La Gfamily ha messo gli sci.
Non era la prima esperienza, ma lo era nel suo genere.
1) Niente albergo, ma in casa("questa casa non è un albergo -e si vede-") (nella valle delle mele, per gentile concessione dei NonniDiBologna)
Quindi l'inborghesimento dell'anno scorso l'ho espiato copiosamente preparando panini per pranzo e cene serali.
2) Niente SuperMario piagnucolante come l'anno scorso, dato in affido temporaneo alla Nonna lato gpadre.
3) Prima esperienza sci per me (non contiamo la volta in cui il futuro Gmarito quando- a suo dire- mi corteggiava, per il mio battesimo dello sci mi ha portato su una pista rossa e mi ha dato una spinta, probabilmente applicando teoria della selezione naturale della specie nella scelta di una possibile fidanzata)
Che significa sciare per La Gfamily?
Sveglia alle sette .
07.00.
Ante meridiem.
Di mattina.
Sbrandamento figli entro le 07,30.
Vestizione entro le 07,45.
Colazione entro le 08,30 tutti vestiti di tutto punto compresi casco da sci e maschere.
Solo i guanti mancavano.
A meno che il caffè non fosse ancora troppo bollente.
Preparazione panini, rifacimenti letti, e fuori di casa entro le 09,00.
Alle 9,30 sulle piste.
Se riuscivi potevi dormire quella mezz'ora di macchina, non fosse stato per quel dannato cd delle canzoni dello zecchino d'oro.
Me no male che a metà settimana sono venuti a trovarci degli amici (detti i Falconi), che -grazie a grappini serali con fetta di torta- hanno consentito un discreto svacco sugli orari procrastinando l'arrivo sulle piste alle 10.00.
Poi sulle piste, si scia.
In qualsiasi condizione climatica.
Pioggia, bufera, vento, grandine.
Ho sssssiato pure io. Col maestro IVO, che mi ha insegnato che il mio baricentro basso e grasso ha in fondo una sua utilità.(E quindi tanto vale mangiare il panino alla salsiccia).
Megamind lo vedevo praticamente solo a pranzo.
Io, che alle 12,30 già non vedevo l'ora di mangiarmi il panino e tirare il fiato, TUTTO il resto della Gfamily, che trangugiava il cibo non prima delle due, giusto perchè veniva supplicato, e alle due e 17 minuti aveva gli sci di nuovo ai piedi (ma se li erano tolti, poi?)
Riuscivo a bene un caffè assieme al Gmarito implorando pietà.
Gli stakanovisti degli sci.
WonderWoman e CatWoman mi sfrecciavano vicine deridendomi sulla pista baby, quando facevano riscaldamento.
Per il resto, loro le piste le han fatte tutte.
Vedevi sulle piste queste tre piccole squinzie (le nostre due + la piccola Falchetta arrivata dopo), in fila come paperelle dietro al nostro amico Falcone Major, che semplicemente scendevano, con le loro belle curve a sci paralleli, da qualsiasi pista ghiacciata o squagliata o battuta da vento a 16 nodi.
Io dietro, lemme lemme, col mio baricentro basso-ma non abbastanza- che quando arrivavo alla fine, tutti gli altri ne avevano già fatte altre quattro.
Però bello.
Praticamente un lavoro.
Ma bello.
26 febbraio 2014
14 febbraio 2014
donne egizie molto fortunate
Fare i compiti coi Fantastici 3 è molto istruttivo.
Per esempio si ripassano le tabelline.
Si imparano le divisioni in colonna a due cifre.
(sì, HO SCRITTO SI IMPARANO)
Ci si ricorda che esiste il Gennargentu, e che ha a che fare con gli appennini.
Si scopre come si pronuncia DECIDOUS in inglese.
Si studia Storia.
Megamind è alle prese con gli egizi.
Lui studia e poi viene in cucina e mentre io piango tagliando cipolle, lui mi ripete.
-Mamma!-
-Eh.-(Sono di poche parole quando taglio le cipolle, è un momento davvero melodrammatico.)
-Sai, le donne Egizie erano davvero fortunate.-
-Ah, sì?-
-Sto studiando "la condizione delle donne nell'antico Egitto" -
-Bello- E giù a piangere
-Sai, le donne Egizie, erano moooolto privilegiate. Perchè -pensa- erano PADRONE di casa-
-Scusa cosa intendi?-
-Cioè, loro avevano dei diritti, sai. Ed erano PADRONE di casa. Cioè: rendevano ANCHE delle decisioni! Che riguardavano la casa ovviamente.-
-Ah, bè...-E intanto che penso come contestualizzare il concetto del privilegio femminile 4000 anni fa, MegaMind chiude il suo ragionamento:
- Pensa, mamma. Se fossi nata nell'antico Egitto. Che fortunata che saresti-
Non so, dove ho sbagliato?Ah, ma è colpa del Gmarito, è ovvio.
Per esempio si ripassano le tabelline.
Si imparano le divisioni in colonna a due cifre.
(sì, HO SCRITTO SI IMPARANO)
Ci si ricorda che esiste il Gennargentu, e che ha a che fare con gli appennini.
Si scopre come si pronuncia DECIDOUS in inglese.
Si studia Storia.
Megamind è alle prese con gli egizi.
Lui studia e poi viene in cucina e mentre io piango tagliando cipolle, lui mi ripete.
-Mamma!-
-Eh.-(Sono di poche parole quando taglio le cipolle, è un momento davvero melodrammatico.)
-Sai, le donne Egizie erano davvero fortunate.-
-Ah, sì?-
-Sto studiando "la condizione delle donne nell'antico Egitto" -
-Bello- E giù a piangere
-Sai, le donne Egizie, erano moooolto privilegiate. Perchè -pensa- erano PADRONE di casa-
-Scusa cosa intendi?-
-Cioè, loro avevano dei diritti, sai. Ed erano PADRONE di casa. Cioè: rendevano ANCHE delle decisioni! Che riguardavano la casa ovviamente.-
-Ah, bè...-E intanto che penso come contestualizzare il concetto del privilegio femminile 4000 anni fa, MegaMind chiude il suo ragionamento:
- Pensa, mamma. Se fossi nata nell'antico Egitto. Che fortunata che saresti-
Non so, dove ho sbagliato?Ah, ma è colpa del Gmarito, è ovvio.
c'entra con:
I Fantastici4,
maschi,
Me,
MegaMind,
scuola
3 febbraio 2014
le borse delle donne
Sabato siamo andati in questo negozio fichissimo di arredamento per progettare la cameretta delle bambine che ancora dormono nel divano letto ( così non rischieranno più la vita quando una chiede all'altra di prenderle in cuscino che si trova dentro allo schienale e per farlo praticamente una delle due viene piegata a metà dentro al divano stesso).
Bè dentro a questo negozio avevo le lacrime agli occhi per la quantità di design in esposizione e anche al pensiero di quanto costasse.
Abbiamo passato due meravigliose ore a sfogliare cataloghi e a guardare ipotesi sul pc per la cameretta di CatWoman e WonderWoman, io che dicevo: più armadi più armadi! e il gmarito: più scrivanie, più librerie!
(povero illuso le scrivanie le useranno per metterci sopra lo specchio da trucco)
Quando siamo usciti ho lasciato nello splendido negozio il mio cuore.
E anche la mia borsa.
Quindi il giorno dopo sono dovuta andare a recuperarla da proprietario istesso, che gentilmente se l'era portata a casa sua.
(per inciso, una villa con giardino)
Quando l'ho recuperata ringraziandolo molto, lui mi ha chiesto di verificare che ci fosse tutto, dicendomi che aveva dovuto aprirla per sapere di chi fosse.
La mia borsa conteneva:
Una buccia di banana in putrefazione che conferiva alla borsa un sano odore di mosto selvatico.
Un TAMPAX.
Un assorbente gigantesco LICIA PERSONA.
Uno spillo. (si sarà punto?)
Un calzino di SuperMario.
Carta straccia di varia natura.
Fazzoletti di carta usati.
Una torcia elettrica smontata.
Un sacchetto con la pasta madre IN POLVERE (gentile regalo della mia amica panettiera).
Poi anche cose normali, come agenda, portafoglio, chiavi.
Non SO se rendo.
Bè dentro a questo negozio avevo le lacrime agli occhi per la quantità di design in esposizione e anche al pensiero di quanto costasse.
Abbiamo passato due meravigliose ore a sfogliare cataloghi e a guardare ipotesi sul pc per la cameretta di CatWoman e WonderWoman, io che dicevo: più armadi più armadi! e il gmarito: più scrivanie, più librerie!
(povero illuso le scrivanie le useranno per metterci sopra lo specchio da trucco)
Quando siamo usciti ho lasciato nello splendido negozio il mio cuore.
E anche la mia borsa.
Quindi il giorno dopo sono dovuta andare a recuperarla da proprietario istesso, che gentilmente se l'era portata a casa sua.
(per inciso, una villa con giardino)
Quando l'ho recuperata ringraziandolo molto, lui mi ha chiesto di verificare che ci fosse tutto, dicendomi che aveva dovuto aprirla per sapere di chi fosse.
La mia borsa conteneva:
Una buccia di banana in putrefazione che conferiva alla borsa un sano odore di mosto selvatico.
Un TAMPAX.
Un assorbente gigantesco LICIA PERSONA.
Uno spillo. (si sarà punto?)
Un calzino di SuperMario.
Carta straccia di varia natura.
Fazzoletti di carta usati.
Una torcia elettrica smontata.
Un sacchetto con la pasta madre IN POLVERE (gentile regalo della mia amica panettiera).
Poi anche cose normali, come agenda, portafoglio, chiavi.
Non SO se rendo.
c'entra con:
casa,
CatWoman,
Me,
WonderWoman
2 febbraio 2014
cosa mi piace?
Rispondo alle mie figlie ( ma anche a me stessa)
Che un giorno un amico ha chiesto loro:
Ma cos'è la cosa che alla vostra mamma piace di più?
E loro hanno risposto:
Dormire.
Mi piacciono le righe e i pois. Ovunque.
Non so cosa direbbe Freud, però mi suggeriscono vacanza, mare, estate, infanzia, spensieratezza.
Nei vestiti i pois sono un pò impegnativi, o fanno vecchietta bonton, oppure effetto Minnie.
Bisogna sapere scegliere.
Le righe vanno bene sempre, verticali, orizzontali, larghe, strette, me ne infischio se ingrassano.
La spensieratezza è più importante.
Mi piacciono le carte dei cioccolatini, quelle colorate.
Buttarle via mi strugge.
Mio padre con le carte di cioccolatini faceva piccoli fragilissimi anellini a noi bambine.
E ci chiedeva quasi sempre: ma se il vostro innamorato potesse regalarvi solo un anello fatto con le carte di cioccolatini, lo sposereste lo stesso?
Certo, rispondevamo. Fa parte della logica della favola.
Mi piacciono i cavalli, un tempo avrei voluto sposare un bell'istruttore di equitazione un pò rude e sudaticcio ma fascinoso, sussurratore o no. Un tempo sapevo cavalcare e il fatto che io ne parli come se avessi 150 anni e la sciatica, dovrebbe farmi preoccupare seriamente.
Mi piace l'acqua, nuotare, senza fare fatica, perchè la mia pigrizia è risaputa, ma almeno con un certo stile, e mi piace pure tuffarmi, però mi vergogno tantissimo e non lo faccio mai.
Sogno (nel senso che sogno davvero, mentre dormo) molto spesso di tuffarmi in una piscina da un trampolino altissimo, oppure sogno di volare come se nuotassi nell'aria.
A volte non mi ricordo più le cose che mi piacciono.
Per esempio domani vorrei cucinarmi una cena con i miei piatti preferiti, ma a parte lo strudel, non ricordo più quali siano.
Ci penserò stanotte.
Adoro le liquerizie, praticamente potrei mangiarne compulsivamente un chilo fino a gonfiarmi tanto da volare via come un dirigibile e a farmi diventare tutta la lingua nera.
(si, bè però non posso farmi un piatto di liquerizie, domani)
Amo i libri illustrati. Ma non tutti. Devono essere illustrati in un certo qual modo.
I miei alberi preferiti sono le betulle e i pioppi cipressini, vorrei una casetta sull'albero, ma ormai sono troppo cresciuta per averla.
Mi piacciono le voliere, sono come dei castelli trasparenti.
Adoro l'odore della gomma, della carta dei libri, del cuoio.
Amo le nuvole da quando Montale ha scritto
Nuvole in viaggio, chiari reami di lassù! D'alti Eldoradi malchiuse porte
...adesso quando le vedo, mi sembrano Castelli d'aria sempre in moto, con una meta misteriosa. Inaccessibili.
Mi piacciono le conchiglie perchè sono un piccolo mondo.
Amo il Lego.
I lumini accesi di notte nei cimiteri.
Le edicole della Madonna incastonate nei muri, come piccole casette sacre, un paio d'occhi che ci guardano dall'alto anche quando non ce ne accorgiamo.
