Parliamo dei menù settimanali.
Cosa c'è di più critico, desolante, monotono, della cucina-di-tutti-i-giorni?
Quella che alla fine fai sempre le stesse cose, quelle che mettono d'accordo il rifornimento del frigo, i gusti dei Fantastici onde evitare troppe guerre, la scarsità di tempo.
La mia amica omonima, anche lei Hysterik (ma bionda e 30 cm più alta di me) ha pubblicamente chiesto di salvarla dalla pasta al pesto, piatto che ammorba il suo menù dall'età dello svezzamento dei suoi due pargoli, che sono biondi, ma presto gli cresceranno i testa verdi ciuffi di basilico.
Anche da noi il pesto va di brutto, insieme agli hamburger, le uova sode, la cotoletta preimpanata (avete presente quel semilavorato probabilmente ricco di ormoni, pesticidi, e segatura, ma che risparmia tempo e chili di pangrattato per terra?) le polpette, la pasta al pomodoro, le coscette di pollo in padella, la pastina in brodo (ma con mezzo chilo di parmigiano). Ah, dimenticavo la mitica pasta al burro.
Io un tempo amavo cucinare (lo so è quello che dicono tutte).
Anche ora mi piace, ma solo quando faccio un invito a cena con almeno due persone adulte che non mi chiedano il ketchup da mettere indiscriminatamente su carne-fagiolini-insalata.
Per risolvere il problema del noiosissimo menu settimanale, si potrebbero mettere in comune le ricette-base (chiamiamole ricette) di ogni famiglia, condividerle e scambiarsele, con l'unico vincolo che siano fattibili con al massimo 5 passaggi e gli ingredienti presenti in un frigo anche al venerdì sera (ovvero una carota secca, due uova e un barattolo con dentro sott'olio una sola oliva).
La pasta al pesto, Hysterik2, non vale!
Io comincio.
Pasta al Pesto (ALLA ROMANA, eh)
1) soffriggere aglio
2)aggiungere ricotta e basilico
3) aggiungere passato pomodoro
4) chili di pecorino grattuggiato. O parmigiano grattuggiato.
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullare tutto (eventualmente, se si vuole ricevere il bacio della buonanotte, togliere l'aglio prima)
Pasta al tonno un pò diversa.
La pasta al tonno è infida perchè potrebbe essere una schifezza, una sbrodaglia unta e scivolosa, ma con due accorgimenti potrebbe essere buona anche per un pubblico adulto
1) soffriggere aglio. O cipolla. Quello che avete.
2) aggiungere il tonno (non importa sgocciolarlo, suvvia, un pò d'olio in più non fa mica male. Così non spargerete unto nel lavello)
3) aggiungere capperi e/o olive (nere, verdi, sott'olio, sott'aceto...). Se avete la solita carota rinsecchita e solitaria da finire si potrebbe aggiungere anche quella tagliata in piccoli pezzi
4) aggiungere pomodoro e basilico (se c'è sennò fa niente)
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullare tutto.
A volte dopo avere frullato aggiungo anche i piselli, ma devono piacere.
Pasta alla parolaccia.
Questa è la pasta alla puttanesca, rivisitata per la Gfamily, e naturalmente censurata.
1) soffriggere cipolla o scalogno se siete raffinati
2) aggiungere i rimasugli di salumi che avete in casa (non la mortadella però vi prego) tagliati in piccoli pezzi (io li taglio con le forbici che faccio prima, ah,ah. Mica mi SOGNO di usare la mezzaluna che si fa notte)
3)aggiungere passata pomodoro (va alla grande il pomodoro da noi, olè!)
4) aggiungere chili di parmigiano o pecorino
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullareeeeee!
Ma soprattutto:
perchè frullare?
E' ovvio, per cancellare le tracce di quello che i vostri figli potrebbero identificare di estraneo. Perchè se l'oliva, la pancetta, la foglia di basilico, il cappero, li vedono, non li mangiano.
Ma se non li vedono, allora sentiranno solo il sapore.
Voi comunque negate sempre.
-Mamma, ma c'è per caso...dell'oliva nera in questo sugo?-
-Ma nooooo amore, DOVE la vedi l'oliva?-
-Non so, c'è una sfumatura più scura del solito-
-Oh, ma quello è perchè l'ho rosolato bene sto sugo, non senti che buono?-
-Si molto buono-
Missione compiuta.
Poi, la prossima volta vi scrivo del finto risotto.
21 agosto 2014
il menù della madre (ovvero salvatemi dalla pasta al pesto)
Alieni (post serioso)
Ho scoperto una cosa sconvolgente.
E' una cosa che ho scoperto lentamente, giorno per giorno, nel tempo, piccoli segnali che mi hanno portato ad una grande rivelazione, una rivelazione che per me è stata un pò uno shock, ma anche una grande verità.
I figli, i tuoi bambini, quelli che sono stati nella pancia nove mesi, che hai partorito nel dolore, allattato nel dolore, cullato per intere notti, eccetera eccetera, risparmiamoci il repertorio materno, quelli lì, che pensavi di conoscere come te stessa, solo perchè hai dato loro la vita, ecco, in realtà, più crescono, più ti rendi conto che sono degli estranei.
All'inizio pensavo ci fosse qualcosa di sbagliato in me.
Perchè oltre una certa età, quel feeling animale che ti lega a tuo figlio e fa di te tutto il suo mondo, che ti dà l'illusione di prevenire se non suscitare qualsiasi desiderio o bisogno, quella illusione di controllo totale, quel rispecchiarsi nel volto e nella persona di tuo figlio, viene meno.
E cominci a non capire e non sapere più perchè è scontento, o sapere cosa gli piace fare, ti scontri con una volontà che non comprendi, che non puoi prevedere, che non puoi contrastare o pilotare.
E pensi-ovviamente-di essere una pessima madre.
Invece sei libera!
Perchè tuo figlio è un estraneo, ha una sua personalità, una sua volontà, che a te è più sconosciuta di quella di tuo marito (che presumibilmente ti sei scelta dopo un considerevole numero di anni, e un oculato bilancio del rapporto costo/beneficio).
Sei libera perchè non è scontato che tu debba capire al volo tuo figlio solo guardandolo negli occhi come quando ti guardava una tetta e tu sapevi esattamente cosa volesse.
Sei libera perchè puoi prenderti tutto il tempo-tutta la vita magari- per scoprire chi è tuo figlio, prendendo le distanze da lui, per osservarlo da lontano, per guidarlo senza avere la presunzione di comprenderlo a fondo, del tutto, come vorrebbe essere-pervasivamente-una madre.
Sei libera prenchè prendi atto del suo essere diverso (vivaddio) da te, tuo marito, suo fratello.
Questo ovviamente causa dei problemi.
Per esempio potresti non sapere cosa piace a tua figlia, regalargli una Barbie e scoprire che avrebbe voluto il meccano.
Oppure non essere in grado di entrare in sintonia, di non riuscire a farlo contento, sedare un capriccio, fargli superare la timidezza, fargli apprezzare altri colori che non siano il fucsia, farlo desistere dalla passione politicamente scorretta delle armi.
Insomma non riuscire a controllarlo.
(meno male!)
Ma non siamo noi che possiamo farlo/a contento/a, spesso non è giusto nè possibile cancellare una frustrazione, pilotare un capriccio, impedirgli di essere arrabbiato, costringerlo ad avere buon gusto (il nostro), o condizionare i suoi interessi.
Tutto ciò a prescindere dall'educazione, perchè-in fondo-si può educare con successo anche se non conosciamo nostro figlio come vorremmo, semplicemente accettando il suo carattere bislacco, lunatico, emotivo o imbarazzante, ma guidandolo da lontano.
Lasciandolo libero.
Prendendo le distanze.
E demolendo almeno alcuni dei nostri perenni sensi di colpa materni.
FACILE, no?
;-)
E' una cosa che ho scoperto lentamente, giorno per giorno, nel tempo, piccoli segnali che mi hanno portato ad una grande rivelazione, una rivelazione che per me è stata un pò uno shock, ma anche una grande verità.
I figli, i tuoi bambini, quelli che sono stati nella pancia nove mesi, che hai partorito nel dolore, allattato nel dolore, cullato per intere notti, eccetera eccetera, risparmiamoci il repertorio materno, quelli lì, che pensavi di conoscere come te stessa, solo perchè hai dato loro la vita, ecco, in realtà, più crescono, più ti rendi conto che sono degli estranei.
All'inizio pensavo ci fosse qualcosa di sbagliato in me.
Perchè oltre una certa età, quel feeling animale che ti lega a tuo figlio e fa di te tutto il suo mondo, che ti dà l'illusione di prevenire se non suscitare qualsiasi desiderio o bisogno, quella illusione di controllo totale, quel rispecchiarsi nel volto e nella persona di tuo figlio, viene meno.
E cominci a non capire e non sapere più perchè è scontento, o sapere cosa gli piace fare, ti scontri con una volontà che non comprendi, che non puoi prevedere, che non puoi contrastare o pilotare.
E pensi-ovviamente-di essere una pessima madre.
Invece sei libera!
Perchè tuo figlio è un estraneo, ha una sua personalità, una sua volontà, che a te è più sconosciuta di quella di tuo marito (che presumibilmente ti sei scelta dopo un considerevole numero di anni, e un oculato bilancio del rapporto costo/beneficio).
Sei libera perchè non è scontato che tu debba capire al volo tuo figlio solo guardandolo negli occhi come quando ti guardava una tetta e tu sapevi esattamente cosa volesse.
Sei libera perchè puoi prenderti tutto il tempo-tutta la vita magari- per scoprire chi è tuo figlio, prendendo le distanze da lui, per osservarlo da lontano, per guidarlo senza avere la presunzione di comprenderlo a fondo, del tutto, come vorrebbe essere-pervasivamente-una madre.
Sei libera prenchè prendi atto del suo essere diverso (vivaddio) da te, tuo marito, suo fratello.
Questo ovviamente causa dei problemi.
Per esempio potresti non sapere cosa piace a tua figlia, regalargli una Barbie e scoprire che avrebbe voluto il meccano.
Oppure non essere in grado di entrare in sintonia, di non riuscire a farlo contento, sedare un capriccio, fargli superare la timidezza, fargli apprezzare altri colori che non siano il fucsia, farlo desistere dalla passione politicamente scorretta delle armi.
Insomma non riuscire a controllarlo.
(meno male!)
Ma non siamo noi che possiamo farlo/a contento/a, spesso non è giusto nè possibile cancellare una frustrazione, pilotare un capriccio, impedirgli di essere arrabbiato, costringerlo ad avere buon gusto (il nostro), o condizionare i suoi interessi.
Tutto ciò a prescindere dall'educazione, perchè-in fondo-si può educare con successo anche se non conosciamo nostro figlio come vorremmo, semplicemente accettando il suo carattere bislacco, lunatico, emotivo o imbarazzante, ma guidandolo da lontano.
Lasciandolo libero.
Prendendo le distanze.
E demolendo almeno alcuni dei nostri perenni sensi di colpa materni.
FACILE, no?
;-)
31 luglio 2014
il film
L'estate non c'è stata.
Però c'è il cinema all'aperto, che fa molto estate, ed inoltre si viene sottoposti a prelievo forzoso di sangue a causa delle zanzare, ed anche questo fa molto estate.
Ho individuato un film da bambini con largo anticipo.
Inoltre proprio quel martedì veniva a trovarmi la mia lesbo-amica pavesina, quindi era perfetto. Il Gmarito avrebbe portato i 3 fantastici al cinema, mentre io avrei archiviato SuperMario e parlato tutta la notte sera con una donna adulta, di cose femminee.
-Bambini! Stasera papà vi porta al cinema! A vedere Belle e Sebastienne!-
Sul pc gli ho mostrato il provino (15 anni fa si chiamava provino, oggi come si chiama?), li ho caricati a dovere, WonderWoman era già pronta dalle sei di sera per lo spettacolo delle nove e trenta, CatWoman aveva previsto che avrebbe digiunato per non arrivare tardi, Megamind aveva subito notato che nel film c'erano dei soldati nazisti, e dunque il livello di testosterone era sufficientemente accettabile.
La mia lesboamica è arrivata, abbiamo cenato in veranda, poi, come da programma, sono usciti il Gmarito coi tre, mezz'ora prima, che naturalmente c'era il grave pericolo di arrivare tardi, essendo il cinema all'aperto a 52 metri lineari da casa nostra.
Poi, mentre sparecchiavo allegramente, il gmarito mi chiama. Ecco la nostra conversazione.
Gmarito:-Amore, ciao. Siamo i primi. Sai, manca mezz'ora. Però ti sei dimenticata una cosa...-
Io:-AHHHHHHH! l'antizanzare! Opporcazozza, aspetta, ora te lo porto.-
Gmarito: Ah, bene, ecco stiamo entrando ora al cinema.-
Io vengo colpita da uno scrupolo. Mi si è insinuato così, per caso. Forse perchè la serata sembrava troppo perfetta. E la perfezione non è di questo mondo. Cioè, perlomeno non è del MIO mondo.
-Ma....sei già entrato. Hai controllato che il film sia quello?-
Gmarito:-Quale?-
Povero Gmarito che si fida della precisione di sua moglie.
-Come QUALE. Belle e Sebastienne.-
Gmarito: -ah, non so, aspetta. Non c'è nessun cartello. Ecco c'è scritto sul biglietto...-
(suspance)
-....tutta colpa di Freud.-
Io:- NO, starai scherzando?!?-
Gmarito: no, no. è prorpio colpa di Freud.-
Io:- No, è colpa di quei rincoglioniti del cinema! io sono sicura, sicura, d'altra parte oggi non è MICA MARTEDI' 28?!?-
Gmarito:-Infatti. Oggi è martedì 21-
Ok. Andiamo a vedere su internet la trama. Magari è un film per famiglie. Una storia di buoni sentimenti.
Il film racconta la storia di un padre psichiatra che ha tre figlie femmine e in qualche modo deve risolvere i loro problemi sentimentali (diciamo pure sentimentali).
Una ha 18 anni eva a letto si innamora di uno di 50 anni.
Una perde la testa per una ragazzo sordomuto (almeno qualcosa di edificante)
La terza, lesbica, decide di diventare eterosessuale.
Dopo avere tentato il suicidio.
Richiamo il Gmarito:- AMORE ESCI DA QUEL CINEMA SUBITO!-
Gmarito:- No, ho già pagato. Scusa.-
Io: -Allora preparati a spiegare ai tre cosa sia una lesbica. E il sesso. E il suicidio.-
Gmarito:- Amore, non preoccuparti. Mi eleggeranno padre dell'anno-
L'ho amato come non mai.
Mentre era lì, che aspettava si facesse l'ora, chi ti incontra al cinema (a vedere un film di sesso lesbico/amore proibito e suicidio)?
Of course, il prete della nostra parrocchia.
-Ciao, bei bimbi, cosa siete andati a vedere di bello col vostro papà?-
Nulla, reverendo, solo un film di squilibri sessuali, suicidi, psicanalisi, omosessualità e crisi di identità sessuali.
Il Gmarito si è barcamenato precisando subito che avevano sbagliato film.
E che era tutta colpa della moglie, che ha avuto un lapsus freudiano.
Poi è arrivata una coppia amica di famiglia, due insegnanti, hanno guardato i bambini un pò perplessi, e lei ha chiesto loro se per caso avessero già studiato Freud a scuola.
Ovviamente la nostra reputazione ha subito un contraccolpo non indifferente.
Poi è iniziato il film.
Megamind credo abbia sperato che arrivasse prima o poi qualche militare o una nave aliena.
Le bambine facevano molte domande.
Ad altissima voce, naturalmente.
-Papà, ma perchè lei dorme da lui?-
Gm:-perchè è innamorata-
-sì, ma è NUDA! Ah, no! Ha le mutande!-
Gm:-avrà un pò caldo-
-Ma si vedono le titte! Che schifo però!-
-Ma sono sposati?-
-Gm:- no, ma si stanno innamorando-
-Sì, ma scusa, lei va da lui mezza nuda! Ma dai!-
-Ma...ma...ma adesso quell'altra perchè apre il gas? E si mette a letto? E piange? cosa sta facendo?-
Megamind è stato tutto il film col cappuccio della felpa sugli occhi.
Il Gmarito ha fornito magistrali spiegazioni sulla ragazza lesbica che diventa etero e poi torna lesbica. Nonchè sulle varie scene di letto (peraltro sfumate e sobrie per fortuna)
Chi volesse conoscerle, è pregato di versare sul conto corrente della Gfamily euro 55,00 e riceverà a casa un manuale con degli estratti commentati.
Si accetta PostePay, PayPal o bonifico bancario.
Quando sono tornati a casa, Megamind mi ha guardato torvo e mi ha detto:-Questo film non era adatto a dei bambini! C'erano delle scene PER NIENTE adatte. A dei BAMBINI.-
Se la mia lesboamica non mi avesse sostenuto mi avrebbero ripescato dal canale.
Per fortuna le bambine erano entusiaste:- Mamma! era tutto d'AMORE! E poi erano tre sorelle! E il loro papà-poverino-era bravissimo! Io però (dice WonderWoman) non credo che mi piacerà baciare le altre femmine. E io (aggiunge CatWoman) non è che mi innamoro di UN VECCHIO.-
Ossignore ti ringrazio.
