19.10.17

Mister Tombino ha parlato

Un giorno, mentre tornavo a casa, dopo avere accompagnato le bambine a ginnastica, ho guardato di sfuggita un tombino.
Quel tombino aveva la faccia.

Mi sono fermata a guardarlo, e il tombino mi ha parlato.
Cioè, è evidente che non mi abbia parlato per davvero, ma dal momento che aveva degli occhi e una bocca, si vedeva che comunicava qualcosa.
E quel qualcosa era: basta. E' arrivato il momento di scendere nella cantina degli orrori che pullula di ricordi dimenticati, topi e muffa, e recuperare gli acquerelli della tua giovinezza.
Il Tombino aveva parlato: chi ero io per non ubbidire?

ve l'avevo detto che aveva la faccia

Appena arrivata al portoncino sapevo che se fossi salita ed entrata a casa, quella suggestione folle sarebbe stata prevaricata da prosaiche necessità
La cena, l'ingresso da riordinare, la roba stesa da piegare, la carta igienica da inserire nei portarotoli dei bagni.
Quindi sono scesa direttamente in cantina facendo lunghi respiri profondi.
La nostra cantina è la cantina per antonomasia, quella delle favole di paura. Quella che non si sa perchè, ha delle lampadine da 9 watt con una luce tremolante e gialla che neanche nei cimiteri.
Le vendono apposta: "lampadine da cantina a luce fioca". Hanno pure ancora il filamento in rame fuorilegge.
E naturalmente, la luce del corridoio che conduce alle porte delle cantine, che sembrano le celle della segreta del conte Dracula, è una luce temporizzata.
Quando meno te lo aspetti, si spegne, lasciandoti nell'oscurità più totale, e ti ritrovi ad avere 6 anni.
Inutile dire che la lampadine del loculo della nostra cantina era fulminata, quindi avevo due minuti di tempo per frugare nel guazzabuglio terrorifico e sporco, poi mi ritrovavo immersa nella notte, seguivo a tentoni il corridoio tastando il muro, e riguadagnavo il pulsante della maledetta luce a tempo.
Ma non ho desistito. Se dovevo prendermi la leptospirosi tra le feci dei topi, che almeno ne valesse la pena.
La mia tenacia, forse perchè merce tanto rara, è stata premiata.
Oltre agli acquerelli, ho recuperato pezzi del passato cristallizzati, come se salvassi da un naufragio i pochi oggetti in grado di galleggiare sul mare.
E' stato esaltante.(strane, le cose che riescono ad esaltarmi)
Quando ho aperto la scatola degli acquerelli, la mia preziosa windsor e newton, le alette laterali che fungono da tavolozza, erano incrostate di colore di 20 anni fa, di aquarello secco, secondo precise gradazioni.
Ed ecco la cosa più incredibile, il miracolo.
Immergo il pennello (rigorosamente in martora) nell'acqua, lo passo su quella tavolozza macchiata da antico colore, e il pigmento si scioglie, torna vivo.
E' questo il potere dell'acquerello, come quei sassi del deserto che ricevendo una goccia d'acqua, diventano delle piante vive.
E anche io.
Anche io.

Grazie, Tombino.


3 commenti:

  1. Wow...
    E anche il nuovo disegno del blog è bellissimo.
    Sei bravissima. Punto.

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  2. Grazie. Gli oggetti sono buchi spaziotemporali che ci fanno viaggiare...in un passato del quale possiamo scegliere quello che vogliamo. Il meglio di noi. E quel meglio per me ora é il sapere ancora disegnare.

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  3. Wow!!! Che brava! E anche il nuovo disegno del blog è Wow!!!

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