12 settembre 2019

INIZIO SCUOLA targato Gfamily

Dopo un mese di vacanza urbana in cui i Fantastici potevano permettersi il lusso di sprecare intere mattine di sole, dormicchiare sui cuscini da cane (l'area relax di casa nostra, per la cronaca, sono due enormi cuscini da cane), girare in piagiama fino all'ora di mettersi in pigiama, dopo un periodo in cui solo alcune prescrizioni materne arginavano lo svacco totale (ovvero apparecchiare, cucinare, lavare i piatti e tendere un ordine decente negli spazi comuni), finalmente è iniziata la scuola.
cuscini da cane

11 settembre 2019

ho cambiato coach

A settembre una timida alba rosa premia lo sforzo sovrumano di alzarsi prima delle 6,30.
Eh, si, ci sto riuscendo.


9 settembre 2019

Ci siamo eh.
L'anno sta per iniziare.
D'accordo Pavese diceva che la gioia sta nel cominciare.
Ma bisogna capire cominciare cosa.
E d'altra parte, mettiamocela via.
La gioia sta nella fatica. Quando sei adulto.
Quando sei bambino la gioia può stare pure nel fare una pallina con la caccola e appiccicarla sulla sedia del bus.

5 settembre 2019

trip di fine estate

Io cerco di dare un senso e un ordine alla casa, scrivo haiku e poesie, disegno, giusto per avere una scusa per evitare di iniziare a ricoprire il libri scolastici.
Megamind è sempre più perso nel mondo della fantapolitica, e con fantapolitica intendo quella attuale italiana.
Per il resto, sta finendo i compiti delle vacanze che ha trascurato tutta l'estate, però senza lamentarsi.
nuove tende nella camera delle ragazze



sveglia presto e un piccolo lusso lo scorso lunedì mattina

frasi e disegni

un mio haiku

il gufo calza dello Zio d'America

cene estive e zanzare

trasparenze

tramonti

lanterne


26 agosto 2019

Alla finestra di Carl Sandburg

Datemi fame,
o voi déi che sedete e date
ordini al mondo.
Datemi fame, dolore e mancanza,
chiudetemi fuori dalle vostre porte
d’oro e fama
con vergogna e fallimento,
datemi la vostra più meschina, sfinita fame!
Ma lasciatemi un pò d’amore,
una voce che mi parli sul finire del giorno,
una mano che mi tocchi nella stanza buia
a spezzare la lunga solitudine.
Nel crepuscolo dello spettro del giorno
che offusca il tramonto,
una piccola errante stella d’occidente
che mi spinga fuori dalle mutanti rive dell’ombra.
Lasciatemi andare alla finestra,
e là guardare le figure del giorno all’imbrunire,
e aspettare, sapendo dell’arrivo di un pò d’amore.


(la grandezza di questo poeta?)

19 agosto 2019

Agosto a Sfruzbourg


Wonder era preoccupata. Dopo il villaggio in Basilicata, infestato di aitanti animatori dietro cui starnazzare adorante, qualsiasi altra vacanza appariva puerile e ormai appartenente al retaggio del passato.

5 agosto 2019

adolescor

Sai perchè si fa più di un figlio?
Non perchè dimentichi i dolori del parto, no.
E' perchè dimentichi com'eri quando eri adolescente.

2 agosto 2019

1 agosto 2019

uscire la sera e taglie di reggiseno

In macchina approfitto del fatto che i figli non possono scappare in un'altra stanza e non hanno il wifi, per incastrarli in conversazioni edificanti da cui non possono sfuggire dicendo che devono fare la cacca o fare una videochiamata o finire i compiti.


31 luglio 2019

cercasi rimedio per stipsi

ci sono periodi in cui elaboro progetti, disegno, costruisco, scrivo poesie, riordino la dispensa, mi cimento nella cucina molecolare anche se non ho ancora capito cosa diavolo sia, tolgo le ragnatele in alto, sposto i soprammobili-e poi li rimetto al loro posto perchè non trovo altre collocazioni-, faccio decluttering spietati, insomma eietto creatività a getto diarroico.