Sono politicamente scorrettissima, lo so.
Ma, amore.Ti eleggeranno padre dell'anno.
Però c'è il cinema all'aperto, che fa molto estate, ed inoltre si viene sottoposti a prelievo forzoso di sangue a causa delle zanzare, ed anche questo fa molto estate.
Ho individuato un film da bambini con largo anticipo.
Inoltre proprio quel martedì veniva a trovarmi la mia lesbo-amica pavesina, quindi era perfetto. Il Gmarito avrebbe portato i 3 fantastici al cinema, mentre io avrei archiviato SuperMario e parlato tutta la
-Bambini! Stasera papà vi porta al cinema! A vedere Belle e Sebastienne!-
Sul pc gli ho mostrato il provino (15 anni fa si chiamava provino, oggi come si chiama?), li ho caricati a dovere, WonderWoman era già pronta dalle sei di sera per lo spettacolo delle nove e trenta, CatWoman aveva previsto che avrebbe digiunato per non arrivare tardi, Megamind aveva subito notato che nel film c'erano dei soldati nazisti, e dunque il livello di testosterone era sufficientemente accettabile.
La mia lesboamica è arrivata, abbiamo cenato in veranda, poi, come da programma, sono usciti il Gmarito coi tre, mezz'ora prima, che naturalmente c'era il grave pericolo di arrivare tardi, essendo il cinema all'aperto a 52 metri lineari da casa nostra.
Poi, mentre sparecchiavo allegramente, il gmarito mi chiama. Ecco la nostra conversazione.
Gmarito:-Amore, ciao. Siamo i primi. Sai, manca mezz'ora. Però ti sei dimenticata una cosa...-
Io:-AHHHHHHH! l'antizanzare! Opporcazozza, aspetta, ora te lo porto.-
Gmarito: Ah, bene, ecco stiamo entrando ora al cinema.-
Io vengo colpita da uno scrupolo. Mi si è insinuato così, per caso. Forse perchè la serata sembrava troppo perfetta. E la perfezione non è di questo mondo. Cioè, perlomeno non è del MIO mondo.
-Ma....sei già entrato. Hai controllato che il film sia quello?-
Gmarito:-Quale?-
Povero Gmarito che si fida della precisione di sua moglie.
-Come QUALE. Belle e Sebastienne.-
Gmarito: -ah, non so, aspetta. Non c'è nessun cartello. Ecco c'è scritto sul biglietto...-
(suspance)
-....tutta colpa di Freud.-
Io:- NO, starai scherzando?!?-
Gmarito: no, no. è prorpio colpa di Freud.-
Io:- No, è colpa di quei rincoglioniti del cinema! io sono sicura, sicura, d'altra parte oggi non è MICA MARTEDI' 28?!?-
Gmarito:-Infatti. Oggi è martedì 21-
Ok. Andiamo a vedere su internet la trama. Magari è un film per famiglie. Una storia di buoni sentimenti.
Il film racconta la storia di un padre psichiatra che ha tre figlie femmine e in qualche modo deve risolvere i loro problemi sentimentali (diciamo pure sentimentali).
Una ha 18 anni e
Una perde la testa per una ragazzo sordomuto (almeno qualcosa di edificante)
La terza, lesbica, decide di diventare eterosessuale.
Dopo avere tentato il suicidio.
Richiamo il Gmarito:- AMORE ESCI DA QUEL CINEMA SUBITO!-
Gmarito:- No, ho già pagato. Scusa.-
Io: -Allora preparati a spiegare ai tre cosa sia una lesbica. E il sesso. E il suicidio.-
Gmarito:- Amore, non preoccuparti. Mi eleggeranno padre dell'anno-
L'ho amato come non mai.
Mentre era lì, che aspettava si facesse l'ora, chi ti incontra al cinema (a vedere un film di sesso lesbico/amore proibito e suicidio)?
Of course, il prete della nostra parrocchia.
-Ciao, bei bimbi, cosa siete andati a vedere di bello col vostro papà?-
Nulla, reverendo, solo un film di squilibri sessuali, suicidi, psicanalisi, omosessualità e crisi di identità sessuali.
Il Gmarito si è barcamenato precisando subito che avevano sbagliato film.
E che era tutta colpa della moglie, che ha avuto un lapsus freudiano.
Poi è arrivata una coppia amica di famiglia, due insegnanti, hanno guardato i bambini un pò perplessi, e lei ha chiesto loro se per caso avessero già studiato Freud a scuola.
Ovviamente la nostra reputazione ha subito un contraccolpo non indifferente.
Poi è iniziato il film.
Megamind credo abbia sperato che arrivasse prima o poi qualche militare o una nave aliena.
Le bambine facevano molte domande.
Ad altissima voce, naturalmente.
-Papà, ma perchè lei dorme da lui?-
Gm:-perchè è innamorata-
-sì, ma è NUDA! Ah, no! Ha le mutande!-
Gm:-avrà un pò caldo-
-Ma si vedono le titte! Che schifo però!-
-Ma sono sposati?-
-Gm:- no, ma si stanno innamorando-
-Sì, ma scusa, lei va da lui mezza nuda! Ma dai!-
-Ma...ma...ma adesso quell'altra perchè apre il gas? E si mette a letto? E piange? cosa sta facendo?-
Megamind è stato tutto il film col cappuccio della felpa sugli occhi.
Il Gmarito ha fornito magistrali spiegazioni sulla ragazza lesbica che diventa etero e poi torna lesbica. Nonchè sulle varie scene di letto (peraltro sfumate e sobrie per fortuna)
Chi volesse conoscerle, è pregato di versare sul conto corrente della Gfamily euro 55,00 e riceverà a casa un manuale con degli estratti commentati.
Si accetta PostePay, PayPal o bonifico bancario.
Quando sono tornati a casa, Megamind mi ha guardato torvo e mi ha detto:-Questo film non era adatto a dei bambini! C'erano delle scene PER NIENTE adatte. A dei BAMBINI.-
Se la mia lesboamica non mi avesse sostenuto mi avrebbero ripescato dal canale.
Per fortuna le bambine erano entusiaste:- Mamma! era tutto d'AMORE! E poi erano tre sorelle! E il loro papà-poverino-era bravissimo! Io però (dice WonderWoman) non credo che mi piacerà baciare le altre femmine. E io (aggiunge CatWoman) non è che mi innamoro di UN VECCHIO.-
Ossignore ti ringrazio.
Sono politicamente scorrettissima, lo so.
Ma, amore.Ti eleggeranno padre dell'anno.
c'entra con:
amori,
avventure,
conversazioni,
educazione sessuale,
I Fantastici4,
marito,
maschi,
Me
15 luglio 2014
Super Mammolo
Un giorno mi dimenticherò cosa fa un SuperMario, a quasi due anni, quindi bisogna che me lo segni, a futura memoria, quando sarò vecchia e sdentata e probabilmente ancora al lavoro, coi deambulatori.
SuperMario, comanda.
DAMMELO! ACQUA! NUTELLA! PANEEEEEENUTELLA.
VEDEEEE TETO (vedere telefono)
VEDEEEEEE PINGU
CANTA! NO! QUELLA NO! CANTA ENTO MAE ENTO LACONCHIIIIIIIIA. (Sento il mare dentro la conchiglia? Non la conoscete? qui noi alla nausea.)
DAMMI PAD!
PRIMA IO!
Questo con me.
Con suo padre parla sottovoce.
-Dove andiamo ora, SuperMario?-
Lui china la testa come un agnello il giorno di pasqua, e dice, sottovoce, con la testa tra le mani:-Nanna noooo-
-Oh, ma tu sei taaanto stancooooo- Lo guarda il Gmarito con la voce che sembra quella del serpente SerBis in RobinHood
SuperMario, se si trova sul passeggino, piega la testa di lato e dorme.
Se è in braccio si abbandona sulla sua spalla e chiude gli occhietti rassegnato.
Se è nel letto abbraccia il suo kikij e si immobilizza.
Dorme.
Perchè il Gmarito è inesorabile come la marea.
Definitivo come l'ascia del boia.
Io invece sono la mamma, quindi mi si frega come vuole.
Mamma noooo daaaai.
Senti puzza piede.
Guadda. Piede pocco! lava piede, mamma.
Lava mani.
Mamma caccola.
Mamma acqua dammi.
Mamma nanna nooooo.
Mamma bella. Mamma botte. No...mamma botte no. Mamma cara.
Se cerco anche io di essere definitiva , mi sorbisco urla strazianti o perlomeno tutta una trafila di preamboli e saluti e bacetti a tutti gli oggetti della stanza.
Inoltre SuperMario ha la fissa del tombino.
D'altra parte non porta il nome di un idraulico?
Per fargli seguire un percorso, esso deve essere disseminato di tombini, su cui lui cammina, saggiandone rumore, grandezza, forma colore. I migliori sono quelli instabili che ballano.
Allora da lì non si schioda prima di un quarto d'ora.
Quando un marmocchio comincia a parlare, a me sembra si compia una specie di miracolo.
Ma come, tu non eri quella scimmia attaccata alla mia tetta come una sanguisuga?
Non eri quell'animaletto che dormiva avvinghiato a me come una piccola piovra, che faceva la cacca ogni due ore, che piangeva dall'una alle tre?
Tu non eri quella sirena che dovevo interpretare come un oracolo delfico per capire se avevi fame/freddo/mal di pancia o semplice paraculite (quasi sempre l'ultima)?
Com'è che ora ti dico: Andiamo a cambiare il pannolino, Mario, rivolgendolo sempre più a me stessa che a te, abituata a dire che che non capisci, e sentirmi rispondere:
-Cheppalle. Prima lavo mani.-
SuperMario, comanda.
DAMMELO! ACQUA! NUTELLA! PANEEEEEENUTELLA.
VEDEEEE TETO (vedere telefono)
VEDEEEEEE PINGU
CANTA! NO! QUELLA NO! CANTA ENTO MAE ENTO LACONCHIIIIIIIIA. (Sento il mare dentro la conchiglia? Non la conoscete? qui noi alla nausea.)
DAMMI PAD!
PRIMA IO!
Questo con me.
Con suo padre parla sottovoce.
-Dove andiamo ora, SuperMario?-
Lui china la testa come un agnello il giorno di pasqua, e dice, sottovoce, con la testa tra le mani:-Nanna noooo-
-Oh, ma tu sei taaanto stancooooo- Lo guarda il Gmarito con la voce che sembra quella del serpente SerBis in RobinHood
SuperMario, se si trova sul passeggino, piega la testa di lato e dorme.
Se è in braccio si abbandona sulla sua spalla e chiude gli occhietti rassegnato.
Se è nel letto abbraccia il suo kikij e si immobilizza.
Dorme.
Perchè il Gmarito è inesorabile come la marea.
Definitivo come l'ascia del boia.
Io invece sono la mamma, quindi mi si frega come vuole.
Mamma noooo daaaai.
Senti puzza piede.
Guadda. Piede pocco! lava piede, mamma.
Lava mani.
Mamma caccola.
Mamma acqua dammi.
Mamma nanna nooooo.
Mamma bella. Mamma botte. No...mamma botte no. Mamma cara.
Se cerco anche io di essere definitiva , mi sorbisco urla strazianti o perlomeno tutta una trafila di preamboli e saluti e bacetti a tutti gli oggetti della stanza.
Inoltre SuperMario ha la fissa del tombino.
D'altra parte non porta il nome di un idraulico?
Per fargli seguire un percorso, esso deve essere disseminato di tombini, su cui lui cammina, saggiandone rumore, grandezza, forma colore. I migliori sono quelli instabili che ballano.
Allora da lì non si schioda prima di un quarto d'ora.
Quando un marmocchio comincia a parlare, a me sembra si compia una specie di miracolo.
Ma come, tu non eri quella scimmia attaccata alla mia tetta come una sanguisuga?
Non eri quell'animaletto che dormiva avvinghiato a me come una piccola piovra, che faceva la cacca ogni due ore, che piangeva dall'una alle tre?
Tu non eri quella sirena che dovevo interpretare come un oracolo delfico per capire se avevi fame/freddo/mal di pancia o semplice paraculite (quasi sempre l'ultima)?
Com'è che ora ti dico: Andiamo a cambiare il pannolino, Mario, rivolgendolo sempre più a me stessa che a te, abituata a dire che che non capisci, e sentirmi rispondere:
-Cheppalle. Prima lavo mani.-
c'entra con:
conversazioni,
I Fantastici4,
Me,
SuperMario
11 luglio 2014
quando sei al telefono
Io lo so che dovrei parlare anche un pò di me, tipo di quello che penso della politica della vita. dell'ultimo libro che ho letto (con un font di grandezza inferione al 60pt e con più di 10 pagine), o di poesia, o di me stessa.
Così, perchè non sembri una donna che vive per i figli o marito (hahahahaha Gmarito ti piacerebbeeee) o per la casa (hemmm) o per il lavoro, o insomma, perchè non sembri una coatta semianalfabeta che chatta solo su facebook, facendo i test "che principessa Disney sei", o "il tuo è vero amore?".
Il fatto è che le giornate hanno un numero finito di ore, che lavoro per 6 ore, che ho un costante deficit di sonno, che vado a letto tardi e non perchè faccio cose interessanti (le qualcose potrebbero essere leggere un vero libro o guardare un film in cui non ci sono cani parlanti o fare una bellissima illustrazione digitale o fare un discorso filosofico col Gmarito-hahahaha-).
No, vado a letto tardi perchè occorre sparecchiare, stoccare centinaia di avanzi nel frigo, mettere il lavapaitti prima che il Gmarito non voglia lavare i piatti a mano ("che vengono più puliti e non si consuma elettricità" lui ha questa propensione all'atavismo Amish), fare una lavatrice, scendere in cantina per alzare il contatore perchè la corrente è saltata visto che lavapiatti e lavatrice insieme fanno saltare tutto (e sentire fin giù per le scale il Gmarito-amoremio- che mi urla: visto-che-dovevo-lavarli-a-mano-i-piattiiiiii), preparare vestiti dei Fantastici 4 per il giorno dopo, che sennò le due femmine vanno in giro vestite da Winx, e Megamind si mette il pile con 40 gradi dimenticando invece di indossare il costume per la piscina.
Io passo un sacco di tempo (tra un verbale e l'altro, un insulto e l'altro, un posto di controllo e l'altro) immaginando cose che vorrei fare, geniali invenzioni, cucito creativo, poesie, frasi intelligenti, idee per libri per l'infanzia, illustrazioni dai colori accesi, progetti d'arredamento, bricolage.
Un vulcano a getto diarroico.
Poi la vita reale è che non c'è tempo, il pomeriggio se ne va tra incombenze ineluttabili, cose che non sto nemmeno a elencare perchè sono ordinaria amministrazione, anzi il minimo sindacale, visto che sono mesi che non so se soto la montagna c'è ancora la cesta dei panni sporchi, o ha ceduto sotto il peso, visto che metto due paia di jeans e due magliette perchè i vestiti estivi si rifiutano di scendere da soli dall'armadio alto e mettersi a disposizione.
In me ci sono due Hysterik, ne ho già accennato, e una, quella vestita a pois e righe marinare, ormai si è abituata a starsene buona ad aspettare. E ogni tanto a tirare un pò di insulti all'altra tutta vestita di blu, così per non cadere nella noia.
Allora poi cosa rimane? A parte stockare progetti e idee nel reparto freezer della memoria in attesa di tempi migliori (per esempio quando una filippina verrà a trasferirsi come volontaria a casa nostra), cerco boccate d'ossigeno con attività che non mi occupino le mani, ma al massimo la cervicale e la clavicola destra,come per esempio telefonare alle amiche. Mina un pò il lavoro dell'osteopata, costringendomi ad una posizione da paresi della parte destra, ma mi rilasso mentalmente, affettando zucchine, mettendo mutande nei cassetti, stendendo biancheria, scaraventando palate di panni sporchi nella lavatrice, come carbone dentro la fornace di una locomotiva.
Solo che i FANTASTICI 4 hanno tra i loro superpoteri, un sesto senso per il telefono. Non importa dove siano o cosa stiano facendo: la doccia, guardando un film, giocando a Barbie, loro sentono che tu sei al telefono ed improvvisamente devono dirti delle cose.
O chiederti delle cose.
O urlarti delle cose.
O cercare di uccidersi a vicenda.
O presentarsi coperti di sangue con un dito completamente infilato nel naso.
O bere il LAVAINCERA.
O vomitare.
E' sempre un problema di vita o di morte, ma si risolve immediatamente appena hai salutato in fretta e furia l'amica che stava per dirti che era incinta o che si era messa con un nuovo ragazzo, o semplicemente ti dava consigli su come lessare le patate.
- WonderWoman ha rubato il vestito fucsia della mia barbie!-
-Dov'è il topolinoo n.34562?
-In camera ci sono le formiche-
-SuperMario fa puzza-
- Megamind mi ha detto che sono brutta-
Così, perchè non sembri una donna che vive per i figli o marito (hahahahaha Gmarito ti piacerebbeeee) o per la casa (hemmm) o per il lavoro, o insomma, perchè non sembri una coatta semianalfabeta che chatta solo su facebook, facendo i test "che principessa Disney sei", o "il tuo è vero amore?".