Mi affascinano le case abbandonate.
Cerco di immaginare cosa succeda in quelle stanze vuote col passare lento delle ore che sono uguali per anni e secoli, eventi insignificanti: la polvere che si deposita, i corpuscoli polvere dentro il raggio di sole che entra di straforo, l'intonaco che si stacca dai muri e cade per terra, uno scarafaggio che attraversa il pavimento.
Adoro le lucette dell'albero di natale che si accendono e si spengono.
Mi piace l'altalena, ho scoperto con orrore che ormai il mio sedere si incastra. E' triste. E comunque è proibito andare in altalena dopo i 12 anni.
Che ingiustizia.
Amo le rondini e l'estate che arriva, camminare per casa a piedi nudi, e svegliarmi con le loro grida nel cielo.
Casomani mi dimenticassi cosa mi piace, ogni tanto bisogna segnarselo.
Alle carte dei cioccolatini, poi, ho dedicato una poesia.
Carte di cioccolatini
e di caramelle
buttate a terra
per un attimo fuggevolmente sono
pietre preziose
di stupefacenti colori
come coleotteri esotici
e cristalli trasparenti
mai catalogati.
E lo sono veramente.
Su altri mondi
o anche qui.
Se lo vogliamo veramente
coi nostri occhi.
Che un giorno un amico ha chiesto loro:
Ma cos'è la cosa che alla vostra mamma piace di più?
E loro hanno risposto:
Dormire.
Mi piacciono le righe e i pois. Ovunque.
Non so cosa direbbe Freud, però mi suggeriscono vacanza, mare, estate, infanzia, spensieratezza.
Nei vestiti i pois sono un pò impegnativi, o fanno vecchietta bonton, oppure effetto Minnie.
Bisogna sapere scegliere.
Le righe vanno bene sempre, verticali, orizzontali, larghe, strette, me ne infischio se ingrassano.
La spensieratezza è più importante.
Mi piacciono le carte dei cioccolatini, quelle colorate.
Buttarle via mi strugge.
Mio padre con le carte di cioccolatini faceva piccoli fragilissimi anellini a noi bambine.
E ci chiedeva quasi sempre: ma se il vostro innamorato potesse regalarvi solo un anello fatto con le carte di cioccolatini, lo sposereste lo stesso?
Certo, rispondevamo. Fa parte della logica della favola.
Mi piacciono i cavalli, un tempo avrei voluto sposare un bell'istruttore di equitazione un pò rude e sudaticcio ma fascinoso, sussurratore o no. Un tempo sapevo cavalcare e il fatto che io ne parli come se avessi 150 anni e la sciatica, dovrebbe farmi preoccupare seriamente.
Mi piace l'acqua, nuotare, senza fare fatica, perchè la mia pigrizia è risaputa, ma almeno con un certo stile, e mi piace pure tuffarmi, però mi vergogno tantissimo e non lo faccio mai.
Sogno (nel senso che sogno davvero, mentre dormo) molto spesso di tuffarmi in una piscina da un trampolino altissimo, oppure sogno di volare come se nuotassi nell'aria.
A volte non mi ricordo più le cose che mi piacciono.
Per esempio domani vorrei cucinarmi una cena con i miei piatti preferiti, ma a parte lo strudel, non ricordo più quali siano.
Ci penserò stanotte.
Adoro le liquerizie, praticamente potrei mangiarne compulsivamente un chilo fino a gonfiarmi tanto da volare via come un dirigibile e a farmi diventare tutta la lingua nera.
(si, bè però non posso farmi un piatto di liquerizie, domani)
Amo i libri illustrati. Ma non tutti. Devono essere illustrati in un certo qual modo.
I miei alberi preferiti sono le betulle e i pioppi cipressini, vorrei una casetta sull'albero, ma ormai sono troppo cresciuta per averla.
Mi piacciono le voliere, sono come dei castelli trasparenti.
Adoro l'odore della gomma, della carta dei libri, del cuoio.
Amo le nuvole da quando Montale ha scritto
Nuvole in viaggio, chiari reami di lassù! D'alti Eldoradi malchiuse porte
...adesso quando le vedo, mi sembrano Castelli d'aria sempre in moto, con una meta misteriosa. Inaccessibili.
Mi piacciono le conchiglie perchè sono un piccolo mondo.
Amo il Lego.
I lumini accesi di notte nei cimiteri.
Le edicole della Madonna incastonate nei muri, come piccole casette sacre, un paio d'occhi che ci guardano dall'alto anche quando non ce ne accorgiamo.
Mi affascinano le case abbandonate.
Cerco di immaginare cosa succeda in quelle stanze vuote col passare lento delle ore che sono uguali per anni e secoli, eventi insignificanti: la polvere che si deposita, i corpuscoli polvere dentro il raggio di sole che entra di straforo, l'intonaco che si stacca dai muri e cade per terra, uno scarafaggio che attraversa il pavimento.
Adoro le lucette dell'albero di natale che si accendono e si spengono.
Mi piace l'altalena, ho scoperto con orrore che ormai il mio sedere si incastra. E' triste. E comunque è proibito andare in altalena dopo i 12 anni.
Che ingiustizia.
Amo le rondini e l'estate che arriva, camminare per casa a piedi nudi, e svegliarmi con le loro grida nel cielo.
Casomani mi dimenticassi cosa mi piace, ogni tanto bisogna segnarselo.
Alle carte dei cioccolatini, poi, ho dedicato una poesia.
Carte di cioccolatini
e di caramelle
buttate a terra
per un attimo fuggevolmente sono
pietre preziose
di stupefacenti colori
come coleotteri esotici
e cristalli trasparenti
mai catalogati.
E lo sono veramente.
Su altri mondi
o anche qui.
Se lo vogliamo veramente
coi nostri occhi.
30 gennaio 2014
l'istinto primordiale per una cacca
Mentre sono in servizio sento un grugnito animalesco provenire dalla mia tetta sinistra.
Visto che non ho alcuna tetta bionica, l'unica cosa che può emettere un suono da quelle parti, è il mio cellulare, posto nella tasca sinistra del giaccone, insieme alla penna assassina.
Sono in pattuglia e quindi inizialmente faccio finta di niente.
Poi da lì proviene pure un suono di scoreggia, quindi ovviamente per salvaguardare la (poca) reputazione professionale che mi resta, estraggo il cellulare.
E lì c'è una scritta: Pou è affamato.
Cos'è Pou?
E' una cacca.
Una cacca viva.
Una cacca con gli occhi e la bocca, che fa la cacca. (una meta-cacca insomma)
Quindi evidentemente ha anche un intestino, se fa la cacca, e pure uno stomaco, visto che ha fame.
Questa cacca vive sul mio cellulare e bisogna accudirla, pulirla e darle da mangiare; puoi comprarle dei vestiti da sera, e ogni tanto devi farla divertire sennò si deprime.
E' un giochino che ho scaricato perchè mi sembrava innocuo, da far fare alle bambine, sul mio telefono, nei momenti in cui devo disattivarle per necessità urgenti (una telefonata, una doccia, un seduta tranquilla in bagno).
Solo che questa cacca si è abusivamente impadronita del mio telefono,e non si può spegnere, e alle 8,20 della mattina vuole essere lavata e vuole mangiare.
Clicco sulla scritta e compare Pou con una faccia sconsolata e gli occhi che fanno i lucciconi, tutto sporpo e con una cacca al suo fianco.
-Scusa rispondo al messaggio, sai, mi hanno cambiato la suoneria i bambini, quelle pesti-
Pulisco Pou con sapone e lo lavo con la doccetta.
Ha fame. Apro il frigo.
Sbircio il collega.
Non mi ha visto.
In frigo ci sono solo uova e pancetta, bibite gasate, cioccolata, patatine fritte e pizza ai peperoni.
Ma che razza di cibo spazzatura comprano le mie figlie? Qui lo ammazzano.
Acquisto della frutta e verdura -più sana- e anche un pò di latte.
Pou mangia. Torna a sorridere. Poi gli spengo la luce e si addormenta.
(come sono carini quando dormono)
Dicono che quando una diventa madre il cervello subisca delle modifiche neuronali molto simili a quelle della pazzia.
Ora so che avevano ragione.
Visto che non ho alcuna tetta bionica, l'unica cosa che può emettere un suono da quelle parti, è il mio cellulare, posto nella tasca sinistra del giaccone, insieme alla penna assassina.
Sono in pattuglia e quindi inizialmente faccio finta di niente.
Poi da lì proviene pure un suono di scoreggia, quindi ovviamente per salvaguardare la (poca) reputazione professionale che mi resta, estraggo il cellulare.
E lì c'è una scritta: Pou è affamato.
Cos'è Pou?
E' una cacca.
Una cacca viva.
Una cacca con gli occhi e la bocca, che fa la cacca. (una meta-cacca insomma)
Quindi evidentemente ha anche un intestino, se fa la cacca, e pure uno stomaco, visto che ha fame.
Questa cacca vive sul mio cellulare e bisogna accudirla, pulirla e darle da mangiare; puoi comprarle dei vestiti da sera, e ogni tanto devi farla divertire sennò si deprime.
E' un giochino che ho scaricato perchè mi sembrava innocuo, da far fare alle bambine, sul mio telefono, nei momenti in cui devo disattivarle per necessità urgenti (una telefonata, una doccia, un seduta tranquilla in bagno).
Solo che questa cacca si è abusivamente impadronita del mio telefono,e non si può spegnere, e alle 8,20 della mattina vuole essere lavata e vuole mangiare.
Clicco sulla scritta e compare Pou con una faccia sconsolata e gli occhi che fanno i lucciconi, tutto sporpo e con una cacca al suo fianco.
-Scusa rispondo al messaggio, sai, mi hanno cambiato la suoneria i bambini, quelle pesti-
Pulisco Pou con sapone e lo lavo con la doccetta.
Ha fame. Apro il frigo.
Sbircio il collega.
Non mi ha visto.
In frigo ci sono solo uova e pancetta, bibite gasate, cioccolata, patatine fritte e pizza ai peperoni.
Ma che razza di cibo spazzatura comprano le mie figlie? Qui lo ammazzano.
Acquisto della frutta e verdura -più sana- e anche un pò di latte.
Pou mangia. Torna a sorridere. Poi gli spengo la luce e si addormenta.
(come sono carini quando dormono)
Dicono che quando una diventa madre il cervello subisca delle modifiche neuronali molto simili a quelle della pazzia.
Ora so che avevano ragione.
28 gennaio 2014
"VEDO LA GENTE MORTA"
E dopo la gag del LAPIS che io probabilmente usavo con l'inchiostro a scuola nel lontano ottocento, giungono altre conferme della decrepitezza (si può dire?) di noi genitori generazione anni 70.
Con una mia omonima (sì, si chiama proprio come me: HysterikMom) madre della migliore amica di WonderWoman, commentavamo giusto stasera (consolandoci ingerendo milionate di calorie sottoforma di chiacchere) che quando diciamo "dieci anni fa", pensiamo ancora agli anni 90.
E invece era il 2004.
Nel mentre sua figlia settenne si ferma davanti al mio telefono fisso, munito di filo e cornetta (!) e tasti bianchi e chiede:
-Ma come SI USA questo COSO?
La stessa settenne-mi racconta HysterikMom2- chiede al papà che si accinge ad uscire, una sera, dove stia andando.
Lui risponde che va ad una cena coi suoi compagni di scuola.
Lei strabuzza gli occhi, (ed io immagino-pur non assistendo alla scena- strafocandosi con la pastina in brodo):
-Perchè, sono ancora VIVI?!?-
Probabilmente noi abbiamo assistito pure al BigBang, e se ce lo chiedono, dobbiamo raccontarlo minuto per minuto.
Perchè loro sono il presente.
Noi, Storia.
Con una mia omonima (sì, si chiama proprio come me: HysterikMom) madre della migliore amica di WonderWoman, commentavamo giusto stasera (consolandoci ingerendo milionate di calorie sottoforma di chiacchere) che quando diciamo "dieci anni fa", pensiamo ancora agli anni 90.
E invece era il 2004.
Nel mentre sua figlia settenne si ferma davanti al mio telefono fisso, munito di filo e cornetta (!) e tasti bianchi e chiede:
-Ma come SI USA questo COSO?
La stessa settenne-mi racconta HysterikMom2- chiede al papà che si accinge ad uscire, una sera, dove stia andando.
Lui risponde che va ad una cena coi suoi compagni di scuola.
Lei strabuzza gli occhi, (ed io immagino-pur non assistendo alla scena- strafocandosi con la pastina in brodo):
-Perchè, sono ancora VIVI?!?-
Probabilmente noi abbiamo assistito pure al BigBang, e se ce lo chiedono, dobbiamo raccontarlo minuto per minuto.
Perchè loro sono il presente.
Noi, Storia.
