16.3.18

un mio passato


Un giorno ho fatto un sogno assurdo.
Io faccio sempre sogni kafkiani, contorti e lunghissimi che farebbero andare in sulluchero perfino Freud.
Nel sogno mi ritrovavo ad Alchera, e avevo di nuovo vent'anni.
Alchera è stato il lavoro figo che ho fatto per ben quasi quattro anni. A vent'anni 4 anni sono una vita, che già pensavo sarei invecchiata lì a far la grafica fino alla pensione.
E' stata una delle prime web agency vere e proprie (non il cuggino smanettone che mastica HTML nel garage, per intenderci) quando è esplosa la cosiddetta (oddio mi sento decrepita) new economy.
Ora suona come qualcosa di improbabile, kitch e demodè quasi quanto la new age.
Nel giro di pochi mesi hanno assunto un centinaio di ragazzi.
Grossissimi clienti di grandi marchi della moda, auto, servizi.
Un enorme open space coloratissimo, arredato ikea e unopiù, con un grande spazio cucina e pausa caffè e ricreazione: modello Google de noartri per intenderci, che ti invita a vivere in azienda, in cambio dell'ambiente giovane e con orari apparentemente elastici, modellato sul raggiungimento degli obiettivi. Ti sfrutto e ti imbambolo coi mobili ikea e il calcio balilla nella sala caffè.(però FANTASTICO!)
Io passavo lì circa 10 - 12 ore al giorno. E mi divertivo. Bevevo già allora molti caffè e pranzavo con orrendi budini di soia.
E credevo pure, tornando a casa, di essere stanca.
(Hahahahaha!)
D'altra parte, eravamo tutti 20enni (a parte qualche trentenne col piede nella fossa) senza famiglia, senza orari, in una Milano che stava cambiando faccia ed era tutta eccitata dalle nuove tecnologie.
Insomma, NEL SOGNO, io mi ritrovavo lì.
Avevo solo apparentemente 20 anni, in realtà ero io di adesso. Solo, tornata indietro nel tempo.
E cosa credete che abbia pensato?

UNA COSA DEL TIPO:
Che fortuna mostruosa: rivivere i miei vent'anni, provare ancora l'ebberzza di fare un lavoro creativo, pesare 52 chili, non avere la gamba di legno, vivere da sola a Milano, avere una bicicletta rossa.

Invece no. Mi sono guardata attorno, dove lavorava il mio team di grafici, e ho pensato:
No, io non ce la posso fare a rifare tutto un altra volta.
(e mi sono passati davanti i 20 anni successivi, un pò come quando uno rivede la sua vita perchè sta per morire)
Mi sentivo sopraffatta dalla stanchezza.

La cosa positiva-se vogliamo vederne una- è che non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello che avrei voluto cambiare qualcuna delle scelte fatte.
Almeno quelle fondamentali.

Forse avrei fatto la lista nozze, ecco.
Avrei fatto il vetro della doccia opaco.
Mi sarei divertita di più.

(Postilla: ho controllato. Su Google. Di Alchera group- che è fallita con la crisi della new economy- non c'è quasi più traccia. Internet ha la memoria breve.(A meno che tu non abbia fatto un filmino nuda, quello è per sempre) A parte un articolo di Milano finanza del 2001.E' oramai tutto sepolto nel passato, quasi come se non fosse mai esistita. Nè Alchera, nè quella me, così immensamente diversa da ora, da farmi dubitare di non essere davvero mai esistita.)




1 commento:

  1. Quello che mi piacerebbe sapere è cosa è successo nel mezzo delle due te. Perché anche io ho due me completamente diverse e mi chiedo se sarebbe stato possibile essere entrambe...

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