Il fatto è che le giornate hanno un numero finito di ore, che lavoro per 6 ore, che ho un costante deficit di sonno, che vado a letto tardi e non perchè faccio cose interessanti (le qualcose potrebbero essere leggere un vero libro o guardare un film in cui non ci sono cani parlanti o fare una bellissima illustrazione digitale o fare un discorso filosofico col Gmarito-hahahaha-).
No, vado a letto tardi perchè occorre sparecchiare, stoccare centinaia di avanzi nel frigo, mettere il lavapaitti prima che il Gmarito non voglia lavare i piatti a mano ("che vengono più puliti e non si consuma elettricità" lui ha questa propensione all'atavismo Amish), fare una lavatrice, scendere in cantina per alzare il contatore perchè la corrente è saltata visto che lavapiatti e lavatrice insieme fanno saltare tutto (e sentire fin giù per le scale il Gmarito-amoremio- che mi urla: visto-che-dovevo-lavarli-a-mano-i-piattiiiiii), preparare vestiti dei Fantastici 4 per il giorno dopo, che sennò le due femmine vanno in giro vestite da Winx, e Megamind si mette il pile con 40 gradi dimenticando invece di indossare il costume per la piscina.
Io passo un sacco di tempo (tra un verbale e l'altro, un insulto e l'altro, un posto di controllo e l'altro) immaginando cose che vorrei fare, geniali invenzioni, cucito creativo, poesie, frasi intelligenti, idee per libri per l'infanzia, illustrazioni dai colori accesi, progetti d'arredamento, bricolage.
Un vulcano a getto diarroico.
Poi la vita reale è che non c'è tempo, il pomeriggio se ne va tra incombenze ineluttabili, cose che non sto nemmeno a elencare perchè sono ordinaria amministrazione, anzi il minimo sindacale, visto che sono mesi che non so se soto la montagna c'è ancora la cesta dei panni sporchi, o ha ceduto sotto il peso, visto che metto due paia di jeans e due magliette perchè i vestiti estivi si rifiutano di scendere da soli dall'armadio alto e mettersi a disposizione.
In me ci sono due Hysterik, ne ho già accennato, e una, quella vestita a pois e righe marinare, ormai si è abituata a starsene buona ad aspettare. E ogni tanto a tirare un pò di insulti all'altra tutta vestita di blu, così per non cadere nella noia.
Allora poi cosa rimane? A parte stockare progetti e idee nel reparto freezer della memoria in attesa di tempi migliori (per esempio quando una filippina verrà a trasferirsi come volontaria a casa nostra), cerco boccate d'ossigeno con attività che non mi occupino le mani, ma al massimo la cervicale e la clavicola destra,come per esempio telefonare alle amiche. Mina un pò il lavoro dell'osteopata, costringendomi ad una posizione da paresi della parte destra, ma mi rilasso mentalmente, affettando zucchine, mettendo mutande nei cassetti, stendendo biancheria, scaraventando palate di panni sporchi nella lavatrice, come carbone dentro la fornace di una locomotiva.
Solo che i FANTASTICI 4 hanno tra i loro superpoteri, un sesto senso per il telefono. Non importa dove siano o cosa stiano facendo: la doccia, guardando un film, giocando a Barbie, loro sentono che tu sei al telefono ed improvvisamente devono dirti delle cose.
O chiederti delle cose.
O urlarti delle cose.
O cercare di uccidersi a vicenda.
O presentarsi coperti di sangue con un dito completamente infilato nel naso.
O bere il LAVAINCERA.
O vomitare.
E' sempre un problema di vita o di morte, ma si risolve immediatamente appena hai salutato in fretta e furia l'amica che stava per dirti che era incinta o che si era messa con un nuovo ragazzo, o semplicemente ti dava consigli su come lessare le patate.
-Allora! cos'è che è successo da gridare tanto!?-
Le risposte sono a scelta tra le seguenti ispirazioni.- WonderWoman ha rubato il vestito fucsia della mia barbie!-
-Dov'è il topolinoo n.34562?
-In camera ci sono le formiche-
-SuperMario fa puzza-
- Megamind mi ha detto che sono brutta-
c'entra con:
casa,
marito,
Me,
MegaMind,
SuperMario,
trip,
WonderWoman
9 luglio 2014
vacances
Quando faccio le mie valigie per partire per il mare.
1.Infilo tutti i costui che ho.
2.Scelgo delle collane con dei colori che vi si intonino.
3. cinque paia di orecchini colorati.
4. Due paia di sandali perchè non tutto sta bene col rosso.
5. Due paia di scarpe eleganti, due paia di scarpe chiuse, perchè casomai decidessimo di visitare Genova, bisogna camminare comodi.
6. Tre vestiti eleganti, se si esce la sera mica si potrà indossare sempre lo stesso abito.
7. Sei copricostumi per variare il look.
8. Due paia di pantaloncini, e magliette sportive, che magari facciamo una passeggiata 10. campestre nell'entroterra, con picnic.
Da questo si evince che io sono molto ottimista.
Oppure ubriaca.
Perchè al mare ci siamo andati con 5 bambini (un mio nipotino) dai 10 ai 2 anni, in appartamento (dei NonniDiBologna).
E dunque al punto 1: di costumi ne ho usati solo due, gli unici portabili senza che mi uscisse mezza chiappa o un quarto di tetta durante gli inseguimenti di Super Mario.
punto 2: Le collane non le ho mai messe, al mattino avevo appena il tempo di verificare di non avere il pezzo sopra al posto di quello sotto.
punto 3.Idem per gli orecchini
punto 4. Il beige si intona con tutto. Comunque camminavo scalza la maggior parte del tempo perchè rimanevano sepolti sotto l'ombrellone, luogo che non ho frequentato per tutta la vacanza.
punto 5. Quando ho pensato di visitare GENOVA avevo avuto una amnesia selettiva, eliminando la presenza di 5 bambini dediti escluivamente e compulsivamente alla progettazione di grandi opere civili e infrastrutture architettoniche in sabbia bagnata.
punto 6. Alla sera uscivamo, sì, stravolti, coi capelli ancora bagnati per la doccia fatta di fretta dopo avere sciacquato, insaponato, incremato, vestito 5 creature brasate dal sole e impanate come cotolette alla bolognese. L'ultima cosa che volevo era camminare su un paio di tacchi.
punto 7. Vedi al punto 2.
punto 8. Il giorno che ha piovuto io e il Gmarito ci siamo detti : dammi il cinque! e siamo felicemente, finalmente, rimasti a casa mezza giornata. (l'altra mezza abbiamo fatto una passeggiatina disimpegnata per lavarci la coscienza.
Ora, non è che la vacanza sia andata male.
Sono io, che sono ottimista.
Ma nonostante la discrepanza tra aspettative (folli) e realtà ( plausibile), è stato entusiasmante come può esserlo sperimentare qualcosa di estremo, tipo scalare l'everest a mani nude. O buttarsi in due con un solo paracadute.
Mi chiedono: ti sei divertito?
Ma quando sei genitore il concetto di divertimento subisce un mutamento.
Ecco cos'è il divertimento dopo che sei genitore.
E' sedersi sulla panchina al limitare della spiaggia e guardare i 4 grandi ai quali è stato detto di fare la doccia, asciugarsi, cambiarsi da soli, in autonomia, che finalmente sono grandi.
E vedere uno tornare 4 volteall'ombrellone che ha dimenticato prima i sandali, poi il telo, poi le mutande e poi di nuovo i sandali.
Quell'altra che torna a fare la doccia 4 volte perchè ogni volta ricammina coi piedi insabbiati su telo.
La sorella che invece è pronta e pettinata e incipriata in 5 minuti, e accenna un passo di danza ogni due quando passa davanti ai ragazzi.
Il nipote che resta per un quarto d'ora nudo sul muretto, coi gioielli di fuori, a guardare i bambini che giocano a calcio, mentre noi gesticoliamo inutilmente a 20 meri di distanza.
Divertirsi è giocare a schiaccia cinque e vincere facile.
Fare castelli di sabbia giganti sul bordo del mare e la buca nella sabbia più grande degli altri bambini.
Prendere in giro gli adolescenti che nel pomeriggio invadono la spiaggia come trichechi pigri, e un pò allupati.
Alla sera alle dieci vederli lì tutti e 5 in una piccola cameretta ognuno a leggere un libro, pur di non dormire, senza capire come facciano a tenere gli occhi aperti.
Forse non è divertirsi.
Ma è molto vicino alla perfetta felicità.
1.Infilo tutti i costui che ho.
2.Scelgo delle collane con dei colori che vi si intonino.
3. cinque paia di orecchini colorati.
4. Due paia di sandali perchè non tutto sta bene col rosso.
5. Due paia di scarpe eleganti, due paia di scarpe chiuse, perchè casomai decidessimo di visitare Genova, bisogna camminare comodi.
6. Tre vestiti eleganti, se si esce la sera mica si potrà indossare sempre lo stesso abito.
7. Sei copricostumi per variare il look.
8. Due paia di pantaloncini, e magliette sportive, che magari facciamo una passeggiata 10. campestre nell'entroterra, con picnic.
Da questo si evince che io sono molto ottimista.
Oppure ubriaca.
Perchè al mare ci siamo andati con 5 bambini (un mio nipotino) dai 10 ai 2 anni, in appartamento (dei NonniDiBologna).
E dunque al punto 1: di costumi ne ho usati solo due, gli unici portabili senza che mi uscisse mezza chiappa o un quarto di tetta durante gli inseguimenti di Super Mario.
punto 2: Le collane non le ho mai messe, al mattino avevo appena il tempo di verificare di non avere il pezzo sopra al posto di quello sotto.
punto 3.Idem per gli orecchini
punto 4. Il beige si intona con tutto. Comunque camminavo scalza la maggior parte del tempo perchè rimanevano sepolti sotto l'ombrellone, luogo che non ho frequentato per tutta la vacanza.
punto 5. Quando ho pensato di visitare GENOVA avevo avuto una amnesia selettiva, eliminando la presenza di 5 bambini dediti escluivamente e compulsivamente alla progettazione di grandi opere civili e infrastrutture architettoniche in sabbia bagnata.
punto 6. Alla sera uscivamo, sì, stravolti, coi capelli ancora bagnati per la doccia fatta di fretta dopo avere sciacquato, insaponato, incremato, vestito 5 creature brasate dal sole e impanate come cotolette alla bolognese. L'ultima cosa che volevo era camminare su un paio di tacchi.
punto 7. Vedi al punto 2.
punto 8. Il giorno che ha piovuto io e il Gmarito ci siamo detti : dammi il cinque! e siamo felicemente, finalmente, rimasti a casa mezza giornata. (l'altra mezza abbiamo fatto una passeggiatina disimpegnata per lavarci la coscienza.
Ora, non è che la vacanza sia andata male.
Sono io, che sono ottimista.
Ma nonostante la discrepanza tra aspettative (folli) e realtà ( plausibile), è stato entusiasmante come può esserlo sperimentare qualcosa di estremo, tipo scalare l'everest a mani nude. O buttarsi in due con un solo paracadute.
Mi chiedono: ti sei divertito?
Ma quando sei genitore il concetto di divertimento subisce un mutamento.
Ecco cos'è il divertimento dopo che sei genitore.
E' sedersi sulla panchina al limitare della spiaggia e guardare i 4 grandi ai quali è stato detto di fare la doccia, asciugarsi, cambiarsi da soli, in autonomia, che finalmente sono grandi.
E vedere uno tornare 4 volteall'ombrellone che ha dimenticato prima i sandali, poi il telo, poi le mutande e poi di nuovo i sandali.
Quell'altra che torna a fare la doccia 4 volte perchè ogni volta ricammina coi piedi insabbiati su telo.
La sorella che invece è pronta e pettinata e incipriata in 5 minuti, e accenna un passo di danza ogni due quando passa davanti ai ragazzi.
Il nipote che resta per un quarto d'ora nudo sul muretto, coi gioielli di fuori, a guardare i bambini che giocano a calcio, mentre noi gesticoliamo inutilmente a 20 meri di distanza.
Divertirsi è giocare a schiaccia cinque e vincere facile.
Fare castelli di sabbia giganti sul bordo del mare e la buca nella sabbia più grande degli altri bambini.
Prendere in giro gli adolescenti che nel pomeriggio invadono la spiaggia come trichechi pigri, e un pò allupati.
Alla sera alle dieci vederli lì tutti e 5 in una piccola cameretta ognuno a leggere un libro, pur di non dormire, senza capire come facciano a tenere gli occhi aperti.
Forse non è divertirsi.
Ma è molto vicino alla perfetta felicità.
c'entra con:
avventure,
I Fantastici4,
Me,
ricordi
6 giugno 2014
promemoria per l'anno prossimo (s)venturo
Per l'anno prossimo prima della meravigliosa festa di fine anno dell'istituto Dante Alighieri devo ricordarmi che:
-qualunque cosa facciano i 300 bambini presenti nel cortile, sarà impossibile vederlo a causa della siepe impenetrabile di genitori che accerchiano l'evento presidiando la postazione da mezz'ora prima di me.
-il cortile di asfalto dotato di un solo albero stentarello e seviziato da generazioni di scolari, tende ad incrementare la temperatura di 15 gradi, creando quella visuale sfocata e tremolante da deserto del sahara
-i bambini canteranno quella stessa canzoncina di inglese che hai già sentita per un mese a casa e almeno una volta durante la recita di classe (quindi non si sa perchè la festa duri un'ora e mezza)
-comunque vadano le cose per tutto il tempo starò arrancando dietro a SuperMario che scorazzerà nel cortile totalmente indifferente alla temperatura tropicale e facendo lega con piccole canaglie
-i miei figli mi interrogheranno per sapere se ero effettivamente presente alla bellissima festa-non avendomi vista-, dunque mi converrà documentarmi presso una delle mamme che sono state in prima linea, o che sono più alte di me di 20 cm.
(nota: vale la pena portare i tacchi, l'anno prossimo?)
-quando cominceranno a distribuire i ghiaccioli e io-mamma chioccia- per paura che possano rimanere senza i miei Fantastici dispersi chissà dive nel cortile, in mezzo alla bolgia, nel momento in cui chiederò alla mamma addetta quattro ghiaccioli, mi guarderà come una povera bulimica che usa i figli per abbuffarsi di zuccheri aggratis.
(nota: valutare se portare con sè i certificati di nascita per avvalorare le mie dichiarazioni)
-l'anno prossimo convincere almeno 3 rappresentanti di clesse a creare il Comitato Di Liberazione Dalle Feste Di Fine Anno.
Sono cinica peggio di Scrooge, lo so. Lo so
(l'idea del Comitato me l'ha data il Gmarito, è un genio, sono queste le cose che mi fanno dire: ecco perchè me lo sono sposato!)
-qualunque cosa facciano i 300 bambini presenti nel cortile, sarà impossibile vederlo a causa della siepe impenetrabile di genitori che accerchiano l'evento presidiando la postazione da mezz'ora prima di me.
-il cortile di asfalto dotato di un solo albero stentarello e seviziato da generazioni di scolari, tende ad incrementare la temperatura di 15 gradi, creando quella visuale sfocata e tremolante da deserto del sahara
-i bambini canteranno quella stessa canzoncina di inglese che hai già sentita per un mese a casa e almeno una volta durante la recita di classe (quindi non si sa perchè la festa duri un'ora e mezza)
-comunque vadano le cose per tutto il tempo starò arrancando dietro a SuperMario che scorazzerà nel cortile totalmente indifferente alla temperatura tropicale e facendo lega con piccole canaglie
-i miei figli mi interrogheranno per sapere se ero effettivamente presente alla bellissima festa-non avendomi vista-, dunque mi converrà documentarmi presso una delle mamme che sono state in prima linea, o che sono più alte di me di 20 cm.
(nota: vale la pena portare i tacchi, l'anno prossimo?)
-quando cominceranno a distribuire i ghiaccioli e io-mamma chioccia- per paura che possano rimanere senza i miei Fantastici dispersi chissà dive nel cortile, in mezzo alla bolgia, nel momento in cui chiederò alla mamma addetta quattro ghiaccioli, mi guarderà come una povera bulimica che usa i figli per abbuffarsi di zuccheri aggratis.
(nota: valutare se portare con sè i certificati di nascita per avvalorare le mie dichiarazioni)
-l'anno prossimo convincere almeno 3 rappresentanti di clesse a creare il Comitato Di Liberazione Dalle Feste Di Fine Anno.
Sono cinica peggio di Scrooge, lo so. Lo so
(l'idea del Comitato me l'ha data il Gmarito, è un genio, sono queste le cose che mi fanno dire: ecco perchè me lo sono sposato!)
c'entra con:
feste,
I Fantastici4,
Me,
scuola
5 giugno 2014
cose di uomini e di donne-e di capelli-
Succede che a volte gli uomini fanno delle cose da donne, e succede anche viceversa.
Inutile che mentiamo a noi stesse, con la storia della parità tra i sessi. La parità c'è, ma una donna non è predisposta a cambiare una gomma, nè a rabboccare l'olio, nè a orientarsi a Milano quando ci sono delle deviazioni.
La parità c'è, ma non nelle attitudini.
