Siamo più o meno tutti tornati dalle vacanze.
E ho un sacco di arretrati.
Lavatrici, stiro, bollette, e naturalmente il blog, i sogni nel cassetto (quelli dall'età di tre anni), i progetti per l'anno scolastico 2013/2014, eccetera.
Con la nostra fantastica macchina7posti detta Signora Jumbo in quanto provvista di orecchie ritrattili e sedere pachidermico, siamo andati e tornati da mare e montagna, vacanzediBranco e vacanzedellOratorio.
I Fantastici 4 hanno acquisito un pò di autonomia in più (No, SuperMario no. Lui si è ancorato alla sottoscritta come una piccola deliziosa zecca), noi genitori ci siamo immalinconiti nel constatare che 3 dei nostri figli hanno sempre meno bisogno di noi, e ci siamo annichiliti nel constatare che 1 dei nostri figli si sveglia ancora 6 volte per notte reclamando la tetta.
Questo a riprova che i genitori non ce l'hanno mai pari.
Poi siamo tornati.
E io sto ancora elaborando il lutto da 16 giorni.
Non vedo l'ora che i Fantastici4 vadano a scuola.
Vagano per casa dicendo cose irritanti e vanificando ogni sforzo per mantenere un livello di pulizia e ordine accettabile, litigando su tutto e sparpagliando ogni sorta di oggetti per casa.
SuperMario esige continuamente la mia presenza in quanto deambulatore, o cameriera, o dama di compagnia.
Non ho più decisamente un minuto di tempo per me, in effetti è da 10 gg che devo scrivere questo post, ma sono sempre o troppo arrabbiata per mettermi a scrivere sulla Gfamily, oppure, arrivata alla fine dell'elenco delle cose prioritarie da fare, riesco solo a svenire sul letto prima del prossimo risveglio di SuperMario.
male, male.
27 agosto 2013
arretrati
c'entra con:
auto,
foto,
I Fantastici4,
ricordi
24 luglio 2013
avere cent'anni
Avere cent'anni significa avere tanti ricordi, tani ricordi da raccontare e poche persone che vogliono ascoltare.
Ricordi avventurosi come dei film.
Significa essere nati in un epoca in cui non tutti avevano le auto e sforzarsi di capire cosa sia oggi internette.
O il bancu'matt.
Significa vivere in una casa con pochi oggetti . Perchè una volta gli oggetti erano così pochi che potevi ricordarti perfino quando li avevi comprati e magari pure chi te li aveva regalati, o quante LIRE li avevi pagati.
(Quando ancora uno stipendio era di....)
Significa che la cucina è rimasta quella che è stata comprata quando ci si è sposati.
Perchè la cucina si cambiava solo se la casa ti andava a fuoco.
Significa che ancora la lavatrice desta qualche sospetto, che la lavapiatti è un marchingegno concepito dal demonio, e il vecchio forno a gas non si butta ma viene buono per tenerci dentro le pentole.
Significa che i sacchetti vuoti della pasta si riciclano per mettere in frigo gli alimenti, e la carta di giornale per avvolgere le uova.
Significa avere le galline, al cui ritmo di vita ci si adegua, svegliandosi alle 6 e andando a letto alle 18, così almeno ci si sente in compagnia.
Significa anche parlare con la TV, perchè non si può solo ascoltarla (per altro al MASSIMO volume) , ma a volte bisogna ribattere pure alle porcate che dicono certi politici.
La nonna del Gmarito ha quasi cent'anni.
E' più arzilla di me. Di sicuro ha più memoria.
Si ricorda pure ancora il cambio in lire della moneta locale messicana (sì, è stata in messico, la nonna del Gmarito), quando io nemmeno ricordo che moneta c'era a Praga 10 anni fa.
Si chiama Anita,e questo ha senz'altro qualcosa a che fare con Garibaldi.
Andava a piedi al paese vicino. (Tipo 4 km). Anche incinta. All'ottavo mese.
Quando aspettava il secondo figlio sperava tanto che fosse un maschio, per suo papà, che aveva perso il figlio maschio prediletto quando aveva tre anni.
Purtroppo suo padre si è ammalato ed è morto poco prima del parto.
Lei era a casa dalla mamma, col padre morto in casa in attesa del funerale.
Il medico che viene per fare il certificato di morte le dice di non affaticarsi, che potrebbe partorire prima.
Ma lei, che ha la tempra d'acciaio e intimorirebbe un ufficiale dell SS (e forse l'ha fatto) ha visto le lune, e SA che non partorirà prima del dovuto.
Invece quella sera, si siede davanti al fuoco e sente che qualcosa non va.
La sua mamma si allarma, vanno a chiamare la levatrice.
E' febbraio ci sono metri e metri di neve (allora anche le nevicate erano più serie di adesso), la vecchia levatrice è malata, le mandano una ostetrica di 24 anni che ne sa probabilmente meno della nonna Anita.
I parenti venuti per la morte del papà non si fidano, insistono che vada alla maternità e non partorisca in casa. Scelta sicuramente moderna e controcorrente.
Nel frattempo io me la immagino, la nonna Anita, nel pieno delle doglie, che non fa una piega, e magari si mette a lavare a mano pure i calzini.
Finalmente, nonostante la neve, il taxi arriva.
La nonna Anita viene messa di fretta su una barella, e non fa in tempo a esser messa su un etto, che partorisce, con ancora indosso la pelliccia.
E' un maschio.
Ora guardo SuperMario e la nonna Anita.
Lui le sorride sdentato.
Lei, anche lei gli sorride, e lo guarda come da in fondo ad un tunnel.
Un tunnel lungo una vita, quasi cent'anni.
Come se ormai non fosse più qui, come se ormai lo guardasse dal cielo.
Ricordi avventurosi come dei film.
Significa essere nati in un epoca in cui non tutti avevano le auto e sforzarsi di capire cosa sia oggi internette.
O il bancu'matt.
Significa vivere in una casa con pochi oggetti . Perchè una volta gli oggetti erano così pochi che potevi ricordarti perfino quando li avevi comprati e magari pure chi te li aveva regalati, o quante LIRE li avevi pagati.
(Quando ancora uno stipendio era di....)
Significa che la cucina è rimasta quella che è stata comprata quando ci si è sposati.
Perchè la cucina si cambiava solo se la casa ti andava a fuoco.
Significa che ancora la lavatrice desta qualche sospetto, che la lavapiatti è un marchingegno concepito dal demonio, e il vecchio forno a gas non si butta ma viene buono per tenerci dentro le pentole.
Significa che i sacchetti vuoti della pasta si riciclano per mettere in frigo gli alimenti, e la carta di giornale per avvolgere le uova.
Significa avere le galline, al cui ritmo di vita ci si adegua, svegliandosi alle 6 e andando a letto alle 18, così almeno ci si sente in compagnia.
Significa anche parlare con la TV, perchè non si può solo ascoltarla (per altro al MASSIMO volume) , ma a volte bisogna ribattere pure alle porcate che dicono certi politici.
La nonna del Gmarito ha quasi cent'anni.
E' più arzilla di me. Di sicuro ha più memoria.
Si ricorda pure ancora il cambio in lire della moneta locale messicana (sì, è stata in messico, la nonna del Gmarito), quando io nemmeno ricordo che moneta c'era a Praga 10 anni fa.
Si chiama Anita,e questo ha senz'altro qualcosa a che fare con Garibaldi.
Andava a piedi al paese vicino. (Tipo 4 km). Anche incinta. All'ottavo mese.
Quando aspettava il secondo figlio sperava tanto che fosse un maschio, per suo papà, che aveva perso il figlio maschio prediletto quando aveva tre anni.
Purtroppo suo padre si è ammalato ed è morto poco prima del parto.
Lei era a casa dalla mamma, col padre morto in casa in attesa del funerale.
Il medico che viene per fare il certificato di morte le dice di non affaticarsi, che potrebbe partorire prima.
Ma lei, che ha la tempra d'acciaio e intimorirebbe un ufficiale dell SS (e forse l'ha fatto) ha visto le lune, e SA che non partorirà prima del dovuto.
Invece quella sera, si siede davanti al fuoco e sente che qualcosa non va.
La sua mamma si allarma, vanno a chiamare la levatrice.
E' febbraio ci sono metri e metri di neve (allora anche le nevicate erano più serie di adesso), la vecchia levatrice è malata, le mandano una ostetrica di 24 anni che ne sa probabilmente meno della nonna Anita.
I parenti venuti per la morte del papà non si fidano, insistono che vada alla maternità e non partorisca in casa. Scelta sicuramente moderna e controcorrente.
Nel frattempo io me la immagino, la nonna Anita, nel pieno delle doglie, che non fa una piega, e magari si mette a lavare a mano pure i calzini.
Finalmente, nonostante la neve, il taxi arriva.
La nonna Anita viene messa di fretta su una barella, e non fa in tempo a esser messa su un etto, che partorisce, con ancora indosso la pelliccia.
E' un maschio.
Ora guardo SuperMario e la nonna Anita.
Lui le sorride sdentato.
Lei, anche lei gli sorride, e lo guarda come da in fondo ad un tunnel.
Un tunnel lungo una vita, quasi cent'anni.
Come se ormai non fosse più qui, come se ormai lo guardasse dal cielo.
c'entra con:
Me,
nonna,
ricordi,
SuperMario
22 luglio 2013
perchè fare tanti figli
"Hai voluto la bicicletta?"
Avere scelto di avere una famiglia numerosa scatena molte reazioni negli altri.
