoman ne mostra i segni evidenti da quando ha l’uso della parola). Può esplodere all’improvviso, e di solito lo fa a seguito di richieste assurde.

Lo schema è sempre quello. Stiamo parlando di una cosa inoffensiva. Tipo i compiti per il giorno dopo. Lei è ancora la tua bambina. Poi improvvisamente cambia direzione. Ti informa che ha organizzato un pigiama party a casa di un’amica, in compagnia di altre tre, saltando ginnastica, svegliandosi a mezzogiorno e con tutta probabilità all’insaputa della proprietaria di casa. Oppure parte una invettiva contro la sorella che ha osato farsi fare i buchi alle orecchie come lei, accusandola di plagio e contraffazione della sua vita, della partecipazione abusiva alle sue feste, snocciolando prove circostanziali che risalgono al 2011. Io faccio opposizione. Prima con ragionevolezza. Poi smontando pezzo per pezzo la sua arringa.

Allora lei usa quelle frasi, in cui si manifestano i chiari sintomi.

1.        Tu non vuoi che io mi diverta

2.        Tu non puoi decidere tutta la mia vita

3.        Tu non puoi sapere i miei sentimenti

4.        Tu vuoi più bene a mia sorella

5.        Tu non mi ascolti

6.        Tu non capisci niente

Di solito raggiunge un tono con frequenze così alte che ad un certo punto la sentono solo i cani.

La reazione adolescenziale prescinde da ogni tentativo dell’uso della ragione, da qui la tentazione di passare al piano B, ovvero il collaudato schiaffone anni ‘80. Visto che ero per strada e non potevo percuoterla così urbe et orbi, sono stata costretta a riflettere. Ho premuto il tasto rewiev della mia vita e sono tornata alla mia prima adolescenza. Ho avuto una intuizione geniale. Ho compreso che in quel momento WonderWoman non mi sta comunicando davvero un bisogno assoluto ed esistenziale di pigiama party, o che crede che io la ami meno di sua sorella, o che io goda nell’impedirle di divertirsi, o che io alimenti la gelosia sororale attraverso subdoli trucchi come i buchi alle orecchie.

 Lei sta usando queste argomentazioni, accuratamente scelte dal suo inconscio nel suo repertorio, per farmi incazzare incollerire al maggior grado possibile, perché il suo vero bisogno (in realtà) è quello di trovare una linea di conflitto con la Madre in quanto categoria ontologica. Lei ha bisogno di combattere contro di me, di confliggere, di “odiarmi”, senza pensare che perderà il mio affetto, correndo pure il rischio di un ceffone.

Ovviamente l’adolescente non lo sa del tutto. Il suo cervello è confuso, l’ormone impera, la Madre è la nemica perfetta e necessaria.

Non che sia più facile evitare il ceffone, ma quantomeno l’ennesimo “tu non capisci niente” fa meno male. Come aveva bisogno di te- Madre- per camminare, adesso ha bisogno di te -Madre- per affermare il proprio io, ma in sicurezza. Senza farsi troppo male.

Comunque il pigiama party, così come da suo programma, se lo scorda. Comincia ad apprezzare l’arte del compromesso, Wonder.

9 commenti:

  1. Cavoli non me ne parlare proprio!!!
    Io al Navigante lo dico sempre: vai vai a fare le tue missioncine ora che sono piccoli, perché quando diventano adolescenti sono io che parto per mesi in giro per il mondo e te li ciucci tu loro tre!!!

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  2. L adolescenza e' tempo di "paletti" e si sa' certi sporchi manuali lavori come il "piantar paletti" e' bello anzi doveroso lasciarli a chi di competenza ci vuole fermezza a star li a martellare sul paletto uno dopo l altro per segnar la Via.
    E' un lavoro "maschio" paterno vorrei specificare.... Largo ai Papa'forza e' il vostro momento quasi un "allattamento esclusivo a richiesta" senza necessita di sfoderare seni quindi cari Papa' avete tutti i requisiti: fermezza consiglio dinniego consenso esempio ragioni a palate per dare anzi ESSERE il meglio di Voi.
    E la mamma sara' il "cuscino" dell ascolto al femminile. Poi l adolescenza un pochino alla volta sfuma.
    Buon Cammino.

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  3. L adolescenza e' tempo di "paletti" e si sa' certi sporchi manuali lavori come il "piantar paletti" e' bello anzi doveroso lasciarli a chi di competenza ci vuole fermezza a star li a martellare sul paletto uno dopo l altro per segnar la Via.
    E' un lavoro "maschio" paterno vorrei specificare.... Largo ai Papa'forza e' il vostro momento quasi un "allattamento esclusivo a richiesta" senza necessita di sfoderare seni quindi cari Papa' avete tutti i requisiti: fermezza consiglio dinniego consenso esempio ragioni a palate per dare anzi ESSERE il meglio di Voi.
    E la mamma sara' il "cuscino" dell ascolto al femminile. Poi l adolescenza un pochino alla volta sfuma.
    Buon Cammino.

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    1. non so se sono proprio il cuscino...
      In effetti con il padre hanno tutta un'altra modalità di rapportarsi. La leva del "ricatto" affettivo è decisamente inefficacie!!

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  4. Quanto è vero quello che dici!! E com'è ben detto!! Ma come mai io le prendo sempre al primo grado le provocazioni dell'adolescente? E dimmi un po', il numero 1 non fa l'adolescente? (Parli solo delle femmine). Dimmi che mi interessa!

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    1. Il nr uno limita la sua adolescenza prendendomi blandamente in giro in maniera piuttosto simpatica e sarcastica e non lavandosi. E' sempre sulle nuvole, ma quello credo sia connaturato a lui proprio. Con i genitori che si ritrova....

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  5. eta? perchè ne ho due di 10 anni e alterno fasi bambini/ragazzi....................diverse volte nello stesso giorno!

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  6. Catwoman ha 9 anni, ma in conflitto con me da quando ha l'uso della parola. WonderWoman ha 12 anni. Sono le prime avvisaglie, ma è sempre uno shock. Lo switch da bambino ad adolescente può esserci anche più volte nella stessa ora, sembrano bipolari! Ciò che mi salva è l'avere intuito che è una sora di "diritto" quello di provare il conflitto col genitore, necessario per crescere, non è una cosa fatta consapevolmente. Il mio più grosso problema è emotivo: facendone una questione personale ed affettiva ci soffro più del dovuto, e alla fine non sono lucida, entro ne conflitto. Invece intuendo che per loro è importante sapere che il genitore di turno rimane saldo, e non perdono il suo affetto, possono confrontarsi anche duramente, possono mettere alla prova sia il loro io che la "robustezza" del genitore. Sono all'inizio delle fatiche, lo so, anche perché ogni volta occorre decidere quali paletti lasciare e quali togliere e dare loro fiducia...Cioè, è un LAVORO! altro che coliche.

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    1. Quello che dici però mi sembra di farlo da...come dici tu: da quando hanno l'uso della parola!!!! Non oso immaginare arrivati all'adolescenza che mi combinano...

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