Poi lo so che ci sono uomini che stirano le camicie meglio delle donne (ahem...) e donne che smontano dei motori, ma sono quelle famose eccezioni che (non ho mai capito perchè) confermano la famosa regola.
In ogni caso, IO, non sono predisposta. Una volta ho messo le catene invernali alla macchina di servizio, e poi ho preso per il culo il mio compagno di pattuglia per tutto il tempo, il quale per fare il figo ha tentato di sgommare sulla neve, spaccando la catena destra, cosicchè andavamo in giro (in pattuglia pronto intervento) facendo un rumore che sembravamo la slitta di babbo Natale.
Ma è stata una ispirazione del momento, un ormone maschile erroneamente infiltratosi nel mio corpo, che si è subito suicidato dopo essersene accorto.
Ad oggi è un'impresa degna di nota se riesco a gonfiare le gomme della mia bicicletta. (senza perdere il tappino).
Poi però c'è il fatto che i mariti spesso passano -loro malgrado-gran parte del tempo in treno (in viaggio, in ritardo, rotto) o in stazione aspettando un treno (soppresso, in ritardo, rotto), e quindi succede che alle volte la moglie deve andare a fare delle cose che la mettono a disagio.
Tipo capire come si legge una dichiarazione dei redditi (tentativo fallito), portare la macchina a fare la revisione. Portare la macchina a fare delle cose alle gomme.
Tipo cambiarle da invernali ad estive.
A giugno, sì, perchè non ci sono più le mezze stagioni, non si sa mai, eh.
Avevo già scritto un post su ciò, ma c'è questo fatto che alle gomme bisogna fare delle cose spesso, tra la convergenza, gonfiarle, fare il cambio di stagione, eccetera.
Allora il Gmarito fa delle raccomandazioni.
Perchè ci manda la moglie-suo malgrado- però lo sa che è una cosa contro natura, dunque ha paura.
Che torni con tutte le 4 gomme nuove marca MICHELINE, dopo che le hanno detto che la sua macchina si merita delle scarpe Prada e non delle ciabatte cinesi.
-Allora tu vai lì, ma non devi parlare. Cioè devi dire solo di metter su le gomme estive che sono lì in deposito. Lui ti dirà che sono lisce. Dice sempre che sono lisce.Ok? Devi dire di no. Fingiti esperta.-
Naturalmente nulla va come deve andare.
I nostri gommisti di fiducia portano una tuta da lavoro e sotto una canottiera. Sono molto tatuati. Hanno tutti dei capelli lunghi che portano sciolti o in una coda, come un gruppo hard rock anni '70.
Hanno consuete foto di donne nude che cavalcano gomme.
-Buongiorno, dovrei cambiare le gomme da neve-
-Ah. Cioè, deve metter su i PNEUMATICI estivi?-
Ok, l'aria da persona esperta è andata a farsi fottere.
-Guardi i suoi pneumatici estivi sono lisci!-
-Ma no, dai.- Poi li guardo meglio e in effetti pure io sono in grado di accorgermi che il battistrada* è solo un ricordo lontano, praticamente ne hanno di più le mie adidas di 5 anni fa.
Poi, mentre il gommista termina il cambio di stagione facendo volteggiare i suoi capelli che stillano gocce di sudore tutto intorno, io mi rendo conto che devo fare la pipì.
Dal gommista, nel regno del macho in tuta blu sudato e tatuato, il bagno mi fa terrore.
Però non posso procrastinare e vado.
Il bagno è come me lo aspetto. Alle finestre ci sono due pezzi di cartone della birra Tuborg per impedire sguardi indiscreti, in terra c'è un secchio con uno spazzolone, in un angolo c'è una doccia senza tenda, poi c'è un armadietto a specchio con sopra appiccicato un enorme adesivo di una gomma anzi di un pneumatico.
MA (-stupore-) su una mensolina, accanto, ci sono 6 tipi di shampoo, olio per capelli, 3 flaconi di balsamo riparatore alla provitamina, maschera per capelli secchi rivitalizzante e districante delicato.
*(avete notato? Ho detto battistrada. Ho acquisito un linguaggio da veri esperti.)
Inutile che mentiamo a noi stesse, con la storia della parità tra i sessi. La parità c'è, ma una donna non è predisposta a cambiare una gomma, nè a rabboccare l'olio, nè a orientarsi a Milano quando ci sono delle deviazioni.
La parità c'è, ma non nelle attitudini.
Poi lo so che ci sono uomini che stirano le camicie meglio delle donne (ahem...) e donne che smontano dei motori, ma sono quelle famose eccezioni che (non ho mai capito perchè) confermano la famosa regola.
In ogni caso, IO, non sono predisposta. Una volta ho messo le catene invernali alla macchina di servizio, e poi ho preso per il culo il mio compagno di pattuglia per tutto il tempo, il quale per fare il figo ha tentato di sgommare sulla neve, spaccando la catena destra, cosicchè andavamo in giro (in pattuglia pronto intervento) facendo un rumore che sembravamo la slitta di babbo Natale.
Ma è stata una ispirazione del momento, un ormone maschile erroneamente infiltratosi nel mio corpo, che si è subito suicidato dopo essersene accorto.
Ad oggi è un'impresa degna di nota se riesco a gonfiare le gomme della mia bicicletta. (senza perdere il tappino).
Poi però c'è il fatto che i mariti spesso passano -loro malgrado-gran parte del tempo in treno (in viaggio, in ritardo, rotto) o in stazione aspettando un treno (soppresso, in ritardo, rotto), e quindi succede che alle volte la moglie deve andare a fare delle cose che la mettono a disagio.
Tipo capire come si legge una dichiarazione dei redditi (tentativo fallito), portare la macchina a fare la revisione. Portare la macchina a fare delle cose alle gomme.
Tipo cambiarle da invernali ad estive.
A giugno, sì, perchè non ci sono più le mezze stagioni, non si sa mai, eh.
Avevo già scritto un post su ciò, ma c'è questo fatto che alle gomme bisogna fare delle cose spesso, tra la convergenza, gonfiarle, fare il cambio di stagione, eccetera.
Allora il Gmarito fa delle raccomandazioni.
Perchè ci manda la moglie-suo malgrado- però lo sa che è una cosa contro natura, dunque ha paura.
Che torni con tutte le 4 gomme nuove marca MICHELINE, dopo che le hanno detto che la sua macchina si merita delle scarpe Prada e non delle ciabatte cinesi.
-Allora tu vai lì, ma non devi parlare. Cioè devi dire solo di metter su le gomme estive che sono lì in deposito. Lui ti dirà che sono lisce. Dice sempre che sono lisce.Ok? Devi dire di no. Fingiti esperta.-
Naturalmente nulla va come deve andare.
I nostri gommisti di fiducia portano una tuta da lavoro e sotto una canottiera. Sono molto tatuati. Hanno tutti dei capelli lunghi che portano sciolti o in una coda, come un gruppo hard rock anni '70.
Hanno consuete foto di donne nude che cavalcano gomme.
-Buongiorno, dovrei cambiare le gomme da neve-
-Ah. Cioè, deve metter su i PNEUMATICI estivi?-
Ok, l'aria da persona esperta è andata a farsi fottere.
-Guardi i suoi pneumatici estivi sono lisci!-
-Ma no, dai.- Poi li guardo meglio e in effetti pure io sono in grado di accorgermi che il battistrada* è solo un ricordo lontano, praticamente ne hanno di più le mie adidas di 5 anni fa.
Poi, mentre il gommista termina il cambio di stagione facendo volteggiare i suoi capelli che stillano gocce di sudore tutto intorno, io mi rendo conto che devo fare la pipì.
Dal gommista, nel regno del macho in tuta blu sudato e tatuato, il bagno mi fa terrore.
Però non posso procrastinare e vado.
Il bagno è come me lo aspetto. Alle finestre ci sono due pezzi di cartone della birra Tuborg per impedire sguardi indiscreti, in terra c'è un secchio con uno spazzolone, in un angolo c'è una doccia senza tenda, poi c'è un armadietto a specchio con sopra appiccicato un enorme adesivo di una gomma anzi di un pneumatico.
MA (-stupore-) su una mensolina, accanto, ci sono 6 tipi di shampoo, olio per capelli, 3 flaconi di balsamo riparatore alla provitamina, maschera per capelli secchi rivitalizzante e districante delicato.
*(avete notato? Ho detto battistrada. Ho acquisito un linguaggio da veri esperti.)
22 maggio 2014
ultimenuove
Aggiorniamo gli eventi culminanti della Gfamily.
Megamind Ha fatto la Prima Comunione.
Una bellissima tappa per tutti noi, anche per i suoi fratelli che si sono sentiti coinvolti nella preparazione dell'evento in maniera particolare.
WonderWoman, che si era messa avanti ammalandosi già una settimana prima, il giorno del Sacramento, per l'emozione, era febbricitante e con l'orticaria, verso mezzogiorno, quando la G-casa era gremita di una trentina di ospiti e c'era la pasta al ragù da scolare, cosicchè io ho delegato tutto genericamente ai presenti, e sono andata a farmi un giro all'ameno prontosoccorso pediatrico.
(-Ma signoooora, guardi che-in casi di allergia- prima che si occluda la laringe, si gonfia tutta la faccia, NON SI PREOCCUPI.-)
CatWoman si è tagliata una frangetta con le forbici. Aggiudicandosi un futuro certo.
SuperMario si è piazzato davanti alla bacinella col ghiaccio e le bottiglie di cocacola, a fare i suoi paciughi, ma d'altra arte come dargli torto, era vestito da marinaretto.
Megamind si è sentito un pò più santo, e non a torto.
Il Gmarito ha superato se stesso completando-fino al giorno prima per non toglierci la suspance- i lavoretti in veranda, che finalmente- dopo una ristrutturazione che nemmeno il Duomo di Milano-, è entrata a far parte della casa, uscendo dalla precedente destinazione d'uso sgabuzzino/ discarica abusiva.
Megamind Ha fatto la Prima Comunione.
Una bellissima tappa per tutti noi, anche per i suoi fratelli che si sono sentiti coinvolti nella preparazione dell'evento in maniera particolare.
WonderWoman, che si era messa avanti ammalandosi già una settimana prima, il giorno del Sacramento, per l'emozione, era febbricitante e con l'orticaria, verso mezzogiorno, quando la G-casa era gremita di una trentina di ospiti e c'era la pasta al ragù da scolare, cosicchè io ho delegato tutto genericamente ai presenti, e sono andata a farmi un giro all'ameno prontosoccorso pediatrico.
(-Ma signoooora, guardi che-in casi di allergia- prima che si occluda la laringe, si gonfia tutta la faccia, NON SI PREOCCUPI.-)
CatWoman si è tagliata una frangetta con le forbici. Aggiudicandosi un futuro certo.
SuperMario si è piazzato davanti alla bacinella col ghiaccio e le bottiglie di cocacola, a fare i suoi paciughi, ma d'altra arte come dargli torto, era vestito da marinaretto.
Megamind si è sentito un pò più santo, e non a torto.
Il Gmarito ha superato se stesso completando-fino al giorno prima per non toglierci la suspance- i lavoretti in veranda, che finalmente- dopo una ristrutturazione che nemmeno il Duomo di Milano-, è entrata a far parte della casa, uscendo dalla precedente destinazione d'uso sgabuzzino/ discarica abusiva.
c'entra con:
autoproduzione,
avventure,
casa,
CatWoman,
feste,
I Fantastici4,
marito,
Me,
MegaMind,
WonderWoman
investigazione scolastica
La scuola sta per finire.
Tra poco inizieranno recite e commedie e canzoni e cori e feste di fine anno, che si trovano nella depandance del quinto girone dell'inferno, ma persino Dante ha soprasseduto, preferendo di gran lunga passare direttamente agli iracondi ed accidiosi.
Io, per quello che riguarda la scuola, sono perennemente disinformata.
Le altre mamme sono tutte esperte. Secondo me frequentano corsi appositi di investigazione.
Per esempio conoscono nome, cognome, luogo di nascita, stato di famiglia, numero di figli, curriculum, excursus scolastico, grado di severità/simpatia/stronzaggine/dabbenaggine/ di ogni insegnante della scuola, se sono di ruolo, che punteggio hanno, se sono prevalenti (? prevalenti?)
Io ancora non so i nomi delle insegnanti minori (so che sarei crocifissa nella pubblica piazza se dicessi che sono insegnanti minori davanti a testimoni): ovvero inglese, religione, storia (no, non lo so perchè debba esserci una insegnante di storia a parte).
E poi ci sono altre informazioni. Dovendo prestare ascolto ed attenzione a tre rappresentanti di classe di cui due hanno sventuratamente lo stesso cognome, finisce che faccio costantemente delle figure di palta.
Come vedo una delle rappresentanti mi coglie questa sensazione di inadeguatezza.
Le guardo e prevalentemente ho la sensazione di dovere loro dei soldi.
Dissimulo. Tanto a offrire dei soldi non si può essere mal giudicati.
Rappresentante 1.
-...Allora, mmm. Quant'è che ti dovevo dare?-
-Per cosa?-
Domande così ti fregano di brutto.
-Mmmmm. Fondo....classe?-
-No, fondo classe me le hai dati la settimana scorsa-
(ah, si? bè mi fido, visto che consulta la sua agenda come una persona che ha le cose sotto controllo) -...in compenso c'è il regalo alla maestra, che vengono 5 euro.-
Rappresentante 2
-Scusa il ritardo, ecco i soldi per la gita!-
-Che gita?-
-Ah, non fanno la gita?-
-No, l'han fatta il mese scorso-
-Ma non mi hai mandato una mail ieri?-
-Non mi risulta.- Il sopracciglio destro si alza.
Ecco, sarà l'altra, quella col cognome uguale alla rappresentante nr 3, li mortacci sua. Che in effetti mi manda un SMS:- SCUSA MANCHI SOLO TU PER I SOLDI DELLA GITA E OGGI PAGO BOLLETTINO-
Mi fiondo all'altra uscita ( tre figli escono da tre uscite diverse,of course) e mentre prego di avere 5 euro ne portafoglio, fermo in extremis la rappresentante nr. 3 che mi apostrofa dicendo:
-non avrai mica 50 euro, eh?-
Io sudo sangue, ma per fortuna estraggo dal portamonete mezzo chilo di centesimi per un totale di 5,57 euro. La mia reputazione come madre non è del tutto sputtanata.
Poi le mamme sanno anche per filo e per segno i compiti e le verifiche e le interrogazioni l'orario delle materie, le supplenze e il calendario scolastico..
-Oggi i nostri ragazzi avevano la verifica, tu hai fatto studiare anche la pagina sui rettili?-
Ovviamente io NON LO SO.
Loro si autogestiscono.
-Ma tu come glie lo hai fatto fare il compito di scienze?-
Alle domande a cui non bisogna rispondere SI o NO, io scarico il barile, tra l'altro destando profonda ammirazione et invidia ( e prendendomi una piccola rivincita sulla mia totale incompetenza nonchè disinformazione):
-Mah, non so, è mio marito che li segue sempre nei compiti-
Comunque io LO SO.
Lo so, che sarei così, sostanzialmente anche se avessi un figlio solo.
Ma lasciatemi sfruttare questo alibi dei Fantastici 4, che è davvero molto credibile.
Tra poco inizieranno recite e commedie e canzoni e cori e feste di fine anno, che si trovano nella depandance del quinto girone dell'inferno, ma persino Dante ha soprasseduto, preferendo di gran lunga passare direttamente agli iracondi ed accidiosi.
Io, per quello che riguarda la scuola, sono perennemente disinformata.
Le altre mamme sono tutte esperte. Secondo me frequentano corsi appositi di investigazione.
Per esempio conoscono nome, cognome, luogo di nascita, stato di famiglia, numero di figli, curriculum, excursus scolastico, grado di severità/simpatia/stronzaggine/dabbenaggine/ di ogni insegnante della scuola, se sono di ruolo, che punteggio hanno, se sono prevalenti (? prevalenti?)
Io ancora non so i nomi delle insegnanti minori (so che sarei crocifissa nella pubblica piazza se dicessi che sono insegnanti minori davanti a testimoni): ovvero inglese, religione, storia (no, non lo so perchè debba esserci una insegnante di storia a parte).
E poi ci sono altre informazioni. Dovendo prestare ascolto ed attenzione a tre rappresentanti di classe di cui due hanno sventuratamente lo stesso cognome, finisce che faccio costantemente delle figure di palta.
Come vedo una delle rappresentanti mi coglie questa sensazione di inadeguatezza.
Le guardo e prevalentemente ho la sensazione di dovere loro dei soldi.
Dissimulo. Tanto a offrire dei soldi non si può essere mal giudicati.
Rappresentante 1.
-...Allora, mmm. Quant'è che ti dovevo dare?-
-Per cosa?-
Domande così ti fregano di brutto.
-Mmmmm. Fondo....classe?-
-No, fondo classe me le hai dati la settimana scorsa-
(ah, si? bè mi fido, visto che consulta la sua agenda come una persona che ha le cose sotto controllo) -...in compenso c'è il regalo alla maestra, che vengono 5 euro.-
Rappresentante 2
-Scusa il ritardo, ecco i soldi per la gita!-
-Che gita?-
-Ah, non fanno la gita?-
-No, l'han fatta il mese scorso-
-Ma non mi hai mandato una mail ieri?-
-Non mi risulta.- Il sopracciglio destro si alza.