Considerando solo l'ambiente lavorativo- e in particolare il MIO ambiente lavorativo, ovvero la Polizia Locale, con tutto il suo fardello pseudo maschilista e cameratesco- l'approccio nei miei confronti si può riassumere nella frase soprastante.
A volte nei miei riguardi aggiungono qualcosa sull'uso della televisione, manifestando una idea di televisione totalmente obsoleta.
Vorrei ribattere loro che considerato com'è oggi la televisione, direi che fare sesso è l'unica opzione plausibile per non morire d'inedia.
Ma passiamo oltre.
Il fatto che una madre di 4 figli possa avere delle esigenze diverse- di lavoro ed orari- da un semi-single o da una donna con due figli adolescenti, viene considerato dalla maggior parte dei miei colleghi come un pretesto per accedere a privilegi ingiustificati.
Perchè in fondo, non è giusto che io faccia solo il turno del mattino (noi vigili solitamente lavoriamo su tre turni, mattina, pomeriggio e serale), con la scusa dei figli.
Il fatto che io, per questo "privilegio" abbia 4 giorni di ferie in meno, nessuna ora di ROL, una riduzione cospicua dello stipendio e nessuna possibilità di fare straordinari, non li tange.
Ma non vogliamogliene per questo.
Perchè in fondo rispecchiano perfettamente ciò che è cultura diffusa in Italia.
Ovvero, che la famiglia è affar tuo.
I figli, uno,tre, dieci che siano, rimangono una dimensione totalmente privata. I figli, la famiglia, (nonostante ciò che dice la Costituzione, che non trova alcun riscontro nella vita reale) non riguardano la Società.
Sono semplicemente l'espressione di una tua libertà di scelta, così come decidere se comprare casa o andare in affitto, se prendere un cane o cambiare sesso.
E quindi cosa consegue?
Una assenza totale di politiche per la famiglia, che sono totalmente delegate a Istituzioni non riconosciute dallo stato: I Nonni (prima di sbolognarli alle badanti quando si rimbambiscono), e gli Oratori (che ti salvano l'estate).
Se sei fortunato.
Sennò creerai lavoro nero assoldando una babysitter.
E invece io vorrei dire che, nonostante tutto , fare molti figli, conviene.
Certo non ti arricchirai, ma in realtà ci sono dei vantaggi, prima di tutto per loro stessi.
Eccoli.
Non saranno bambini viziati.
Dovranno imparare a condividere le cose. Anche a insulti e mazzate, sì.
Non si annoieranno.
Magari si piglieranno a calci e si tireranno addosso tutta la scatola di lego duplo.
Ma non si annoieranno.
I genitori non avranno bisogno di negoziare le vacanze, il film dopocena, il menù serale, perchè da una parte c'è la coppia, dall'altra la marmaglia dei marmocchi.
Nessun "lui, lei e l'altro".
Da una parte i genitori, che fanno cose da grandi, guardano film (senza animali parlanti) dopo cena, escono (con parsimonia) alla sera; dall'altra i marmocchi, che vanno a letto alle nove tutti insieme, ridacchiano e si raccontano barzellette tra loro e prolungano il coprifuoco con mezzi illeciti.
Non sarà mai un problema invitare qualcuno a cena.
Nei grandi numeri, uno in più o in meno, non cambia molto.
Se siete maniaci dell'ordine, guarirete.
(Magari dopo avere passato un piccolo esaurimento nervoso)
Se siete maniaci della pulizia, rivaluterete il concetto di pulizia alla radice. E cioè, se non ci saranno gatti della polvere grandi come polli per terra, o si intravede ancora il colore del piano della cucina, allora potete aspettare ad allarmarvi.
Avete nostalgia della vostra infanzia?
Potrete rivivere tutta la stupefazione e la spensieratezza dell'essere bambini attraverso i vostri figli.
Vale a dire guardare decine di volte Kungfu Panda senza essere presi per il culo dai colleghi.
E superare finalmente il trauma della morte della madre di Bambi.
Gli, poi, abiti non saranno un problema.
Le famiglie numerose entrano in un giro di spaccio di abiti usati che risolverà il problema del rifornimento degli armadi.(almeno dei bambini).
Non sapete mai cosa cucinare?
Tranquilli, i bambini vi acclameranno se porterete in tavola pasta al burro 7 giorni su 7.
La varietà del menù settimanale si limita a massimo 3-4 variazioni.
Volete tornare all'essenziale?
Non sarà una scelta, ma una necessità.
E poi diventerà uno stile di vita.
Che vi farà ridare valore al tempo, alla (cosiddetta) noia, al concetto di divertimento, alla creatività.
Provare (!) per credere.
(Non vale il soddisfatti o rimborsati, a questo giro, però)
Avere scelto di avere una famiglia numerosa scatena molte reazioni negli altri.
Considerando solo l'ambiente lavorativo- e in particolare il MIO ambiente lavorativo, ovvero la Polizia Locale, con tutto il suo fardello pseudo maschilista e cameratesco- l'approccio nei miei confronti si può riassumere nella frase soprastante.
A volte nei miei riguardi aggiungono qualcosa sull'uso della televisione, manifestando una idea di televisione totalmente obsoleta.
Vorrei ribattere loro che considerato com'è oggi la televisione, direi che fare sesso è l'unica opzione plausibile per non morire d'inedia.
Ma passiamo oltre.
Il fatto che una madre di 4 figli possa avere delle esigenze diverse- di lavoro ed orari- da un semi-single o da una donna con due figli adolescenti, viene considerato dalla maggior parte dei miei colleghi come un pretesto per accedere a privilegi ingiustificati.
Perchè in fondo, non è giusto che io faccia solo il turno del mattino (noi vigili solitamente lavoriamo su tre turni, mattina, pomeriggio e serale), con la scusa dei figli.
Il fatto che io, per questo "privilegio" abbia 4 giorni di ferie in meno, nessuna ora di ROL, una riduzione cospicua dello stipendio e nessuna possibilità di fare straordinari, non li tange.
Ma non vogliamogliene per questo.
Perchè in fondo rispecchiano perfettamente ciò che è cultura diffusa in Italia.
Ovvero, che la famiglia è affar tuo.
I figli, uno,tre, dieci che siano, rimangono una dimensione totalmente privata. I figli, la famiglia, (nonostante ciò che dice la Costituzione, che non trova alcun riscontro nella vita reale) non riguardano la Società.
Sono semplicemente l'espressione di una tua libertà di scelta, così come decidere se comprare casa o andare in affitto, se prendere un cane o cambiare sesso.
E quindi cosa consegue?
Una assenza totale di politiche per la famiglia, che sono totalmente delegate a Istituzioni non riconosciute dallo stato: I Nonni (prima di sbolognarli alle badanti quando si rimbambiscono), e gli Oratori (che ti salvano l'estate).
Se sei fortunato.
Sennò creerai lavoro nero assoldando una babysitter.
E invece io vorrei dire che, nonostante tutto , fare molti figli, conviene.
Certo non ti arricchirai, ma in realtà ci sono dei vantaggi, prima di tutto per loro stessi.
Eccoli.
Non saranno bambini viziati.
Dovranno imparare a condividere le cose. Anche a insulti e mazzate, sì.
Non si annoieranno.
Magari si piglieranno a calci e si tireranno addosso tutta la scatola di lego duplo.
Ma non si annoieranno.
I genitori non avranno bisogno di negoziare le vacanze, il film dopocena, il menù serale, perchè da una parte c'è la coppia, dall'altra la marmaglia dei marmocchi.
Nessun "lui, lei e l'altro".
Da una parte i genitori, che fanno cose da grandi, guardano film (senza animali parlanti) dopo cena, escono (con parsimonia) alla sera; dall'altra i marmocchi, che vanno a letto alle nove tutti insieme, ridacchiano e si raccontano barzellette tra loro e prolungano il coprifuoco con mezzi illeciti.
Non sarà mai un problema invitare qualcuno a cena.
Nei grandi numeri, uno in più o in meno, non cambia molto.
Se siete maniaci dell'ordine, guarirete.
(Magari dopo avere passato un piccolo esaurimento nervoso)
Se siete maniaci della pulizia, rivaluterete il concetto di pulizia alla radice. E cioè, se non ci saranno gatti della polvere grandi come polli per terra, o si intravede ancora il colore del piano della cucina, allora potete aspettare ad allarmarvi.
Avete nostalgia della vostra infanzia?
Potrete rivivere tutta la stupefazione e la spensieratezza dell'essere bambini attraverso i vostri figli.
Vale a dire guardare decine di volte Kungfu Panda senza essere presi per il culo dai colleghi.
E superare finalmente il trauma della morte della madre di Bambi.
Gli, poi, abiti non saranno un problema.
Le famiglie numerose entrano in un giro di spaccio di abiti usati che risolverà il problema del rifornimento degli armadi.(almeno dei bambini).
Non sapete mai cosa cucinare?
Tranquilli, i bambini vi acclameranno se porterete in tavola pasta al burro 7 giorni su 7.
La varietà del menù settimanale si limita a massimo 3-4 variazioni.
Volete tornare all'essenziale?
Non sarà una scelta, ma una necessità.
E poi diventerà uno stile di vita.
Che vi farà ridare valore al tempo, alla (cosiddetta) noia, al concetto di divertimento, alla creatività.
Provare (!) per credere.
