8 aprile 2022

post del venerdì

 Caro papà, 

ieri ho realizzato che nella vita media di una persona, l'emozione dell'estate che arriva avviene soltanto per circa 80 volte. Nel tuo caso ancora meno.

Tu lo sai, la mia predisposizione a pensieri malinconici.

80 estati non sono molte, considerato che le ultime saranno funestate da acciacchi senili, gite nei centri commerciali alla ricerca del refrigerio a buon mercato per pensionati, vacanze sotto i 1000 metri di altezza per i più fortunati, il tutto corredato probabilmente da un surriscaldamento globale che avremo ormai consegnato nelle mani dei nostri eredi.

Al mattino le mie sveglie sono cambiate. Sul cellulare alle 6.45  ho impostato un musica suicidaria che nel suo intento vorrebbe essere zen, ma è peggio di creep, e non riesco a modificarla. Non importa, perchè tanto alle 5.00 c'è quella del Gmarito (cinguettii digitali offerti da Apple), e alle 6.15 abbiamo i paradigmi greci, le declinazioni latine o i Promessi Sposi a seconda del palinsesto scolastico di WonderWoman.

Verso le 6.55 ci sono gli improperi irripetibili di Megamind che rientra in casa per recuperare qualche libro dimenticato, ed eventuali altri alterchi di Catwoman diretti generalmente a sua sorella.

SuperMario si sveglia senza problemi alle 7,15.

Ricordo, senza alcun rimpianto comunque, i risvegli della prole in età elementare, che necessitava di interventi fisici diretti, vestizioni, recupero di grembiuli dal cesto della roba sporca, merende dimenticate, autorizzazioni firmate in ascensore, scarpe per l'ora di motoria introvabili.

Il tempo è proprio un mistero.

Ho sognato che mi davi un ritaglio di giornale con un pezzo di una poesia di Rilke. Avrei voluto vedere quale fosse, ma a quanto pare nei sogni non possiamo leggere.

Ho scoperto anche un'altra cosa interessante.

A quanto pare noi possiamo ricordare un evento una sola volta. Quella successiva è il ricordo del ricordo. Così, ogni volta che ricordiamo ci allontaniamo sempre di più da nostro passato, generando dei sottoprodotti influenzabili sempre di più. 

Ho scritto un secondo libro di poesie, che non sono riuscita a farti leggere. Le tue ultime settimane eri già distaccato dalle cose, e la tua leggendaria curiosità e acume erano disinnescate da un orizzonte sconosciuto e anche pauroso.

Ne ho scritta una che racconta di quando ti sogno, la notte. Ci piace pensare che è un modo per farci visita, ma è una cosa che non sapremo mai.





4 aprile 2022

Non sono morta. Scampagnata al cimitero

 


Una cosa per volta.

Io, il Gmarito e Supermario sabato alle ore 5.59 abbiamo preso il treno per Bologna.

Occasione: tour delle tombe alla Certosa con i Falavigna, ovvero parenti della mamma di cui troppo a lungo ho taciuto.

Il gruppo: 

Breve excursus di nomi, come si fa per i romanzi di Dostoevskij che sennò coi patronimici, i soprannomi, cognomi e nomi usati per la stessa persona a pagina 5 già non capisci più chi sia il protagonista.

I miei fratelli: IgnaPigna, Giacca, Peter Gracefull. Anna assente causa covid, ma in sua rappresentanza c'era Friss, sant'uomo e suo marito.

Vale, amica del cuore di mia sorella e incidentalmente moglie di mio fratello Giacca, e la di loro bianchissima figlia 

La Madre ovvero  mia mamma e i suoi fratelli:

Zia Fiore, sua sorella gemella (diversa, in senso lato), floral designer, insegnate di composizioni floreali, ex presidente dell'Esercito della Salvezza delle donne della bologna bene che non sanno che farsene del tempo libero , altresì chiamato Garden Club di Bologna. Sopravvissuta ad anni di lotte intestine che manco alla corte degli Zar di Russia (paragone che trovo cinicamente molto attuale).

Zio Giuseppe il di lei marito purtroppo ora condòmino della tomba di famiglia da dicembre 2019.

Nicco e Cami i loro figli, i nostri "cuginetti piccoli", ora solo cuginetti più giovani.

Zio Danny, primogenito, leggendario collezionista di adorabili gaffes, grande intenditore di vini, tonici, grappe e altri spiriti corroboranti (sono rimaste negli annali le sue zollette di zucchero impregnate di grappa e menta, dopo le quali avresti potuto fare il bagno in un lago ghiacciato come i Finlandesi) spesso dimèntico di alcuni freni inibitori, senza mai però perdere un certo aplombe da lord inglese anche nel pieno della frase più politicamente scorretta, tutti lo adorano per questo, lui lo sa e se ne approfitta quel tanto che basta.

Zia Flavia, sua moglie purtroppo anche lei residente alla Certosa.

Toia e Ceci, le loro figlie, tutte comunque più giovani di me.

Naturalmente presenziava anche la Tata Cordelia, senza la quale nulla di ciò che è di famiglia può essere considerato veramente tale. Praticamente come la Regina Elisabetta.

Purtroppo mancanti per svariate ragioni:

Zia Cristina, separata da tanti anni e madre di:

Maggie (con suo marito Filo), cugina fotografa e compagna di merende dall'adolescenza, fino alla frequenza allo IED, con la quale abbiamo pubblicato il nostro libro di poesia a 4 mani Carri Sonanti/nei giorni abitati, che se volete, tanto per fare pubblicità occulta, potete acquistare pure su Amazon. 

