17.6.17

memento mori


 
Saresti pronto a morire domani?

Mi è capitata questa frase, così provocatoria e illuminante.

Se mi dicessero che domani dovrei morire, accantonando le opzioni raccapriccianti, diciamo dovendo semplicemente lasciare questa terra, sarei pronta? Mi rendo conto che sono ragionamenti fatti in laboratorio, e quindi prendiamoli come tali.

Sarei pronta a morire domani?

Ovviamente no, ma ci si può organizzare. Come passerei l’ultima giornata in questo mondo?

Innanzi tutto, mi sveglierei presto, per una singola volta, magari potrei pure vedere l’alba e dire una frase ad effetto, tipo: questo è un bel giorno per morire. La stagione ideale sarebbe l’estate perché vorrei sentire le rondini che gridano il loro inno al cielo. Poi farei una bella colazione senza badare alle calorie.

Poi, sorseggiando il cappuccino, abbandonerei tutti i gruppi w’up, godendo moltissimo.

Non avendo tempo per andare sull’Himalaya, né a vedere il mare, probabilmente mi metterei a riordinare casa, per vederla in ordine almeno prima di morire. Godendo dell’impunità del moribondo, porterei in discarica mezza casa.

Firmerei tutti i miei disegni dimenticati, così, nel caso diventassi famosa.

Scriverei lunghe liste di raccomandazioni e istruzioni per tutta la Gfamily seduta in veranda.

Ci sarebbero poi delle persone a cui dire cose che di solito si dicono solo in punto di morte perché sono così imbarazzanti o naif che dopo non potresti riguardare in faccia quella persona. Oppure cose politicamente scorrette e sgradevoli, ma giuste. Cose che dopo, meglio morire.

 Tipo, direi al barista Paolo, grazie, perché mi saluti sempre per nome e quando mi chiedi come va, lo fai ascoltando la risposta, e perché saluti tutte le volte i miei figli con un sorriso sincero. Paolo, ecco, ti direi che ti auguro tutto il bene di questo mondo, perché non ti conosco ma sono certa che sei una persona buona.

Alla mia amica Mannamita, angelo giardiniere, direi di lasciarmi un messaggio per sua mamma, così quando sono di là, posso consegnarglielo. Le direi anche che essendo già un angelo, deve semplicemente arrendersi a Dio e farci due chiacchere a quattrocchi, senza pregiudizi che non le fanno onore, perché è sempre stata una persona libera.

Alla mia ex capa direi: ciao, tu sei l’unica persona che è riuscita a farmi fare cose attinenti alla contabilità e quindi ad una scienza esatta, in maniera- se non brillante- almeno decorosa.  Tu hai saputo vedere i miei limiti e mi hai insegnato a superarli senza però pretendere di cambiare la mia natura. Hai tirato fuori il meglio di me in un settore in cui io do il peggio di me. Non so come tu ci sia riuscita, ma questo ha incrementato la mia autostima di almeno due punti.

Poi c’è la mia pseudo sorella gemella-diversa Ziulia. Mi raccomando, non sposarti. Tu sei una nata per comandare, e purtroppo per te non riesci ad adattarti ad un mondo imperfetto e ingiusto di gente cieca e meno intelligente di te. Saresti un eccellente capo in una struttura molto gerarchizzata, un capo giusto ed autoritario che non pretenda dagli altri meno di ciò che pretende da se stesso. Oppure saresti stata una perfetta Madre superiora. Saresti ancora in tempo, non fosse che ora devi occuparti dei miei figli e vigilare che la casa in mia assenza non si riempia di spazzatura.

Dovrei pure chiamare mio zio Lacoste e dirgli che fin da bambina ne ero innamorata, e l’immagine indelebile che ho è lui con una lacoste bianca, gli occhiali verdi rayban, nel sole del Solimei. Oltre che bellissimo, sei astrofisico, cioè a metà tra uno scienziato e un filosofo (lo deve essere per forza, chi scruta la materia infinita il mistero del cosmo), sei un uomo mite e paziente, molto ironico, e hai pure molto buon gusto. Il regalo che mi hai fatto al matrimonio, una scatola di pastelli professionale, non è una scatola di pastelli. E’ un luogo. E’ l’isola in cui ritrovo un pezzetto di me.

A Mariella che sta per sposarsi direi solo due cose che non capirà subito. Primo. Quando durante il matrimonio le cose non andranno come vorrai e sentirai tradite alcune aspettative più profonde, beviti un campari soda e rilassati. Non significa che c’è qualcosa che NON VA.  Va tutto bene. E’ la condizione sine qua non. Il matrimonio è un lavoro. Secondo. Sarai e vorrai essere una moglie e una madre diversa da tua mamma, ma per farlo non c’è bisogno di ferirla. Lei potrà offrirti solo ciò che è, nulla di diverso. Ma sarà sempre la tua sponda.

Alla mia Lesboamica Pavese telefonerei come al solito, senza dirle nulla di diverso dalle nostre telefonate consuete e sconclusionate, tra riflessioni spirituali, consigli sui lavaggi, consulti psichiatrici e diete dimagranti inefficaci.

Immaginando di andarmene senza pathos, immaginando una relatà in cui la morte è solo come una partenza anticipata, un ritorno a casa dopo un lungo tirocinio, al Gmarito direi:

Amore, se vuoi puoi risposarti. Se fosse un po’ più brutta sarebbe meglio. I gruppi w’up sono l’inferno, sappilo. Insegna a Megamind a fare i lavoretti i bricolage e a riparare la bici. E pure ad usare il pc.

In attesa della seconda moglie, quando alle bambine verranno le loro cose, chiama la zia Zulia.

Parlagli molto e insegna loro molte cose.

Ai miei figli direi:

fate sempre pace.

Non abbiate troppa paura.

La preghiera è la cosa più potente che esiste.

I giorni in cui si butta la spazzatura sono il martedì e il venerdì.

A tutti gli altri direi:

Vado. Vedo cosa posso fare per le vostre richieste.

 

3 commenti:

  1. Io farei tanto sesso...un po' superficiale????

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    1. beh, allora saresti la candidata ideale come seconda moglie del Gmarito
      ;-)

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  2. Bellissimo questo post!!!!Io nn farei tanto sesso assolutamente ahahahahah

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