(Non vale il soddisfatti o rimborsati, a questo giro, però)
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incintitudine,
Me
8 luglio 2013
amiche di penna
In questa epoca della tirannia dell'immagine sulla parola. In cui non si sa scrivere più con la punteggiatura e si tralasciano errori come QUORE o COSCENZA perchè i tastini dello smartphone sono troppo piccoli e i ditoni troppo grossi;
in questa epoca buia in cui gli amici non sono veri amici ma contatti di FacciaLibro in cui una foto sta al posto di un viso in carne ed ossa (e spesso è la foto di un piede o di una tazzina di caffè);
in questa epoca in cui c'è poco tempo per tutto tanto meno per parlare, figuriamoci poi ascoltare;
in questa epoca in cui internet sembra sostituire ogni esperienza sensibile a beneficio di illusioni di relazioni, illusioni di viaggi, illusioni di conoscenza;
in questa epoca, io mi sono fatta una nuova amica.
Di penna. (penna digitale)
Perchè io adoro internet, a dispetto di tutto quello che si dice, e come ogni strumento, quello che conta è come lo usi.
Se prendi un martello e o usi per testare il parquet (vero, SuperMario?) la colpa non sarà del povero metello,ma della mamma che te lo lascia usare ma di chi non ne conosce l'uso corretto.
(Povero parquet).
E insomma, alla fine io e un altra mamma ci siamo trovate, anzi è lei che a trovato me, e abbiamo riconosciuto entrambi una sorta di feeling che se fossimo innamorate (ma ho già una lesboamica, non esageriamo) si chiamerebbe colpo di fulmine.
Lei è una vera SuperMamma, che scala una montagna alta così ogni singolo giorno della sua vita, ha tre figli, un signor Marito in cordata con lei, una sfida più impegnativa di altre da vincere.
Lei è di Roma (o giù di lì, non tormentatemi con la geografia.Ma lei, la mia amica è una maestra, chissà che non mi insegni qualcosa di capoluoghi e regioni italiane) con questo splendido accento che io adoro.
Però, a causa di vicissitudini dolorose e speranze da non sottovalutare, è capitata per un pò qui nelle vicinanze, con tutta la famiglia al seguito.
Ci siamo incontrate, non proprio come avremmo voluto (SuperMario oltre a martellare il parquet, si è preso la varicella)...ma è stata una emozione indescrivibile.
Sarà il primo di tanti prossimi incontri, virtuali (grazie Wat's Up!!!) e non.
Cose che ti rendono la vita migliore...
in questa epoca buia in cui gli amici non sono veri amici ma contatti di FacciaLibro in cui una foto sta al posto di un viso in carne ed ossa (e spesso è la foto di un piede o di una tazzina di caffè);
in questa epoca in cui c'è poco tempo per tutto tanto meno per parlare, figuriamoci poi ascoltare;
in questa epoca in cui internet sembra sostituire ogni esperienza sensibile a beneficio di illusioni di relazioni, illusioni di viaggi, illusioni di conoscenza;
in questa epoca, io mi sono fatta una nuova amica.
Di penna. (penna digitale)
Perchè io adoro internet, a dispetto di tutto quello che si dice, e come ogni strumento, quello che conta è come lo usi.
Se prendi un martello e o usi per testare il parquet (vero, SuperMario?) la colpa non sarà del povero metello,
(Povero parquet).
E insomma, alla fine io e un altra mamma ci siamo trovate, anzi è lei che a trovato me, e abbiamo riconosciuto entrambi una sorta di feeling che se fossimo innamorate (ma ho già una lesboamica, non esageriamo) si chiamerebbe colpo di fulmine.
Lei è una vera SuperMamma, che scala una montagna alta così ogni singolo giorno della sua vita, ha tre figli, un signor Marito in cordata con lei, una sfida più impegnativa di altre da vincere.
Lei è di Roma (o giù di lì, non tormentatemi con la geografia.Ma lei, la mia amica è una maestra, chissà che non mi insegni qualcosa di capoluoghi e regioni italiane) con questo splendido accento che io adoro.
Però, a causa di vicissitudini dolorose e speranze da non sottovalutare, è capitata per un pò qui nelle vicinanze, con tutta la famiglia al seguito.
Ci siamo incontrate, non proprio come avremmo voluto (SuperMario oltre a martellare il parquet, si è preso la varicella)...ma è stata una emozione indescrivibile.
Sarà il primo di tanti prossimi incontri, virtuali (grazie Wat's Up!!!) e non.
Cose che ti rendono la vita migliore...
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1 luglio 2013
principesse
Wonderwoman è una principessa.
Come tutte le bambine.
Perchè le principesse hanno abiti fino ai piedi, scarpe coi tacchi, E passano il loro tempo truccandosi, e andando a feste da ballo,
Nella cesta dei travestimenti le bambine hanno più vestiti di me.
Wonderwoman gestisce una specie di scuola per principesse.
Si lo so, sembra un pò tipo una tenutaria di un bordello.
Allieva fedele è Catwoman, ma amichette e compagne occasionali si uniscono volentieri al tirocinio dellamaitresse direttrice della scuola.
Cosa si impara in questa scuola?
Principalmente a vestirsi. (Meglio che svestirsi, in ogni caso)
A ballare ("movimento sexy", sono finiti i tempi del walzer).
A truccarsi, camminare sui tacchi, civettare.
A trovarsi un marito (" Dove vai principessa Aurora?"-"Vado con mio marito che dobbiamo mettere il semino per far nascere mio figlio")
Ahem.
Più che un marito, un fuco.
Cosa si fa in questa scuola?
Sostanzialmente si va a delle feste.
Ed ecco un estratto della lezione, tenuta da Wonderwoman all'allieva Catwoman più ad altre decine di aspiranti principesse non visibili ad occhio materno.
-...Allora una cosa MOLTO importante.
Al ballo ci si mette un vestito FINO ai piedi.
E con le maniche corte. Anzi, meglio, SENZA maniche.
CHI si mette un vestito con le maniche lunghe, allora, io...le toglierò il vestito. Le metterò dei pantaloncini CORTI, TUTTI STRACCIATI.
E una canottiera. UNA CANNOTTIERA, CAPITO?-
La gogna, praticamente.
Poi, ha intonato movimento sexy.
Come tutte le bambine.
Perchè le principesse hanno abiti fino ai piedi, scarpe coi tacchi, E passano il loro tempo truccandosi, e andando a feste da ballo,
Nella cesta dei travestimenti le bambine hanno più vestiti di me.
Wonderwoman gestisce una specie di scuola per principesse.
Si lo so, sembra un pò tipo una tenutaria di un bordello.
Allieva fedele è Catwoman, ma amichette e compagne occasionali si uniscono volentieri al tirocinio della
Cosa si impara in questa scuola?
Principalmente a vestirsi. (Meglio che svestirsi, in ogni caso)
A ballare ("movimento sexy", sono finiti i tempi del walzer).
A truccarsi, camminare sui tacchi, civettare.
A trovarsi un marito (" Dove vai principessa Aurora?"-"Vado con mio marito che dobbiamo mettere il semino per far nascere mio figlio")
Ahem.
Più che un marito, un fuco.
Cosa si fa in questa scuola?
Sostanzialmente si va a delle feste.
Ed ecco un estratto della lezione, tenuta da Wonderwoman all'allieva Catwoman più ad altre decine di aspiranti principesse non visibili ad occhio materno.
-...Allora una cosa MOLTO importante.
Al ballo ci si mette un vestito FINO ai piedi.
E con le maniche corte. Anzi, meglio, SENZA maniche.
CHI si mette un vestito con le maniche lunghe, allora, io...le toglierò il vestito. Le metterò dei pantaloncini CORTI, TUTTI STRACCIATI.
E una canottiera. UNA CANNOTTIERA, CAPITO?-
La gogna, praticamente.
Poi, ha intonato movimento sexy.
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WonderWoman
21 giugno 2013
eventi recenti
No, no mi sono data alla poesia.
Mi sono data alla malattia, ecco.
Dopo l'orticaria, circa un mese fa, a confermare la cattiva qualità del mio metabilsmo ormai non più in garanzia (per la sfortuna del Gmarito che non può cambiarmi con un modello più recente o farmi riparare gratuitamente) mi sono ammalata di nuovo.
Non vi tedierò con orride descrizioni raccapriccianti del mio male (perchè è un pò raccapricciante), in ogni caso non sto ancora bene, e spero non peggiori e anche che non lasci tracce eccessive.
Posso dire però che l'organo colpito è la bocca tale da non poter parlare (bene per il Gmarito) e mangiare (bene per la dieta mai incominciata). Male per me, che soffro e mi impasticco.
Comunque, posso mangiare solo gelato (bene per me, gelato scevro da sensi di colpa!).
E questo mi ha fatto venire in mente una storia di Richard Scarry, in un libro che leggevo da piccola.
Raccontava la storia di mamma e bimba (gattiformi, mi pare) che entrano in ospedale insieme: la bimba si toglie le tonsille. La mamma invece le fa una sorpresa e le scodella un fratellino. Così la bimba, felice, può mangiare solo gelato e godersi la bella sorpresa.
Stavolta non sono io quella che scodella un neonato.
Ma quella che mangia il gelato.
Se fossi ricoverata, però, mi riposerei di più.
Mi sono data alla malattia, ecco.
Dopo l'orticaria, circa un mese fa, a confermare la cattiva qualità del mio metabilsmo ormai non più in garanzia (per la sfortuna del Gmarito che non può cambiarmi con un modello più recente o farmi riparare gratuitamente) mi sono ammalata di nuovo.