Mattia, il cugino Grande, di cui ero ovviamente innamorata )prima di passare all'amore per suo padre, zio Stefano, chiamato anche l'uomo dalle Polo Lacoste e Rayban) con sua moglie Federica e i suoi figli.

Il programma:

Il programma era semplice e definito da mesi. Ritrovo ore 10.00, tour delle tombe di tutti i defunti, messa alla Certosa alle 11.00, pranzo in trattoria poco distante.


Partenza e false partenze

Alle 9.45, la zia Fiore telefona alla Madre, già sulla via del cimitero con tutti noi, dicendo che TUTTI hanno capito che il ritrovo fosse alle 11 invece che alle 10. Dopo una crisi nervosa di mia madre al telefono, si scopre che solo i suoi figli hanno capito alle 11. Anzi qualcuno ha capito alle 13, e sostanzialmente Cami si sta ancora lavando i capelli. 

Non importa, noi si va.

Giunti all'appuntamento puntuali, troviamo lo zio Danny, poco dopo giunge Zia Fiore con Cami, probabilmente coi capelli umidi e un principio di bronchite, agitatissima (ma questa non è una notizia) che trascina la figlia verso la prima tappa delle visite: deve arrivare prima di noi, perchè occorre fare una rifinitura alla decorazione floreale della tomba di papà PRIMA che noi possiamo accorgerci di un antiestetico buco che va riempito con gradevoli ed estetici sassi di fiume. 

La Madre nota l'assurdità logistica della cosa: veniamo con te! e si lancia all'inseguimento. 

Giuseppe Mario e io, che spingo la Tata in carrozzina, dietro, lo Zio Danny che protesta di andar piano perchè ha la gamba gigia. Non sarebbe meglio che aspettasse le sue figlie che ancora non sono giunte e non sanno la strada? Lui ribatte che no, tanto sono sempre in ritardo, e che comunque si arrangiassero, e parte all'inseguimento pure lui.

Sulla tomba del papà

La Zia Fiore guadagna per prima la tomba di papà, seguita da Cami, gravata del sacco contenente quei 10 kg di sassi di fiume e altri fiori. Giunge poi la Madre, mio marito che misteriosamente conosce a menadito il cimitero e dove sono tutte le tombe della sua tentacolare famiglia  e della mia, i miei fratelli, e Mario.

Giunge infine anche lo zio Danny, e arrivato sulla tomba di mio padre, ancor prima di prender fiato  commenta, con la sua voce baritonale: CACCHIO! MA HANNO SCRITTO PRIMA IL COGNOME E POI IL NOME! Tutti gli fanno in coro: sssssssst!

Zia Fiore prende la parola dicendo che vorrebbe fare una preghiera, che l'ha letta su internet, è di Papa Francesco.

Nonostante le proteste collettive, invece di leggerla, fa partire un audio ad altissimo volume che le mie figlie definirebbero terribilmente cringe, una stentorea voce maschile che recita la  preghiera prescelta. Credo che ai rispettosi altri visitatori in compassato raccoglimento davanti alle tombe dei loro cari,  dobbiamo essere sembrati alquanto folkloristici.

Tu papà, spero che da lassù abbia considerato la cosa con la dovuta ironia, adesso che vedi le cose con un'altra prospettiva.

I sassi comunque erano davvero molto estetici. 

Nel mentre chiamano al telefono, protestando, le povere Toia e Ceci con relativa prole, in attesa da un quarto d'ora all'entrata del cimitero e senza il senso dell'orientamento richiesto per non smarrirsi nel dedalico susseguirsi di chiostri e campi. La Madre parte allora in quarta attraverso scorciatoie solo a lei conosciute, per il recupero delle nipoti, noialtri, pronti via, partiamo testè in massa, la tabella di marcia richiedeva di spostarci verso la cappella dello Zio Giuseppe.

Verso la Cappella Monumentale dello Zio Giuseppe

La carovana si sposta dopo i consueti bisticci a voce alta su quale percorso sia più veloce: alla guida  ancora la Zia Fiore, con passo marziale e testa bassa, al centro del gruppo, come nelle mandrie di Gnu, stanno i soggetti più deboli, la tata in carrozzina e lo Zio Danny, in fondo i giovani che chiudono la fila cercando in verità di defilarsi ma senza perdere il contatto visivo per non smarrirsi tra le tombe.

Arriviamo alla bellissima cappella dello Zio Giuseppe per una preghiera commossa ("ti prego mamma, questa leggila tu, niente audio registrati dal Podcast di Radio Maria") e un visita guidata degli arredi interni di pregio, nonchè l'indicazione del loculo prescelto dalla zia " sempre che quei due là mi ascoltino" chiosa alludendo ai figli e guardando in tralice Cami, che sta cercando di fumare senza farsi notare troppo, ora che ha le mani libere dal sacco di sassi.

Giunge a metà della visita il gruppo recuperato, che viene velocemente ragguagliato, mentre il nugulo di bambini tende subito a formare una gang refrattaria ad ogni contegno cimiteriale. In ogni caso ora il gruppo è quasi al completo, se si esclude Nicco che probabilmente non ha ancora concluso la sua prima fase rem domenicale.

Ultima tappa (anche se il programma originario ne prevedeva un'altra ancora)

Ora mancherebbero i nonni Carlo Alberto e Annamaria, con la Zia Flavia, tocca correre, perchè la messa è vicina.