22 gennaio 2014
l'ottocento
Conversazioni davanti ai compiti
Megamind:-Mamma! cos'è, 'sto esercizio, c'ha delle parole in inglese che non capisco! Cos'è 'sto lapis? Devo scrivere una frase con LAPIS-
Io:- Non è inglese, è latino. E' tipo una penna, una matita. E' una parola vecchia che indica una penna che si usava tanti anni fa-
WonderWoman si intromette: -Antica? Ah, e di quando?-
Io:- Mo...non so. E' una cosa che si usava tantissimi anni fa, nell'ottocento.-
WonderWoman:-Ahhhhhh! Quando eri piccola tu.-
Megamind intanto scrive: "Il mio Lapis scrive malissimo"
Eh, certo, è del paleozoico.
Come sua madre, del resto.
Megamind:-Mamma! cos'è, 'sto esercizio, c'ha delle parole in inglese che non capisco! Cos'è 'sto lapis? Devo scrivere una frase con LAPIS-
Io:- Non è inglese, è latino. E' tipo una penna, una matita. E' una parola vecchia che indica una penna che si usava tanti anni fa-
WonderWoman si intromette: -Antica? Ah, e di quando?-
Io:- Mo...non so. E' una cosa che si usava tantissimi anni fa, nell'ottocento.-
WonderWoman:-Ahhhhhh! Quando eri piccola tu.-
Megamind intanto scrive: "Il mio Lapis scrive malissimo"
Eh, certo, è del paleozoico.
Come sua madre, del resto.
c'entra con:
conversazioni,
frasi,
I Fantastici4,
Me,
MegaMind,
WonderWoman
post vintage e La Questione Delle Unghie
Questo post è vecchio, è del blog precendente, quello che è morto, quello soppresso, che non sono riuscita a salvare.
Ma nonostante si di 4 anni fa, il problema è sempre attuale.
Ma nonostante si di 4 anni fa, il problema è sempre attuale.
l'amore è un tubetto di attak
Io
mi mangio le unghie. Non è che le rosicchio. Le mangio. Mi nutro
delle mie unghie. O meglio le mie nevrosi si nutrono di
esse.
Dall'età di 14 anni le mie mani sono corredate da moncherini di unghie e pellicine raccapriccianti. Lo smalto non l'ho comprato mai in vita mia. A parte quello al peperoncino, che non ha sortito alcun effetto perchè in fondo il gusto piccante si sposa benissimo con quello delle mie unghie.
Ho sempre pensato che quando sarei diventata una donna matura ed equilibrata, sarei stata pronta per avere unghie perfette.
Motivo per cui ho ancora dei moncherini.
Finchè un giorno ho deciso che, in occasione di uno dei tanti matrimoni degli innumerevoli prolificissimi parenti del signor G., avrei provato l'ebbrezza di essere una donna matura.
E mi sono comprata delle unghie finte.(si perchè sono andata dall'estetista per fare la ricostruzione delle unghe ma questa, con commiserazione e schifìo, ha detto che non c'era nulla su cui costruire)
Prima di capire come si usassero ne ho buttate una trentina, il pavimento della cucina era pieno di macabre unghie , alcune sono ancora appiccicate al tavolo, conferendogli un aspetto inquietante da famiglia Adams.
Poi mi sono appiccicata assieme due dita, perchè la colla per unghie è potentissima, e sono rimasta così per venti minuti facendo il gesto dell' ok, e strappandomi la pelle a morsi per poterle staccare.
Poi le ho attaccate di misura sbagliata e le mie mani parevano quelle di Godzilla.
Dopo due giorni di prove, ho raggiunto un risultato accettabile.
-sembri una strega- Ha detto la porcellina nr 2, carinamente.
-da cosa ti sei travestita?- ha chiesto il porcellino nr 1 scevro da ogni ironia.
-sembra che hai una mano aliena-ha detto il signor G. che se non gli avessi fatto notare la cosa non si sarebbe mai accorto di niente finchè non gli avessi tirato una graffiata sulla faccia.
Ma io ero improvvisamente una donna matura, col mio vestito blu da cerimonia, le scarpe con tacco 9.
Potevo battere le dita sul tavolo e fare quel DELIZIOSO ticchettìo.
Dopo la messa, io e il signor G. siamo partiti alla volta del ricevimento (nel prossimo post i dettagli su come gli uomini non possano avvalersi di ausilii per trovare una data strada, pena la loro virilità).
Ma, haimè, mentre ticchettavo dolcemente le mie unghie da donna matura sul cruscotto, si è staccata quella del dito indice.
-Fermi tutti !!!!!! Amore!!!. Dobbiamo comprare della colla-
Il marito mi ha guardato come fossi pazza.
Ma io non potevo andare in giro con quattro unghie sì e una no, la mia mano come una grottesca maschera di maturità mal simulata, piuttosto sarei rimasta tutta la sera in macchina.
Avevamo già il problema di trovare la strada senza piantina (ma non si poteva dire) ma il G. marito, comprendendo che gli chiedevo una sublime prova d'amore, si è fermato davanti a una tabaccheria dove ho potuto procurarmi un costosissimo tubetto di attak.
In cambio io l'ho perdonato per esserci persi ed essere arrivati tardi, ed essermi così persa il buffet della crema fritta.
Ma che importa.
Ero una donna matura.
Dall'età di 14 anni le mie mani sono corredate da moncherini di unghie e pellicine raccapriccianti. Lo smalto non l'ho comprato mai in vita mia. A parte quello al peperoncino, che non ha sortito alcun effetto perchè in fondo il gusto piccante si sposa benissimo con quello delle mie unghie.
Ho sempre pensato che quando sarei diventata una donna matura ed equilibrata, sarei stata pronta per avere unghie perfette.
Motivo per cui ho ancora dei moncherini.
Finchè un giorno ho deciso che, in occasione di uno dei tanti matrimoni degli innumerevoli prolificissimi parenti del signor G., avrei provato l'ebbrezza di essere una donna matura.
E mi sono comprata delle unghie finte.(si perchè sono andata dall'estetista per fare la ricostruzione delle unghe ma questa, con commiserazione e schifìo, ha detto che non c'era nulla su cui costruire)
Prima di capire come si usassero ne ho buttate una trentina, il pavimento della cucina era pieno di macabre unghie , alcune sono ancora appiccicate al tavolo, conferendogli un aspetto inquietante da famiglia Adams.
Poi mi sono appiccicata assieme due dita, perchè la colla per unghie è potentissima, e sono rimasta così per venti minuti facendo il gesto dell' ok, e strappandomi la pelle a morsi per poterle staccare.
Poi le ho attaccate di misura sbagliata e le mie mani parevano quelle di Godzilla.
Dopo due giorni di prove, ho raggiunto un risultato accettabile.
-sembri una strega- Ha detto la porcellina nr 2, carinamente.
-da cosa ti sei travestita?- ha chiesto il porcellino nr 1 scevro da ogni ironia.
-sembra che hai una mano aliena-ha detto il signor G. che se non gli avessi fatto notare la cosa non si sarebbe mai accorto di niente finchè non gli avessi tirato una graffiata sulla faccia.
Ma io ero improvvisamente una donna matura, col mio vestito blu da cerimonia, le scarpe con tacco 9.
Potevo battere le dita sul tavolo e fare quel DELIZIOSO ticchettìo.
Dopo la messa, io e il signor G. siamo partiti alla volta del ricevimento (nel prossimo post i dettagli su come gli uomini non possano avvalersi di ausilii per trovare una data strada, pena la loro virilità).
Ma, haimè, mentre ticchettavo dolcemente le mie unghie da donna matura sul cruscotto, si è staccata quella del dito indice.
-Fermi tutti !!!!!! Amore!!!. Dobbiamo comprare della colla-
Il marito mi ha guardato come fossi pazza.
Ma io non potevo andare in giro con quattro unghie sì e una no, la mia mano come una grottesca maschera di maturità mal simulata, piuttosto sarei rimasta tutta la sera in macchina.
Avevamo già il problema di trovare la strada senza piantina (ma non si poteva dire) ma il G. marito, comprendendo che gli chiedevo una sublime prova d'amore, si è fermato davanti a una tabaccheria dove ho potuto procurarmi un costosissimo tubetto di attak.
In cambio io l'ho perdonato per esserci persi ed essere arrivati tardi, ed essermi così persa il buffet della crema fritta.
Ma che importa.
Ero una donna matura.
---------------------------------------------------------
c'entra con:
fai da te,
I Fantastici4,
Me,
porcellina2,
porcellini,
porcellino1,
vintage
21 gennaio 2014
io e l'amore terribile
Questo blog è nato per tenere traccia delle cronache famigliari della Gfamily.
E' nato perchè sapessimo che: "eravamo felici e lo sapevamo".
E' nato perchè in un certo momento della mia storia stavo sprofondando nelle sabbie mobili, quelle della palude della tristezza della Storia Infinita.
E' nato perchè l'amore delle madri è terribile. Anche per le madri stesse.
E' nato perchè la Bellezza salverà il mondo, ma solo se sappiamo vederla nel prosaico e nell'apparente banalità.
E' nato perchè avere un pubblico è consolante, e sostituisce la collettività femminile che cent'anni fa circondava ogni madre e che, se da una parte le rompevai coglioni le scatole, almeno la salvava da se stessa e da suo amore terribile e troppo assoluto e tendente all'involuzione, la salvava dal precipitare dentro se stessa.
Dunque non è per vanteria.
Nella mia vita c'è già un Testimone, Qualcuno che raccoglie e salva ogni istante della mia vita dall'oblio, qualcuno che possa dirti " tu hai vissuto, non è stata tutta una illusione, e nemmeno uno scherzo delle sinapsi del tuo cervello incartapecorito".
Epperò, a volte, mettere per iscritto certi fatti (che hai dimenticato di mettere l'acqua nella caffettiera come quando eri innamorata persa, o che tuo figlio piccolo ha imparato a fare la cacca nel vasino, o che hai trovato due ore di tempo tra le 22,30 e le 00.00 per cucire una scimmia con un calzino nonostante fosse meglio rammendarlo, quel calzino) mi aiuta a non sprofondare nella palude, ma anzi, a volarmene via, in alto, felice.
Probabilmente parlo molto-troppo- dei fantastici4, e poco di me stessa. Questo perchè diventare madre è un pò come avere uno sdoppiamento della personalità, ed una cerca di uccidere l'altra, il difficile sta nel farle convivere, senza diventare pazza.
Parlare dei miei figli, i fantastici 4 non è solo orgoglio materno, ma è qualcosa di più, è rientrare di straforo nel mondo dell'infanzia, ri-assaggiare quella madeleine per davvero, rivedere gli gnomi nei tronchi del bosco, credere alla befana, essere certi di sapere volare, avere dei poteri magici che solo tu sai; parlare dei miei Fantastici4 mi mette in comunicazione con una parte di me stessa che altrimenti sarebbe muta e sorda e cieca, una parte di me stessa che è stata un pò amputata dal tipo di lavoro che faccio, che non è quello che avrei-ingenuamente- sognato, ovvero fare l'illustratrice. (Ma non dispero, no.)
Poi però i Fantastici4 crescono, cresceranno, e di me dovrà restare qualcosa, e sopratutto non vorrei che i miei figli-per colpa del blog- mi citassero per danni morali a causa di una lesione della privacy.
L'equilibrio è sempre il giusto mezzo. Come nella dieta. Nell'impaginazione di un libro. Pure nel matrimonio.
Tutto questo per fare il punto.
(Eppoi, l'ha fatto pure Guareschi, di raccontare i fatti propri, chissà, se la Pasionaria gli ha fatto causa.)
E' nato perchè sapessimo che: "eravamo felici e lo sapevamo".
E' nato perchè in un certo momento della mia storia stavo sprofondando nelle sabbie mobili, quelle della palude della tristezza della Storia Infinita.
E' nato perchè l'amore delle madri è terribile. Anche per le madri stesse.
E' nato perchè la Bellezza salverà il mondo, ma solo se sappiamo vederla nel prosaico e nell'apparente banalità.
E' nato perchè avere un pubblico è consolante, e sostituisce la collettività femminile che cent'anni fa circondava ogni madre e che, se da una parte le rompeva
Dunque non è per vanteria.
Nella mia vita c'è già un Testimone, Qualcuno che raccoglie e salva ogni istante della mia vita dall'oblio, qualcuno che possa dirti " tu hai vissuto, non è stata tutta una illusione, e nemmeno uno scherzo delle sinapsi del tuo cervello incartapecorito".
Epperò, a volte, mettere per iscritto certi fatti (che hai dimenticato di mettere l'acqua nella caffettiera come quando eri innamorata persa, o che tuo figlio piccolo ha imparato a fare la cacca nel vasino, o che hai trovato due ore di tempo tra le 22,30 e le 00.00 per cucire una scimmia con un calzino nonostante fosse meglio rammendarlo, quel calzino) mi aiuta a non sprofondare nella palude, ma anzi, a volarmene via, in alto, felice.
Probabilmente parlo molto-troppo- dei fantastici4, e poco di me stessa. Questo perchè diventare madre è un pò come avere uno sdoppiamento della personalità, ed una cerca di uccidere l'altra, il difficile sta nel farle convivere, senza diventare pazza.