Non vi tedierò con orride descrizioni raccapriccianti del mio male (perchè è un pò raccapricciante), in ogni caso non sto ancora bene, e spero non peggiori e anche che non lasci tracce eccessive.
Posso dire però che l'organo colpito è la bocca tale da non poter parlare (bene per il Gmarito) e mangiare (bene per la dieta mai incominciata). Male per me, che soffro e mi impasticco.
Comunque, posso mangiare solo gelato (bene per me, gelato scevro da sensi di colpa!).
E questo mi ha fatto venire in mente una storia di Richard Scarry, in un libro che leggevo da piccola.
Raccontava la storia di mamma e bimba (gattiformi, mi pare) che entrano in ospedale insieme: la bimba si toglie le tonsille. La mamma invece le fa una sorpresa e le scodella un fratellino. Così la bimba, felice, può mangiare solo gelato e godersi la bella sorpresa.
Stavolta non sono io quella che scodella un neonato.
Ma quella che mangia il gelato.
Se fossi ricoverata, però, mi riposerei di più.
16 giugno 2013
poesie piene di polvere
Farfalle
la sera d’estate
Svoalzzando diafane
le falene
notturne e pallide
vanno e tornano
all’inganno di una candela
che in un soffio,
istante d’amore e dolore, le avvampa
in una fiamma sola
ma forse più brillante.
La lucciola invece vibrando
lontana, non teme l’ombra,
ignorando il sogno d’un’ebbrezza,
e si crede una stella
che si consuma
soffocata dal primo raggio di luna.
Svoalzzando diafane
le falene
notturne e pallide
vanno e tornano
all’inganno di una candela
che in un soffio,
istante d’amore e dolore, le avvampa
in una fiamma sola
ma forse più brillante.
La lucciola invece vibrando
lontana, non teme l’ombra,
ignorando il sogno d’un’ebbrezza,
e si crede una stella
che si consuma
soffocata dal primo raggio di luna.
7 giugno 2013
Done List!
Ho una teoria già espressa su questo blog, secondo cui le liste di cose da fare
(che ora per fare i fighi si chiamano TO DO LIST) sono dannose per l'autostima e per il karma interiore. Perchè sono infinite, sarà impossibile spuntare tutte le voci, un pò come Sisifo e la Montagna.
Invece bisogna fare le liste di cose già fatte.
(THINGS DONE LIST? Traduttore google, naturalmente)
Che invece ti risollevano il morale e non ti fanno sentire sempre inadempiente e inaffiidabile, smemorata e inconcludente. (le parole che mi vengono in mente quando guardo la mia TODOLIST)
Abbasso la TO DO LIST.
Viva la DONE LIST!
E quindi oggi ho fatto:
-trafila del mattino
-guadagnato la pagnotta, 4 ore in strada (sì, lo so cosa sembra. ma vi ricordo che faccio il vigile)
-tornata a casa dove SuperMario inconsolabile per motivi a me oscuri ha pianto disperato attaccato alla mia tetta per un'ora.
-mi sono messa un vestito, per contrastare la sciatteria che mi è stata contestata dal Gmarito
-in macchina, a scuola, per recuperare i Fantastici4
-cercato e infine trovato parcheggio (regolare)
-recuperato CatWoman, Megamind (Wonder da un'amica),
-parato con le maestre che faranno l'esame a Catwoman (25 minuti con SuperMario urlante in fasca, sembravo Anna Magnani in Mamma Roma)
-Recuperato 2 sacchi enormi di quaderni da portare a casa
-lasciato CatWoman a una amichetta
-constatato che era inutile mettere il vestito essendo già ormai cosparso di rigurgiti e caccole
-Portato Megamind a una festa (perdendomi ovviamente almeno una volta) mentre SuperMario per protesta si spremeva addosso l'intero biberon di acqua
-tornata non prima delle 17.40 con l'intenzione di fare la spesa, ma SuperMario mi ha guardato e mi ha detto(nella sua lingua, ma era chiarissimo):
-col c****o che vai a fare la spesa, io non ho fatto merenda-
-Data merenda a Supermario
-Tentato inutilmente di far dormire Supermario idrofobo
-apparecchiato per la cena
-preparato semilavorati semicotti per la cena
-preparato la pastina per SuperMario per stasera e per domani
-steso la biancheria
-cambiato cacca (cioè, il pannolino)
-sopravvenute le 18.30, sono uscita in auto per recuperare MegaMind alla festa, con una amena colonna sonora di grida del piccolo idrofobo
-Poi ho attraversato la città e ho recuperato CatWoman, la quale ha piantato il consueto capriccio sdraiandosi per terra e trasformandosi in una bambola di pezza ripiena di pimbo.
-Passata dal Baglo-Cina-Indo market a comprare il latte
-A casa ho completato la cena, ho nutrito il piccolo cantante idrofobo, e poi ho approntato il desco famigliare.
-Mi sono pure sforzata di apparire fresca e sorridente (dispendio calorico circa 580 calorie)
-Messo a letto il piccolo SuperMario
-Sparecchiato, lavato i piatti, trafila della cucina
e per finire
Gmarito:-Amore, ti sei messa un vestito! Hai anche le unghie dei piedi pitturate.
-Sì, hai visto?-
Lui, con quel tenero sarcasmo che lui si ostina a chiamare ironia -E' la lotta contro la sciatteria?-
(Io un pò offesa, perch sono permalosissima naturalmente taccio.)
E il Gmarito -Ho sempre amato le battaglie perse, amore.-
(che ora per fare i fighi si chiamano TO DO LIST) sono dannose per l'autostima e per il karma interiore. Perchè sono infinite, sarà impossibile spuntare tutte le voci, un pò come Sisifo e la Montagna.
Invece bisogna fare le liste di cose già fatte.
(THINGS DONE LIST? Traduttore google, naturalmente)
Che invece ti risollevano il morale e non ti fanno sentire sempre inadempiente e inaffiidabile, smemorata e inconcludente. (le parole che mi vengono in mente quando guardo la mia TODOLIST)
Abbasso la TO DO LIST.
Viva la DONE LIST!
E quindi oggi ho fatto:
-trafila del mattino
-guadagnato la pagnotta, 4 ore in strada (sì, lo so cosa sembra. ma vi ricordo che faccio il vigile)
-tornata a casa dove SuperMario inconsolabile per motivi a me oscuri ha pianto disperato attaccato alla mia tetta per un'ora.
-mi sono messa un vestito, per contrastare la sciatteria che mi è stata contestata dal Gmarito
-in macchina, a scuola, per recuperare i Fantastici4
-cercato e infine trovato parcheggio (regolare)
-recuperato CatWoman, Megamind (Wonder da un'amica),
-parato con le maestre che faranno l'esame a Catwoman (25 minuti con SuperMario urlante in fasca, sembravo Anna Magnani in Mamma Roma)
-Recuperato 2 sacchi enormi di quaderni da portare a casa
-lasciato CatWoman a una amichetta
-constatato che era inutile mettere il vestito essendo già ormai cosparso di rigurgiti e caccole
-Portato Megamind a una festa (perdendomi ovviamente almeno una volta) mentre SuperMario per protesta si spremeva addosso l'intero biberon di acqua
-tornata non prima delle 17.40 con l'intenzione di fare la spesa, ma SuperMario mi ha guardato e mi ha detto(nella sua lingua, ma era chiarissimo):
-col c****o che vai a fare la spesa, io non ho fatto merenda-
-Data merenda a Supermario
-Tentato inutilmente di far dormire Supermario idrofobo
-apparecchiato per la cena
-preparato semilavorati semicotti per la cena
-preparato la pastina per SuperMario per stasera e per domani
-steso la biancheria
-cambiato cacca (cioè, il pannolino)
-sopravvenute le 18.30, sono uscita in auto per recuperare MegaMind alla festa, con una amena colonna sonora di grida del piccolo idrofobo
-Poi ho attraversato la città e ho recuperato CatWoman, la quale ha piantato il consueto capriccio sdraiandosi per terra e trasformandosi in una bambola di pezza ripiena di pimbo.
-Passata dal Baglo-Cina-Indo market a comprare il latte
-A casa ho completato la cena, ho nutrito il piccolo cantante idrofobo, e poi ho approntato il desco famigliare.
-Mi sono pure sforzata di apparire fresca e sorridente (dispendio calorico circa 580 calorie)
-Messo a letto il piccolo SuperMario
-Sparecchiato, lavato i piatti, trafila della cucina
e per finire
Gmarito:-Amore, ti sei messa un vestito! Hai anche le unghie dei piedi pitturate.
-Sì, hai visto?-
Lui, con quel tenero sarcasmo che lui si ostina a chiamare ironia -E' la lotta contro la sciatteria?-
(Io un pò offesa, perch sono permalosissima naturalmente taccio.)
E il Gmarito -Ho sempre amato le battaglie perse, amore.-
c'entra con:
casa,
CatWoman,
conversazioni,
I Fantastici4,
marito,
MegaMind,
scuola,
SuperMario
3 giugno 2013
romanticismo vs sciatteria
Gmarito (dolce):-Amore, domani mattina sveglia anche me quando ti alzi.-
Io (incredula):- alle sei?-
Gmarito:-Sì, ale sei.-
Io: -e perchè, scusa? io preferisco lasciarti dormire-
Gmarito (sempre dolce): -Ma così ti vedo.-
Io:- Ah, ok. Ma mi vedi anche ora.-
Gmarito:- Sì, ma così ti vedo come sei bella...-
Io:-bella in divisa? (stupore)
Gmarito:-...sì, finalmente così ti vedo vestita un pò elegante.-
No, ma scherzava eh.