Ci si precipita, sfilacciati e chiassosi come di consueto, verso il luogo designato. Io non devo restare indietro perchè so che potrei vagare qui per giorni prima di trovare l'uscita. Il Gmarito è autonomo quindi si ferma a guardare i chiostro del 1500 e cerca tutti i Gualandi che riesce a trovare durante il percorso, e non sono pochi.

Infine, si arriva, occupando tutto il porticato perchè siamo un numero cospicuo. 

SILENZIO! sussurra urlando lo zio Danny. A beneficio dei nipoti troppo giovani per ricordare, si racconta brevemente dei nonni, e poi si ricorda la Zia Flavia, sepolta accanto a loro. ORA DICIAMO UNA PREGHIERA! e si girano anche i visitatori dalla parte opposta del cortile, che pensano di venire cooptati per una preghiera anche loro. La preghiera è detta, non in coro, ma dissonante, con ognuno che va alla sua velocità, lo zio entra a gamba tesa con tentativo di orazione latina, ma viene bloccato perchè nessuno la sa, ed è tardi.

Conclusione del tour nei bagni del cimitero

E' tardi, è tardi, sembriamo tutti dei bianconigli.  Senza indugio occorre dirigersi verso la chiesa, presto! La messa va via liscia, usciamo infreddoliti ma soddisfatti, come una di quelle visite : tutta Barcellona in 8 ore.

Ora possiamo rilassarci, visitare tutti il bagno del cimitero, e poi finalmente guadagnare il ristorante.

Come le nozze di Cana, ma più intenso

L'ingresso nel locale assomiglia molto alla discesa dei lanzichenecchi a Milano. Ci hanno riservato una saletta separata e non se ne pentono. Manca qualcuno all'appello, si ordina a metà, poi si rimanda, poi si decide di ordinare solo per i bambini, anche quelli parzialmente ancora assenti, il cameriere viene chiamato e mandato via 6 volte. Quantomeno arriva il vino.

Lo zio Danny è al centro della tavolata a forma di ferro di cavallo, ricorda un pò Gesù ma sembra blasfemo pensarlo, ma tanto lo dice lui: sono un pò come Gesù! Il vino però non è di suo gradimento. 

Questo vino, dice al cameriere, fa un pò schifo, ne vorrei altro.

Le sorelle tentano di mettere una pezza: ma no, non è male, per iniziare il pranzo possiamo cominciare a bere questo.

Non avendo i requisiti necessari per farsi portare acqua da trasformare in vino migliore, si fa portare un'altra bottiglia. 

Si chiama il cameriere per iniziare ad ordinare, ma a questo punto lo Zio, ormai autoeletto decano della situazione, vuole dire la preghiera: LA PREGHIERA! BAMBINI! e batte col coltello sul bicchiere. Ai bambini sono arrivate le tagliatelle e sono tutti muti, a testa bassa sul piatto che non li distoglierebbe dalla masticazione manco Babbo Natale in persona. Il cameriere torna indietro per l'ennesima volta.

Nicco, sua moglie Veronica e il suo piccolo erede stanno probabilmente ancora mettendo su il caffè, in pigiama.

Finalmente la preghiera viene detta, il cameriere, che probabilmente quando esce dalla saletta va a bersi qualcosa di forte, torna e finalmente vengono fatte le ordinazioni.

Arrivano i ritardatari, ma non sono gli sposi e non siamo al loro matrimonio, quindi nessuno li perdona

Il chiasso è molto, ma si comincia a mangiare. Arrivano finalmente i ritardatari, con un coro di Buuuuu!

"Scusate, ma noi dovevamo dormire fino a mezzogiorno" . Una di quelle scuse che tendono decisamente a peggiorare la posizione di chi le porge, ma quando stai mangiando i passatelli perdoneresti qualunque comportamento. E poi è Nicco, il cuginetto piccolo, che dormiva con una pecorella di peluche e si cantava la ninna nanna da solo, in campagna al Solimei. E suo figlio è uguale identico a lui, con la differenza che lui magna come se non ci fosse un domani.

La saletta è un bordello pazzesco, si parla, si ride, i bambini dopo avere divorato svariate cotolette alla bolognese dal peso specifico del tungsteno, chiedono di andare a giocare nel parcheggio. 

Ricreazione infantile

Qui nasce una diatriba tra genitori permissivi (oppure soltanto troppo assorbiti dalla digestione dell'arrosto ripieno del ripieno (sic) dei tortellini), e i genitori che vivono nell'attesa della sciagura, del cui fanclub faccio parte io, che già intravedono incidenti e mutilazioni. Il risultato è prevedibile, due madri si immolano per impedire infortuni e stanno nel parcheggio a farsi venire una congestione.

Nel frattempo il piccolo clone di Nicco scorrazza tra le gambe del cameriere che serve la zuppa inglese ( tipico dolce risaputamente  bolognese) perchè vuole raggiungere i cuginetti, anche lui vuole andare a farsi investire. Suo padre per distrarlo gli da' come sonaglino la prima cosa che trova: il vasetto del peperoncino in polvere che trova a portata di mano.

La Zia Fiore, perennemente all'erta, si getta su di lui per salvare il nipote da una cecità precoce. Nel frattempo il cameriere (per la cronaca poco più di ventenne) no sa più se chiamano lui o i bambini che entrano ed escono dal locale, e risponde all'appello di mia cugina Toia, che che con tono dolce ma assertivo, apostrofa in realtà, suo figlio: tesoro, vieni qui subito!