Parlare dei miei figli, i fantastici 4 non è solo orgoglio materno, ma è qualcosa di più, è rientrare di straforo nel mondo dell'infanzia, ri-assaggiare quella madeleine per davvero, rivedere gli gnomi nei tronchi del bosco, credere alla befana, essere certi di sapere volare, avere dei poteri magici che solo tu sai; parlare dei miei Fantastici4 mi mette in comunicazione con una parte di me stessa che altrimenti sarebbe muta e sorda e cieca, una parte di me stessa che è stata un pò amputata dal tipo di lavoro che faccio, che non è quello che avrei-ingenuamente- sognato, ovvero fare l'illustratrice. (Ma non dispero, no.)
Poi però i Fantastici4 crescono, cresceranno, e di me dovrà restare qualcosa, e sopratutto non vorrei che i miei figli-per colpa del blog- mi citassero per danni morali a causa di una lesione della privacy.
L'equilibrio è sempre il giusto mezzo. Come nella dieta. Nell'impaginazione di un libro. Pure nel matrimonio.
Tutto questo per fare il punto.
(Eppoi, l'ha fatto pure Guareschi, di raccontare i fatti propri, chissà, se la Pasionaria gli ha fatto causa.)
![]() |
| Gita di Santo Stefano alla Fattoria |
![]() |
| panini e salamella, polenta e funghi, lasagne e patate fritte. |
![]() |
| Piccoli cittadini/e alla fattoria |
14 gennaio 2014
madri assassine
L'amore delle madri è terribile.
Le madri sono dappertutto.
Ci sono anche nell'aceto.
Quando ero piccola mia madre mi faceva vedere la madre dell'aceto, e a me sembrava un alieno minaccioso che chissà cosa avrebbe fatto se fosse uscito, strisciando, nella notte, fuori da quella bottiglia tappata solo con un pò di giornale.
Mi faceva anche un pò pena, però quella madre che faceva aceto tutto il giorno, al buio, nera come la notte ma anche un pò rossa sangue sui bordi gelatinosi.
Poi c'è anche, nella categoria delle madri, la madre di lievito. O la pasta madre.
La pasta madre si accompagna volentieri alle brave madri, perchè se si va un pò in giro sul web si evince che una buona madre, il pane, lo fa in casa con la pasta madre.
Una congiura di madri dall'amore terribile.
Io il pane lo faccio con la macchina del pane, senza madre. Una pane in vitro, insomma.
Potevo forse non provare un pane un pò più materno e dunque più pieno d'amore?
Ho scoperto che la pasta madre si spaccia, come la droga.
Si spaccia, perchè chi ce l'ha se ne deve liberare in qualche modo, visto che la pasta madre aumenta di volume invadendo tutto lo spazio a sua disposizione (ecco perchè si chiama madre), e ha bisogno di essere nutrita sennò muore. In inquetante, sembra una trama di Bulgakov).
Un mio collega spaccia pasta madre, dunque me ne ha dato un vasetto.
Quel giorno era martedì.
Il martedì è una delle nostre giornatine in cui si accumulano catechismo, nuoto e scherma, e si cena dopo le otto, tutti stanchi.
La pasta madre nel suo vasetto è rimasta sul tavolo fino alle 10 di sera, ora in cui finalmente avevo riportato un pò di disciplina in cucina e di ordine tra i Fantastici 4, che non erano ancora a letto, ma stavano completando la procedura con vari contrattempi e dilazioni.
Alle 10 di sera quindi ho preso in mano questo vasetto, notando con orrore che la MADRE si era espansa enormemente, ed era un pò fuoriuscita tra il tappo e in vetro, come un BLOB inquietante e senza controllo.
Si, lo so, è questo che fa la pasta madre. E' il suo mestiere.
Ma io ero ancora ignara, dovevo ancora documentarmi sul web sul suo uso, non immaginavo tutta la sua potenza di fuoco.
Ho provato ad aprire, ma naturalmente non si è aperto.
Poi, la madre è esplosa. Mi ha aggredito e ferito. Voleva uccidermi.
Pezzi del suo informe organismo assassino sono ancora sul soffitto.
Io ho passato la serata in pronto soccorso, per fortuna non da sola, ma in compagnia di Natalia Ginzburg, e il suo Lessico Famigliare. E forse aveva ragione il Gmarito, a dire che è un libro per adolescenti, perchè nella sala d'aspetto dell'ospedale un ragazzotto poco più che ventenne, cercava d'attaccar bottone. Ma io e il mio dito sanguinante e il nostro codice verde non gli abbiamo dato retta.
Che a trarlo in inganno sia stato il libro, o la mia crema antirughe, la luce a neon, o il fatto che chattavo su Facebook ogni 10 minuti, non so.
Ma son cose che ti ripagano, dopo che una madre ha tentato di ucciderti.
Le madri sono dappertutto.
Ci sono anche nell'aceto.
Quando ero piccola mia madre mi faceva vedere la madre dell'aceto, e a me sembrava un alieno minaccioso che chissà cosa avrebbe fatto se fosse uscito, strisciando, nella notte, fuori da quella bottiglia tappata solo con un pò di giornale.
Mi faceva anche un pò pena, però quella madre che faceva aceto tutto il giorno, al buio, nera come la notte ma anche un pò rossa sangue sui bordi gelatinosi.
Poi c'è anche, nella categoria delle madri, la madre di lievito. O la pasta madre.
La pasta madre si accompagna volentieri alle brave madri, perchè se si va un pò in giro sul web si evince che una buona madre, il pane, lo fa in casa con la pasta madre.
Una congiura di madri dall'amore terribile.
Io il pane lo faccio con la macchina del pane, senza madre. Una pane in vitro, insomma.
Potevo forse non provare un pane un pò più materno e dunque più pieno d'amore?
Ho scoperto che la pasta madre si spaccia, come la droga.
Si spaccia, perchè chi ce l'ha se ne deve liberare in qualche modo, visto che la pasta madre aumenta di volume invadendo tutto lo spazio a sua disposizione (ecco perchè si chiama madre), e ha bisogno di essere nutrita sennò muore. In inquetante, sembra una trama di Bulgakov).
Un mio collega spaccia pasta madre, dunque me ne ha dato un vasetto.
Quel giorno era martedì.
Il martedì è una delle nostre giornatine in cui si accumulano catechismo, nuoto e scherma, e si cena dopo le otto, tutti stanchi.
La pasta madre nel suo vasetto è rimasta sul tavolo fino alle 10 di sera, ora in cui finalmente avevo riportato un pò di disciplina in cucina e di ordine tra i Fantastici 4, che non erano ancora a letto, ma stavano completando la procedura con vari contrattempi e dilazioni.
Alle 10 di sera quindi ho preso in mano questo vasetto, notando con orrore che la MADRE si era espansa enormemente, ed era un pò fuoriuscita tra il tappo e in vetro, come un BLOB inquietante e senza controllo.
Si, lo so, è questo che fa la pasta madre. E' il suo mestiere.
Ma io ero ancora ignara, dovevo ancora documentarmi sul web sul suo uso, non immaginavo tutta la sua potenza di fuoco.
Ho provato ad aprire, ma naturalmente non si è aperto.
Poi, la madre è esplosa. Mi ha aggredito e ferito. Voleva uccidermi.
Pezzi del suo informe organismo assassino sono ancora sul soffitto.
Io ho passato la serata in pronto soccorso, per fortuna non da sola, ma in compagnia di Natalia Ginzburg, e il suo Lessico Famigliare. E forse aveva ragione il Gmarito, a dire che è un libro per adolescenti, perchè nella sala d'aspetto dell'ospedale un ragazzotto poco più che ventenne, cercava d'attaccar bottone. Ma io e il mio dito sanguinante e il nostro codice verde non gli abbiamo dato retta.
Che a trarlo in inganno sia stato il libro, o la mia crema antirughe, la luce a neon, o il fatto che chattavo su Facebook ogni 10 minuti, non so.
Ma son cose che ti ripagano, dopo che una madre ha tentato di ucciderti.
13 gennaio 2014
diario alimentare due
Ecco.
Dovendo bere due litri e mezzo d'acqua al giorno, praticamente la quantità di acqua che bevo in un mese, mi son portata una bottiglia di tè in servizio.
(tè senza zucchero, schifosissimo ma calduccio)
Bè il risultato è che dovevo entrare a fare la pipì nei bar ogni 22 minuti (l'ho cronometrato) in divisa, spogliarmi ogni volta di : cinturone, radio, pistola, giaccone imbottito, cappello e borsello, fare pipì, rivestirmi e bere un caffè (non entro nei bar senza consumare, me lo ha insegnato la mia mamma).
Dopo tre ore, e circa 5 caffè (amari) oltre ad volere mangiare la gamba del collega, ero così nervosa che se mi contraddiceva, gli saltavo alla gola e gli recidevo la carotide.
Praticamente un licantropo.
Ero amara e nervosa.
Non bello, per una vigilessa.
Ma ce la farò, eh? Ce la farò. Non più tè in servizio, però. Berrò quando sono a casa.
Dovendo bere due litri e mezzo d'acqua al giorno, praticamente la quantità di acqua che bevo in un mese, mi son portata una bottiglia di tè in servizio.
(tè senza zucchero, schifosissimo ma calduccio)
Bè il risultato è che dovevo entrare a fare la pipì nei bar ogni 22 minuti (l'ho cronometrato) in divisa, spogliarmi ogni volta di : cinturone, radio, pistola, giaccone imbottito, cappello e borsello, fare pipì, rivestirmi e bere un caffè (non entro nei bar senza consumare, me lo ha insegnato la mia mamma).
Dopo tre ore, e circa 5 caffè (amari) oltre ad volere mangiare la gamba del collega, ero così nervosa che se mi contraddiceva, gli saltavo alla gola e gli recidevo la carotide.
Praticamente un licantropo.
Ero amara e nervosa.
Non bello, per una vigilessa.
Ma ce la farò, eh? Ce la farò. Non più tè in servizio, però. Berrò quando sono a casa.
12 gennaio 2014
diario alimentare
Essendo ingrassata io come un'oca da foie gras, ed avendo intenzione di spendere assai nel reparto di vestiario durante questi saldi, è stato inevitabile mettersi a dieta.
La dieta me l'ha data la mia cognatina Lavandina, perchè per una legge femminile non scritta, le diete si tramandano da amica ad amica, sono scritte od orali, liberamente interpretate e integrate da consigli personali sulla stitichezza o su metodi geniali su come ingannare la fame coi gambi dei sedano rapa.
La Lavandina in verità è andata da una dietologa, e infatti è dimagritissima e adesso promuove quasi tutti agli esami di inglese, perchè non c'è migliore cura per l'umore del sentirsi dire che si è magrissime, e se te lo dice una studentessa 20enne, allora non ha prezzo. (Infatti promuove solo le studentesse, che i maschi son tardoni, si sa, nei complimenti, figuriamoci i post-adolescenti)
E 'nsomma alla fine ho iniziato questa dieta LUNEDì (e quando sennò?), e per questa dieta ci sono tre regole ferree, oltre al peso/bilanciamento/cibi/
1) non ci si può pesare più di una volta a settimana. Figurarsi, io mi peso il giorno dopo avere iniziato, e poi ogni volta che rinuncio ad un cioccolatino, ogni mattina, dopo avere fatto una rampa di scale, prima di fare la doccia (ne approfitto che sono nuda che magari ho perso qualche etto). Una media di due volte al giorno.
2)bisogna bere due litri d'acqua. Io bevo quando ormai sono avizzita come l'uvetta sultanina, praticamente quando sto collassando. Non sento lo stimolo della sete. Se fossi una pianta sarei un agave. E' una specie di tortura ingollare tutto quel liquido. Forse se fosse sottofoma di caffè...
3) tenere un diario alimentare. Bè questo lo posso fare. Ho pensato il primo giorno.
Dunque.
Colazione. Ore 6,45. Due fette di pane con un velo di marmellata. Dovendo scegliere la marmellata, ho scelta quella alle pere e whisky, che magari tira un pò su.
Sono stata ligia, 35 g di pane. Caffèlatte. No vabbè mi faccio pure un biscotto, però vale il doppio , mi tocca pure moltiplicare il peso per due, santo cielo, che complicazione, forse dimagrirò per la pigrizia di fare le somme.
Ore 10,00 (in pattuglia. Sto per azzannare la gamba del collega. Ho gli occhi a forma di brioche. Il mio collega è ignaro del pericolo che corre, ma ha un presentimento e decide di offrirmi una caffè la bar.)Caffè con dietor, più briochina. Mi guardava dal vetro. Mi chiamava con vocina alla marmellata. Era piccolissima, però, lo giuro. Quanto peserà? Mmmm facciamo 35 , poi moltiplico per due (che l brioche è bastarda e vale doppio), sono 70 gr, quindi con i grammi della mattina siamo già a più di 100.