(Comunque poi si è svegliato con me, e mi ha preparato la colazione, e in effetti la luce del sole era diversa e io ho lavorato con il sorriso. E forse ho dato anche poche multe. Gmarito attento a non essere troppo romantico che se no il Comune qui va in fallimento)
Io (incredula):- alle sei?-
Gmarito:-Sì, ale sei.-
Io: -e perchè, scusa? io preferisco lasciarti dormire-
Gmarito (sempre dolce): -Ma così ti vedo.-
Io:- Ah, ok. Ma mi vedi anche ora.-
Gmarito:- Sì, ma così ti vedo come sei bella...-
Io:-bella in divisa? (stupore)
Gmarito:-...sì, finalmente così ti vedo vestita un pò elegante.-
No, ma scherzava eh.
(Comunque poi si è svegliato con me, e mi ha preparato la colazione, e in effetti la luce del sole era diversa e io ho lavorato con il sorriso. E forse ho dato anche poche multe. Gmarito attento a non essere troppo romantico che se no il Comune qui va in fallimento)
c'entra con:
conversazioni,
lavoro,
marito,
Me
2 giugno 2013
Lesbo amica pavese e personalità multiple.
(sì, lo so questo post è troppo lungo)
Io aspiro allo sdoppiamento della personalità.
No, anzi lo sdoppiamento non sarebbe sufficiente.
Aspiro alla personalità multipla.
Come la mia cara amica Amelie, in cui convivono varie persone, dentro di me albergano e si aggirano almeno due ME, che si azzuffano come scimmie, costantemente.
Eppure quelle 2 ME, non mi sono sufficienti.
E' che quando vedo una persona (donna) che sa fare qualcosa che io non so, subito mi faccio cogliere dall'inadeguatezza.
-Ecco, guarda, dovrei essere come lei. Che si mette il tacco 12 tutte le mattine (per me un tacco superiore al nr 5 è counque un tacco12, ovvero una sfida alla gravità), si asciuga perfino i capelli (l'ultima volta che mi sono asciugata i capelli con phon e spazzola è stato forse nel 2006 per il battesimo di Ww), che ha le unghie laccate del colore della borsa (io non ho le unghie, peraltro).-
Non è competitività. Diciamo che l'inadeguatezza non fa il salto di qualità per diventare competizione.
Son troppo pigra.
Nel mio ideale di Hysterkmom dovrebbero convivere, pacificamente, e con un contratto a turni per retribuito e sindacalizzato, le seguenti personalità:
-Me creativa, originale, a righe e pois, libera e anticonformista e senza paura
-Me responsabile e precisa madre di famiglia, ordinata, blu, sobria e affidabile
-Me sexydonna curata, mai sciatta, con dei completi intimi coordinati e in grado di mantenere uno stato di veglia passabile anche dopo le 22.
-Me casalinga ordinata, precisa, puntuale, che si dedica alla casa e ai calzini bucati del marito ( ovvero in grado di rammendarli all'occorrenza e non cestinarli sostituendoli con calzini nuovi)
-Me professionale, seria, grintosa, competitiva (già direi molto poco praticabile nel pubblico impiego), stimata da tutti i propri superiori, o se non stimata, almeno un pò temuta per la sua cazzutaggine.
-Me mamma dolce e comprensiva e paziente, non incontinente emotiva, puntuale, impegnata a scuola, che va a tutte le riunioni, che ha finalmente capito che cacchio voglia dire consiglio di interclasse, che non dà i soldi della recita in ritardo e non è sempre l'ultima a sapere quando sarà la recita.
La persona che più si avvicina a questo mostro HysterikPsyco che ne viene fuori, è la mia lesbo-amica-pavese
(non è lesbica per davvero, ma -Nico, lo sai- se io fossi lesbica, mi fidanzerei con te. Eppoi è sposata con il poligamo Fabri).
Lei ha gli occhi azzurri. Che dire azzurri non rende. Cioè, di quel colore dei mari del sud. Quelli delle cartoline, blu, verdi, celesti, trasparenti, tutto insieme.
In più lei fa la pendolare, lavora nella segreteria di una scuola fichissima di grafica e design in cui mi sono laureata io a Milano, ha fatto un master mentre lavorava e mentre aveva due figli e un marito e anche mentre aveva una casa da mandare avanti.
Tutto questo fa di lei ai miei occhi una vera donna in carriera, insieme al fatto che non deve mettersi una divisa blu ogni mattina.
Oltre ciò lei è sempre curata.
Possiede delle unghie, e si mette lo smalto.
Probabilmente si depila anche le gambe ogni venerdì.
E' truccata e indossa sempre degli abiti con colori armoniosi e abbinati, ma con parsimonia. (Ovvero non ostenta tacchi 12 o minigonne, calze a rete e smalto fluo).
Lei odia la sciatteria.
(meno male che abitiamo in città diverse)
Perchè nel contempo lei e madre seria e sobria, mai volgare e con la dote chele invidio di più.
Una domatrice di sentimenti.
Ovvero che non si fa travolgere dallo tsunami emotivo del suo utero, come me.
Ma se suo figlio si bagna le calze per 4 volte e per 4 volte se le vuole cambiare, lei gli spiega dolcemente quanto sia sbagliato.
Non gli dà uno scapaccione alla seconda richiesta spedendolo in camera sua.
Lei possiede anche un marito, poligamo, in quanto sposato anche con la Roma, la lavapiatti e con Nando.
Non so se gli rammendi i calzini, di sicuro però non lo fa uscire con la camicia a cui mancano due bottoni, ha insistito perchè andasse in palestra e tollera che lui si alzi (NEL WEEKEND) dopo le 10 del mattino mentre lei sveglia da tre ore. (Ovvero: non gli manda in camera spedizioni punitive di bambini ogni quarto d'ora allo scopo di svegliarlo accidentalmente)
Inoltre in lei convivono queste personalità pacificamente, probabilmente si sono fatte assistere da un buon avvocato che le ha vincolate da un buon contratto con clausole capestro, che impedisce loro di darsi mazzate e cercare di farsi le scarpe le une con le altre.
Ma il pregio maggiore della mia amica è che lei non è perfetta, non vuole esserlo, e nemmeno sembrarlo, manifesta tutti i segni distinguibili della donna:sensi di colpa,senso (ingiustificato) di inadeguatezza, dubbi, e debolezze.
Dunque, ai miei occhi, rasenta la perfezione.
Potrei cominciare comprandomi delle lenti a contatto blu...
E a procurarmi delle unghie, forse, anche.
(cominciamo dalle cose più facili.)
Io aspiro allo sdoppiamento della personalità.
No, anzi lo sdoppiamento non sarebbe sufficiente.
Aspiro alla personalità multipla.
Come la mia cara amica Amelie, in cui convivono varie persone, dentro di me albergano e si aggirano almeno due ME, che si azzuffano come scimmie, costantemente.
Eppure quelle 2 ME, non mi sono sufficienti.
E' che quando vedo una persona (donna) che sa fare qualcosa che io non so, subito mi faccio cogliere dall'inadeguatezza.
-Ecco, guarda, dovrei essere come lei. Che si mette il tacco 12 tutte le mattine (per me un tacco superiore al nr 5 è counque un tacco12, ovvero una sfida alla gravità), si asciuga perfino i capelli (l'ultima volta che mi sono asciugata i capelli con phon e spazzola è stato forse nel 2006 per il battesimo di Ww), che ha le unghie laccate del colore della borsa (io non ho le unghie, peraltro).-
Non è competitività. Diciamo che l'inadeguatezza non fa il salto di qualità per diventare competizione.
Son troppo pigra.
Nel mio ideale di Hysterkmom dovrebbero convivere, pacificamente, e con un contratto a turni per retribuito e sindacalizzato, le seguenti personalità:
-Me creativa, originale, a righe e pois, libera e anticonformista e senza paura
-Me responsabile e precisa madre di famiglia, ordinata, blu, sobria e affidabile
-Me sexydonna curata, mai sciatta, con dei completi intimi coordinati e in grado di mantenere uno stato di veglia passabile anche dopo le 22.
-Me casalinga ordinata, precisa, puntuale, che si dedica alla casa e ai calzini bucati del marito ( ovvero in grado di rammendarli all'occorrenza e non cestinarli sostituendoli con calzini nuovi)
-Me professionale, seria, grintosa, competitiva (già direi molto poco praticabile nel pubblico impiego), stimata da tutti i propri superiori, o se non stimata, almeno un pò temuta per la sua cazzutaggine.
-Me mamma dolce e comprensiva e paziente, non incontinente emotiva, puntuale, impegnata a scuola, che va a tutte le riunioni, che ha finalmente capito che cacchio voglia dire consiglio di interclasse, che non dà i soldi della recita in ritardo e non è sempre l'ultima a sapere quando sarà la recita.
La persona che più si avvicina a questo mostro HysterikPsyco che ne viene fuori, è la mia lesbo-amica-pavese
(non è lesbica per davvero, ma -Nico, lo sai- se io fossi lesbica, mi fidanzerei con te. Eppoi è sposata con il poligamo Fabri).
Lei ha gli occhi azzurri. Che dire azzurri non rende. Cioè, di quel colore dei mari del sud. Quelli delle cartoline, blu, verdi, celesti, trasparenti, tutto insieme.
