20.9.16

I foglietti della Madre


La Gfamily questo weekend è stata in Liguria, nella casa in prestito, dei Nonni Di Bologna.

La qual casa è una di quelle case che trovate nelle riviste per arredatori d’interni. Non dico “Casa Facile”, perché quella casa non ha nulla di facile, e Casa Facile è per dei maragli che hanno case comuni, con i tappetini in cucina, esempio.

Intendo una cosa come “Casabella”. O "Elle decòr".
O meglio: la più figa di tutte le riviste fighe di arrredamento: “Abitare” .

Tra tutte le case dei Nonni Di Bologna, questa è la casa-icona.

Tipo il divano, è Le Corbusier. (scomodissimo, ma mica puoi stravaccarti sul design Bauhaus).

Una delle poltrone, è Red and Blue di Rietvelt. Tutto è molto bello, lineare e pulito e funzionale, e artistico.

Questa casa è la creatura della Madre, ovvero Mia Madre. Dove ha dato sfogo senza impedimenti filiali al suo perfezionismo casalingo dando vita ad una nuova scienza: “tecniche e processi di perfezione domestica: Regolamento ed applicazioni”

E ci sono i foglietti. Cassetto che apri, trovi istruzioni.

Appena arrivi c’è la caldaia da accendere. Sei grata di trovare istruzioni minuziose, che anticipano le tue domande prima ancora che ti si formino nella mente.

 Aprire la maniglia del gas. La maniglia del gas è quella nera. Per aprirla girare verso sinistra. In modo che sia orizzontale. Poi pigiare il tasto della caldaia. Lampeggierà due volte. Ci sarà il disegno del pupazzo di neve (RIPRODUZIONE GRAFICA DEL PUPAZZO DI NEVE, NEL CASO TU NON SAPESSI COME SIA FATTO) Aprire la manopola dell’acqua. La manopola dell’acqua è nel vano a muro, dentro allo sportello. La chiave dello sportello è qui sotto a queste istruzioni.”

Man mano che procedi in casa, i foglietti spuntano ovunque.

Alzi il copriletto e trovi un foglietto per cuscino.

ci sono già le sottofedere per ogni cuscino”

Poi: mettere per piacere DUE sottofedere per ogni cuscino”

Ah, quindi devo metterne un'altra. Apri l’armadio e trovi un altro foglietto.

le sottofedere sono sui cuscini sono da mettere e poi togliere quando si va via (nel cesto da lavare)”

Poi, legato alle sottofedere: “Sottofedere: da mettere sempre prima della federa (uguale al lenzuolo). Prima controllare se c’è già la federa.”

Noti una leggera mania morbosa nel confronti delle sottofedere.

Poi: “Per favore mettere sempre la traversa di stoffa sopra la traversa di spugna. Mettere sempre la coperta bianca sopra il panno di lana NON come copriletto MA come COPRIPANNO.”

I capi di biancheria da letto si moltiplicano nella tua testa. Non credevi ne potessero esistere tanti.

Scopri che nel letto ci sono già: coprimaterasso, telo in plastica, traversa di spugna, ma non basta, ci vuole anche quella di stoffa, POI ci va il lenzuolo con gli angoli. Grazie a Dio ci sono 29 gradi e ti risparmi panno e copri-panno, almeno il copriletto sai dove va messo.

Fai per prendere le lenzuola e trovi altri foglietti:

La traversa c’è già pronta e da mettere e poi togliere quando si va via (nel cesto delle cose da lavare)”

Casomai ti fossi dimenticato la (terza) traversa prima di mettere il lenzuolo con gli angoli.

Sei confuso: ne devi mettere un'altra? Vabbè meglio una in più che una in meno. Aggiungi un altro strato e finalmente speri sia arrivato il momento di mettere le lenzuola, ma:

“lenzuola di mamma e papà già usati da INVERNO: NON USARE”

Quando trovi delle lenzuola senza istruzioni sei sfinito.

Disseminate per casa ci sono varie altre istruzioni. Alcune sono delle chicche. Tipo l’etichetta sopra il flacone del detersivo per piatti con scritto: DETERSIVO PER PIATTI. Casomai qualcuno lo scambiasse per whisky, dato che l’etichetta originale di SOLE PIATTI è stata rimossa perché fa brutto.

Pure gli strofinacci sono etichettati con allocuzioni bolognesi: Burazzo per mani.
Burazzo DI COTONE per posate e tegani.
Burazzo DI LINO per bicchieri o piatti.

Nella credenza sono contrassegnati i piatti che vanno lavati solo a mano, e le brocche che perdono. Certi armadi non li ho aperti intenzionalmente, perché avevo paura.

I Fantastici si sono portati ciascuno il suo sacco a pelo, perché mettere tre traverse e due sottofedere per ogni letto, nonché reperire nell’armadio lenzuola coordinate ed adeguate e non interdette per qualche motivo, non ce la potevo fare.

Comunque, pensandoci, esistono in commercio poi anche i sacchi a pelo matrimoniali.

In ogni caso, anche mio padre ha messo un foglietto. Un unico foglietto. (E ho detto tutto)

Dice più o meno così:

in questa casa è possibile consumare qualsiasi cibo o bevanda che vi si trovi al proprio arrivo, senza obbligo di rifonderla. Unico vincolo all’uso dell’abitazione è scrivere, quando si va via, nel libro degli ospiti.”

Io ho subito mangiato tutti i canestrelli che ho trovato.

2 commenti:

  1. come ti capisco, a casa dei miei suoceri era esattamente così!!!
    ho due figli ormai grandi, 27 e 23 anni, e quando erano piccoli era impossibile seguire scrupolosamente le istruzioni riportate nei bigliettini quindi ... sacchi a pelo e colazioni al bar

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