Non si sa se sia ubriaca mia cugina o lui, ma propendo per il cameriere, che comunque diventa fucsia e si scusa, anche se non ne avrebbe motivo.

Il pranzo volge al termine, siamo tutti felici e alticci, purtroppo per noi arriva il nostro taxi, e ci tocca fuggire per prendere il treno.

Devo dire che tutta la giornata è andata splendidamente, anche il pranzo: alla fine non si è finiti come il solito a parlare di diarrea. Ma forse solo perchè al ristorante non c'era Friss. (Questo dettaglio può essere apprezzato solo da pochi).

Comunque vorrei dire che da oggi riprenderò sul serio il blog. Sarà vero? vedremo.

(ho cambiato il font e non è casuale)






30 novembre 2021

Post del Venerdì

 ...Infatti oggi è lunedì, appunto.


Cominciamo a spuntare la lista:


  • le scatolette di sardine 

 

Internet ha rivoluzionato il mondo degli artisti e creativi. Anzi dovrei dire Pinterest. La possibilità di vedere le creazioni altrui genera delle vere tempeste creative nel mio cervello, un brain storming caotico e incongruo che poi genera non delle emulazioni, ma nuovi percorsi creativi che declinano il mio immaginario attraverso strumenti espressivi già sperimentati da altri.

Ovvero: non ti RICOPIO (come si diceva alle elementari, "ri-copiare", invece che copiare, perchè rimarcavi la nefandezza del gesto), ma mi faccio ispirare da una tecnica e la uso per fare le cose a modo mio: lo faceva pure Braque e Picasso, eh.

E quindi ho dato vita a delle illustrazioni 3D, usando delle scatolette di salmone.

Il risultato sono tanti quadretti in scatola, ognuno dei quali rappresenta una passione, un hobby, un "amore", un' ossessione.

L'altro risultato sarà che mi troveranno una intossicazione da mercurio per tutto il salmone che mi sto mangiando.

Ho provato a venderle ad un negozio, ma mi darebbero una miseria.

Sto meditando di mettermi su Etsy, ma la competizione è immensa.

Su IG ho a malapena 200 follower, praticamente parenti e amici dei parenti. Ma non importa, per ora stanno lì, nel mio studio, e pur riportando la data di scadenza sul retro, non andranno a male.

Attendono astanti, e nel frattempo mi fanno compagnia.

Ne ho fatti alcuni anche dentro a delle scatolette di legno.

Li ho chiamati LIFE IN THE BOX perchè ricordano la nostra condizione di chiusi in casa durante i lockdown (esperienza che peraltro potrebbe tristemente tornare d'attualità).

Il Gmarito li chiama le sardine, per via della scatoletta di latta.

Crearle è terapeutico, le amo tutte, e  con i dovuti distingui, restando umile, capisco gli impressionisti quando piangevano ogni volta che vendevano un quadro. (Anche se per ora non ne ho venduto manco uno).


Nelle prossime puntate:

  • poesie illustrate mie ma non solo
  • esperimenti creativi
  • nuove abitudini
  • un nuovo inizio


























18 novembre 2021

decisioni definitive- la posta del venerdì ,però oggi al giovedì

Mi è venuta la tentazione di chiudere il blog, ormai assorbita da instagram dove pubblico nel mio profilo da illustratore, i progetti e i disegni che sto portando avanti. 
Ma è ovvio che non è la stessa cosa, infatti mi sono guardata allo specchio e mi sono data un ceffone. 
-Cosa stai dicendo, tu hai bisogno di questo blog, cretina.
E avendo anche bisogno di essere cazziata dal mio super-io, mi sono detta che pure per questa cosa, devo darmi una regola. 
Istituirò il post del venerdì, però essendo anarchica, forse lo scriverò in giorni diversi. Infatti oggi è giovedì.