In più lei fa la pendolare, lavora nella segreteria di una scuola fichissima di grafica e design in cui mi sono laureata io a Milano, ha fatto un master mentre lavorava e mentre aveva due figli e un marito e anche mentre aveva una casa da mandare avanti.
Tutto questo fa di lei ai miei occhi una vera donna in carriera, insieme al fatto che non deve mettersi una divisa blu ogni mattina.
Oltre ciò lei è sempre curata.
Possiede delle unghie, e si mette lo smalto.
Probabilmente si depila anche le gambe ogni venerdì.
E' truccata e indossa sempre degli abiti con colori armoniosi e abbinati, ma con parsimonia. (Ovvero non ostenta tacchi 12 o minigonne, calze a rete e smalto fluo).
Lei odia la sciatteria.
(meno male che abitiamo in città diverse)
Perchè nel contempo lei e madre seria e sobria, mai volgare e con la dote chele invidio di più.
Una domatrice di sentimenti.
Ovvero che non si fa travolgere dallo tsunami emotivo del suo utero, come me.
Ma se suo figlio si bagna le calze per 4 volte e per 4 volte se le vuole cambiare, lei gli spiega dolcemente quanto sia sbagliato.
Non gli dà uno scapaccione alla seconda richiesta spedendolo in camera sua.
Lei possiede anche un marito, poligamo, in quanto sposato anche con la Roma, la lavapiatti e con Nando.
Non so se gli rammendi i calzini, di sicuro però non lo fa uscire con la camicia a cui mancano due bottoni, ha insistito perchè andasse in palestra e tollera che lui si alzi (NEL WEEKEND) dopo le 10 del mattino mentre lei sveglia da tre ore. (Ovvero: non gli manda in camera spedizioni punitive di bambini ogni quarto d'ora allo scopo di svegliarlo accidentalmente)
Inoltre in lei convivono queste personalità pacificamente, probabilmente si sono fatte assistere da un buon avvocato che le ha vincolate da un buon contratto con clausole capestro, che impedisce loro di darsi mazzate e cercare di farsi le scarpe le une con le altre.
Ma il pregio maggiore della mia amica è che lei non è perfetta, non vuole esserlo, e nemmeno sembrarlo, manifesta tutti i segni distinguibili della donna:sensi di colpa,senso (ingiustificato) di inadeguatezza, dubbi, e debolezze.
Dunque, ai miei occhi, rasenta la perfezione.
Potrei cominciare comprandomi delle lenti a contatto blu...
E a procurarmi delle unghie, forse, anche.
(cominciamo dalle cose più facili.)
31 maggio 2013
lunghe giornate-terza parte
-terza parte-
Così, il Gmarito, tornato da lavoro, alle ore 19.35 deve essersi trovato di fronte a questa ridente scenetta.
I Fantastici4 senza controllo e non ancora in pigiama, ogni superficie della cucina, compreso il pavimento, ricoperto da cose che non avevano nulla a che vedere con la cena, SuperMario in piena protesta per fame, e la moglie completamente isterica.
Ovviamente io poi me la prendo con chi mi capita a tiro, così il Gmarito si è dileguato
-ok. Vado in cesso-
(con il gergo scurrile il Gmarito esternava così il suo disappunto)
Io nel frattempo gettavo tutti fuori dalla cucina.E nutrivo SuperMario.
Ho poi dato il peggio di me per il resto della serata, perchè poi, ammettiamolo, non era colpa dei Fantastici4 se avevo avuto una giornata pesante, così come non era colpa del Gmarito se i bambini volevano una chitarra fatta cogli elastici e dei sassi milanisti e sopratutto se la sventurata madre asseconda ogni impeto creativo.
Dopo avere inveito contro tutti e tutto (sentendomi ne frattempo assolutamente pessima) ho mollato piatti e pentole sporche nel lavello, e me ne sono andata a letto.
Non proprio una scenetta da angelo del focolare, eh?
Il Gmarito intanto ha fatto lezione a Catwoman (che si sta preparando per dare 'esame per andare in seconda senza passare dal via-ovvero dalla prima-), ha archiviato poi tutti i Fantastici4.
Potevo fare di meglio.
Non ho alcun controllo della mia emotività, sono una incontinente emotiva.
E spesso il Gmarito è il mio pannolone emotivo.
Magari si inxxxxa, ma così facendo mette dei paletti, senza i quali, andrei totalmente fuori di testa.
Poetica, questa immagine. Potrei farla incidere una una medaglietta d'oro e regalargliela per il nostro anniversario:-
"Al mio amore: il mio pannolone emotivo."
Così, il Gmarito, tornato da lavoro, alle ore 19.35 deve essersi trovato di fronte a questa ridente scenetta.
I Fantastici4 senza controllo e non ancora in pigiama, ogni superficie della cucina, compreso il pavimento, ricoperto da cose che non avevano nulla a che vedere con la cena, SuperMario in piena protesta per fame, e la moglie completamente isterica.
Ovviamente io poi me la prendo con chi mi capita a tiro, così il Gmarito si è dileguato
-ok. Vado in cesso-
(con il gergo scurrile il Gmarito esternava così il suo disappunto)
Io nel frattempo gettavo tutti fuori dalla cucina.E nutrivo SuperMario.
Ho poi dato il peggio di me per il resto della serata, perchè poi, ammettiamolo, non era colpa dei Fantastici4 se avevo avuto una giornata pesante, così come non era colpa del Gmarito se i bambini volevano una chitarra fatta cogli elastici e dei sassi milanisti e sopratutto se la sventurata madre asseconda ogni impeto creativo.
Dopo avere inveito contro tutti e tutto (sentendomi ne frattempo assolutamente pessima) ho mollato piatti e pentole sporche nel lavello, e me ne sono andata a letto.
Non proprio una scenetta da angelo del focolare, eh?
Il Gmarito intanto ha fatto lezione a Catwoman (che si sta preparando per dare 'esame per andare in seconda senza passare dal via-ovvero dalla prima-), ha archiviato poi tutti i Fantastici4.
Potevo fare di meglio.
Non ho alcun controllo della mia emotività, sono una incontinente emotiva.
E spesso il Gmarito è il mio pannolone emotivo.
Magari si inxxxxa, ma così facendo mette dei paletti, senza i quali, andrei totalmente fuori di testa.
Poetica, questa immagine. Potrei farla incidere una una medaglietta d'oro e regalargliela per il nostro anniversario:-
"Al mio amore: il mio pannolone emotivo."
c'entra con:
casa,
conversazioni,
I Fantastici4,
marito,
Me
30 maggio 2013
lunghe giornate-seconda parte
-seconda parte-
Giunti a casa i Fantastici4 hanno avuto il loro rinforzino di merenda (da noi l'orario di merenda va dalle 16 all'ora dell'aperitivo).
Poi hanno chiesto subdolamente di fare "dei lavoretti".
Siccome loro sanno che, fossi anche semi inferma, io, paladina della creatività, non rifiuterei mai.
Siccome loro sanno che, se vogliono costruire un razzo superspaziale o una casetta delle bambole, io, anche se sono esausta, comincerò a cercare "quel pezzo di polistirolo" conservato per 2 anni, o " quella cassetta della frutta che non ho buttato via".
Così mentre io cercavo di attaccare dei bottoni alla camicia del Gmarito, MegaMind voleva costruire una chitarra VERA, CatWoman una benda da pirati (ma rosa) e poi una chitarra (VERA) perchè: anche le piratesse, suonano le chitarre.
WonderWoman invece voleva le tempere colore rosso e nero.
-No, c'ho il blu e il nero.-
-Ma mamma! Devo dipingere dei sassi del colore del Milan!-
-Ma tu non tenevi per la juve, ieri?-
-Sì, ma Pietro e Leo, no. Glieli ho promessi.-
Ora anche i pantaloni della tuta sono milanisti.
E poi.
-Mamma, una scatola da scarpe-
-Anche a me-
-Un rotolo di cartone-
-Dove sono gli elastici?-
-Mi dai le forbici?-
-Mi tagli un tondo?-
-Ce l'hai un cartoncino rosso? E uno fucsia? E uno verde? Ce li hai di tutti i colori?
-Dov'è lo scoth?-
-Come attacco gli elsatici?-
-Mamma perchè non riesco a fare il DO? E il LA è così stonato? Questi elastici non funzionano-
Ad attaccare 6 bottoni ci ho messo dalle 17.00 alle 19.30.
Poi, si è svegliato SuperMario, che doveva mangiare, il tavolo era ingombro di cose tra le quali la meno improbabile era un sasso a strisce rosse e nere, la cena non era menneno ancora una vaga idea nel mio cervello, ed è entrato il Gmarito.
-Perchè sei così nervosa?-
(continua)
Giunti a casa i Fantastici4 hanno avuto il loro rinforzino di merenda (da noi l'orario di merenda va dalle 16 all'ora dell'aperitivo).
Poi hanno chiesto subdolamente di fare "dei lavoretti".
Siccome loro sanno che, fossi anche semi inferma, io, paladina della creatività, non rifiuterei mai.
Siccome loro sanno che, se vogliono costruire un razzo superspaziale o una casetta delle bambole, io, anche se sono esausta, comincerò a cercare "quel pezzo di polistirolo" conservato per 2 anni, o " quella cassetta della frutta che non ho buttato via".
Così mentre io cercavo di attaccare dei bottoni alla camicia del Gmarito, MegaMind voleva costruire una chitarra VERA, CatWoman una benda da pirati (ma rosa) e poi una chitarra (VERA) perchè: anche le piratesse, suonano le chitarre.
