11.7.16

notturno


Nella notte

ogni pianta in veranda

si tinge del nero della morte,

lucide le foglie

come schiene di coleotteri,

stampate sul cielo

diffuso di chiarore d’estate,

di mistero,

d’eterno.

 

Chi tace

può sentire il respiro

dimenticato del mondo,

come un remoto sogno di foresta antica

che al termine del giorno

ha già speso tutti i suoi colori.

Ed ogni sua cosa giace

nel profondo addormentata

e scura

e silenziosa.
 

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