La Gfamily sta riprendendo faticosamente una pseudonormalità, ovvero un tour de force di impegni snervanti che avevamo in fretta dimenticato con la Pandemia, unica caratteristica che rimpiangiamo: il disimpegno e procrastinazione legittimata. 
Gli adolescenti adolescenteggiano alla grande. 
Megamind, ormai diciassettenne (non so come sia potuto succedere che sia quasi maggiorenne) non c'ha più gran voglia di ammazzarsi di studio e noi ci troviamo nella difficile posizione di esserne un pò sollevati, ma di tenergli dei discorsi genitoriali sul dare sempre il meglio di sè e non sprecarsi. 
L'altro giorno per esempio, era stravaccato sul divano col cellulare, io e il Gmarito con nonchalance ci siamo seduti in maniera sospetta: lui a leggere un quotidiano, io solo per il fatto di essermi seduta in salotto. Ci ha guardato con sguardo allarmato e ha tentato la fuga senza successo. E' partito il disorsetto. Ma non eravamo davvero convincenti, temo.
Wonder studia tutto il giorno. Al mattino alle 6 ripete. 
Stamattina la sveglia era sul rapporto tra Don Rodrigo e i bravi, ieri i verbi irregolari inglesi. 
 -Almeno sto sbatao, cerca di uscire con le tue amiche!- E' paradossale ascoltarsi mentre si dicono queste parole, sopratutto perchè, essendo l'adolescenza un'altalena, nessuno mi garantisce che l'anno prossimo non dovrò invece chiuderla in casa per studiare. Catwoman invece non s'ammazza di studio, cura più l'aspetto aestetic, come da linguaggio IG, della sua esistenza: dedica ore alla stesura di appunti gradevoli e in tinta con gli evidenziatori, fotografa la sua postazione studio in palette con le unghie, poi studia in cucina perchè la sua scrivania è occupata dal set fotografico. Per ora comunque nessun intoppo nello studio. 
E' pendolare felice anche se ieri ha sbagliato treno ed è scesa nella stazione sbagliata. E' ancora sulla soglia tra il voler essere grande, e l'esigenza di restare bambina. E' sempre molto interessata ai temi sociali, dall'estinzione della tigre bianca, alla violenza sulle donne, con la coerenza di una tredicenne vorrebbe essere la nuova Greta Tumberg, poi si rifiuta di separare la cannuccia dal tetrapac del succo di frutta. 
D'altro canto la Madre adora rovistare nella spazzatura, perchè toglierle questo piacere. 
I figli sono cresciuti- apriamo sta parentesi- cacca verde liquida e rigurgiti acidi sono lontani, ma questa cosa per cui la Madre può e deve (forse ama) entrare in contatto con lo schifo (vomito dei gatti, pidocchi, lavandino otturato da avanzi di cibo, pulizia del filtro della lavapiatti, sterminio di insetti nocivi, per cui nessuno fa una campagna animalista) non è cambiata. 
E' da queste cose che dovrebbe partire per la parità dei sessi. SuperMario è sempre un pò scazzato, divora libri, e non fa nessuno sport per la semplice ragione che ho delegato al Gmarito quest'anno di iscriverlo da qualche parte. 
Io e il Gmarito ci incrociamo ogni tanto in corridoio, o davanti alla macchinetta del caffè...lui di nuovo immerso nel superlavoro, io nella pulizia di cose orrende, riordino della casa, servizio taxi, spesa, preparazione dei pasti e merende. 
Per ricordaci che siamo sposati e non coinquilini, siamo stati un weekend lungo a Lucerna. Una pausa azzurra di spensieratezza e gioia (e freddo). 
Ma l'aggiornamento non è finito. Lo rimando al prossimo venerdì (o giovedì) E spoilero i contenuti: 
 scatolette di sardine 
 poesie illustrate mie ma non solo
 esperimenti creativi
 nuove abitudini
 un nuovo inizio

28 settembre 2021

abitudini pandemiche

Nel primo lockdown si usciva in modalità guerra batteriologica, solo per fare provviste.

piccola scultura poetica
"la strada di casa"



20 settembre 2021

SuperMario, gradirei...

Sul letto, la sera, prima di leggere "la Signora Lana e il mistero degli ombrellini cinesi"

-SuperMario gradirei che ti andassi a lavare i piedi, per piacere. -

-Mamma, mica si può essere sempre puliti, altrimenti a cosa servirebbe la doccia?-

Ci ho anche pensato qualche secondo.


 -SuperMario, gradirei che non ti sdraiassi sulla roba stirata a leggere i topolini-

-...-

-Ho stirato tutto il giorno, per due interi giorni, e finalmente ho finito.-

Dal divano, tra una pila di lenzuola e uno di mutande:

-Va beh, mamma. Guardiamo il lato positivo: d'altra parte, se non disegni, e non cucini, che altro potresti fare? Almeno non ti annoi-

La sua logica mi confonde.

Quando mi è passata la confusione l'ho spedito a sistemare nei cassetti tutti i suoi vestiti.


15 settembre 2021

 Mangio, e faccio foto compulsive alla nostra casa-che poi pubblico su IG come la peggiore delle casalinghe frustrate che ho sempre deriso- che mio padre non ha mai potuto vedere ristrutturata e ampliata, per colpa del covid e poi della sua malattia.

Comprendo che questo ha un che di ossessivo compulsivo e che ha a che fare con una ricerca di conferme interiori, che mi vedono rispecchiata ora negli spazi in cui abito. 

Sarà sicuramente effetto dei vari lockdown, ma anche un ripiegarmi su me stessa, che è sempre la spia delle vecchie abitudini che prendono terreno.Quindi male.

Mangio, e guardo i Fantastici crescere, e con essi le mie paure, che ormai hanno preso una consistenza tale, da passeggiare indisturbate nel mio salotto. Paura che muoiano, che siano tristi, che si ammalino gravemente, che diventino alcolizzati, drogati, o depressi, o disperati.

Mangio, e guardo sconsolata l'anta invernale del mio armadio, che contiene solo colori tristi, scuri, e che a breve mi staranno stretti, visto che continuo a mangiare.

Catwoman ha iniziato la sua avventura al liceo, prende il treno e poi l'autobus, e questo la riempie di ansia e senso di libertà.

Wonder da stamattina ha ricominciato ad alzarsi un'ora prima per ripetere. Non so cosa, ma si può udire una giaculatoria sommessa, appena prima del trucco-parrucco.

Megamind è disperato perchè uno dei due compagni che componevano la quota maschile della sua classe è stato bocciato.

Ha la netta percezione che ha perso un anno di relazioni e vita di classe, e ora sembra voglia recuperare tutto nel più breve tempo possibile.

Nelle ultime settimane non l'abbiamo visto molto. E' pure andato a Milano con quattro donne, suppongo ci sia stato molto shopping e poca cultura, ma poter postare la foto su IG  con 4 donne, vale la coda alle casse su H&M. Non ha accettato la richiesta di amicizia, quindi lo vedo di straforo attraverso sua sorella.