WonderWoman invece voleva le tempere colore rosso e nero.
-No, c'ho il blu e il nero.-
-Ma mamma! Devo dipingere dei sassi del colore del Milan!-
-Ma tu non tenevi per la juve, ieri?-
-Sì, ma Pietro e Leo, no. Glieli ho promessi.-
Ora anche i pantaloni della tuta sono milanisti.
E poi.
-Mamma, una scatola da scarpe-
-Anche a me-
-Un rotolo di cartone-
-Dove sono gli elastici?-
-Mi dai le forbici?-
-Mi tagli un tondo?-
-Ce l'hai un cartoncino rosso? E uno fucsia? E uno verde? Ce li hai di tutti i colori?
-Dov'è lo scoth?-
-Come attacco gli elsatici?-
-Mamma perchè non riesco a fare il DO? E il LA è così stonato? Questi elastici non funzionano-
Ad attaccare 6 bottoni ci ho messo dalle 17.00 alle 19.30.
Poi, si è svegliato SuperMario, che doveva mangiare, il tavolo era ingombro di cose tra le quali la meno improbabile era un sasso a strisce rosse e nere, la cena non era menneno ancora una vaga idea nel mio cervello, ed è entrato il Gmarito.
-Perchè sei così nervosa?-
(continua)
29 maggio 2013
lunghe giornate
(premessa aggiunta posticipatamente:
-parte prima-
la sveglia suona alle 5.10, ha le unghie da tagliare e sa un pò di pipì.
E' SuperMario che esige la sua dose di tetta.
L'altra sveglia (quella con un display illuminato) suona alle 6, inutilmente, perchè sono già sveglia, ma subisce il destino di ogni mattina e viene ignorata.
L'altra sveglia suona alle 6.10, e a quel punto mi alzo trascinandomi al punto di non ritorno, ovvero fino davanti alla porta del bagno, per spegnerla. A quel punto è minore lo sforzo di andare in bagno piuttosto che tornare a letto, dunque sono salva.
25 minuti per mettermi le lenti, e un corollario di parolacce, ma tanto i bambini dormono e SuperMario non capisce.
Ora che ho le lenti posso vedere fuori dalla finestra, ma era meglio di no, perchè diluvia.
Così, per diversificare.
Preparo la colazione e via di seguito la routine mattiniera.
Suona la sveglia alle 7.00, quella dei Fantastici4:
alzati, vestiti, grembiule, lavati, sbrigati, mangia, prepara la colazione, dare la colazione a SuperMario sul seggiolone, non ti sporcare, ecco la merenda, hai preso il flauto, firmare il diario, cambiarsi tutti le scarpe per prendere gli stivali, preparare le scarpe di ricambio, evvai, finalmente fuori di casa.
Poi scuola, asciuga una lacrimuccia da abbandono materno di Catwoman, e corri a timbrare al lavoro prima delle 8.30.
Poi 4 ore di ameno lavoro fuori, a piedi, sotto l'acqua, ma con due pause caffeina al bar.
Timbra, corri a casa, la babysitter saluta ed esce, SperMario si sveglia da suo sonnellino (mentre io vorrei solo spalmarmi a letto ed entrare in un coma NON vigile), e deve mangiare.
Nutrire SuperMario, cambiarlo, e uscire in macchina per la spesa settimanale.
Spesa settimanale.
Quella che ti riempie il carrello fino all'orlo compreso il posto del bambino.
Arraffa più roba palusibile in meno tempo possibile (ovviamente AVEVO fatto una nota della spesa, ma risulta non pervenuta dalla borsa), tutto con SuperMario dentro la fascia perchè nel carrello non ci sta, poi 15 minuti di coda alla cassa, e finalmente fuori.
Carica la macchina, a casa di corsa, scarica la spesa con addosso SuperMario, sistema nel frigo le cose che vanno a male, e poi fuori di nuovo, in auto.
E' ora di andare a recuperare gli altri Fantastici.
Un quarto d'ora per trovare parcheggio (tempo di recite), recuperarli, opporsi a consueti capricci e lamenti post scolastici (la merenda non mi piace, voglio invitare la Gina, a me stare a casa mia fa schifo, voglio andare a casa di Francy, mamma per COLPA TUA ho preso una nota).
(...continua)
- non tutte le mie giornate sono così. Sennò avrei bisogno di superpoteri o farmi di coca.
- il Gmarito non è sempre così latitante, a volte accompagna lui i bambini, a volte prepara il caffè, a volte li butta giù lui dal letto. (Lui è molto permaloso, quindi occorre fare questa precisazione. In ogni caso ho scritto "A VOLTE")
- Quando riesco, nel lasso di tempo tra il mio pranzo (consistente in una piadina) e l'uscita di scuola dei bambini, SuperMario permettendo, mi disattivo sul letto per almeno mezz'ora.
-parte prima-
la sveglia suona alle 5.10, ha le unghie da tagliare e sa un pò di pipì.
E' SuperMario che esige la sua dose di tetta.
L'altra sveglia (quella con un display illuminato) suona alle 6, inutilmente, perchè sono già sveglia, ma subisce il destino di ogni mattina e viene ignorata.
L'altra sveglia suona alle 6.10, e a quel punto mi alzo trascinandomi al punto di non ritorno, ovvero fino davanti alla porta del bagno, per spegnerla. A quel punto è minore lo sforzo di andare in bagno piuttosto che tornare a letto, dunque sono salva.
25 minuti per mettermi le lenti, e un corollario di parolacce, ma tanto i bambini dormono e SuperMario non capisce.
Ora che ho le lenti posso vedere fuori dalla finestra, ma era meglio di no, perchè diluvia.
Così, per diversificare.
Preparo la colazione e via di seguito la routine mattiniera.
Suona la sveglia alle 7.00, quella dei Fantastici4:
alzati, vestiti, grembiule, lavati, sbrigati, mangia, prepara la colazione, dare la colazione a SuperMario sul seggiolone, non ti sporcare, ecco la merenda, hai preso il flauto, firmare il diario, cambiarsi tutti le scarpe per prendere gli stivali, preparare le scarpe di ricambio, evvai, finalmente fuori di casa.
Poi scuola, asciuga una lacrimuccia da abbandono materno di Catwoman, e corri a timbrare al lavoro prima delle 8.30.
Poi 4 ore di ameno lavoro fuori, a piedi, sotto l'acqua, ma con due pause caffeina al bar.
Timbra, corri a casa, la babysitter saluta ed esce, SperMario si sveglia da suo sonnellino (mentre io vorrei solo spalmarmi a letto ed entrare in un coma NON vigile), e deve mangiare.
Nutrire SuperMario, cambiarlo, e uscire in macchina per la spesa settimanale.
Spesa settimanale.
Quella che ti riempie il carrello fino all'orlo compreso il posto del bambino.
Arraffa più roba palusibile in meno tempo possibile (ovviamente AVEVO fatto una nota della spesa, ma risulta non pervenuta dalla borsa), tutto con SuperMario dentro la fascia perchè nel carrello non ci sta, poi 15 minuti di coda alla cassa, e finalmente fuori.
Carica la macchina, a casa di corsa, scarica la spesa con addosso SuperMario, sistema nel frigo le cose che vanno a male, e poi fuori di nuovo, in auto.
E' ora di andare a recuperare gli altri Fantastici.
Un quarto d'ora per trovare parcheggio (tempo di recite), recuperarli, opporsi a consueti capricci e lamenti post scolastici (la merenda non mi piace, voglio invitare la Gina, a me stare a casa mia fa schifo, voglio andare a casa di Francy, mamma per COLPA TUA ho preso una nota).
(...continua)
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27 maggio 2013
ogni occasione è buona per festeggiare
Interno urbano.
Salotto illuminato.
Ore 22.00
La moglie:-Dobbiamo festeggiare.-
Il marito:-...-
La moglie:- No, non sono incinta.-
Il marito, avvezzo a ricevere ultimamente quasi un solo tipo di notizia:- Ah, bene.-
La moglie:- Ho trovato quel documento per il 730, con addirittura un giorno di anticipo.(rispetto all'ultimo giorno possibile per presentarlo, ovviamente)-
Il marito:-Uh, bene.-
La moglie:- e chiedimi perchè non lo trovavo?-
Il marito, poco convinto ma condiscendente:- perchè non lo trovavi? (come se fosse una notizia, che non si trovi un documento in casa nostra).
La moglie, con aria solenne: -Perchè era al suo posto. Ovvero nella cartelletta dell'assicurazione. Chi l'avrebbe mai detto, eh? Sono stata davvero un genio a cercarlo lì. Alla fine. (sì, dopo avere rovistato in tutte le borse invernali ed estive e nelle tasche delle giacche, essendo un documento del 2012.)
Una minaccia di divorzio in meno, a 'sto giro.
(bè, sì, sono io quella moglie, ovviamente)
Salotto illuminato.
Ore 22.00
La moglie:-Dobbiamo festeggiare.-
Il marito:-...-
La moglie:- No, non sono incinta.-
Il marito, avvezzo a ricevere ultimamente quasi un solo tipo di notizia:- Ah, bene.-
La moglie:- Ho trovato quel documento per il 730, con addirittura un giorno di anticipo.(rispetto all'ultimo giorno possibile per presentarlo, ovviamente)-
Il marito:-Uh, bene.-
La moglie:- e chiedimi perchè non lo trovavo?-
Il marito, poco convinto ma condiscendente:- perchè non lo trovavi? (come se fosse una notizia, che non si trovi un documento in casa nostra).