Ore 13,15 fine turno divoro bulimicamente una banana e 2 mele, ( sogno una piadina squaquerone e prosciutto, ma la piadina vale doppio, la stronza.)
Ore 13,50 a casa , mangio i miei 50 gr di riso integrale, che tra brioche, biscotto, pane mi è rimasta sta quota di carboidrati, per oggi, e poi ci rovescio dentro mezzo litro di passata, è pomodoro, varrà pure come verdura, no? Che almeno tampono la fame. Vorrei avere gambi di sedano carote crude e finocchi in pinzimonio, ma non posso mangiare alle tre, se avessi una colf e le farei trovare pronte su un vassoio, le verdurine antifame, 3 kg almeno.
Ore 15,45 fuori a prendere i Fantastici4 a scuola, il mio stomaco rimbomba. Mi sono già pesata ovviamente.
E non sono dimagrita. Presa dallo sconforto mangio un cioccolatino. Dicono che la cioccolata sia antidepressiva. In effetti mi sono sentita meglio. Prima che mi prendesse il senso di colpa.
Ore 20,00 mi mangio 3 litri di passato di verdura e una ricottina (100 gr). La ricottina viene intaccata da CatWoman che preferisce sempre cibi che si possono assumere senza masticare. I suoi gusti sono rimasti all'età di 2 anni, o è in anticipo sui 95, non so bene.
Ore 23,00 mi sono bevuta tre tazze di tisana al fiele, amara come la fame, diuretica come la cistite e depressa come il lunedì.
Ore 23,30 mi peso. Sono ingrassata un kg. Sarà tutto quel potage di verdure. Sembro al terzo mese di gravidanza.
Lo so ci vuol pazienza.
Se uno domani mi dice che son dimagrita non gli faccio la multa, Lavandina.
La dieta me l'ha data la mia cognatina Lavandina, perchè per una legge femminile non scritta, le diete si tramandano da amica ad amica, sono scritte od orali, liberamente interpretate e integrate da consigli personali sulla stitichezza o su metodi geniali su come ingannare la fame coi gambi dei sedano rapa.
La Lavandina in verità è andata da una dietologa, e infatti è dimagritissima e adesso promuove quasi tutti agli esami di inglese, perchè non c'è migliore cura per l'umore del sentirsi dire che si è magrissime, e se te lo dice una studentessa 20enne, allora non ha prezzo. (Infatti promuove solo le studentesse, che i maschi son tardoni, si sa, nei complimenti, figuriamoci i post-adolescenti)
E 'nsomma alla fine ho iniziato questa dieta LUNEDì (e quando sennò?), e per questa dieta ci sono tre regole ferree, oltre al peso/bilanciamento/cibi/
1) non ci si può pesare più di una volta a settimana. Figurarsi, io mi peso il giorno dopo avere iniziato, e poi ogni volta che rinuncio ad un cioccolatino, ogni mattina, dopo avere fatto una rampa di scale, prima di fare la doccia (ne approfitto che sono nuda che magari ho perso qualche etto). Una media di due volte al giorno.
2)bisogna bere due litri d'acqua. Io bevo quando ormai sono avizzita come l'uvetta sultanina, praticamente quando sto collassando. Non sento lo stimolo della sete. Se fossi una pianta sarei un agave. E' una specie di tortura ingollare tutto quel liquido. Forse se fosse sottofoma di caffè...
3) tenere un diario alimentare. Bè questo lo posso fare. Ho pensato il primo giorno.
Dunque.
Colazione. Ore 6,45. Due fette di pane con un velo di marmellata. Dovendo scegliere la marmellata, ho scelta quella alle pere e whisky, che magari tira un pò su.
Sono stata ligia, 35 g di pane. Caffèlatte. No vabbè mi faccio pure un biscotto, però vale il doppio , mi tocca pure moltiplicare il peso per due, santo cielo, che complicazione, forse dimagrirò per la pigrizia di fare le somme.
Ore 10,00 (in pattuglia. Sto per azzannare la gamba del collega. Ho gli occhi a forma di brioche. Il mio collega è ignaro del pericolo che corre, ma ha un presentimento e decide di offrirmi una caffè la bar.)Caffè con dietor, più briochina. Mi guardava dal vetro. Mi chiamava con vocina alla marmellata. Era piccolissima, però, lo giuro. Quanto peserà? Mmmm facciamo 35 , poi moltiplico per due (che l brioche è bastarda e vale doppio), sono 70 gr, quindi con i grammi della mattina siamo già a più di 100.
Ore 13,15 fine turno divoro bulimicamente una banana e 2 mele, ( sogno una piadina squaquerone e prosciutto, ma la piadina vale doppio, la stronza.)
Ore 13,50 a casa , mangio i miei 50 gr di riso integrale, che tra brioche, biscotto, pane mi è rimasta sta quota di carboidrati, per oggi, e poi ci rovescio dentro mezzo litro di passata, è pomodoro, varrà pure come verdura, no? Che almeno tampono la fame. Vorrei avere gambi di sedano carote crude e finocchi in pinzimonio, ma non posso mangiare alle tre, se avessi una colf e le farei trovare pronte su un vassoio, le verdurine antifame, 3 kg almeno.
Ore 15,45 fuori a prendere i Fantastici4 a scuola, il mio stomaco rimbomba. Mi sono già pesata ovviamente.
E non sono dimagrita. Presa dallo sconforto mangio un cioccolatino. Dicono che la cioccolata sia antidepressiva. In effetti mi sono sentita meglio. Prima che mi prendesse il senso di colpa.
Ore 20,00 mi mangio 3 litri di passato di verdura e una ricottina (100 gr). La ricottina viene intaccata da CatWoman che preferisce sempre cibi che si possono assumere senza masticare. I suoi gusti sono rimasti all'età di 2 anni, o è in anticipo sui 95, non so bene.
Ore 23,00 mi sono bevuta tre tazze di tisana al fiele, amara come la fame, diuretica come la cistite e depressa come il lunedì.
Ore 23,30 mi peso. Sono ingrassata un kg. Sarà tutto quel potage di verdure. Sembro al terzo mese di gravidanza.
Lo so ci vuol pazienza.
Se uno domani mi dice che son dimagrita non gli faccio la multa, Lavandina.
8 gennaio 2014
compiti
Quando ero alle elementari io e i miei fratelli ci mettevamo in sala da pranzo, si ricopriva il tavolo con una tovaglia di plastica bianca e poi ci si metteva lì tutti e tre a litigare risolvere problemi e fare ricerche, e ricalcare cartine geografiche.
Io disegnavo sulla tovaglia di plastica.
Facevo anche i compiti, perchè ero molto diligente, ma disegnare mi serviva o per allentare la tensione di fronte all'analisi grammaticale, o per visualizzare quei 15 litri che andavano sottratti o sommati o divisi-chissà,ero sono una capra in matematica- in quella maledetta vasca da bagno di Pierino.
(Il fatto che Pierino, il protagonista delle barzellette più odiate e demenziali, potesse essere scelto anche il soggetto dei problemi di matematica, non aiutava di certo la soluzione, comunque)
Io comunque finivo i compiti sempre per ultima, e alle 20,00 circa potevo vedere Memole (il nome mio, folletto sono io).
Una immagine deprimente, lo so.
Adesso i Fantastici 4 (b tranne Super Mario) sono a scuola fino alle 16,20, per cui di solito i compiti se li sbrigano nel Weekend, con grande gioia dei genitori. Nella GFamily la supervisione spetta al Gmarito, il quale si mette sulla tavola in sala con tutti e tre, lui col suo pc, e quei tre con i loro libri e quaderni (250 più o meno) occupando tutto il tavolo (210 cm).
Il Gmarito, che a scuola era lazzarone, come si diceva negli anni 50, e che non faceva mai i compiti perchè la babysitter del pomeriggio invece che farli studiare invitava il suo ragazzo (era questa la scusa? non mi ricordo bene), ad oggi è diventato il castigatore dello scolaro svogliato. Fa pure fare dei compiti IN PIU' se non è convinto che abbiano imparato bene una cosa.
Ma ovviamente la cosa più shockante è che loro li fanno.
Loro, cui faccio fatica e fargli tirare l'acqua del gabinetto.
Comunque è molto carino vederli lì tutti e quattro, anche quando WonnderWoman continua a sbagliare per la 25a volta la stessa strofa della poesia.
-un girotondo di...di...di...-
-l'hai detto 5 secondi fa!-
-un girotondo di...d'oro.-
-No, non è d'oro-
-Vabbè intanto dico d'oro, poi dopo vedrò-
WonderWoman è una smemoratissima poetica creativa.
Il 6 sera MegaMind, che è, diciamo eufemisticamente, smemorato quanto a scadenze, si è accorto di avere accidentalmente dimenticato di fare 2 pagine di geometria e di studiare in Italiano le parole "astratte" e "concrete".
Io l'avrei mandato a scuola così, per punizione (sono cattivissima o no?!), invece il Gmarito, che è BUONISSIMO, lo ha interrogato fino alle 23,30. No so, credo che un bambino qualsiasi avrebbe preferito una nota della maestra, ma MegaMind no, perchè per lui ogni impegno è una sfida, una drammatica sfida con se stesso. (e il suo Ego?)
Gm-Allora io ti dico delle parole, MagaMind, e tu mi dici se sono astratte o concrete.-
Mm-okkei-
Gm-mano-
Mm-concreto!-
Gm-il vento-
Mm-mmm concreto-
Gm-un sogno-
Mm-astratto!-
Gm-l'amore della mamma?-
Mm-...terribile!-
Una battuta. Ma c'è del vero.
Io disegnavo sulla tovaglia di plastica.
Facevo anche i compiti, perchè ero molto diligente, ma disegnare mi serviva o per allentare la tensione di fronte all'analisi grammaticale, o per visualizzare quei 15 litri che andavano sottratti o sommati o divisi-chissà,
(Il fatto che Pierino, il protagonista delle barzellette più odiate e demenziali, potesse essere scelto anche il soggetto dei problemi di matematica, non aiutava di certo la soluzione, comunque)
Io comunque finivo i compiti sempre per ultima, e alle 20,00 circa potevo vedere Memole (il nome mio, folletto sono io).
Una immagine deprimente, lo so.
Adesso i Fantastici 4 (b tranne Super Mario) sono a scuola fino alle 16,20, per cui di solito i compiti se li sbrigano nel Weekend, con grande gioia dei genitori. Nella GFamily la supervisione spetta al Gmarito, il quale si mette sulla tavola in sala con tutti e tre, lui col suo pc, e quei tre con i loro libri e quaderni (250 più o meno) occupando tutto il tavolo (210 cm).
Il Gmarito, che a scuola era lazzarone, come si diceva negli anni 50, e che non faceva mai i compiti perchè la babysitter del pomeriggio invece che farli studiare invitava il suo ragazzo (era questa la scusa? non mi ricordo bene), ad oggi è diventato il castigatore dello scolaro svogliato. Fa pure fare dei compiti IN PIU' se non è convinto che abbiano imparato bene una cosa.
Ma ovviamente la cosa più shockante è che loro li fanno.
Loro, cui faccio fatica e fargli tirare l'acqua del gabinetto.
Comunque è molto carino vederli lì tutti e quattro, anche quando WonnderWoman continua a sbagliare per la 25a volta la stessa strofa della poesia.
-un girotondo di...di...di...-
-l'hai detto 5 secondi fa!-
-un girotondo di...d'oro.-
-No, non è d'oro-
-Vabbè intanto dico d'oro, poi dopo vedrò-
WonderWoman è una smemoratissima poetica creativa.
Il 6 sera MegaMind, che è, diciamo eufemisticamente, smemorato quanto a scadenze, si è accorto di avere accidentalmente dimenticato di fare 2 pagine di geometria e di studiare in Italiano le parole "astratte" e "concrete".
Io l'avrei mandato a scuola così, per punizione (sono cattivissima o no?!), invece il Gmarito, che è BUONISSIMO, lo ha interrogato fino alle 23,30. No so, credo che un bambino qualsiasi avrebbe preferito una nota della maestra, ma MegaMind no, perchè per lui ogni impegno è una sfida, una drammatica sfida con se stesso. (e il suo Ego?)
Gm-Allora io ti dico delle parole, MagaMind, e tu mi dici se sono astratte o concrete.-
Mm-okkei-
Gm-mano-
Mm-concreto!-
Gm-il vento-
Mm-mmm concreto-
Gm-un sogno-
Mm-astratto!-
Gm-l'amore della mamma?-
Mm-...terribile!-
Una battuta. Ma c'è del vero.
c'entra con:
CatWoman,
conversazioni,
FratelliMiei,
I Fantastici4,
marito,
Me,
MegaMind,
scuola,
WonderWoman
2 gennaio 2014
traguardi ed estrazioni e parti
Da settembre ad oggi ci sono stati alcuni traguardi tagliati dalla Gfamily.
Vale la pena fare un memorandum.
