2.8.16

se non ci fossi tu


Non ne vado fiera, ma a volte mi trovo a invidiare le persone single. Alcune persone vaghe. Altre persone precise.

Non perché siano single. E nemmeno perché non hanno figli. Ma unicamente e irragionevolmente solo per alcuni aspetti, molto precisi e specifici della loro esistenza. Visto che sono una persona poco equilibrata e anche poco razionale, il top sarebbe essere una single MA con un marito e dei figli. E con questo, se pensate di avere capito che sogno la coppia aperta, no, non è così. Io sono fedele e avvinghiata ai miei affetti come una meledettissima pianta rampicante ed infestante.

Sono anche specializzata nel desiderare cose assolutamente incompatibili tra loro ed di fatto irrealizzabili se non nel mio mondo immaginario.

Ecco cosa farei, se fossi single.

Entrerei in una casa silenziosa, ordinata. Probabilmente con un gatto. Perché se sei single è più facile essere ordinato. E ci vuole un gatto. Uscirei una sera sì e una no, avrei uno sbanderno di amici e darei un sacco di feste. Qualche volta andrei a letto alle 21 per fare il sonno di bellezza. Passerei intere domeniche a leggere libri in pigiama (pigiama molto chic però) senza alcun senso di colpa. Compatibilmente con il mio capo, partirei per un luogo qualsiasi in qualsiasi momento. Oppure andrei in Uruguay a vedere i territori Maya, o anche in Perù. Sulle Ande, o sull’Himalaya. Probabilmente ci lascerei la pelle a causa della mi inettitudine, ma morirei felice. In assenza di cibo in frigo cenerei con gallette di riso e jocca. Dipingerei un muro rosso, uno giallo, uno ciano (che significa blu primario) perché adoro Mondrian e arrederei la casa ikea con qualche pezzo di design e avrei una crafty room. Girerei in bicicletta caricando la spesa settimanale sul portapacchi. Andrei a tutti gli appuntamenti radical chic o intellettualoidi per poi sfotterene i partecipanti. Frequenterei molte mostre. Molti mercatini dell’usato. Probabilmente andrei pure alla discarica dove ripescherei mobili orrendi che poi potrei dipingere con colori improbabili e fichissimi.

Ma la verità è che, se non ci fossi tu, andrebbe tutto in vacca.

Se non ci fossi tu.

Se non ci fossi tu, più che ad una single diventerei una barbona.

Spenderei tutti i miei soldi.

Farei marcire le cose in frigo. Sì a volte lo faccio anche così, ma di solito sono solo carote.

Vivrei nel casino. La mia casa sarebbe come una cuccia di cane. Se avessi un gatto probabilmente scapperebbe e andrebbe volontariamente al gattile.

Non mangerei mai con una graziosa candelina accesa in una lanterna, ma mi abbruttirei mangiando cinese da asporto tutte le sere, direttamente dal cartone, guardando la tv.

Passerei la maggior parte delle serate a guardare 15 puntate di seguito di qualche serie netflix piratata, addormentandomi alle 4 sul divano con la bava alla bocca come Homer Simpson.

Se non ci fossi tu, passeri i pomeriggi della domenica a piangermi addosso in pigiama (antistupro in flanella) e mangiando liquerizie fino a procurarmi l’ulcera. Guarderei tutti i bambini per strada con immane rimpianto trasformandomi in quelle zitelle bislacche e logorroiche che tutte le madri rifuggono.

Se non ci fossi tu, mi iscriverei in palestra senza andarci mai, oppure al contrario diventerei una di quelle persone ossessive compulsive che vivono in palestra consumando frullati iperproteici.

Se non ci fossi tu, non vorrei essere bella per nessuno. Sarei una sciattona, in jeans e maglietta.

Non farei mai un viaggio da sola perché non saprei a chi raccontare quello che mi rende felice. E poi mi perderei. Mi ruberebbero i soldi. O mi rapirebbero. E non avrebbero nessuno a cui chiedere un riscatto.

In primavera mi verrebbe la depressione perché mi sentirei esclusa dall’amore. In estate mi verrebbe la depressione perché non avrei nessuno con cui andare in un posto e starei in città a guardare sciogliere l’asfalto. In autunno mi verrebbe la depressione perché è il mese giusto. E cadono le foglie e ti fa pensare alla vecchiaia. In inverno mi verrebbe la depressione per via del Natale, e poi per via dell’ultimo dell’anno, e poi per via delle giornate corte.

Sarei una sòla pazzesca.

Senza te, sarei invisibile a me stessa, darei (senza rimpianti) il peggio di me.

So che questo mi rende una persona non propriamente adatta alla vita su questo pianeta.

Ma per fortuna,

ci sei tu,

Gmarito.
 

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