Ecco, sarà l'altra, quella col cognome uguale alla rappresentante nr 3, li mortacci sua. Che in effetti mi manda un SMS:- SCUSA MANCHI SOLO TU PER I SOLDI DELLA GITA E OGGI PAGO BOLLETTINO-
Mi fiondo all'altra uscita ( tre figli escono da tre uscite diverse,of course) e mentre prego di avere 5 euro ne portafoglio, fermo in extremis la rappresentante nr. 3 che mi apostrofa dicendo:
-non avrai mica 50 euro, eh?-
Io sudo sangue, ma per fortuna estraggo dal portamonete mezzo chilo di centesimi per un totale di 5,57 euro. La mia reputazione come madre non è del tutto sputtanata.
Poi le mamme sanno anche per filo e per segno i compiti e le verifiche e le interrogazioni l'orario delle materie, le supplenze e il calendario scolastico..
-Oggi i nostri ragazzi avevano la verifica, tu hai fatto studiare anche la pagina sui rettili?-
Ovviamente io NON LO SO.
Loro si autogestiscono.
-Ma tu come glie lo hai fatto fare il compito di scienze?-
Alle domande a cui non bisogna rispondere SI o NO, io scarico il barile, tra l'altro destando profonda ammirazione et invidia ( e prendendomi una piccola rivincita sulla mia totale incompetenza nonchè disinformazione):
-Mah, non so, è mio marito che li segue sempre nei compiti-
Comunque io LO SO.
Lo so, che sarei così, sostanzialmente anche se avessi un figlio solo.
Ma lasciatemi sfruttare questo alibi dei Fantastici 4, che è davvero molto credibile.
c'entra con:
avventure,
I Fantastici4,
Me,
scuola
1 maggio 2014
Lacrime e capelli
I fantastici dovevano tagliarsi i capelli.
Prima dell'estate occorre una tosatura generale della progenie.
MegaMind ovviamente vorrebbe un taglio militare tutto l'anno.
CatWoman, che rassomigliava al cugino Hit, ha un approccio razionale, avendo calcolato un costo beneficio a suo favore:
più visuale
meno nodi (e urli)
meno phon (e urli)
WondeWoman invece vorrebbe usare i suoi capelli per far salire dal balcone qualche ragazzo.
Così li ho portati tutti.
Senonchè il parrucchiere ha ecceduto col taglio di Ww.
-Certo! Non capisce niente!- (tra le lacrime disperata WonderWoman)- E' cinese!-
Insomma WonderWoman ha avuto una crisi di nervi e disperazione, di lacrime e terribili ingiurie.
Una tragedia.
E io, la fautrice del capello corto, che mi sono sposata col caschetto andando a mala pena dal parrucchiere il giorno prima, mi sono ricordata.
Che quando ero piccola pure io volevo i capelli lunghi fino al sedere, o almeno come quelli di CandyCandy, come quella mia compagna di banco a cui facevano una treccia lunghissima. Capelli da mettere elegantemente dietro l'orecchio, capelli che prevedessero varie pettinature e non sempre solo : molletta o cerchietto? (che poi a me il cerchietto faceva un male porco dietro le orecchie).
E invece no.
Mia madre mi portava crudelmente dal parrucchiere ogni volta e mi faceva il caschetto e mi diceva che ero bellissima e a nuoto avrei asciugato i capelli in un attimo (infatti io volevo fare danza e farmi fare il concio e mettere il tutù).
Aveva ragione lei, certo.
Le bambine dovrebbero vere i capelli corti, ma questo lo capisci solo quando sei una mamma (con almeno due femmine?con almeno tre bambini cui asciugare i capelli nella stessa sera?),e le romanticherie di Rapunzel, CandyCandy, e Cenerentola non attaccano più, una volta sposato il famoso Principe Azzurro, e avere provato invasioni di pidocchi, districamento di nodi e asciugature eterne negli spogliatoi della piscina.
Però ho ricordato.
Ho ricordato il dolore puro come solo può essere quello di un bambino, per una cosa piccola ma anche grandissima.
Perchè nel mondo dei bambini le cose gravi sono inezie (tipo bucare il muro con le frecce della balestra, o tatuarsi tutto il corpo col pennarello indelebile), ma le inezie sono questioni di vita o di morte.
Allora l'ho consolata, le ho comprato delle bellissime mollette con strass per il suo nuovo taglio e le ho detto che sì, se vuole può pregare Dio di farle crescere i capelli in una notte, anche se Lui forse ha delle questioni importanti, prima, da sbrigare.
E che sì, se mangia molta frutta le cresceranno più velocemente, e che anche il sole può aiutare.
Poi ha telefonato alla sua amica del cuore, (la bionda che tutti credono che sia sua sorella, perchè le due si spacciano per tali, e che una volta una mamma ha chiesto alla sua mamma perchè mai le due sorelle vivessero separate, e andassero insieme solo in piscina), e le ha fatto promettere che anche lei si sarebbe tagliata i capelli come lei, sennò non avrebbero più ingannato nessuno.
E la prossima volta andremo da un parrucchiere che parla italiano. (Se ci fa lo sconto famiglia)
Prima dell'estate occorre una tosatura generale della progenie.
MegaMind ovviamente vorrebbe un taglio militare tutto l'anno.
CatWoman, che rassomigliava al cugino Hit, ha un approccio razionale, avendo calcolato un costo beneficio a suo favore:
più visuale
meno nodi (e urli)
meno phon (e urli)
WondeWoman invece vorrebbe usare i suoi capelli per far salire dal balcone qualche ragazzo.
Così li ho portati tutti.
Senonchè il parrucchiere ha ecceduto col taglio di Ww.
-Certo! Non capisce niente!- (tra le lacrime disperata WonderWoman)- E' cinese!-
Insomma WonderWoman ha avuto una crisi di nervi e disperazione, di lacrime e terribili ingiurie.
Una tragedia.
E io, la fautrice del capello corto, che mi sono sposata col caschetto andando a mala pena dal parrucchiere il giorno prima, mi sono ricordata.
Che quando ero piccola pure io volevo i capelli lunghi fino al sedere, o almeno come quelli di CandyCandy, come quella mia compagna di banco a cui facevano una treccia lunghissima. Capelli da mettere elegantemente dietro l'orecchio, capelli che prevedessero varie pettinature e non sempre solo : molletta o cerchietto? (che poi a me il cerchietto faceva un male porco dietro le orecchie).
E invece no.
Mia madre mi portava crudelmente dal parrucchiere ogni volta e mi faceva il caschetto e mi diceva che ero bellissima e a nuoto avrei asciugato i capelli in un attimo (infatti io volevo fare danza e farmi fare il concio e mettere il tutù).
Aveva ragione lei, certo.
Le bambine dovrebbero vere i capelli corti, ma questo lo capisci solo quando sei una mamma (con almeno due femmine?con almeno tre bambini cui asciugare i capelli nella stessa sera?),e le romanticherie di Rapunzel, CandyCandy, e Cenerentola non attaccano più, una volta sposato il famoso Principe Azzurro, e avere provato invasioni di pidocchi, districamento di nodi e asciugature eterne negli spogliatoi della piscina.
Però ho ricordato.
Ho ricordato il dolore puro come solo può essere quello di un bambino, per una cosa piccola ma anche grandissima.
Perchè nel mondo dei bambini le cose gravi sono inezie (tipo bucare il muro con le frecce della balestra, o tatuarsi tutto il corpo col pennarello indelebile), ma le inezie sono questioni di vita o di morte.
Allora l'ho consolata, le ho comprato delle bellissime mollette con strass per il suo nuovo taglio e le ho detto che sì, se vuole può pregare Dio di farle crescere i capelli in una notte, anche se Lui forse ha delle questioni importanti, prima, da sbrigare.
E che sì, se mangia molta frutta le cresceranno più velocemente, e che anche il sole può aiutare.
Poi ha telefonato alla sua amica del cuore, (la bionda che tutti credono che sia sua sorella, perchè le due si spacciano per tali, e che una volta una mamma ha chiesto alla sua mamma perchè mai le due sorelle vivessero separate, e andassero insieme solo in piscina), e le ha fatto promettere che anche lei si sarebbe tagliata i capelli come lei, sennò non avrebbero più ingannato nessuno.
E la prossima volta andremo da un parrucchiere che parla italiano. (Se ci fa lo sconto famiglia)
c'entra con:
femmine,
I Fantastici4,
Me,
WonderWoman
23 aprile 2014
le ragazze del liceo
Osservo le ragazze oggi.
Le osservo perchè mi tocca s'to servizio viabilità davanti al Liceo denominato: "Rompi-i-coglioni-più-che-puoi-ai-genitori-che si-mettono-in-doppia-fila-a-prendere-i-loro-bambini-di-17anni".
(Stendiamo un velo pietoso sui genitori/nonni che con auto di grandezza inversamente proporzionale al loro buonsenso, si ostinano a spiaggarsi più possibile vicino all'entrata della scuola per risparmiare ai propri bambini alti 1 metro e 80, di camminare troppo, che poverini son tanto stanchi)
Comunque.
A me colpiscono le ragazze.
Mi colpiscono e mi fanno un pò invidia, una invidia retroattiva, perchè visto che quando è uscito il Re Leone, loro non erano ancora nate (cioè, non so se CAPITE), ormai io mi reputo fuori dai giochi.
Le ragazze sono perfette.
E non parlo di fisico, ma di cura della propria immagine.
Un trucco perfetto, quasi sempre effetto acqua e sapone ottenuto con una seduta di trucco di almeno mezz'ora.
(Io ripenso al rimmel che mi mettevo una sera a settimana e la metà delle volte mi facevo due occhi che uno sembrava più chiuso dell'altro, e mi struccavo allora con la crema dopo il terzo tentativo, creando un effetto occhiaie pauroso. E non vi dico l'eyeliner, che ho dovuto fare un master decennale per imparare a metterlo)
Le unghie laccate, finte, o bioniche, ma in tinta con qualcosa, di sicuro. Scommetto che si fanno le unghie in gel perfino nei piedi, ve lo dirò quando sarà la stagione dei sandali.
Una roba che richiede una manutenzione mensile se non settimanale.
(Io le unghie, mai avute, prima dei miei 37 anni, e anche ora, non so quanto potranno sopravvivere).
E le scarpe. Le scarpe non sono mai qualunque. Sono ricercate, sono all'ultimo grido.
Io per sapere che colori di scarpe andranno quest'anno, guardo i loro piedi.
Che siano ballerine, sneakers (che poi una volta erano le "scarpe da tempo libero" o tutt' al più le "scarpe da tennis"), trochetti, stivali, sono sempre molto ben assortite.
L'abbigliamento poi è curato nei minimi dettagli.
(Io: jeans e maglione-Jeans e maglietta- Jeans e camicia- gonna o abitini la domenica o la sera quando si usciva con gli amici)
Cioè, poi, c'è sta cosa dell'accessorio.
Io l'unico accessorio che portavo era lo swatch, e già mi sentivo strafiga.
Collane, spille, ciondoli, orecchiini, non ricordo di averne messi mai, se non nei giorni un pò speciali.
In tutto questo, ste ragazze non hanno l'aria artefatta, sono disinvolte, naturali, anche quelle che fanno un pò le gnocche, una categorie che c'è sempre, e hanno un pò di tette di fuori, o delle minigonne inguinali.
Non hanno nulla di adolescenziale, di quell'atteggiamento da seduttrici impacciate un pò ridicole. E un pò zoccole, pure, diciamolo, dei miei tempi.
Hanno già una sicurezza da donne, con le loro unghie bicolori e intonate alla borsa, nella superiorità con cui trattano i maschi, sempre un pò tardoni, anche se depilati e con jeans aderenti.
Al liceo le ragazze non portano lo zaino, ma borse. Borse grandi come valigie, coi manici lunghi (che probabilmente segano la spalla,e le condanneranno, dopo i trenta, a lunghe sedute dall'osteopata) ma molto disinvolte. Glamour. Preferibilmente firmate.
I capelli, bè, quelli sono curati, tinti, o con quella nuova tecnica tipo meches (meches non si usa più, è un termine che usano le vecchie quasi quarantenni come me. O mia madre...) che ti schiarisce i capelli solo sulle punte che sembri bicolore un pò come un procione.
Nulla è lasciato al caso.
Sono leggiadre, come farfalle.
Io invece alla loro età ero un bruco.
Al massimo potevo essere un bozzolo.
Ma non so se me ne pento davvero.
Di certo, dopo un anno, ora dovrei fare qualcosa per i miei capelli.
Le osservo perchè mi tocca s'to servizio viabilità davanti al Liceo denominato: "Rompi-i-coglioni-più-che-puoi-ai-genitori-che si-mettono-in-doppia-fila-a-prendere-i-loro-bambini-di-17anni".
(Stendiamo un velo pietoso sui genitori/nonni che con auto di grandezza inversamente proporzionale al loro buonsenso, si ostinano a spiaggarsi più possibile vicino all'entrata della scuola per risparmiare ai propri bambini alti 1 metro e 80, di camminare troppo, che poverini son tanto stanchi)
Comunque.
A me colpiscono le ragazze.
Mi colpiscono e mi fanno un pò invidia, una invidia retroattiva, perchè visto che quando è uscito il Re Leone, loro non erano ancora nate (cioè, non so se CAPITE), ormai io mi reputo fuori dai giochi.
Le ragazze sono perfette.
E non parlo di fisico, ma di cura della propria immagine.
Un trucco perfetto, quasi sempre effetto acqua e sapone ottenuto con una seduta di trucco di almeno mezz'ora.
(Io ripenso al rimmel che mi mettevo una sera a settimana e la metà delle volte mi facevo due occhi che uno sembrava più chiuso dell'altro, e mi struccavo allora con la crema dopo il terzo tentativo, creando un effetto occhiaie pauroso. E non vi dico l'eyeliner, che ho dovuto fare un master decennale per imparare a metterlo)
Le unghie laccate, finte, o bioniche, ma in tinta con qualcosa, di sicuro. Scommetto che si fanno le unghie in gel perfino nei piedi, ve lo dirò quando sarà la stagione dei sandali.
Una roba che richiede una manutenzione mensile se non settimanale.
(Io le unghie, mai avute, prima dei miei 37 anni, e anche ora, non so quanto potranno sopravvivere).
E le scarpe. Le scarpe non sono mai qualunque. Sono ricercate, sono all'ultimo grido.
Io per sapere che colori di scarpe andranno quest'anno, guardo i loro piedi.
Che siano ballerine, sneakers (che poi una volta erano le "scarpe da tempo libero" o tutt' al più le "scarpe da tennis"), trochetti, stivali, sono sempre molto ben assortite.
L'abbigliamento poi è curato nei minimi dettagli.
(Io: jeans e maglione-Jeans e maglietta- Jeans e camicia- gonna o abitini la domenica o la sera quando si usciva con gli amici)
Cioè, poi, c'è sta cosa dell'accessorio.
Io l'unico accessorio che portavo era lo swatch, e già mi sentivo strafiga.
Collane, spille, ciondoli, orecchiini, non ricordo di averne messi mai, se non nei giorni un pò speciali.
In tutto questo, ste ragazze non hanno l'aria artefatta, sono disinvolte, naturali, anche quelle che fanno un pò le gnocche, una categorie che c'è sempre, e hanno un pò di tette di fuori, o delle minigonne inguinali.
Non hanno nulla di adolescenziale, di quell'atteggiamento da seduttrici impacciate un pò ridicole. E un pò zoccole, pure, diciamolo, dei miei tempi.
Hanno già una sicurezza da donne, con le loro unghie bicolori e intonate alla borsa, nella superiorità con cui trattano i maschi, sempre un pò tardoni, anche se depilati e con jeans aderenti.
Al liceo le ragazze non portano lo zaino, ma borse. Borse grandi come valigie, coi manici lunghi (che probabilmente segano la spalla,e le condanneranno, dopo i trenta, a lunghe sedute dall'osteopata) ma molto disinvolte. Glamour. Preferibilmente firmate.
I capelli, bè, quelli sono curati, tinti, o con quella nuova tecnica tipo meches (meches non si usa più, è un termine che usano le vecchie quasi quarantenni come me. O mia madre...) che ti schiarisce i capelli solo sulle punte che sembri bicolore un pò come un procione.
Nulla è lasciato al caso.
Sono leggiadre, come farfalle.
Io invece alla loro età ero un bruco.
Al massimo potevo essere un bozzolo.
Ma non so se me ne pento davvero.
Di certo, dopo un anno, ora dovrei fare qualcosa per i miei capelli.
10 aprile 2014
una favola a lieto fine
C'era una volta una fanciulla, che aveva già trovato il suo principe azzurro.
Il suo principe azzurro era un pò poligamo, in quanto sposato pure con una lavastoviglie, due casse da stereo, e una vasca da bagno, ma lei era felice lo stesso, e comunque questa è un altra storia.
Questa fanciulla coraggiosa e mattiniera si svegliava ogni mattina molto presto e prendeva il treno per andare al lavoro, lasciando a casa due piccoli bambini addormentati, e il principe azzurro pure lui addormentato.