CatWoman ha iniziato le elementari e anche il suo amore per la matematica, che si chiama Luigi,
Megamind ha cominciato a ricordarsi alcune cose, come il grembiule, la merenda, i quaderni giusti, e le scarpe da ginnastica (e vi assicuro, no, non è poca cosa. Ha già surclassato suo padre).
WonderWoman ha cominciato a tollerare i pantaloni (purchè lèghins, aderenti e possibilmente stivalati) dopo il tormentone sonounadddonnaconlagonna.
Eppoi c'è il compimento della maggiore età bambinesca, i 6anni di CatWoman.
Sì, li compie in un periodo scarognato, il 18 dicembre, quando tutti hanno la nausea ormai di regali da acquistare e si sentono già la gastrite al pensiero delle feste con certi parenti.
SuperMario ha iniziato a deambulare da solo, ha cominciato a parlare e le sue parole preferite sono: "cioccolato" e " nooooo, daaaai"
Sono caduti taglieri sui piedi, si sono fatti progetti per la casa, e sopratutto, ho potuto estrarre un sogno dal cassetto.
WishTagger mi ha portato un regalo (e poi dicono che babbo Natale non esiste), e visto che da cosa nasce cosa, in questo caso, da WishTagger è nato il biberon Chicco.
Qualcuno ha visto le mie illustrazioni per WishTagger, qualcun altro (Ceci, sì ti amo) ha favorito il contatto.
Ho lavorato ad un progetto per le nuove decorazioni per una linea di biberon Chicco.
Grazie alla mia amica Ceci, che ha partorito Wish Tagger, io ho partorito dei biberon.
Qualcuno si aspetti che dopo luglio (quando saranno distribuiti) riceverà in dono qualche biberon.
Non importa se è senza figli.
Può sempre berci della birra, ciucciando mentre guarda la partita.
Ma almeno, lo farà con qualcosa di classe.
Vale la pena fare un memorandum.
CatWoman ha iniziato le elementari e anche il suo amore per la matematica, che si chiama Luigi,
Megamind ha cominciato a ricordarsi alcune cose, come il grembiule, la merenda, i quaderni giusti, e le scarpe da ginnastica (e vi assicuro, no, non è poca cosa. Ha già surclassato suo padre).
WonderWoman ha cominciato a tollerare i pantaloni (purchè lèghins, aderenti e possibilmente stivalati) dopo il tormentone sonounadddonnaconlagonna.
Eppoi c'è il compimento della maggiore età bambinesca, i 6anni di CatWoman.
Sì, li compie in un periodo scarognato, il 18 dicembre, quando tutti hanno la nausea ormai di regali da acquistare e si sentono già la gastrite al pensiero delle feste con certi parenti.
SuperMario ha iniziato a deambulare da solo, ha cominciato a parlare e le sue parole preferite sono: "cioccolato" e " nooooo, daaaai"
Sono caduti taglieri sui piedi, si sono fatti progetti per la casa, e sopratutto, ho potuto estrarre un sogno dal cassetto.
WishTagger mi ha portato un regalo (e poi dicono che babbo Natale non esiste), e visto che da cosa nasce cosa, in questo caso, da WishTagger è nato il biberon Chicco.
Qualcuno ha visto le mie illustrazioni per WishTagger, qualcun altro (Ceci, sì ti amo) ha favorito il contatto.
Ho lavorato ad un progetto per le nuove decorazioni per una linea di biberon Chicco.
Grazie alla mia amica Ceci, che ha partorito Wish Tagger, io ho partorito dei biberon.
Qualcuno si aspetti che dopo luglio (quando saranno distribuiti) riceverà in dono qualche biberon.
Non importa se è senza figli.
Può sempre berci della birra, ciucciando mentre guarda la partita.
Ma almeno, lo farà con qualcosa di classe.
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I Fantastici4,
Me
17 dicembre 2013
angeli e amore.
Le due squinzie, le due zabette, le due amico-nemiche, le due sorelle WonderWoman e CatWoman parlottano nella fase dell'andamento (lungo adagio con brio) verso il letto.
Mentre si mettono in pigiama, si fanno manicure alle dite dei piedi con le dita delle mani, loro spettegolano, e più comunemente, litigano come scimmie.
WonderWoman canta. Una canzone di Natale, una di quelle canzoncine che ai diabetici dovrebbero essere proibite e che parlano di concetti tanto vaghi quanto buonisti , che mettono daccordo tutti, insomma, trasudando melassa, luoghi comuni, buoni sentimenti e politically correct.
(Sono acida, sì, lo sono.)
Si chiama sarà Natale se.
La canta Ww, e le va dietro anche la sorella, con la voce roca degna di una fumatrice incallita.
Ma Ww, si sa, è una prima donna (donna, prima di tutto.) e nessuno può cantare se canta lei.
Tutti abbiamo un compito specialeeeeeee
ricordare al mondo che è Nataleeeeeeeeee....
Ww-No, tu non puoi cantare.-
CatW-si che posso, la so anche io-
Ww- Ecco! Ora devo ricominciare- (ALZA IL TONO)
CatWoman:- No angheli col cuore! TU SEI CRETINA.-
oK, possono sentirle anche i diabetici, senza pericolo.
Mentre si mettono in pigiama, si fanno manicure alle dite dei piedi con le dita delle mani, loro spettegolano, e più comunemente, litigano come scimmie.
WonderWoman canta. Una canzone di Natale, una di quelle canzoncine che ai diabetici dovrebbero essere proibite e che parlano di concetti tanto vaghi quanto buonisti , che mettono daccordo tutti, insomma, trasudando melassa, luoghi comuni, buoni sentimenti e politically correct.
(Sono acida, sì, lo sono.)
Si chiama sarà Natale se.
La canta Ww, e le va dietro anche la sorella, con la voce roca degna di una fumatrice incallita.
Ma Ww, si sa, è una prima donna (donna, prima di tutto.) e nessuno può cantare se canta lei.
Tutti abbiamo un compito specialeeeeeee
ricordare al mondo che è Nataleeeeeeeeee....
Ww-No, tu non puoi cantare.-
CatW-si che posso, la so anche io-
Ww- Ecco! Ora devo ricominciare- (ALZA IL TONO)
Tutti abbiamo un compito specialeeeeeee
ricordare al mondo che è Nataleeeeeee....
Se mettiamo ali al nostro al cuore
(zitta ho detto!)
Saremo angeli che portano amore......
Ww- Ma che dici, cretina. Si dice angeli che portano AMORE, non CUORE.-CatWoman:- No angheli col cuore! TU SEI CRETINA.-
Ww: -sei proprio tonta, non capisci niente, è SAREMO ANGELI CHE PORTANO A-M-O-R-E!
oK, possono sentirle anche i diabetici, senza pericolo.
c'entra con:
CatWoman,
conversazioni,
natale,
WonderWoman
8 dicembre 2013
la peggio madre
cioè, è inutile che pubblico la foto delle bambine che fanno i biscotti coi grembiulini di stoffa con su ricamato il nome perbenino (da un altro) come se fossi una di quelle madri.
E' inutile che bluffo (bleffo) (bleuffo?).
Inutile che ritraggo la pizza fatta in casa. La passeggiata in centro. Il SuperMario così carino con la sua scimmiettina di pezza.
Che poi siam tutti bravi con quell'app giusta che mette tutti quei filtri azzurrati e bassi di saturazione ai bordi e le scritte così cool e ci fa sembrare tutti protagonisti di una rivista radicalchic tipo ABITARE, dove anche uno che raschia vomito da pavimento pare estetico. (purchè si faccia la giusta sfocatura).
Perchè in un giorno così vanno in fumo tutti i pomeriggi passati ad incollare porporina, a fare gare di costruzioni col Kapla, a giocare al giocodell'oca, ad ascoltare la cinquecentesima barzelletta su "uno si chiamava scemo, l'altro tonto e l'altro deficiente"(no, non la sapete ancora?).
In un giorno così in cui vado completamente fuori di zucca e di melone e non so quale altro ortaggio, un giorno a causa del quale mia figlia adolescente mi rinfaccerà a vita additandolo come la causa di tutti i suoi male e probabilmente anche dei suoi brufoli, e conseguente assenza di fidanzato.(No, lo so che gli adolescenti non li chiamano fidanzati, addio mi vien già l'ansia).
Dio, ed è pure l'otto dicembre, capite. Pessima.
Dunque tutto è iniziato con WonderWoman che mi chiede una foto per la scuola.
Già io mi irrito quando le maestre chiedono le foto. Io non HO gli album delle foto. Nemmeno quello del matrimonio, ok? quindi devo scartabellare 15 scatole di foto mischiate che vanno dal '73 con il G-marito in braghette corte e tutte virate al giallo, alle foto di classe del 2010. E questo mi fa sentire inappropriata. Per esempio a WonderWoman che mi ha chiesto l'anno scorso la foto del battesimo per religione, ho barato, e le ho dato quella di suo fratello, che tanto solo uguali, e poi il vestito era lo stesso.
E io la foto di WonderWoman non ce l'ho, perchè chi stampa ormai le foto?
Ma tanto, ho la stampante.
Eh no, la carta della stampante non va bene ci vuole quella fotografica.
E compra quella fotografica.
E la stampante, ovviamente non va. Mancano le cartucce, che mancano SEMPRE le cartucce quando serve, e lei stampa solo in giallo e blu.
E vai a comprare le cartucce.
Epperò la stampante non funziona lo stesso, e togli e metti e togli e metti queste bastarde di cartucce, finchè torno in negozio con le dita sbrodolate di rosso indelebile che sembro uscita da un film di Dario Argento e mi presento dalla povera commessa cogli occhi iniettati di sangue, mentre Ww mi ripete come una litania:
-Mamma, io non posso fare il lavoretto.
Di Natale.
Lunedì.
E' l'ultimo.
L'ULTIMO GIORNO.
Sarò l'unica.
L'UNICA a non avere il lavoretto.
Mamma.
Aiuto.
Mamma.-
-Ah, signora ci sono gli ugelli incrostati allora li pulisca così-
Ok, vabbè. Puliamo gli ugelli, e NATURALMENTE non cambia una beata fava.
-Mamma, io non posso fare il lavoretto.
Mamma.
Aiuto. Sarò l'unica...-
L'indomani (sabato) ordino al Gmarito di portarla dal fotografo per farle una benedetta foto.
Ma no, troppo borghese, per il Gmarito. Quindi ingaggia il nonno, provetto fotografo e dotato di una superstampante di eccelsa qualità.
E quindi gli mando le foto da stampare.
E fu sera e fu mattina, arriva domenica, quando, alle ore 9.20 del mattino giunge comunicazione dal suocero che non si può fare, che le foto sono a bassa risoluzione.
Scarica altre foto, invia altre foto, ma non giungono altre notizie sul destino del lavoretto di Natale.
Per nulla certi della riuscita, il G marito ha scaricato da youtube un VIDEO tutorial su come pulire gli ugelli.
Di due bambini veneti che parlano in dialetto, ma ci sono i sottotitoli e si capisce lo stesso.
Riproviamo quindi a violentare la stampante con iniezioni di alcool, (si sa che prima bisogna farle bere), parolacce, improperi diseducativi, sostituzione compulsiva di cartucce a caso, ma ormai la stampante, in pieno coma etilico, dichiarava di non avere più inchiostro, nè cartucce, e nemmeno era più in grado di prendere i fogli dal suo cassettino, stampava tutto giallo e mandava tutti affanculo.
-...Mamma, io non posso fare il lavoretto.
Di Natale.
Lunedì.
E' l'ultimo.
L'ULTIMO GIORNO.
Sarò l'unica....-
-Vabbè (cazzo) WonderWoman vieni che andiamo qui sotto in stazione a fare una foto alla macchinetta e la facciamo finita.-
Sendiamo in stazione, dove di domenica alle due ci sono solo tossici ed extracomunitari che bevono birra tenendo la bottiglia in un sacchetto da pane, entriamo nell'abitacolo della macchinetta, e inseriamo i soldi per sta foto.
Ma l'unica opzione disponibile è la foto con sullo sfondo delle immagini del duomo di milano e anche degli stambecchi con stelle alpine (?) con scritto "tanti saluti dall'Italia" in 4 lingue.
Allora ho dato fuori. Tipo pazza.
Mi sono messa a urlare davanti a drogati e barboni
E' inutile che bluffo (bleffo) (bleuffo?).
Inutile che ritraggo la pizza fatta in casa. La passeggiata in centro. Il SuperMario così carino con la sua scimmiettina di pezza.
Che poi siam tutti bravi con quell'app giusta che mette tutti quei filtri azzurrati e bassi di saturazione ai bordi e le scritte così cool e ci fa sembrare tutti protagonisti di una rivista radicalchic tipo ABITARE, dove anche uno che raschia vomito da pavimento pare estetico. (purchè si faccia la giusta sfocatura).
Perchè in un giorno così vanno in fumo tutti i pomeriggi passati ad incollare porporina, a fare gare di costruzioni col Kapla, a giocare al giocodell'oca, ad ascoltare la cinquecentesima barzelletta su "uno si chiamava scemo, l'altro tonto e l'altro deficiente"(no, non la sapete ancora?).