Il Gmarito è impegnato in politica nella nostra amena cittadina, come presidente della lista civica. Essendo nel pieno delle amministrative, ha nuovi motivi per fare le notti in bianco, stressarsi e rimandare il nostro weekend romantico in occasione del nostro anniversario.

E SuperMario?

SuperMario ha iniziato la scuola da 3 (tre) giorni, e da domani sono già in quarantena.

E con questo chiudo, e vado a mangiarmi del carboidrato, che è disdicevole tanto quanto dire qualcosa di molto politicamente scorretto.

se magna e se cucina




magnate

bevute

8 settembre 2021

lettera a papà

 Caro papà,

sì lo so che sei morto, e sì, lo so che avevo giurato a me stessa che l'artificio retorico della lettera a chi non potrà mai leggerla non l'avrei mai utilizzato, ma sono giorni che ci penso e credo che se avessi uno psichiatra mi direbbe di assecondare questo desiderio (vorrei uno psichiatra solo per sentirmi dire di assecondare un desiderio, cosa che di solito viene considerata, chissà perchè, una brutta cosa).

7 settembre 2021

abbuffate sociali e diete di cibo

Torno a casa alle 18,45.

Luce della sera, aria tiepida e secca, la Santa Colf è passata e si vede: nessun gatto di polvere che veleggia sul pavimento, tavolo della cucina sgombro, senza la solita accozzaglia di mascherine, alcool, libri, scarpe o altri oggetti senza senso che di solito lo fanno assomigliare ad una rappresentazione in 3D di un Rebus.

30 agosto 2021

26 agosto 2021

rieccomi semiseria- villaggio vacanza

La GFamily si è piegata all'opzione villaggio nel 2015 e da allora pure una sociopatica e misantropa come me ha riconosciuto gli innegabili vantaggi che si sono accresciuti di anno in anno con l'avanzare dell'adolescenza dei figli e del loro atteggiamento nei confronti dei genitori che potrebbe riassumersi nella seguente frase:

mors tua, vita mea, però mi presento all'ora dei pasti.

(mi sono accorta che ho cancellato tutte le foto, sopravvissuta solo questa....)

L'opzione villaggio ha però il famoso risvolto della medaglia, una piaga chiamata animazione, il cui livello di persecuzione varia di villaggio in villaggio, talvolta rasentando lo stalking.

Noi, che andiamo ormai da anni in vacanza con amici e figli annessi, ci animiamo benissimo da soli. La Gfamily è stata in Puglia, ma ovunque le attività organizzate sono più o meno le stesse, tutti  villaggi obbediscono allo stesso codice di divertimento coatto.

Al mattino c'è il risveglio muscolare, e il target è chiarantente l'ultrasessantenne oppure l'infortunato con una gamba di legno come me. Confesso che è stata l'unica cosa che ho fatto (e che tragicamente era alla mia portata.)

Musica zen e movimenti dolci, prudenza senile.

Perchè poi alle 11,30 c'è l'acqua gym ove donne e qualche uomo di tutte le forme, età e attitudine al ritmo, sacrificano la loro dignità agitando il loro corpo seminudo in maniera asincrona e scomposta. A parte che ho avuto la riprova di essere fuori forma e non stare al passo con parecchie anziane, io che mi sento ridicola fare stretching in tuta in palestra, figuriamoci in bikini a fare gli squat.

Alle 11 poi c'è il rastrellamento di tutti minori di età inferiore ai 13 anni da parte delle animatrici, ombrellone per ombrellone, con terzo grado: come ti chiami. quanti anni hai. hai voglia di divertirti (domanda chiaramente retorica).

I genitori, che vogliono toglierseli dai piedi,  consegnano bambini riluttanti nelle mani delle animatrici le quali, agitandosi in abiti succinti - certamente sotto l'effetto di anfetamina, non trovo altra spiegazione per un tale dispendio di energie con 40 gradi- trascinano i poveretti in balletti  (il pinguino pio,  il ballo del cowboy, la pesciolino dance, riproposti immutati da almeno 30 anni sulle spiagge italiane), tornei di bocce, palla prigioniera, costruzioni di monumentali cartelli di sabbia.

Io, che non sono collaborazionista, ho lasciato che Mario si nascondesse sotto la sdraio al momento della retata, e leggesse il suoi topolini in pace. Ha fatto amicizia con alcuni bambini dell'ombrellone a fianco, ha giocato molto a carte.

Poi alle 12 puntuale come la morte (che in effetti potrebbe coglierti sotto lo zenit del mezzodì) tutti a fare il gioco aperitivo. Come se uno spritz annacquato potesse compensare il colpo di sole che ti prenderai facendo la corsa dei sacchi (in plastica, per sudare meglio) sulla sabbia rovente.

Dopo pranzo però potrai godere di un'oasi di pace, l'ora del silenzio si chiama, fino alle 16, certamente istituita dalla Crte dei Diritti Umani.  Di solito i Fantastici sono in piscina, perchè al mattino è obbligatorio il mare (manteniamo qualche sano principio piccoloborghese, non dico le tre ore dopo i pasti prima di fare il bagno, ma almeno respirare lo iodio, sì "dopo tutto quello che mi è costata sta vacanza")

Alla sera, se ti avventuri in una certa zona del villaggio dove viene allestito un palco, potrai imbatterti nell'intrattenimento serale, un incrocio tra il format Ciao Darwin dei poveri e XFactor (sempre dei poveri), durante il quale spesso a tradimento viene coinvolto qualcuno del pubblico, esposto immancabilmente al pubblico ludibrio.