La fanciulla aveva un lavoro, ed in più questo lavoro le piaceva pure discretamente, dunque viveva felice e contenta.
Ma un brutto giorno arrivò il nuovo capo, che per l'esattezza era una nuova capa.
La nuova capa era giovane, e cattiva.
Era pure rossa di capelli, e dal medioevo in poi -quando le rosse le bruciavano nelle piazze- è risaputo che il più buono dei rossi ha ucciso suo padre.
(conosco una sola eccezione qui lo dico, tranquilla AnnaDaiCapelliRossi)
Inoltre, per la carriera, avrebbe voluto vendere l'anima al diavolo, ma essendo pure tirchia, aveva venduto solo il mento.
Infatti ella era senza mento.
La capa si chiava Signorina GASTRE, che faceva venire in mente una pastiglia per la gastroenterite, ma la fanciulla- che era molto intelligente, aveva subito intuito che il suo nome era un anagramma che nascondeva la natura stessa della sua capa ed anche la sua oscura provenienza.
La signorina Gastre non parlava.
Gridava.
Non chiedeva.
Ordinava.
Alla fanciulla, quando entrava in ufficio, faceva fare il saluto militare.
La signorina Gastre non era sposata.
Non era fidanzata.
Alla sera probabilmente rientrava nella bara.
Aveva orrore di qualunque cosa le facesse sovvenire la maternità, anche in termini lessicali.
Aveva scoperto che la fanciulla aveva due figli, attraverso domande indirette in quanto non riusciva a pronunciare la parola bambini.
-Perchè te ne vai a quest'ora?- Aveva gridato alla fanciulla che usciva dall'unfficio
-Perchè due giorni a settimana finisco prima-
-Vuoi dirmi che hai il....il.....il.... PART TIME?!?!- Aveva gridato la capa, dissimulando un conato di vomito, e la fanciulla avrebbe potuto giurare di avere visto saettare una lingua biforcuta tra i denti.
Da quel giorno la signorina Gastre trovò ogni scusa per fare lavorare la povera fanciulla fino a tardi con compiti inutili come contare le assi del parquet della sala riunioni, fare una media dell'utilizzo mensile di carta igienica, accertare il numero di sedie con le rotelle di tutta l'azienda, suddivise per colore.
La fanciulla diventò molto triste ma per dispetto verso la sua capa, faceva finta di niente.
La sua capa ogni giorno aveva i capelli più rossi, che sembrava le fosse andata a fuoco la testa, e le labbra anche loro sempre più rosse, come se avesse appena finito di bere sangue, e un giorno disse alla fanciulla che la spostava d'ufficio e la mise a lavorare nello sgabuzzino delle scope, e se avesse potuto l'avrebbe ricoperta di cenere, ma non c'erano camini nell'azienda.
La cattivissima capa stava tutto il giorno chiusa nel suo ufficio e per effetto di un incantesimo non entrava più il sole, e nella semioscurità la fanciulla poteva vederle gli occhi gialli brillare.
La fanciulla era disperata perchè tornava a casa a mezzanotte, dopo l'ultimo rintocco, quando i suoi bambini dormivano, e anche il suo principe azzurro, dopo avere caricato la lavapiatti, spolverato le casse stereo, e fatto un bagno nella vasca idromassaggio, dormiva già.
Allora, per amore della sua azzurrissima famiglia, la fanciulla andò da una nota fattucchiera, che aveva 100 anni e viveva nel gabbiotto della metropolitana, era cieca e un pò sorda, ma profetizzava sempre i ritardi dei treni.
La vecchia l'ascoltò e le disse:
-Fatti regalare un paio di scarpe rosse, come i suoi capelli, poi batti il tacco tre volte tra loro. Comunque il treno delle 19,32 sarà in ritardo di 17 minuti-
La fanciulla si domandava chi avrebbe potuto regalarle le scarpe quel giorno, sopratutto rosse, quando notoriamente quella primavera andavano i colori pastello, e mentre così ragionava, vide in una vetrina due scintillanti scarpe rosse. Erano scontate al 50%.
-Quindi praticamente SONO REGALATE.-
Entrò e le comprò.
Poi battè i tacchi tra loro, e nella tasca della giacca comparve qualcosa.
Tirò fuori e c'era una bambolina di stoffa con rossissimi capelli e pelle bianca come quella di un cadavere di petto di pollo.
E una scatolina di spilli.
La fanciulla la portò a casa.
Sapeva cosa avrebbe dovuto fare.
Però la fanciulla era buona e gentile, e si faceva scrupolo a trafiggere la bamboletta-wudu nella milza, tanto più che non era molto preparata in anatomia.
Più la guardava, più le mancava la cattiveria.
Lasciò il wudù sul comodino e l'indomani se lo scordò lì, prese il treno e andò al lavoro, lasciando i bimbi addormentati nei loro lettini e il principe azzurro anche.
La sua bambina quando si svegliò trovò la bamboletta.
La vide nuda e la vestì con un vestito delle winx che non proprio sobrio come un armani.
La vide pallida e le disegnò delle gote rosse.
La vide bruttina, e pensò che avesse bisogno di un fidanzato.
Disegnò un cuore sul petto della bambola wudù.
Chiese a suo fratello Batman, ma era già occupato.
Gli chiese l'uomo ragno, ma gli mancava una gamba e forse qualcos'altro.
Gli chiese Buzz Lightyear ma era in missione spaziale verso l'infinito. (E oltre).
E così ripiegò su Manny Tuttofare, non era un fusto, ma almeno sapeva fare delle cose. Molte cose, a quanto pare.
Alla sera la fanciulla tornò a casa e raccontò ai suoi bambini che aveva trovato la sua capa signorina Gastre (s)vestita come una prostituta, sdraiata sulla scrivania, checopulava dava dei bacini all'elettricista che era venuto a cambiare una lampadina, ed in pausa pranzo era scappata a Cesenatico a conoscere sua madre.
Da allora la fanciulla non la vide più, seppe che era diventata proprietaria di una piadineria e che pesava 120 kg.
E vissero tutti felici e contenti.
Il suo principe azzurro era un pò poligamo, in quanto sposato pure con una lavastoviglie, due casse da stereo, e una vasca da bagno, ma lei era felice lo stesso, e comunque questa è un altra storia.
Questa fanciulla coraggiosa e mattiniera si svegliava ogni mattina molto presto e prendeva il treno per andare al lavoro, lasciando a casa due piccoli bambini addormentati, e il principe azzurro pure lui addormentato.
La fanciulla aveva un lavoro, ed in più questo lavoro le piaceva pure discretamente, dunque viveva felice e contenta.
Ma un brutto giorno arrivò il nuovo capo, che per l'esattezza era una nuova capa.
La nuova capa era giovane, e cattiva.
Era pure rossa di capelli, e dal medioevo in poi -quando le rosse le bruciavano nelle piazze- è risaputo che il più buono dei rossi ha ucciso suo padre.
(conosco una sola eccezione qui lo dico, tranquilla AnnaDaiCapelliRossi)
Inoltre, per la carriera, avrebbe voluto vendere l'anima al diavolo, ma essendo pure tirchia, aveva venduto solo il mento.
Infatti ella era senza mento.
La capa si chiava Signorina GASTRE, che faceva venire in mente una pastiglia per la gastroenterite, ma la fanciulla- che era molto intelligente, aveva subito intuito che il suo nome era un anagramma che nascondeva la natura stessa della sua capa ed anche la sua oscura provenienza.
La signorina Gastre non parlava.
Gridava.
Non chiedeva.
Ordinava.
Alla fanciulla, quando entrava in ufficio, faceva fare il saluto militare.
La signorina Gastre non era sposata.
Non era fidanzata.
Alla sera probabilmente rientrava nella bara.
Aveva orrore di qualunque cosa le facesse sovvenire la maternità, anche in termini lessicali.
Aveva scoperto che la fanciulla aveva due figli, attraverso domande indirette in quanto non riusciva a pronunciare la parola bambini.
-Perchè te ne vai a quest'ora?- Aveva gridato alla fanciulla che usciva dall'unfficio
-Perchè due giorni a settimana finisco prima-
-Vuoi dirmi che hai il....il.....il.... PART TIME?!?!- Aveva gridato la capa, dissimulando un conato di vomito, e la fanciulla avrebbe potuto giurare di avere visto saettare una lingua biforcuta tra i denti.
Da quel giorno la signorina Gastre trovò ogni scusa per fare lavorare la povera fanciulla fino a tardi con compiti inutili come contare le assi del parquet della sala riunioni, fare una media dell'utilizzo mensile di carta igienica, accertare il numero di sedie con le rotelle di tutta l'azienda, suddivise per colore.
La fanciulla diventò molto triste ma per dispetto verso la sua capa, faceva finta di niente.
La sua capa ogni giorno aveva i capelli più rossi, che sembrava le fosse andata a fuoco la testa, e le labbra anche loro sempre più rosse, come se avesse appena finito di bere sangue, e un giorno disse alla fanciulla che la spostava d'ufficio e la mise a lavorare nello sgabuzzino delle scope, e se avesse potuto l'avrebbe ricoperta di cenere, ma non c'erano camini nell'azienda.
La cattivissima capa stava tutto il giorno chiusa nel suo ufficio e per effetto di un incantesimo non entrava più il sole, e nella semioscurità la fanciulla poteva vederle gli occhi gialli brillare.
La fanciulla era disperata perchè tornava a casa a mezzanotte, dopo l'ultimo rintocco, quando i suoi bambini dormivano, e anche il suo principe azzurro, dopo avere caricato la lavapiatti, spolverato le casse stereo, e fatto un bagno nella vasca idromassaggio, dormiva già.
Allora, per amore della sua azzurrissima famiglia, la fanciulla andò da una nota fattucchiera, che aveva 100 anni e viveva nel gabbiotto della metropolitana, era cieca e un pò sorda, ma profetizzava sempre i ritardi dei treni.
La vecchia l'ascoltò e le disse:
-Fatti regalare un paio di scarpe rosse, come i suoi capelli, poi batti il tacco tre volte tra loro. Comunque il treno delle 19,32 sarà in ritardo di 17 minuti-
La fanciulla si domandava chi avrebbe potuto regalarle le scarpe quel giorno, sopratutto rosse, quando notoriamente quella primavera andavano i colori pastello, e mentre così ragionava, vide in una vetrina due scintillanti scarpe rosse. Erano scontate al 50%.
-Quindi praticamente SONO REGALATE.-
Entrò e le comprò.
Poi battè i tacchi tra loro, e nella tasca della giacca comparve qualcosa.
Tirò fuori e c'era una bambolina di stoffa con rossissimi capelli e pelle bianca come quella di un cadavere di petto di pollo.
E una scatolina di spilli.
La fanciulla la portò a casa.
Sapeva cosa avrebbe dovuto fare.
Però la fanciulla era buona e gentile, e si faceva scrupolo a trafiggere la bamboletta-wudu nella milza, tanto più che non era molto preparata in anatomia.
Più la guardava, più le mancava la cattiveria.
Lasciò il wudù sul comodino e l'indomani se lo scordò lì, prese il treno e andò al lavoro, lasciando i bimbi addormentati nei loro lettini e il principe azzurro anche.
La sua bambina quando si svegliò trovò la bamboletta.
La vide nuda e la vestì con un vestito delle winx che non proprio sobrio come un armani.
La vide pallida e le disegnò delle gote rosse.
La vide bruttina, e pensò che avesse bisogno di un fidanzato.
Disegnò un cuore sul petto della bambola wudù.
Chiese a suo fratello Batman, ma era già occupato.
Gli chiese l'uomo ragno, ma gli mancava una gamba e forse qualcos'altro.
Gli chiese Buzz Lightyear ma era in missione spaziale verso l'infinito. (E oltre).
E così ripiegò su Manny Tuttofare, non era un fusto, ma almeno sapeva fare delle cose. Molte cose, a quanto pare.
Alla sera la fanciulla tornò a casa e raccontò ai suoi bambini che aveva trovato la sua capa signorina Gastre (s)vestita come una prostituta, sdraiata sulla scrivania, che
Da allora la fanciulla non la vide più, seppe che era diventata proprietaria di una piadineria e che pesava 120 kg.
E vissero tutti felici e contenti.
![]() |
| eh, sì, è una storia (quasi) vera. |
9 aprile 2014
festa!
Ogni tanto il Gmarito s'allunga un pò e se ne va due giorni in trasferta.
O nel Veneto (non più specificatamente dettagliato, ma tanto è inutile andare per il sottile, con me, che tanto è risaputo che non so la geografia).
O a Palermo.
Nel primo caso per lavoro.
Nel secondo anche, suppongo, nonostante mi invii con uottsàpp delle foto di sale con vetrate sul mare, primi piani di babà alla crema e panoramiche di buffet di pesce.
La sera senza di lui, io che sono melodrammatica, mi immalinconisco e mi autocommisero, e comincio a immaginare come sarebbe se diventassi improvvisamente vedova, e mi metto a pensare che-per esempio- non sarei in grado di tornare a Volandia, il museo del Volo, che sta qui nei pressi, e probabilmente mi ritroverei alle Partenze di Malpensa Terminal 2.
E nemmeno saprei più ritrovare quel posto là dove fanno gli hamburger artigianali e che ci siamo capitati per caso una volta e poi siam tornati quasi tutti gli anni.
Praticamente il mondo per me si ridurrebbe geograficamente a qualche centinaio di kilometri, un pò come quello percepito dagli AssiriBabilonesi.
Inoltre perderei, se diventassi vedova, una temperatura basale corporea notturna compatibile con la vita.
E non avrei nessuno che mi ricorda cosa si festeggia il 4 Novembre, che non me lo ricordo mai, ma son sicura che abbia a che fare con la guerra e anche forse con il Piave, (che mormorava calmo e placido al passaggio?)
E chi mi farebbe leggere gli articoli interessanti e culturali per elevarmi dalla sciatteria di Facebook?
Senza contare che i Fantastici4 avrebbero un tracollo scolastico sia in matematica che in inglese.
Dopo questi attimi tragici, però, mi ripiglio.
E mi organizzo.
-Bambini, visto che mercoledì papà non c'è, dobbiamo trovare qualcosa per consolarci! -
Proteste generali.(perchè non c'è? Dove va? Con chi? quando torna? Ma a lascia a casa l'Ipad?)
-...Quindi, bambini, potremmo per esempio...prenderci una pizzae mangiare schifezze per cena.-
Tripudio generale.
Poi due sere prima, Megamind a tavola:
-Mamma. Allora domani sera prendiamo le pizze.-
(Gmarito):-Pizze?
Megamind:-....potremmo vedere anche un film fino a tardi-
(Gmarito): -Film?-
Megamind: -Sì, Visto che domani sera papà non c'è e la mamma ha detto che dobbiamo FESTEGGIARE.-
Di sicuro non hanno le tendenze melodrammatiche della madre.
Comunque....speriamo però che poi domani sera il Gmarito torni....
O nel Veneto (non più specificatamente dettagliato, ma tanto è inutile andare per il sottile, con me, che tanto è risaputo che non so la geografia).
O a Palermo.
Nel primo caso per lavoro.
Nel secondo anche, suppongo, nonostante mi invii con uottsàpp delle foto di sale con vetrate sul mare, primi piani di babà alla crema e panoramiche di buffet di pesce.
La sera senza di lui, io che sono melodrammatica, mi immalinconisco e mi autocommisero, e comincio a immaginare come sarebbe se diventassi improvvisamente vedova, e mi metto a pensare che-per esempio- non sarei in grado di tornare a Volandia, il museo del Volo, che sta qui nei pressi, e probabilmente mi ritroverei alle Partenze di Malpensa Terminal 2.
E nemmeno saprei più ritrovare quel posto là dove fanno gli hamburger artigianali e che ci siamo capitati per caso una volta e poi siam tornati quasi tutti gli anni.
Praticamente il mondo per me si ridurrebbe geograficamente a qualche centinaio di kilometri, un pò come quello percepito dagli AssiriBabilonesi.
Inoltre perderei, se diventassi vedova, una temperatura basale corporea notturna compatibile con la vita.
E non avrei nessuno che mi ricorda cosa si festeggia il 4 Novembre, che non me lo ricordo mai, ma son sicura che abbia a che fare con la guerra e anche forse con il Piave, (che mormorava calmo e placido al passaggio?)
E chi mi farebbe leggere gli articoli interessanti e culturali per elevarmi dalla sciatteria di Facebook?
Senza contare che i Fantastici4 avrebbero un tracollo scolastico sia in matematica che in inglese.
Dopo questi attimi tragici, però, mi ripiglio.
E mi organizzo.
-Bambini, visto che mercoledì papà non c'è, dobbiamo trovare qualcosa per consolarci! -
Proteste generali.(perchè non c'è? Dove va? Con chi? quando torna? Ma a lascia a casa l'Ipad?)
-...Quindi, bambini, potremmo per esempio...prenderci una pizza
Tripudio generale.
Poi due sere prima, Megamind a tavola:
-Mamma. Allora domani sera prendiamo le pizze.-
(Gmarito):-Pizze?