In un giorno così in cui vado completamente fuori di zucca e di melone e non so quale altro ortaggio, un giorno a causa del quale mia figlia adolescente mi rinfaccerà a vita additandolo come la causa di tutti i suoi male e probabilmente anche dei suoi brufoli, e conseguente assenza di fidanzato.(No, lo so che gli adolescenti non li chiamano fidanzati, addio mi vien già l'ansia).
Dio, ed è pure l'otto dicembre, capite. Pessima.
Dunque tutto è iniziato con WonderWoman che mi chiede una foto per la scuola.
Già io mi irrito quando le maestre chiedono le foto. Io non HO gli album delle foto. Nemmeno quello del matrimonio, ok? quindi devo scartabellare 15 scatole di foto mischiate che vanno dal '73 con il G-marito in braghette corte e tutte virate al giallo, alle foto di classe del 2010. E questo mi fa sentire inappropriata. Per esempio a WonderWoman che mi ha chiesto l'anno scorso la foto del battesimo per religione, ho barato, e le ho dato quella di suo fratello, che tanto solo uguali, e poi il vestito era lo stesso.
E io la foto di WonderWoman non ce l'ho, perchè chi stampa ormai le foto?
Ma tanto, ho la stampante.
Eh no, la carta della stampante non va bene ci vuole quella fotografica.
E compra quella fotografica.
E la stampante, ovviamente non va. Mancano le cartucce, che mancano SEMPRE le cartucce quando serve, e lei stampa solo in giallo e blu.
E vai a comprare le cartucce.
Epperò la stampante non funziona lo stesso, e togli e metti e togli e metti queste bastarde di cartucce, finchè torno in negozio con le dita sbrodolate di rosso indelebile che sembro uscita da un film di Dario Argento e mi presento dalla povera commessa cogli occhi iniettati di sangue, mentre Ww mi ripete come una litania:
-Mamma, io non posso fare il lavoretto.
Di Natale.
Lunedì.
E' l'ultimo.
L'ULTIMO GIORNO.
Sarò l'unica.
L'UNICA a non avere il lavoretto.
Mamma.
Aiuto.
Mamma.-
-Ah, signora ci sono gli ugelli incrostati allora li pulisca così-
Ok, vabbè. Puliamo gli ugelli, e NATURALMENTE non cambia una beata fava.
-Mamma, io non posso fare il lavoretto.
Mamma.
Aiuto. Sarò l'unica...-
L'indomani (sabato) ordino al Gmarito di portarla dal fotografo per farle una benedetta foto.
Ma no, troppo borghese, per il Gmarito. Quindi ingaggia il nonno, provetto fotografo e dotato di una superstampante di eccelsa qualità.
E quindi gli mando le foto da stampare.
E fu sera e fu mattina, arriva domenica, quando, alle ore 9.20 del mattino giunge comunicazione dal suocero che non si può fare, che le foto sono a bassa risoluzione.
Scarica altre foto, invia altre foto, ma non giungono altre notizie sul destino del lavoretto di Natale.
Per nulla certi della riuscita, il G marito ha scaricato da youtube un VIDEO tutorial su come pulire gli ugelli.
Di due bambini veneti che parlano in dialetto, ma ci sono i sottotitoli e si capisce lo stesso.
Riproviamo quindi a violentare la stampante con iniezioni di alcool, (si sa che prima bisogna farle bere), parolacce, improperi diseducativi, sostituzione compulsiva di cartucce a caso, ma ormai la stampante, in pieno coma etilico, dichiarava di non avere più inchiostro, nè cartucce, e nemmeno era più in grado di prendere i fogli dal suo cassettino, stampava tutto giallo e mandava tutti affanculo.
-...Mamma, io non posso fare il lavoretto.
Di Natale.
Lunedì.
E' l'ultimo.
L'ULTIMO GIORNO.
Sarò l'unica....-
-Vabbè (cazzo) WonderWoman vieni che andiamo qui sotto in stazione a fare una foto alla macchinetta e la facciamo finita.-
Sendiamo in stazione, dove di domenica alle due ci sono solo tossici ed extracomunitari che bevono birra tenendo la bottiglia in un sacchetto da pane, entriamo nell'abitacolo della macchinetta, e inseriamo i soldi per sta foto.
Ma l'unica opzione disponibile è la foto con sullo sfondo delle immagini del duomo di milano e anche degli stambecchi con stelle alpine (?) con scritto "tanti saluti dall'Italia" in 4 lingue.
Allora ho dato fuori. Tipo pazza.
Mi sono messa a urlare davanti a drogati e barboni
-bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa io non ne posso piùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù così non vabene, nonmenefrega un accidente del tuo lavorettooooooooo. farai senza foto, e dì alla tua maestra che non si chiedono foto, così, da un giorno all'altro come cavolo glie è saltato in testa?!? capito? e adesso andiamo a casa. E non me ne frega niente, E GUAI se parli ancora di foto, CHIAROOOOOOOOOOOO?
(si, WonderWoman piangeva, si sono orribile, lo so, lo SO.)
A casa ho dato calci a qualunque oggetto si trovasse a tiro, e a casa nostra ce ne sono MOLTI, a tiro, ho sbraitato per un altra mezz'ora e ho meditato se prendere anche la mazza da baseball di Megamind per fare a pezzi la stampante.
Poi ho mangiato 4 baci perugina.
Poi ho pianto.
Poi sono stata vicina a WonderWoman sul divano a guardare un film di Barbie e le ho chiesto scusa.
Poi abbiamo fatto una torta.
Un pietoso modo di riparare.
Poi è arrivata la mia dolce suocera e mi ha portato le foto che il buon suocero mi ha stampato. Circa 15. Così, per sicurezza, non si sa mai.
Ora vado a flagellarmi un altro pò.
7 dicembre 2013
G-casa
C'è un caro estinto.
Caro, era caro.
Estinto, pare lo sia per sempre.
Noi festeggiamo.
Non siamo cinici.
Non è la prozia miliardaria che ha lasciato un testamento.
Abbiamo estinto il mutuoooooooooooooooooooooo
E così, ecco le foto della G-casa,che è una entità anche lei, che negli anni ha manifestato pure la sua volontà e le sue preferenze, per esempio sabotando la maggior parte dei dispositivi elettronici.(Stereo, orologio satellitare, due lettori dvd, un pc)
E visto che nell'albun di famiglia lei, come protagonista, manca, ecco un giro virtuale.
Ed ore passiamo ad anticipare le domande di rito
SI', non è sempre così ordinata. Ho eliminato mutande vaganti, pannolini sporchi, fatto i letti.
Ed ebbene, sì, per noi questa è una casa ordinata. (portate pazienza, eh)
E sì, manca la foto della nostra camera da letto, che funge da deposito/sgabuzzini/spogliatoio/stanzadeldisordine ed è al di là di ogni possibili presentazione con un intervento rapido ( e anche lungo).
Quando vorrò umiliarmi, ve lo farò sapere.
La nostra G-casa ha subìto varie trasformazioni, prima, all'inizio, c'era solo la cucina e il nostro letto.
Il telefono era per terra, e ciò sconvolse mio suocero a tal punto da indurlo ad un blitz in nostra assenza e a piazzarci accessori di prima necessità, quali:
un tavolino in vetro e simil ottone di pretestuoso design anni 80,
un attaccapanni in simil ferro battuto e simil legno privo di qualsiasi design e privo di qualsiasi attitudine alla staticità nonostante una base in piombo da 25 kg
uno specchio da bagno che ha sostituito senza pietà quello preesistente ereditato direttamente dagli anni 70 in plastica nera in pendant con l'asse del cesso.
Il tavolino è stato vittima di vari esperimenti di crafting, decupage, vernice spry, prima di essere utilizzato come base per la mia orchidea, trovando quindi la sua vocazione definitiva.
Lo specchio è stato spostano nel bagnetto di servizio nel momento in cui abbiamo dvuto rifare il bagno principale, ovvero quando un giorno tutti gli scarichi presenti nel nostro bagno piastrellato di ceramica rosa anni 60 hanno smesso di funzionare, e mio suocero si è presentato ad una cena portando come gradito pensierino un cartello da apporre alla porta con scritto: per il gabinetto, servirsi dei servizi della Stazione FFSS.
In quel bagno rosa carico, MegaMind ha fatto per la prima volta la sua pipì da in piedi , sì lo so sono una sentimentale.
Quanto all'attaccapanni si trova nel nostro ingresso e ospita le mantelline da pioggia delle bimbe, che noi, non buttiamo niente.
Ricordo che il primo Natale in cui abbiamo ospitato i genitori del G-marito, al posto del tavolo avevamo un asse con due cavalletti, e mia suocera ha fatto quasi ribaltare tutta la zuppiera di tortellini in brodo, quando le abbiamo annunciato che aspettavamo il secondo figlio. Al terzo, avevamo messo in sicurezza la zona.
Mancano ancora svariati mobili, ma questo ci fa sentire probabilmente ggiovani, come per esempio la lampadina appesa al filo in camera da letto. (Ok, ci fa sentire solo pigri)
Avere una casa finitissima mi fa un pò coppia borghese di mezza età, ve lo dico.
Perchè la felicità, come dice Pavese, sta nell'iniziare.
Poi mio suocero, che è generoso per natura, glie lo dobbiamo concedere, ha imparato a regalarci dei buoni.
"buono per un tavolo"
Giusto per evitare mobilio in arte povera.
Caro, era caro.
Estinto, pare lo sia per sempre.
Noi festeggiamo.
Non siamo cinici.
Non è la prozia miliardaria che ha lasciato un testamento.
Abbiamo estinto il mutuoooooooooooooooooooooo
E così, ecco le foto della G-casa,che è una entità anche lei, che negli anni ha manifestato pure la sua volontà e le sue preferenze, per esempio sabotando la maggior parte dei dispositivi elettronici.(Stereo, orologio satellitare, due lettori dvd, un pc)
E visto che nell'albun di famiglia lei, come protagonista, manca, ecco un giro virtuale.
Ed ore passiamo ad anticipare le domande di rito
SI', non è sempre così ordinata. Ho eliminato mutande vaganti, pannolini sporchi, fatto i letti.
Ed ebbene, sì, per noi questa è una casa ordinata. (portate pazienza, eh)
E sì, manca la foto della nostra camera da letto, che funge da deposito/sgabuzzini/spogliatoio/stanzadeldisordine ed è al di là di ogni possibili presentazione con un intervento rapido ( e anche lungo).
Quando vorrò umiliarmi, ve lo farò sapere.
La nostra G-casa ha subìto varie trasformazioni, prima, all'inizio, c'era solo la cucina e il nostro letto.
Il telefono era per terra, e ciò sconvolse mio suocero a tal punto da indurlo ad un blitz in nostra assenza e a piazzarci accessori di prima necessità, quali:
un tavolino in vetro e simil ottone di pretestuoso design anni 80,
un attaccapanni in simil ferro battuto e simil legno privo di qualsiasi design e privo di qualsiasi attitudine alla staticità nonostante una base in piombo da 25 kg
uno specchio da bagno che ha sostituito senza pietà quello preesistente ereditato direttamente dagli anni 70 in plastica nera in pendant con l'asse del cesso.
Il tavolino è stato vittima di vari esperimenti di crafting, decupage, vernice spry, prima di essere utilizzato come base per la mia orchidea, trovando quindi la sua vocazione definitiva.
Lo specchio è stato spostano nel bagnetto di servizio nel momento in cui abbiamo dvuto rifare il bagno principale, ovvero quando un giorno tutti gli scarichi presenti nel nostro bagno piastrellato di ceramica rosa anni 60 hanno smesso di funzionare, e mio suocero si è presentato ad una cena portando come gradito pensierino un cartello da apporre alla porta con scritto: per il gabinetto, servirsi dei servizi della Stazione FFSS.
In quel bagno rosa carico, MegaMind ha fatto per la prima volta la sua pipì da in piedi , sì lo so sono una sentimentale.
Quanto all'attaccapanni si trova nel nostro ingresso e ospita le mantelline da pioggia delle bimbe, che noi, non buttiamo niente.
Ricordo che il primo Natale in cui abbiamo ospitato i genitori del G-marito, al posto del tavolo avevamo un asse con due cavalletti, e mia suocera ha fatto quasi ribaltare tutta la zuppiera di tortellini in brodo, quando le abbiamo annunciato che aspettavamo il secondo figlio. Al terzo, avevamo messo in sicurezza la zona.
Mancano ancora svariati mobili, ma questo ci fa sentire probabilmente ggiovani, come per esempio la lampadina appesa al filo in camera da letto. (Ok, ci fa sentire solo pigri)
Avere una casa finitissima mi fa un pò coppia borghese di mezza età, ve lo dico.
Perchè la felicità, come dice Pavese, sta nell'iniziare.
Poi mio suocero, che è generoso per natura, glie lo dobbiamo concedere, ha imparato a regalarci dei buoni.