Ma la cosa di gran lunga peggiore è la musica che aleggia come una colonna sonora infernale a cui non puoi sfuggire.

Dalle 10 del mattino senti fino all'inedia gli stessi 6 tormentoni estivi (salvo la pausa della canzone-dedica in cui ti becchi Toto Cutugno o Loretta Berti che a quel punto ti paiono geni della storia della musica). 

Ti illudi di sfuggire alla decima somministrazione coatta di "Marea" allontanandoti sul lungo mare, ma ti verrà riproposta dagli altri stabilimenti, all'infinito, perchè i tormentoni si chiamano così mica per niente. 

Alla fine, comunque, se si riesce a sfuggire alla macchina del divertimento di massa, ci si riposa. 

I Fantastici hanno goduto della loro illusoria autonomia.

Megamind ha dormito nell'area campeggio in tenda con due amici, lo vedevamo solo a pranzo, cena, quando dimenticava qualcosa, o aveva bisogno di soldi.

Wonder e Catwoman avevano formato un gruppetto con i figli degli amici in cui Mario era coinvolto saltuariamente.

Io, con un fondo di tristezza e una inquietudine serpeggiante.

Ma ho visto l'alba sul mare, e pensato molto.

5 luglio 2021

papà




 

Quando le persone muoiono (bisogna pur dirla questa parola, perchè non è oscena) bisognerebbe che nemmeno  tutti gli oggetti a loro appartenuti potessero sopravvivere, ma lentamente, come palloncini pieni di elio, salissero al cielo, lasciando il tempo per un ultimo sguardo di addio.

E non solo gli oggetti, ma anche gli odori, l'acqua di colonia alla lavanda, la liquerizia, la carta stampata dei giornali: dovrebbero sfumare via.

Forse sarebbe più semplice il commiato.

Invece capisco che non è così, non è vero, questo desiderio fa parte del tabù della morte.

Bisogna pur togliere i vestiti dall'armadio, e svuotare i cassetti dei comodini, e annusare il cuscino, e ricordare l'ultimo respiro come un pianto che finalmente viene consolato in un ultimo singhiozzo.

Bisogna separare i letti, rileggere i messaggi, e sconfinare nel dolore, e credere di aver sentito una voce, e desiderare di fare una telefonata impossibile, e inabissarsi nel rimpianto fino in fondo, fino all'ultima goccia, coltivare il vuoto che rimane, per immaginare un altrove.

Capisco quelli che scrivono al morto lettere impossibili. 

Invece noi ci raccontiamo le cose tra fratelli, e ci diciamo che è stato bello, inspiegabilmente. 

Essere stati tutti lì, esserci trovati insieme nella nostra casa di ragazzi, tenergli la mano, abbracciarci e piangere senza vergogna ma anche senza disperazione, consolare nostra madre, ritrovarci anche a tratti quasi spensierati, proteggerci a vicenda dal dolore.

E così, questo è l'inizio della nostra vita senza papà.

9 giugno 2021

cose che finiscono e altre che non cominciano

 All'improvviso, ieri era l'ultimo giorno di terza elementare.

Un provvidenziale (in qualsiasi senso si voglia intenderlo) temporale ha mandato a rotoli la festa di fine anno al parco.

1 giugno 2021

ultimate list

 Ho sempre pensato che fare delle liste mi aiuti a rispettarne i contenuti. Questo però funziona per la lista della spesa, perchè se non vai a comprare cibo, muori. (semplificando)

26 maggio 2021

assenze da casa e relative conseguenze

 Sono stata a Bologna per 5 giorni, per stare con i miei genitori e mio padre, malato (cosa u cui non voglio dilungarmi)


17 maggio 2021

datemi un pennello e vi imbiancherò la qualsiasi

 Tutti coloro che mi conoscono sanno che io vado avanti per trip successivi, ancor prima che esistesse instagram e pinterest.

C'è stato il periodo dell'autoproduzione, che a volte ritorna (una volta è nata 1 -una- zucchina, un'altra volta un peperone, ho provato a fare lo yogurt ed era buono, ma poi i fermenti si sono sindacalizzati e hanno fatto sciopero), dell'ecologismo (pure quello ritorna in forme e sfumature differenti, dai pannolini lavabili ai detersivi eco, non sono mai arrivata al compost, grazie al cielo visto che non ho un giardino, però ho pensato di prendere una gallina ovaiola, lo confesso). Ho avuto varie ondate di trip del cucito, a volte raggiungendo risultati quasi instagrammabili. Ovviamente nulla che avesse a che fare con orli o rammendi, ma oggetti futili e di maggior soddisfazione creativa.


14 maggio 2021

il mio Everest ha una parete blu

 Mentre i Fantastici sognano l'estate, sono isterici e ogni sera la cena termina con uno che se ne va offeso da tavola, la sottoscritta è nel pieno del trip casalingo.

Finalmente, dopo i vari lavori di ammodernamento ( o come dice mia madre, di risanamento, che tradisce l'allusione alla bonifica di una discarica, o lo smaltimento dell'eternit), dopo l'acquisto di armadi, armadi e ancora armadi, dopo l'eliminazione-ancora non totale- di svariato materiale da accumulatori seriali,  la nostra casa ha una parvenza  di coerenza estetica, oltre che di spazio.