Megamind:-....potremmo vedere anche un film fino a tardi-
(Gmarito): -Film?-
Megamind: -Sì, Visto che domani sera papà non c'è e la mamma ha detto che dobbiamo FESTEGGIARE.-
Di sicuro non hanno le tendenze melodrammatiche della madre.
Comunque....speriamo però che poi domani sera il Gmarito torni....
c'entra con:
conversazioni,
I Fantastici4,
lavoro,
marito,
Me,
MegaMind
4 aprile 2014
Immaginiamo
la musica dell schiaccianoci
Anzi,
ascoltatela.
Ed
ora immaginiamo una cucina al limite della emergenza sanitaria,
all'ora di punta, ovvero alle sette e mezza della sera.
In
sottofondo, la suddetta musica di Tchaikovsky sul lettore cd
portatile di WonderWoman, di fianco al fornello.
SuperMario
che fagocita la cena e batte i pugni sul tavolo ad ogni ritardo.
E
vuole la filastrocca Centocinquantalagallinacanta.
WonderWoman
che ripete-con un tono che deve sovrastare quello del balletto della
fata dei confetti- quanti minuti e quanti secondi ci sono in un ora
mentre io penso che sono comunque troppo pochi.
Intanto
devo recitare Centocinquantalagallinacanta guarda chi passa....
Megamind
mi chiede se può ripetermi cosa sono le OVARIE, e mentre pronuncio
-passa
la nonna con una torta...-
mi
muore la parola in gola, ma poi capisco che sono le ovarie
delle PIANTE, ed anche a sto giro sono stata graziata.
Arriva
CatWoman, mentre con voce stentorea Megamind ripete che il
seme feconda le ovarie, e chiede se mi può aiutare, e io
penso che l'ultima cosa, ma proprio l'ultima che vorrei è una bambina
operosa in cucina (che orrida madre), che vuole fare solo una cosa: impanare polpette (e
il pavimento e le maniche della felpa, e i capelli e le scarpe) e
trangugiare parmigiano, ma fa brutto e mentre recito a ritmo di
balletto
...passa
il papà con...(e SuperMario risponde Paipad!)
le
indico il parmigiano e imbocco WonderWoman invece che quell'altro e
me ne accorgo al terzo boccone a causa delle proteste del piccolo
vorace.
CatWoman
stacca un tocco di parmigiano grande come una suola, e se ne va
soddisfatta.
I
peperoni si sono cremati sul fuoco, pace all'anima loro.
La
pasta sarà sempre le solita al pesto, benedetti i Genovesi che
l'hanno inventato, che sennò saremmo tutti condannati a pomodori
pelati freddi versati direttamente dalla latta sui fusilli.
(con
un filo d'oli extravergine biologico però,eh.)
La
carne c'è, ora la estinguo un attimino con un pò d'acqua, un pò di
pepe, sale, e quel filo d'olio extravergine d'oliva. Bio, comunuqe.
Un tocco di ganuinità.
Sono
le otto e mezza ce la posso fare e intanto mi informano che i funghi
non sono nè animali nè vegetali e la parte che sporge dal terreno
non è il vero fungo, che sta sotto.
Quindi
noi ci mangiamo i suoi genitali.
In un
ora ci sono 60 minuti e non so quanti secondi.
CatWoman, esaurita la scorta di parmigiano, torna alla carica, vuole aiutarmi a fare le polpette (che non sono prevista nel menu) e io le concedo pure la
scamorza affumicata.
Nel frattempo passa La zia Anna con un salame,
E
Signore Ti ringrazio
Arriva
il Gmarito, sul trionfo finale dello schiaccianoci.
c'entra con:
casa,
cibo,
I Fantastici4,
Me
2 aprile 2014
L'Alleanza è un lenzuolo.
Ecco una cosa che io e il Gmarito non facciamo mai.
Un pò per colpa mia, che si sa sono pigra.
Un pò per colpa sua che alla sera è stanco e guarda il pc o gioca a ruzzle o legge un articolo di politica, o fa trading online, anzi di solito fa tutte queste cose CONTEMPORANEAMENTE.
No, lo so cosa pensate.
A me piace piegare le lenzuola bagnate matrimoniali appena uscite dalla lavatrice.
Infatti ho scritto che è una cosa che piace fare a ME, mica a LUI.
Mi piace perchè fa casa.
Anzi di più.
E' l'Alleanza tra marito e moglie.
Un lembo a testa, da tenere saldamente.
I movimenti sincronizzati come le danze di quegli uccelli prima di fare il nido.
Ci si allontana, poi ci si avvicina, toccandosi.
Ci si guarda negli occhi per fare la piega giusta.
Si è in due, uniti da un ponte di cotone bianco, che è la nostra famiglia.
Meno male che non abbiamo l'asciugatrice.
Un pò per colpa mia, che si sa sono pigra.
Un pò per colpa sua che alla sera è stanco e guarda il pc o gioca a ruzzle o legge un articolo di politica, o fa trading online, anzi di solito fa tutte queste cose CONTEMPORANEAMENTE.
No, lo so cosa pensate.
A me piace piegare le lenzuola bagnate matrimoniali appena uscite dalla lavatrice.
Infatti ho scritto che è una cosa che piace fare a ME, mica a LUI.
Mi piace perchè fa casa.
Anzi di più.
E' l'Alleanza tra marito e moglie.
Un lembo a testa, da tenere saldamente.
I movimenti sincronizzati come le danze di quegli uccelli prima di fare il nido.
Ci si allontana, poi ci si avvicina, toccandosi.
Ci si guarda negli occhi per fare la piega giusta.
Si è in due, uniti da un ponte di cotone bianco, che è la nostra famiglia.
Meno male che non abbiamo l'asciugatrice.
28 marzo 2014
io e il blu
Io faccio dei sogni ricorrenti.
Uno di questi è tuffarmi da un alto trampolino.
Di questo sogno esistono due versioni, una brutta e una bella.
Nella versione bella, io ho un corpo fantastico, e sono sempre un pò più giovane, quanti anni non saprei, dato che un corpo fantastico credo di non averlo mai avuto neanche a 15 anni, ma si sa, è un sogno.
Indifferente alla gente che mi guarda, anzi con un pò di narcicistico autocopiacimento, mi tuffo di testa disegnando nell'aria un arco perfetto e entrando nell'acqua come un delfino, senza fare un solo spruzzo.
Nell'altra versione del sogno-quella sfigata-io sono su un trampolino, e ho una fifa blu.
E la cellulite.
Le smagliature.
Ed altre medaglie al valore.
In alcuni casi mi manca pure un pezzo di costume.
Insomma la fiera dell'inadeguatezza freudiana.
Tutti mi guardano-o almeno mi sembra così- e io vorrei riscattarmi con sto tuffo, e invece cado in acqua come una melanzana, di pancia, sollevando un onda anomala che nemmeno quella di Hokusai.
E mi sento terribilmente infelice.
Io, tra una gravidanza e l'altra, ho smesso di nuotare, unico sport in cui riuscissi bene, vista l'assenza di palle, reti, competizioni e campi.
L'estate scorsa- molto felice di avere perso 3 kg grazie a un provvidenziale virus di cagarella combinato con una infezione alle gengive- mi sono presa un pomeriggio tutto per me e me ne son andata in piscina.
Là ho bulimicamente divorato un libro dall'inizio alla fine (questo)
sganasciandomi in solitaria sotto un pino marittimo e interrompendomi solo per spalmarmi di crema e ingurgitare liquerizie.
Poi ad un tratto ho pensato che ero in piscina, e magari potevo anche nuotare un pò.
Poi ho visto quel trampolino (di quelli alti come un bidet a bordo vasca, eh. Cosa credevate.)
E ci sono salita.
E ho guardato l'acqua azzurra come solo quella delle piscine può essere.
Ero lì dentro al mio sogno e pensavo.
Cosa cippa ha da guardare quella bambina con la faccia da Pippi Calzelunghe?
(no, ma a parte tutto quanto è brutta quella bambina del telefilm?)
E quel ciccione?
Sì, ho la cellulite, e allora?
E la bionda doveva scendere dalla scaletta proprio ora?
Oddìo ce l'ho la cuffia?
Mi sarò poi depilata abbastanza?
Chissà come devo essere guardata da lassotto.
Obesa.
Adesso atterro di pancia.
No, adesso scendo.
No se scendo faccio una figura di merda sono qui da un quarto d'ora.
Vabbè, oh.
E mi sono tuffata. Ti testa, come quando avevo 20 anni e facevo 80 vasche senza fermarmi (giuro).
E non sono andata male, eh. Un tuffo pulito, dritto dritto e affusolato, azzurro, con la luce della sera d'estate.
Quel giorno ho capito cosa sono i blocchi mentali.
E cosa vuol dire buttarsi, nella vita.
Lo so che sembro pazza, ma quel giorno è cambiato qualcosa, in me.
Uno di questi è tuffarmi da un alto trampolino.
Di questo sogno esistono due versioni, una brutta e una bella.
Nella versione bella, io ho un corpo fantastico, e sono sempre un pò più giovane, quanti anni non saprei, dato che un corpo fantastico credo di non averlo mai avuto neanche a 15 anni, ma si sa, è un sogno.
Indifferente alla gente che mi guarda, anzi con un pò di narcicistico autocopiacimento, mi tuffo di testa disegnando nell'aria un arco perfetto e entrando nell'acqua come un delfino, senza fare un solo spruzzo.
Nell'altra versione del sogno-quella sfigata-io sono su un trampolino, e ho una fifa blu.
E la cellulite.
Le smagliature.
Ed altre medaglie al valore.
In alcuni casi mi manca pure un pezzo di costume.
Insomma la fiera dell'inadeguatezza freudiana.
Tutti mi guardano-o almeno mi sembra così- e io vorrei riscattarmi con sto tuffo, e invece cado in acqua come una melanzana, di pancia, sollevando un onda anomala che nemmeno quella di Hokusai.
E mi sento terribilmente infelice.
Io, tra una gravidanza e l'altra, ho smesso di nuotare, unico sport in cui riuscissi bene, vista l'assenza di palle, reti, competizioni e campi.
L'estate scorsa- molto felice di avere perso 3 kg grazie a un provvidenziale virus di cagarella combinato con una infezione alle gengive- mi sono presa un pomeriggio tutto per me e me ne son andata in piscina.
Là ho bulimicamente divorato un libro dall'inizio alla fine (questo)
sganasciandomi in solitaria sotto un pino marittimo e interrompendomi solo per spalmarmi di crema e ingurgitare liquerizie.
Poi ad un tratto ho pensato che ero in piscina, e magari potevo anche nuotare un pò.
Poi ho visto quel trampolino (di quelli alti come un bidet a bordo vasca, eh. Cosa credevate.)
E ci sono salita.
E ho guardato l'acqua azzurra come solo quella delle piscine può essere.
Ero lì dentro al mio sogno e pensavo.
Cosa cippa ha da guardare quella bambina con la faccia da Pippi Calzelunghe?
(no, ma a parte tutto quanto è brutta quella bambina del telefilm?)
E quel ciccione?
Sì, ho la cellulite, e allora?
E la bionda doveva scendere dalla scaletta proprio ora?
Oddìo ce l'ho la cuffia?
Mi sarò poi depilata abbastanza?
Chissà come devo essere guardata da lassotto.
Obesa.
Adesso atterro di pancia.
No, adesso scendo.
No se scendo faccio una figura di merda sono qui da un quarto d'ora.
Vabbè, oh.
E mi sono tuffata. Ti testa, come quando avevo 20 anni e facevo 80 vasche senza fermarmi (giuro).
E non sono andata male, eh. Un tuffo pulito, dritto dritto e affusolato, azzurro, con la luce della sera d'estate.
Quel giorno ho capito cosa sono i blocchi mentali.
E cosa vuol dire buttarsi, nella vita.
Lo so che sembro pazza, ma quel giorno è cambiato qualcosa, in me.
21 marzo 2014
San Papà
Mi sono persa la festa del papà, che noi festeggiamo solo perchè il Castissimo sposo falegname ha lo stesso nome del Gmarito.
Il Gmarito era in trasferta per lavoro, io ho festeggiato andando al suo posto alla riunione condominiale, e così considero pure di avere ottemperato al regalo, quest'anno.
Che a dire il vero avrei preferito regalargli un posacenere, ma vabbè.
Ho pensato ai lavoretti che si facevano all'asilo.
Posacenere.
Portasigarette.
Pipe di cartapesta portapenne.
Cravatte portapenne.
O cravatte portasigarette.
Portachiavi a forma di cravatta, di sigaretta o di auto.
Erano proprio i primi anni ottanta.
Che facevano i padri?
Fumavano le sigarette.
Talvolta la pipa.
Lo facevano in casa, laddove trovava utile avere svariati posaceneri.
Lavoravano (o aspiravano a farlo) ad una scrivania, dove scrivevano con delle PENNE.
Portavano la cravatta.
Guidavano l'auto.
Ora cosa si ragala ai papà?
Portafoto con la foto dei figli.( Di pasta.Di bottoni. Di perline. di fondi di bicchieri di plastica)
Calendari con la foto dei figli.
Cucini con la foto dei figli.
Portachiavi con la foto dei figli.
Dischi orari. (con la foto dei figli)
Che fanno i padri oggigiorno?
Guardano i figli.
Sono innamorati dei figli. Sono un pò mammi.
Si dimenticano gli appuntamenti.( E i compleanni dei figli?)
Dormono.
Guidano ma prendono le multe.
;-)
Al Gmarito cosa si potrebbe regalare?
Un posacenere -che fuma, brutta persona-.
A forma di cravatta, che lui la porta spesso.
Un calendario con sopra scritti-magari sotto alle foto dei figli- i giorni della raccolta differenziata.
Un disco orario.
Il Gpadre fa delle cose che sono solo sue.
Fa i compiti coi Fantastici, sant'uomo.
Fa addormentare SuperMario con una tecnica di ipnosi a me sconosciuta.
A volte rompe le regole.
Fa la lotta sul lettone rischiando l'evirazione.
Quando sgrida è definitivamente efficacie.
Si fa ubbidire da SuperMario, persino riguardo a non pigiare i tasti del pc.
Riesce a insegnare le canzoncine di inglese a WonderWoman.
Guada i quaderni di scuola.
Accompagna i Fantastici tutte le mattine. E parla pure con le mamme (ma stai attento, eh?!)
Non sbaglia strada.
Il mio Castissimo GSposo, un padre Fantastico, è.
Il Gmarito era in trasferta per lavoro, io ho festeggiato andando al suo posto alla riunione condominiale, e così considero pure di avere ottemperato al regalo, quest'anno.
Che a dire il vero avrei preferito regalargli un posacenere, ma vabbè.
Ho pensato ai lavoretti che si facevano all'asilo.
Posacenere.
Portasigarette.
Pipe di cartapesta portapenne.
Cravatte portapenne.
O cravatte portasigarette.
Portachiavi a forma di cravatta, di sigaretta o di auto.
Erano proprio i primi anni ottanta.
Che facevano i padri?
Fumavano le sigarette.
Talvolta la pipa.
Lo facevano in casa, laddove trovava utile avere svariati posaceneri.
Lavoravano (o aspiravano a farlo) ad una scrivania, dove scrivevano con delle PENNE.
Portavano la cravatta.
Guidavano l'auto.
Ora cosa si ragala ai papà?
Portafoto con la foto dei figli.( Di pasta.Di bottoni. Di perline. di fondi di bicchieri di plastica)
Calendari con la foto dei figli.
Cucini con la foto dei figli.
Portachiavi con la foto dei figli.
Dischi orari. (con la foto dei figli)
Che fanno i padri oggigiorno?
Guardano i figli.
Sono innamorati dei figli. Sono un pò mammi.
Si dimenticano gli appuntamenti.( E i compleanni dei figli?)
Dormono.
Guidano ma prendono le multe.
;-)
Al Gmarito cosa si potrebbe regalare?
Un posacenere -che fuma, brutta persona-.
A forma di cravatta, che lui la porta spesso.
Un calendario con sopra scritti-magari sotto alle foto dei figli- i giorni della raccolta differenziata.
Un disco orario.
Il Gpadre fa delle cose che sono solo sue.
Fa i compiti coi Fantastici, sant'uomo.
Fa addormentare SuperMario con una tecnica di ipnosi a me sconosciuta.
A volte rompe le regole.
Fa la lotta sul lettone rischiando l'evirazione.
Quando sgrida è definitivamente efficacie.
Si fa ubbidire da SuperMario, persino riguardo a non pigiare i tasti del pc.
Riesce a insegnare le canzoncine di inglese a WonderWoman.
Guada i quaderni di scuola.
Accompagna i Fantastici tutte le mattine. E parla pure con le mamme (ma stai attento, eh?!)
Non sbaglia strada.
Il mio Castissimo GSposo, un padre Fantastico, è.
c'entra con:
I Fantastici4,
marito,
maschi
19 marzo 2014
sfatiamo un mito
Ok, a proposito di Carnevale, sfatiamo un mito:
non sono brava a cucire.
Mi arrabatto. Perchè sono imprecisa e sopratutto perchè non ho pazienza.
E voglio TUTTO. SUBITO.
Incomincio senza un progetto e poi vado avanti alla sperindio, usando lo stesso metodo del Disegno: comincio a disegnare un asparago e poi diventa una storia con un maiale amico di un bambino.