"buono per un tavolo"
Giusto per evitare mobilio in arte povera.
![]() |
| Bagnetto di servizio. Tenda tattica. Accesso dalla cucina |
![]() |
| bagno (ex bagno rosa) La pianta è vera, a cui ho fatto un corso di sopravvivenza. Ingresso dal corridoio con mini postazione-compiti per MegaMind il solitario. |
![]() |
| sala, angolo delle piante "Alive", postazione pc mia, divano di recupero, calcetto spodestato dalla veranda causa lavori, zona pranzo con porta rosso-rifondazione. |
![]() |
| Stanza dei giochi ex studio G-marito, zona multifunzionale, stendibiancheria, cucina a vista, tv, e piccolo scorcio di corridoio. |
![]() |
| cucina, ingresso veranda, ingresso antibagno, tavolo quasi sgombro (eccezionalmente), lavagna per la smemorina di turno. |
![]() |
| ingresso, con porte in cristallo direttamente dagli anni 60, che io A_D_O_R_O, mini libreria perchè le librerie non bastano mai. |
4 dicembre 2013
conversazioni
Cat Woman. E il SUO maestro Luigi.
-Mamma, mi piacciono molto questi guanti.-
-Sono contenta-(ecco, magari non perderli che siamo al decimo paio)
-Piacciono anche al maestro Luigi-
-Mi fa piacere.-
-Si perchè quando l'ho accarezzato, il maestro luigi, ha detto che erano morbidissimi-
(Dovremo scegliere bene il corpo docenti delle medie, tra qualche anno. Niente uomini eterosessuali.)
WonderWoman e le figure di palta.
A cena, due amici-parenti neosposini e quasi neogentori.
WonderWoman li accoglie alla porta. Guarda lui, GB.
-Ma come ti chiami?-
Io:-Ma Ww, lo conosci, siamo stati al loro matrimonio, a settembre, non ti ricordi?-
-Ahhhhhh. Siiiiiiiiii.- Pausa- Mi ricordavo che eri più bello.-
-Mamma, mi piacciono molto questi guanti.-
-Sono contenta-(ecco, magari non perderli che siamo al decimo paio)
-Piacciono anche al maestro Luigi-
-Mi fa piacere.-
-Si perchè quando l'ho accarezzato, il maestro luigi, ha detto che erano morbidissimi-
(Dovremo scegliere bene il corpo docenti delle medie, tra qualche anno. Niente uomini eterosessuali.)
WonderWoman e le figure di palta.
A cena, due amici-parenti neosposini e quasi neogentori.
WonderWoman li accoglie alla porta. Guarda lui, GB.
-Ma come ti chiami?-
Io:-Ma Ww, lo conosci, siamo stati al loro matrimonio, a settembre, non ti ricordi?-
-Ahhhhhh. Siiiiiiiiii.- Pausa- Mi ricordavo che eri più bello.-
![]() |
| primo giorno (colpo di fulmine) |
![]() |
| settembre 2013 sembra già una vita fa... |
c'entra con:
amori,
CatWoman,
conversazioni,
foto,
I Fantastici4,
scuola,
WonderWoman
30 novembre 2013
foto romanzo
foto G-romanzo:
1-impresa veranda
numerosi weekend passati a scrostare, sverniciare, stuccare, dipingere, sporcare, pulire, gocciolare, scartavetrare, trapanare, nemmeno fossimo nella cappella sistina.
E i risultati tardano ad arrivare.
Come dice il G-marito (giovane interprete ne "la veranda ti fa sexy"), i veri lavori di fino non si vedono.
Me lo ricorderò quando mi chiederà se le camicie appese nell'armadio sono davvero stirate.
qui si lavora anche di notte. Cioè alle 5 del pomeriggio, di questi tempi...
2-crescendo: piccoli progressi per piccoli e grandi bambini
-Eventi
4- momenti qualunque (che non vadano dimenticati)
1-impresa veranda
numerosi weekend passati a scrostare, sverniciare, stuccare, dipingere, sporcare, pulire, gocciolare, scartavetrare, trapanare, nemmeno fossimo nella cappella sistina.
E i risultati tardano ad arrivare.
Come dice il G-marito (giovane interprete ne "la veranda ti fa sexy"), i veri lavori di fino non si vedono.
Me lo ricorderò quando mi chiederà se le camicie appese nell'armadio sono davvero stirate.
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| la veranda ti fa sexy |
qui si lavora anche di notte. Cioè alle 5 del pomeriggio, di questi tempi...
2-crescendo: piccoli progressi per piccoli e grandi bambini
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| Megamind lupetto non più ccucciolo |
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| il giorno del compleanno del G-papà superMario ha iniziato a camminare da solo! |
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| Fantastici quattro che collaborano e lo pubblicizzano |
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| SuperMario non sta più nel lavandino. Viva la bacinella! |
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| SuperMario ha imparato un altro gioco, oltre a quello di buttare per terra oggetti rumorosi. Sarà contenta la signora di sotto. E Rosicchio. |
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| il gioco dei Tappi! Ora SuperMario comincia ad apprezzarlo. Ne ho trovati alcuni nel mio letto. Altri nella doccia. |
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| festa a sorpresa al Gmarito!!!!! |
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| sei nel pieno del vigore fisico, amore! |
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| Cinema per festeggiare la Vittoria Del Biberon |
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| la vita di una mamma nasconde molte insidie... |
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| disordine creativo? |
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| approccio MegaMind |
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| giochi intelligenti! |
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| Ne abbiamo fatto finalmente uno che assomiglia al G-padre! |
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| momenti maschi |
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| le mammine |
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CatWoman,
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SuperMario,
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"Eravamo felici...e lo sapevamo"
Diciamocelo, sono indietro.
Quindi ecco un aggiornamento del blog, perchè devo fare memoria, questo lo scopo del mio psico-blog. Fare memoria della nostra vita famigliare.
Per non dire mai:
"Eravamo felici e non lo sapevamo"
Mi manca un bel ritratto di SuperMario, la Cozza umana.
SuperMario è volitivo.
Lui vuole.
Lui vuole il cioccolato. E lo vuole tenendolo in mano e sbrodolandosi faccia e mani che dopo sembra un negretto.
E lo vuole appena si sveglia, sopratutto alle tre del pomeriggio, per compensare la carenza affettiva causata dalla mia assenza.
Lui vuole camminare. E ne è capace. Ma preferisce un comodo deambulatore parlante, che sarei io, perchè gli piace manifestare il suo possesso nei miei confronti.
Quindi, non cammina.In mi presenza, almeno.
Lui non chiama mamma ma chiama con un verso che è più simile a un "ahò!" romano.
Lui vuole il telefono, usa il sistema touch, e telefona. Per davvero. Sennò sarebbe uguale al telefonino chicco, che gusto ci sarebbe?.
Il mio telefono ha uno strato incrostato di moccio e cioccolato e saliva e pesto alla genovese siu display.
Sì, sono una pessima madre, non si danno i cellulari ai figli, ma volete che diventi stitica?
E ho detto tutto.
Nel frattempo i fantastici tre crescono.
WonderWoman si palesa per quello che è, un pò artista e un pò svampita, le maestre la chiamano figlia dei fiori, e cammina scalza in classe. Vanta 10 spasimanti, ma non si concede a nessuno.
Quando usciamo da scuola devo tenere i finestrini della macchina aperti anche quando c'è la bora e diluvia, perchè lei deve salutare(come la principessa Grace Kelly) dal finestrino tutti i suoi compagni di classe, più quelli della seconda A e quelli della seconda C, e pure quel bambino bellissimo della terza B.
Catwoman ha iniziato la sua carriera scolastica brillantemente, passa le giornate a sbattere le lunghe ciglia in direzione del SUO maestro Luigi :-....perchè, mamma, io praticamente ho UN SOLO maestro. Luigi. Perchè io AMO la matematica. E quindi amo Luigi.-
Aristotelico, direi.
Megamind ha scoperto(contagiato da me) ebay, e sopratutto che lì si trovano certi personaggi lego star wars che non si trovano nei negozi, alieni jedi bitorzoluti e semisconosciuti che compaiono nel film per una frazione di secondo, ed ha investito i suoi risparmi nell'acquisto di 2 omini ad un prezzo esorbitante, ma come dire, avere due lego jedi esclusivi non ha prezzo, e per tutto il resto c'è mastercard (o postepay).
Ama cucinare, ed il suo approccio con la cucina è tutt'altro che artistico.
-Mamma, com'è che si taglia l'arancia per fare la spremuta?-
-a metà ma non sul picciolo.-
-Cioè? non ho mica capito.-
-tieni i piccioli uno a destra e uno.....-
-??!!!???-
-Lungo l'equatore.-
-Ahhhh, ecco. potevi dirlo prima. Bene, allora inizio a spremere l'emisfero australe.-
Ecco. Devo ricordarmi questa quotidianità.
Anche quella in cui faccio i biscotti con le bimbe e amichette annesse, e alla fine della giornata mi faccio cadere il tagliere di legno di due metri sul piede, rompendomelo.(il piede, il vero tagliere bolognese non si rompe mai).
Eppoi tutte le avventure che stiamo vivendo, nel prossimo post con una galleria fotografica.
Perchè in futuro, io sappia che allora eravamo felici. E non pensare mai: eravamo felici e non lo sapevamo.
Sapevamolo benissimo!
Quindi ecco un aggiornamento del blog, perchè devo fare memoria, questo lo scopo del mio psico-blog. Fare memoria della nostra vita famigliare.
Per non dire mai:
"Eravamo felici e non lo sapevamo"
Mi manca un bel ritratto di SuperMario, la Cozza umana.
SuperMario è volitivo.
Lui vuole.
Lui vuole il cioccolato. E lo vuole tenendolo in mano e sbrodolandosi faccia e mani che dopo sembra un negretto.
E lo vuole appena si sveglia, sopratutto alle tre del pomeriggio, per compensare la carenza affettiva causata dalla mia assenza.
Lui vuole camminare. E ne è capace. Ma preferisce un comodo deambulatore parlante, che sarei io, perchè gli piace manifestare il suo possesso nei miei confronti.
Quindi, non cammina.In mi presenza, almeno.
Lui non chiama mamma ma chiama con un verso che è più simile a un "ahò!" romano.
Lui vuole il telefono, usa il sistema touch, e telefona. Per davvero. Sennò sarebbe uguale al telefonino chicco, che gusto ci sarebbe?.
Il mio telefono ha uno strato incrostato di moccio e cioccolato e saliva e pesto alla genovese siu display.
Sì, sono una pessima madre, non si danno i cellulari ai figli, ma volete che diventi stitica?
E ho detto tutto.
Nel frattempo i fantastici tre crescono.
WonderWoman si palesa per quello che è, un pò artista e un pò svampita, le maestre la chiamano figlia dei fiori, e cammina scalza in classe. Vanta 10 spasimanti, ma non si concede a nessuno.
Quando usciamo da scuola devo tenere i finestrini della macchina aperti anche quando c'è la bora e diluvia, perchè lei deve salutare(come la principessa Grace Kelly) dal finestrino tutti i suoi compagni di classe, più quelli della seconda A e quelli della seconda C, e pure quel bambino bellissimo della terza B.
Catwoman ha iniziato la sua carriera scolastica brillantemente, passa le giornate a sbattere le lunghe ciglia in direzione del SUO maestro Luigi :-....perchè, mamma, io praticamente ho UN SOLO maestro. Luigi. Perchè io AMO la matematica. E quindi amo Luigi.-
Aristotelico, direi.
Megamind ha scoperto(contagiato da me) ebay, e sopratutto che lì si trovano certi personaggi lego star wars che non si trovano nei negozi, alieni jedi bitorzoluti e semisconosciuti che compaiono nel film per una frazione di secondo, ed ha investito i suoi risparmi nell'acquisto di 2 omini ad un prezzo esorbitante, ma come dire, avere due lego jedi esclusivi non ha prezzo, e per tutto il resto c'è mastercard (o postepay).
Ama cucinare, ed il suo approccio con la cucina è tutt'altro che artistico.
-Mamma, com'è che si taglia l'arancia per fare la spremuta?-
-a metà ma non sul picciolo.-
-Cioè? non ho mica capito.-
-tieni i piccioli uno a destra e uno.....-
-??!!!???-
-Lungo l'equatore.-
-Ahhhh, ecco. potevi dirlo prima. Bene, allora inizio a spremere l'emisfero australe.-
Ecco. Devo ricordarmi questa quotidianità.
Anche quella in cui faccio i biscotti con le bimbe e amichette annesse, e alla fine della giornata mi faccio cadere il tagliere di legno di due metri sul piede, rompendomelo.(il piede, il vero tagliere bolognese non si rompe mai).
Eppoi tutte le avventure che stiamo vivendo, nel prossimo post con una galleria fotografica.
Perchè in futuro, io sappia che allora eravamo felici. E non pensare mai: eravamo felici e non lo sapevamo.
Sapevamolo benissimo!
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