23 luglio 2019

il film

Tornati dalle vacanze, apprestandoci a tre settimane di lavoro e caldo e noia, il Gmarito ha avuto una delle sue idee geniali.
Ogni sera a turno un Fantastico propone un film da vedere tutti assieme: lo presenta, accenna alla trama, al motivo per cui è interessante.
E una volta avuta l'approvazione genitoriale, tutti sono obbligati a vederlo, poi si può pure fare un accenno di discussione, eventualmente.
Visto che Wonder era sul pezzo, ieri sera ha già proposto un film che ha un titolo tipo : scritto nelle stelle, o giù di lì.

la vacanza

Siamo tornati dalle vacanze.
Basilicata.
Con due famiglie di amici.
In un villaggio.

settantanni

Quando la Gfamily si appresta a fare un lungo viaggio, come quello in Basilicata, di solito fa una tappa in qualche motel o albergo a ore, possibilmente gestito da cinesi, all'insegna del risparmio.
Quest'anno la tappa è stata fatta a Bolo, per i settant'anni della Madre, una festa organizzata da noi cinque figli,nei mesi precedenti.
La Madre ha solo fatto la lista degli invitati.
La Location è il posto più bello del mondo, sui colli vicino a Bologna, una casa immersa nella campagna e in un sogno, circondata solo da bellezza, Ca Bianca dell'Abbadessa, i riferimenti qui.
E' stata una festa bellissima, da cui è emerso l'intreccio di relazioni vere e significative, una festa autentica.
Foto e ricordi rimarranno sempre nella nostra memoria, e non ci lasceranno più.
Ognuno di noi fratelli ha fatto una composizione da collocare su uno dei tavoli.
Lo zio d'America ha creato una specie di girotondo di statuette africane che circondavano una candela, una specie di rito woo-doo zoomorfo, molto minimal e molto afro. Se ti avvicinavi ti sarebbe potuto sembrare di udire il tam-tam i bonghi.
Giacca, che ha qualche difficoltà perfino con l'addobbo di un albero di Natale, ha saggiamente lasciato fare a una buona fiorista.
Piter Gracefull, che ama la fotografia ha creato una mini installazione in plexiglass con all'interno sue foto di architetture razionaliste (altra sua mania).
Anna ha usato un portacandela e lo ha decorato con bacche, foglie di fico e corniolo (era corniolo?), creando qualcosa di molto bucolico nonostante le foglie di fico fossero moribonde e il corniolo era stato divorato per metà da qualche bacherozzo.
Io ho usato un vecchio stampo in alluminio da budino e l'ho usato come contenitore per piccole piante di peperoncino e alcuni lime, una idea apparentemente molto sofisticata, in realtà realizzata secondo il mio stile, l'ultimo giorno disponibile, acquistando dal fioraio le uniche piantine rimaste prima della chiusura e facendo una capatina dal fruttivendolo pakistano, che aveva finito i limoni.
Mio padre ha dovuto suo malgrado preoccuparsi del centrotavola per il sesto tavolo, che è stato letteralmente distrutto dalla critica e soprattutto da mia madre che lo ha definito simile ai cuscini di fiori per le bare.

Tutto il resto è stato perfetto, commuovente, luminoso e pieno.










2 luglio 2019

30 giugno 2019

fermo-immagine

A volte capita che la tua vita ti sembri quasi perfetta, o comunque in equilibrio,un equilibrio precario come tutti gli equilibrii, che altrimenti si chiamerebbero paludi, o statiche pianure, o morte civile, a scelta.

28 giugno 2019

L'amore della madre

Tu pensi che l'amore della madre sia solo fare perette alla glicerina ai neonati stitici, pulire vomiti notturni, accogliere nel lettone scimmiette febbricitanti, raccogliere lego sparsi urbe et orbe, veglie infinite a denti che non spuntano.

21 giugno 2019


Oggi mentre facevo il cambio del mio armadio, stipando grandi quantità di abiti in sacchettoni destinati alla Caritas, e dicendo addio a vestiti in cui entravo 10 anni fa quando mi consideravo già fuori forma, ho pensato a quanto saremmo più liberi se possedessimo meno.