Dunque ecco come ho fatto i costumi.
Elsa di Frozen.
Il tubino di paillettes è un tubo con un elastico cucito in alto. Ho usato una sciarpa di paillettes coprata per 5 euro. Poi visto che era corto ho aggiunto un pezzo di fodera azzurra.
Niente orlo, che tanto nessuno se ne accorge. (Una frase cavallo di battaglia della Gfamily che non sono riuscita ad applicare ai pantaloni del Gmarito, mio malgrado!)
Per le maniche: calze collant bianche tagliate e infilate come lunghi guanti e fissate dietro alle scapole con una spilla da balia. No, non le ho fissate alla pelle viva, è sufficiente farlo tra i due lembi dei collant.
Poi ho preso due pezzi di tulle, che ha il pregevole vantaggio di non necessitare di alcun orlo, (amo gli orli, si nota?) e li ho cuciti con 2 punti (di numero) dietro al vestito altezza schiena.(una specie di mantello che ha Elsa).
Visto che tendeva a scivolare l'abito ("si vedono le tette!"-"Tu non hai le tette"- "si ma le avrò!"-) ho cucito pure due spalline piccole usando un avanzo di tulle.
Anche lì due punti.
Bona l'è.
Anna di Frozen.
Per la gonna ho semplicemente cucito un elastico su un pezzo di fodera azzurra. (col metodo della culisse che vedrete nella PROFESSIONALISSIMA illustrazione!)
Niente orlo, che tanto nessuno se ne accorge.
Corpino nero: un pezzo di jersei nero, che, come ho imparato da una amica che se ne intende, pare sia elastico. L'ho semplicemente annodato dietro facendo due giri. ( E ha un effetto contenitivo che dovrei prendere in considerazione...)
Un nastro intrecciato sul corpino.
Il mantello è un telo di fodera viola con attaccato (cucito) un pezzo dello stesso nastro..
Maniche azzurre sacrificando un altro paio di calze collant azzurre.
Olè.
Finito.
Cowboy.
Camicia rossa (mia)
Jeans
cintura con fodero pistola in cartone manufatto da MegaMind
cappello in cartone acquistato per 2 euri e ridipinto di bianco con un avanzo di pittura da muro (l'arrabattarsi è d'obbligo)
fazzoletto con tessuto di scarto
Mario aveva un vestito da rana, ma ha passato il pomeriggio del sabato grasso a dormire, e mi pare il bambino dormiente sia la maschera più meravigliosa che ci sia.
non sono brava a cucire.
Mi arrabatto. Perchè sono imprecisa e sopratutto perchè non ho pazienza.
E voglio TUTTO. SUBITO.
Incomincio senza un progetto e poi vado avanti alla sperindio, usando lo stesso metodo del Disegno: comincio a disegnare un asparago e poi diventa una storia con un maiale amico di un bambino.
Dunque ecco come ho fatto i costumi.
Elsa di Frozen.
Il tubino di paillettes è un tubo con un elastico cucito in alto. Ho usato una sciarpa di paillettes coprata per 5 euro. Poi visto che era corto ho aggiunto un pezzo di fodera azzurra.
Niente orlo, che tanto nessuno se ne accorge. (Una frase cavallo di battaglia della Gfamily che non sono riuscita ad applicare ai pantaloni del Gmarito, mio malgrado!)
Per le maniche: calze collant bianche tagliate e infilate come lunghi guanti e fissate dietro alle scapole con una spilla da balia. No, non le ho fissate alla pelle viva, è sufficiente farlo tra i due lembi dei collant.
Poi ho preso due pezzi di tulle, che ha il pregevole vantaggio di non necessitare di alcun orlo, (amo gli orli, si nota?) e li ho cuciti con 2 punti (di numero) dietro al vestito altezza schiena.(una specie di mantello che ha Elsa).
Visto che tendeva a scivolare l'abito ("si vedono le tette!"-"Tu non hai le tette"- "si ma le avrò!"-) ho cucito pure due spalline piccole usando un avanzo di tulle.
Anche lì due punti.
Bona l'è.
Anna di Frozen.
Per la gonna ho semplicemente cucito un elastico su un pezzo di fodera azzurra. (col metodo della culisse che vedrete nella PROFESSIONALISSIMA illustrazione!)
Niente orlo, che tanto nessuno se ne accorge.
Corpino nero: un pezzo di jersei nero, che, come ho imparato da una amica che se ne intende, pare sia elastico. L'ho semplicemente annodato dietro facendo due giri. ( E ha un effetto contenitivo che dovrei prendere in considerazione...)
Un nastro intrecciato sul corpino.
Il mantello è un telo di fodera viola con attaccato (cucito) un pezzo dello stesso nastro..
Maniche azzurre sacrificando un altro paio di calze collant azzurre.
Olè.
Finito.
Cowboy.
Camicia rossa (mia)
Jeans
cintura con fodero pistola in cartone manufatto da MegaMind
cappello in cartone acquistato per 2 euri e ridipinto di bianco con un avanzo di pittura da muro (l'arrabattarsi è d'obbligo)
fazzoletto con tessuto di scarto
Mario aveva un vestito da rana, ma ha passato il pomeriggio del sabato grasso a dormire, e mi pare il bambino dormiente sia la maschera più meravigliosa che ci sia.
c'entra con:
autoproduzione,
cucito,
fai da te,
I Fantastici4,
Me
Carne Vale photos
c'entra con:
autoproduzione,
avventure,
cucito,
feste,
foto,
I Fantastici4
17 marzo 2014
Carne Vale
Il Carnevale lo odio e lo amo Catullescamente parlando.
Potrei dire come mia nonna:- il carnevale è inutile, c'è già tutto l'anno. O tempora, O mores.-
Ma mia nonna, che Dio l'abbia in gloria, oggi avrebbe 108 anni.
Da piccola lo adoravo, sebbene non abbia mai visto una sfilata in vita mia, ed ascoltavo i miei compagni di banchi che favoleggiavano di questi carri fantasmagorici, che io immaginavo come delle cose trainate da buoi misteriosamente divertenti.
(I miei detestavano tutto ciò che comportasse folla, rumore, necessità di spostamento in auto-che non fosse almeno a 300 km- difficoltà di parcheggio).
Mi sono vestita da:
indianina (non pocahontas, che non esisteva)
ufficiale dei nordisti (sì, perchè? Ero bellissima, e avevo una splendida carabina)
pipistrello
diavolo
gatto nero (periodo un pò dark, sì)
primavera (periodo idillico-femminile)
notte
Poi c'è stato un lungo periodo in cui ovviamente ho ignorato l'evento.
Per inciso pure io sono un pò agorafobica, detesto la ressa, mi suscita istinti omicidi-di-massa.
Ho visto la prima sfilata di carri a 20 anni, da fidanzata del Gmarito, e per la precisione i carri erano organizzati dalla casa di riposo delala ridente cittadina in cui ho messo su famiglia, avevano come tema i pirati e consistevano in carri-vascelli seguiti da lentissime carrozzine con su svagati vecchietti imbottiti di tranquillanti e vestiti da pirati, loro malgrado.
Una roba che a pensarci mi viene da piangere ancora adesso.
Naturalmente da quando ho messo al mondo i Fantastici4, Carnevale ha ripreso il suo fascino, nella misura in cui i travestimenti sono pensati dai bimbi e realizzati (nottetempo) da me.
L'idea di comprare un costume di tessuto infiammabile made in china a 50 euro non mi sfiorerebbe mai.
Piuttosto li vesto tutti e 4 con dei sacchi della raccolta differenziata (carino, però, eco friendly, uno col sacco viola dell'indifferenziata, uno da bidoncino del vetro, uno col sacco giallo della plastica e il piccolo da sacco dell'umido. Vincerei il primo premio per il Politicamente Corretto. E i miei figli mi citerebbero per danni morali e sociali non appena raggiunta la maggiore età.)
Ma comunque.
Ho fatto vestiti da cowboy (almeno 6), ninja, cavaliere, jedy, ancora jedi, e poi ancora jedi in alcune varianti a me incomprensibili, e infine da Lucky Luke (sempre cowboy, è).
Poi ho fatto Sirenette, Rane, Trilly, PeterPan, Principesse e ballerine, Merida (Di Brave), Mamma di Merida, Le due sorelle di Frozen.
Per queste ultime due avevo trovato uno splendido tutorial che spiegava come fare i vestiti usando semplicemente teli di stoffa, striscie, e spille da balia.
Un ottimo escamotage per non passare le nottate a cucire.
Quando siamo usciti per strada il venerdì grasso per una prova generale, dopo i primo quarto d'ora ad una si vedevano le mutande e l'altra aveva il torso nudo.
Ho passato la notte a cucire.
L'alternativa e cucirglieli addosso per l'eternità.
Il sabato grasso però, pigiati nella folla come rifiuti in un compattatore, avevo una Elsa e una Anna felici, e debitamente non ignude, ed un cowboy abbastanza soddisfatto.
(Le foto, poi.)
Potrei dire come mia nonna:- il carnevale è inutile, c'è già tutto l'anno. O tempora, O mores.-
Ma mia nonna, che Dio l'abbia in gloria, oggi avrebbe 108 anni.
Da piccola lo adoravo, sebbene non abbia mai visto una sfilata in vita mia, ed ascoltavo i miei compagni di banchi che favoleggiavano di questi carri fantasmagorici, che io immaginavo come delle cose trainate da buoi misteriosamente divertenti.
(I miei detestavano tutto ciò che comportasse folla, rumore, necessità di spostamento in auto-che non fosse almeno a 300 km- difficoltà di parcheggio).
Mi sono vestita da:
indianina (non pocahontas, che non esisteva)
ufficiale dei nordisti (sì, perchè? Ero bellissima, e avevo una splendida carabina)
pipistrello
diavolo
gatto nero (periodo un pò dark, sì)
primavera (periodo idillico-femminile)
notte
Poi c'è stato un lungo periodo in cui ovviamente ho ignorato l'evento.
Per inciso pure io sono un pò agorafobica, detesto la ressa, mi suscita istinti omicidi-di-massa.
Ho visto la prima sfilata di carri a 20 anni, da fidanzata del Gmarito, e per la precisione i carri erano organizzati dalla casa di riposo delala ridente cittadina in cui ho messo su famiglia, avevano come tema i pirati e consistevano in carri-vascelli seguiti da lentissime carrozzine con su svagati vecchietti imbottiti di tranquillanti e vestiti da pirati, loro malgrado.
Una roba che a pensarci mi viene da piangere ancora adesso.
Naturalmente da quando ho messo al mondo i Fantastici4, Carnevale ha ripreso il suo fascino, nella misura in cui i travestimenti sono pensati dai bimbi e realizzati (nottetempo) da me.
L'idea di comprare un costume di tessuto infiammabile made in china a 50 euro non mi sfiorerebbe mai.
Piuttosto li vesto tutti e 4 con dei sacchi della raccolta differenziata (carino, però, eco friendly, uno col sacco viola dell'indifferenziata, uno da bidoncino del vetro, uno col sacco giallo della plastica e il piccolo da sacco dell'umido. Vincerei il primo premio per il Politicamente Corretto. E i miei figli mi citerebbero per danni morali e sociali non appena raggiunta la maggiore età.)
Ma comunque.
Ho fatto vestiti da cowboy (almeno 6), ninja, cavaliere, jedy, ancora jedi, e poi ancora jedi in alcune varianti a me incomprensibili, e infine da Lucky Luke (sempre cowboy, è).
Poi ho fatto Sirenette, Rane, Trilly, PeterPan, Principesse e ballerine, Merida (Di Brave), Mamma di Merida, Le due sorelle di Frozen.
Per queste ultime due avevo trovato uno splendido tutorial che spiegava come fare i vestiti usando semplicemente teli di stoffa, striscie, e spille da balia.
Un ottimo escamotage per non passare le nottate a cucire.
Quando siamo usciti per strada il venerdì grasso per una prova generale, dopo i primo quarto d'ora ad una si vedevano le mutande e l'altra aveva il torso nudo.
Ho passato la notte a cucire.
L'alternativa e cucirglieli addosso per l'eternità.
Il sabato grasso però, pigiati nella folla come rifiuti in un compattatore, avevo una Elsa e una Anna felici, e debitamente non ignude, ed un cowboy abbastanza soddisfatto.
(Le foto, poi.)
c'entra con:
autoproduzione,
avventure,
feste,
I Fantastici4,
Me
3 marzo 2014
lezione di sci
cosa ho imparato sullo sci
e sulla vita
che quando sei sulla pista puoi solo scendere
che per stare in equilibrio devi mettere tutto il tuo peso proprio là dove ti fa più paura
cioè a valle
che tutta la tua paura della velocità
è solo illusione di controllo
e paura di cadere.
E che l'unico modo per farti passare la paura
è proprio cadere.
E cadere.
E cadere.
Ho imparato che quando il mio baricentro basso non basta
e cado rovinosamente
con gli sci talmente incastrati
che non distinguo la mia gamba destra dalla sinistra
proprio mentre mi dico che scenderò a vale sul mio sedere
-di certo più sicuro e senza rischi-
uno che passa di lì
che non conosco
mi aiuta a rialzarmi
anche se il mio orgoglio dal basso baricentro si rifiutava di chiedere aiuto.
Tutto ciò senza che io diventi mai
nè una velocista
nè una campionessa di sci.
O di vita.
e sulla vita
che quando sei sulla pista puoi solo scendere
che per stare in equilibrio devi mettere tutto il tuo peso proprio là dove ti fa più paura
cioè a valle
che tutta la tua paura della velocità
è solo illusione di controllo
e paura di cadere.
E che l'unico modo per farti passare la paura
è proprio cadere.
E cadere.
E cadere.
Ho imparato che quando il mio baricentro basso non basta
e cado rovinosamente
con gli sci talmente incastrati
che non distinguo la mia gamba destra dalla sinistra
proprio mentre mi dico che scenderò a vale sul mio sedere
-di certo più sicuro e senza rischi-
uno che passa di lì
che non conosco
mi aiuta a rialzarmi
anche se il mio orgoglio dal basso baricentro si rifiutava di chiedere aiuto.
Tutto ciò senza che io diventi mai
nè una velocista
nè una campionessa di sci.
O di vita.
28 febbraio 2014
dialogo da seggiovia
Io e WonderWoman sulla seggiovia due posti.
Paesaggio mozzafiato.
Vento gelido.
Acido lattico in circolo.
E sono solo le 11.00.
Ww:- Mamma, poi facciamo la rossa?-
Io:-questa piccolina?-
Ww: -No, mica è una rossa, quella è una baby, PRATICAMENTE....Quella che si va in cima cima.-
Io:- No, amore, no. Ci vai col papà, tesoro mio.-
Ww:-Dai mamma, che è facilissima. La faccio io, la fa anche CatWoman-
Io: Amore, io non so mica sciare bene come te, voi siete più brave.-
Ww:-Ma...come è possibile, che NOI che siamo PICCOLI siamo più brave di TE?!-
(La prima dia una prossima-lunga- serie di cose in cui mi supereranno. Avrei pensato che sarebbe stata l'altezza, invece, no.)
Io:- Bè perchè tu per esempio sei molto portata per lo sci.-
Ww:- e che vuole dire?-
Io:- Che ti viene bene, naturale, senza troppa fatica.-
Ww:- Ah, ho capito. IO, sono portata per lo sci.
CatWoman è portata per le operazioni, il più e il meno, quelle cose lì.
Megamind è portato per leggere. E per giocare ai giochi elettronici.
Papà è portato....per lo sci. Anche per il tennis. Anche per la corsa.....E tu....
Tu se portata...che so.....non so. Per cucinare?-
Ah, vabbè.
Almeno non ha detto dormire.
Paesaggio mozzafiato.
Vento gelido.
Acido lattico in circolo.
E sono solo le 11.00.
Ww:- Mamma, poi facciamo la rossa?-
Io:-questa piccolina?-
Ww: -No, mica è una rossa, quella è una baby, PRATICAMENTE....Quella che si va in cima cima.-
Io:- No, amore, no. Ci vai col papà, tesoro mio.-
Ww:-Dai mamma, che è facilissima. La faccio io, la fa anche CatWoman-
Io: Amore, io non so mica sciare bene come te, voi siete più brave.-
Ww:-Ma...come è possibile, che NOI che siamo PICCOLI siamo più brave di TE?!-
(La prima dia una prossima-lunga- serie di cose in cui mi supereranno. Avrei pensato che sarebbe stata l'altezza, invece, no.)
Io:- Bè perchè tu per esempio sei molto portata per lo sci.-
Ww:- e che vuole dire?-
Io:- Che ti viene bene, naturale, senza troppa fatica.-
Ww:- Ah, ho capito. IO, sono portata per lo sci.
CatWoman è portata per le operazioni, il più e il meno, quelle cose lì.
Megamind è portato per leggere. E per giocare ai giochi elettronici.
Papà è portato....per lo sci. Anche per il tennis. Anche per la corsa.....E tu....
Tu se portata...che so.....non so. Per cucinare?-
Ah, vabbè.
Almeno non ha detto dormire.
c'entra con:
CatWoman,
conversazioni,
Me,
MegaMind,
WonderWoman
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