11.11.16

il potere del telefonare


Cosa si fa mentre si è al telefono con una amica/ lesboamica/ amica del cuore.

Di solito anche con una mano sola.

Si fanno i letti . Si raccattano mutande sporche, giocattoli e biscotti da terra. Si caricano lavatrici. Si spurga il Water ( Dal telefono:- stai male?- e io: -no, tranquilla, stavo un attimo vomitando perché ho inalato troppo questo cocktail di mister muscolo e bicarbonato di sodio).

Si pasturano i gatti inframezzando la telefonata con ridicoli epiteti in falsetto indirizzati alle bestiole (Io:-no scusa l’amoroso batuffolo di velluto intendevo la gatta- Dal telefono: -ah, ecco già mi stavo preoccupando), si spazza per terra, si affettano zucchine, si (finge) di ascoltare “la condizione della donna nell’antico egitto”, si sbuccia la mela per SuperMario, si sgridano i Fantastici (Io - Adesso ti racconto una roba incredibilie…aspetta un attimo….ALOOOOOOOORA LA FINISCI DI FARE LA RUOTA IN SALOTTO O TI DEVO LEGARE?!?!??...NOOOOOO! NON PUOI INDOSSARE IL COSTUME DA BAGNO!!! …Oh! Ah. Ecco. Scusa. Dicevo…- )Se l’amica non ha perso l’udito è perché ha approfittato della tua sgridata ai tuoi bambini per fare un cazziatone sincronizzato ai suoi, che stanno scrivendo sul muro col pennarello rosso fingendo che sia sangue.)

Si lavano i sederi di bambini, si piega la roba asciutta, si sale sulla scala e si cambiano le lampadine, si schiaccia un brufolo sul mento, si impastano polpette, si cucina COI fantastici (calamità naturale che richiede una perizia straordinaria anche quando non si è al telefono).

Ci si veste o ci si sveste facendo passare con abilità il telefono nella maglia senza mai smettere di parlare, si porta giù la spazzatura (-aspetta un attimo che scendo in cantina per un po’ non mi sentirai- dico con tre sacchi di rusco in mano e spingendo uno scatolone pieno di carta con il piede, dentro l’ascensore. -Ah, ok, allora ne approfitto per lavarmi i capelli, faccio in tempo, sì?- Io: -Direi di sì, ho la plastica, il vetro e la carta.-)

E tutto ciò con il telefono incastrato tra la spalla e la guancia destra, assumendo la posizione del gobbo di Notre Dame, oppure, se si ha la lungimiranza di usare una cosa chiamata “cuffie auricolari”, infilando il cellulare nel reggiseno.

Però, telefonando, si produce il doppio.

Unico neo è la paresi della cervicale.
 

 

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