17 giugno 2019

il viaggio a Terni

Dopo 16 anni (16?) di matrimonio, l'ho fatto.
Sono andata via per un weekend da sola.
A trovare lo Zio d'America a Terni. Si lo so, si chiama zio d'America anche se sta a Terni, ma dopo essere stato in America, in Vietnam e in Africa mica potevo cambiare nome ogni volta.
Sono partita venerdì, dedicando tutto il tempo a preparare la valigia, senza nemmeno preparare un straccio di cena per il resto della famiglia.
Visto che ero sola, volevo aderire al modello ideale della donna fine e impeccabile che viaggia e non alla sciattona sudata che si accinge a passare le successive 6 ore sui treni, scegliendo abiti comodi e trasandati modello crucco vacanziero con sandalo dr sholl.
Così ho indossato una gonna ampia e lunga (usano lunghe quest'anno, le gonne amiche di chi vuole evitare la ceretta ogni 15 giorni) di fresco cotone, ballerine e camicetta color crema di viscosa simil seta molto bon-ton.
Mini trolley alla mano, borsa, meraviglioso libro da iniziare a leggere, sono salita sul treno per Milano Garibaldi, da cui poi in pochi minuti con la metropolitana avrei raggiunto Milano Centrale e sarei salita sul frecciarossa per Roma, eccetera.
Mentre ero immersa nella lettura del romanzo, mi sono accorta con orrore che il treno si era fermato da almeno 10 minuti in un imprecisato punto dell' interland Milanese.
I 10 minuti sono diventai 15 e poi 20. Per l'ansia ho divorato tutta la frutta secca che avevo portato per lo spuntino salutare. Poi, ho cercato il capotreno prima per essere rassicurata che non avrei perso il frecciarossa, poi, davanti alla sua apatica indifferenza all'evidenza che il treno era praticamente perso, per dire molte parolacce che poco si addicevano alla camicetta bon-ton.
Se qualcuno venerdì si trovava in Stazione Porta Garibaldi, avrebbe potuto vedere una donna con una lunga gonna azzurra e una camicetta in simil seta che correva zoppicando a causa della sua gamba di legno, trascinando un piccolo trolley e vomitando un sacco di parolacce ad alta voce, come una pazza.
Lo stesso in Stazione Centrale, dove la sottoscritta ha provato a chiedere un rimborso del biglietto che non le è stato concesso in quanto il biglietto era di quelli che comprano i poracci, supereconomy.
Biglietti che costano meno, ma non puoi modificare, nè chieder un rimborso, e forse nemmeno usare il bagno del treno.
In sostanza Trenitalia non mi rimborsava il biglietto perchè la colpa era di TreMERD Trenord, e Trenord (dopo mezz'ora di coda allo sportello dei RECLAMI ILLUSORI ED ALTRE INUTILI PRATICHE BUROCRATICHE) non poteva certo rimborsarmi perchè il treno perso era Trenitalia.
E così, niente, ho comparto un altro biglietto, sono salita su un altro frecciarossa e, non avendo potuto farlo con la giugulare della dipendente Trenord, ho addentato la mela, che era l'altro spuntino salutare che mi ero portata, mi sono macchiata la camicetta in finta seta, e mi sono immersa nella lettura.
Poi ho preso un fantastico interregionale VELOCE (!), dal binario est della stazione di Roma Termini, che è un binario remoto, ad un chilometro di distanza a piedi, su una banchina assolata e un pò sgarruppata, che è stato come tornare indietro di 20 anni: quando i treni di lusso erano gli intercity e il pendolino era come prendere l'aereo.
Così 2 ore più tardi, impadellata, sudata, e con la mia gonna modello Hamish stazzonata, sono scesa a Terni.
Dopodichè tutto è stato meraviglioso.
Da Bologna sono giunti anche mio fratello Giacca e sua moglie Lavandina, assieme alla Bianchissima bambina.
Tutto il resto, lo raccontano le foto.