7 maggio 2021

muscoli maschi

 E' a cena che ci sono i momenti verità.

Megamind spesso viene a tavola in tuta, sudato, dopo la sua sessione adolescenziale di potenziamento muscolare.

Sarebbe contro le regole presentarsi in queste condizioni, ma visto che fa delle docce da 40 minuti, preferiamo l'afrore di ascella che la cena fredda.

Wonder, commenta: - però, un pò si vede, che fai pesi. Hai un pochino di muscoli-

Megamind gongola rimirandosi le braccia.

-Papà, pure tu potresti farlo eh.-Wonder non fa mai dei complimenti gratis. Sono bilanciati sempre da qualche secondo fine dal sapore acido. E' diventata donna.

Il G-padre, che si sente punto nell'orgoglio, e rispolvera la sua età dell'oro:- Ah, io all'età di Megamind ero molto più muscoloso, i muscoli li ho fatti senza fare niente, solo stando all'aria aperta, facendo una vita sana, giocando a calcetto in oratorio e andando in bici nel bosco!-

Megamind è freudianamente nella fase iniziale dell'uccisione figurata del padre -Eccolo là. I bei tempi andati! Papà era muscoloso fin da piccolo. Lui nemmeno sudava: era sempre fresco come una rosa! E se sudava, non puzzava. Anzi, le sua ascelle olezzavano di violetta!- 

Scontro titanico tra maschi alfa.

Wonder tienilo a mente per quando avrai un fidanzato, mai fare confronti con tuo padre, davanti a lui.

cena: scenografia per i momenti verità della Gfamily



5 maggio 2021

la macchina dell'estate

 Addio vecchia Jumbo, ci hai portato nel profondo sud su torride autostrade, nelle tormente di neve a sciare, al lago, in discarica per disfarci dei nostri accumuli seriali, su ripide strade sterrate, su strade ignote alla ricerca dei campi scout sistematicamente in luoghi non mappati da alcun sistema satellitare, lungo le tradizionali code sull'A4. Porti le tracce delle nostre avventure, rigurgiti sui sedili posteriori, calzini antiscivolo spaiati infilati negli anfratti delle portiere, merendine mummificate in qualche vano a noi ignoto, cd cotti dal sole in cui tutti i brani sembrano reppati visto che saltano in continuazione.

Ora siamo tornati alla VETTURA DEL POPOLO (ricco), volkswagen, in memoria della vecchia Passat che con grande dolore il Gmarito vendette con l'arrivo di SuperMario. La Passat, primo grande amore, prima macchina per antonomasia, comprata nuova.

Abbiamo dovuto optare per una Sharan 7 posti (usata). Se la Passat era la fidanzata, la Sharan è la moglie appesantita da 4 gravidanze: più grossa, meno sprintosa, con un confortevole cambio automatico che evita i colpi di testa.

Alle porte dell'estate, con il miraggio della fine dei lockdown, la prospettiva delle vacanze, questo acquisto ha il sapore delle belle speranze, della libertà, della spensieratezza.

La phedra è stata rinominata Jumbo, come la mamma elefante di Dumbo, ora forse daremo un nome anche alla macchina nuova. O forse la chiameremo semplicemente la macchina nuova.



19 aprile 2021

tema: la mia famiglia

 Wonder deve fare questo tema:

DESCRIVO LA MIA FAMIGLIA 

apparentemente puerile, ma in realtà proprio per questo difficilissimo nel dover evitare un tema da terza elementare.

In effetti quando ha annunciato a tavola di avere scelto questa traccia, SuperMario, ha  commentato: 

-pfui! io l'ho fatto l'anno scorso. E IN INGLESE.-

Wonder però non sa cosa scrivere.

-Cioè sui fratelli qualcosa so dire, ma sui genitori...! Tipo, cosa potrei dire su papà? Cosa gli piace? Papà, ma quali sono i tuoi hobbies?-

Diciamo che considerato il mood lavorativo del Gmarito questa domandona non ha innalzato gli indici del suo umore.

- Gli hobbies sono sopravvalutati! -

Negli anni 80 quando si parlava di hobby, questa parola anglofona ancora molto esotica conservava un'aura misteriosa. Noi si rispondeva sempre: 

"jhon's hobby is jogging"

Anche lo jogging, unico hobby papabile non riuscendo ad immaginare altro,  era qualcosa si alieno che facevano quei pazzi degli americani. Oggi lo jogging è scomparso, si fa solo del running.

-Puoi scrivere  quali sono gli interessi di una persona, che sono più ampi degli hobbies. Leggere, per esempio, o l'impegno civico e politico, lo sci, la scienza-

-Beh..... e poi ci sei tu, mamma. Cosa scrivo su di te, a parte che ti piace disegnare? Che hobbies hai? cucinare. E dormire. Scriverò che sei un pò pigra-

Megamind precisa: -più che pigra, è sonnolenta.-

Ah, che gioia, quando usi tutto il tuo tempo al servizio della famiglia e essa interpreta il tuo desiderio di meritato riposo con narcolessia. Che ritratto edificante ne uscirà.

Wonder a questo punto è colpita da un'idea geniale:- potrei dire che i miei genitori sono morti.-

-Mi sembra un'idea meravigliosa. Che si sa, che dei morti tutti si fanno un'idea eccellente.-


(i miei disegnini fatti tra un sonnellino e una dormita)