La moglie, con aria solenne: -Perchè era al suo posto. Ovvero nella cartelletta dell'assicurazione. Chi l'avrebbe mai detto, eh? Sono stata davvero un genio a cercarlo lì. Alla fine. (sì, dopo avere rovistato in tutte le borse invernali ed estive e nelle tasche delle giacche, essendo un documento del 2012.)
Una minaccia di divorzio in meno, a 'sto giro.
(bè, sì, sono io quella moglie, ovviamente)
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Me
26 maggio 2013
eredità
Che WoderWoman abbia un carattere totalmente diverso dal mio e da quello del Gmarito, è pacifico.
Estroversa, creativa (in modo totalmente differente dal mio), libera, audace, diretta, femminissima, testarda, zero permalosa, narcisista, vanitosa, generosa.
Non so perchè mi stupisco di ciò, non è che il carattere si erediti come il colore degli occhi (color cacchina, come i miei) o la tendenza ad ingrassare.
Eppure continuo a stupirmi, che ami il rosa shocking, che voglia sposare quasi tutti i maschi della sua classe, che adori fare le pulizie (!), che per strada la saluti gente di svariato tipo (bambini, vecchi, mamme, ragazze, ragazzi, cani -sì, cani-) senza che io sappia minimamente di chi si tratti.
Continuo a stupirmi e a chiedermi: da ci avrà preso?
Soprattutto quando passa il tempo a ballare in mutande davanti al vetro della finestra che riflette la sua immagine, o quando dà certe risposte sfrontate con assoluta nonchalances.
-Catwoman cosa hai lì?-chiede alla sorella
-La corona del rosario-
-Ma se è una collana!- risponde bramosa Wonderwoman
-Nooo, è il rosario.- ribatte precisa come una tagliola Catwoman, che mette sempre tutti i puntini sulle i.
Wonderwoman scuote la testa e sentenzia:- Rosario, collana. Stessa cosa.-
Estroversa, creativa (in modo totalmente differente dal mio), libera, audace, diretta, femminissima, testarda, zero permalosa, narcisista, vanitosa, generosa.
Non so perchè mi stupisco di ciò, non è che il carattere si erediti come il colore degli occhi (color cacchina, come i miei) o la tendenza ad ingrassare.
Eppure continuo a stupirmi, che ami il rosa shocking, che voglia sposare quasi tutti i maschi della sua classe, che adori fare le pulizie (!), che per strada la saluti gente di svariato tipo (bambini, vecchi, mamme, ragazze, ragazzi, cani -sì, cani-) senza che io sappia minimamente di chi si tratti.
Continuo a stupirmi e a chiedermi: da ci avrà preso?
Soprattutto quando passa il tempo a ballare in mutande davanti al vetro della finestra che riflette la sua immagine, o quando dà certe risposte sfrontate con assoluta nonchalances.
-Catwoman cosa hai lì?-chiede alla sorella
-La corona del rosario-
-Ma se è una collana!- risponde bramosa Wonderwoman
-Nooo, è il rosario.- ribatte precisa come una tagliola Catwoman, che mette sempre tutti i puntini sulle i.
Wonderwoman scuote la testa e sentenzia:- Rosario, collana. Stessa cosa.-
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I Fantastici4,
WonderWoman
24 maggio 2013
Le mamme perfette
Avete presente la storia delle mamme imperfette.
Come se ci fossero delle mamme perfette.
Non ci sono mamme perfette, ma solo mamme che sanno fare buon marketing di se stesse.
Per il resto, siamo tutte imperfette, nelle maniere più disparate possibili.
Essere mamme imperfette non è poi così male, perchè non abbiamo viziato figli mariti e colleghi con prestazioni straordinarie e così non dobbiamo combattere con l'ansia da prestazione.
L'essere imperfette e ammetterlo è un ottimo alibi già di per sè.
Poi in prezzo da pagare è naturalmente la disorganizzazione, l'ansia da cesto della biancheria sporca, lo tsunami della roba da stirare, il latte che manca a colazione, la smorfia di disappunto della rappresentante di classe a cui vi siete dimenticate di dare per l'ennesima volta la quota per la gita.
Tra i trip ricorrenti nel mio blog c'è quello della madre perfetta.
Naturalmente c'è sempre un evento scatenante.
L'evento scatenante in questione è questo, cioè che è venuta a trovarmi la mia mamma, da Bologna.
Per darmi una mano, sostenermi, darmi un pò di tregua, aiutarmi in casa.
Di solito, essendo io totalmente folle, e in preda costante dei miei sensi di colpa, due giorni prima che arrivasse pulivo forsennatamente la casa, mettevo pure in ordine, almeno apparente, lavavo i porcellini, svuotavo il cesto della biancheria. E cucinavo pure, in anticipo.
Così, per fingere, con la mia mamma, di essere una massaia perfetta (che solo il termine massaia mi fa venire i brividi).
Ovviamente non glie davo a bere. Cioè, non è che si può fingere con una mamma di essere cioè che non sei.
E non è per niente bello, poi.
E così a sto giro mi son detta, sai cosa ti dico? E' la mia mamma.
E io sono io.
E lei lo sa.
E io lo so che lo sa.
Non prendiamoci in giro.
E SuperMario sta mettendo i denti. E il cesto della biancheria rigurgita. Ho appena avuto l'influenza. Ho iniziato a lavorare. Non ho una donna delle pulizie. Sono terribilmente stanca.
Sarò me stessa, e pazienza. Incasinata, pasticciona, che non ha la più pallida idea di cosa significhi dare le priorità ( se non quelle affettive).
Lei è arrivata, come un angelo.
Ha sbrinato il frigo, con incrostazioni risalenti al cretaceo, e forse ci ha trovato dentro un mammuth ibernato, di sicuro qualche resto di trota assiderata.
Mi ha pulito tutta la casa. Ha riordinato la dispensa. Ha pulito il frigo liberandosi dei reperti di cibo su cui crescevano muschi e licheni.
Ha svuotato l'infamante cesto della biancheria sporca.
Ha cucinato per me. Ha badato a SuperMario mentre io recuperavo qualche ora di sonno.
Ha spolverato.
Io mi sento molto inadempiente, naturalmente. Inadeguata, in colpa.
Perchè lo so che mentre sto qui a scrivere questo post o mentre cucio una borsetta fatta con una maglietta riciclata, potrei smistare almeno un pò dei vestiti piegati in corridoio da 10 giorni.
Ma io sono io, e se non mi ossigeno almeno ogni tanto, non sopravvivo all'apnea della vita quotidiana, in cui si susseguono doveri e corveè.
Oggi è ripartita e mi ha mandato una sms.
Che diceva più o meno così:
Sei incasinata e sciattona. Ma buona. Un bacio, mamma.
Che io voglio interpretare così: come casalinga sei un vero disastro, però non sei una pessima madre. E forse nemmeno una pessima moglie.
Come se ci fossero delle mamme perfette.
Non ci sono mamme perfette, ma solo mamme che sanno fare buon marketing di se stesse.
Per il resto, siamo tutte imperfette, nelle maniere più disparate possibili.
Essere mamme imperfette non è poi così male, perchè non abbiamo viziato figli mariti e colleghi con prestazioni straordinarie e così non dobbiamo combattere con l'ansia da prestazione.
L'essere imperfette e ammetterlo è un ottimo alibi già di per sè.
Poi in prezzo da pagare è naturalmente la disorganizzazione, l'ansia da cesto della biancheria sporca, lo tsunami della roba da stirare, il latte che manca a colazione, la smorfia di disappunto della rappresentante di classe a cui vi siete dimenticate di dare per l'ennesima volta la quota per la gita.
Tra i trip ricorrenti nel mio blog c'è quello della madre perfetta.
Naturalmente c'è sempre un evento scatenante.
L'evento scatenante in questione è questo, cioè che è venuta a trovarmi la mia mamma, da Bologna.
Per darmi una mano, sostenermi, darmi un pò di tregua, aiutarmi in casa.
Di solito, essendo io totalmente folle, e in preda costante dei miei sensi di colpa, due giorni prima che arrivasse pulivo forsennatamente la casa, mettevo pure in ordine, almeno apparente, lavavo i porcellini, svuotavo il cesto della biancheria. E cucinavo pure, in anticipo.
Così, per fingere, con la mia mamma, di essere una massaia perfetta (che solo il termine massaia mi fa venire i brividi).
Ovviamente non glie davo a bere. Cioè, non è che si può fingere con una mamma di essere cioè che non sei.
E non è per niente bello, poi.
E così a sto giro mi son detta, sai cosa ti dico? E' la mia mamma.
E io sono io.
E lei lo sa.
E io lo so che lo sa.
Non prendiamoci in giro.
E SuperMario sta mettendo i denti. E il cesto della biancheria rigurgita. Ho appena avuto l'influenza. Ho iniziato a lavorare. Non ho una donna delle pulizie. Sono terribilmente stanca.
Sarò me stessa, e pazienza. Incasinata, pasticciona, che non ha la più pallida idea di cosa significhi dare le priorità ( se non quelle affettive).
Lei è arrivata, come un angelo.
Ha sbrinato il frigo, con incrostazioni risalenti al cretaceo, e forse ci ha trovato dentro un mammuth ibernato, di sicuro qualche resto di trota assiderata.
Mi ha pulito tutta la casa. Ha riordinato la dispensa. Ha pulito il frigo liberandosi dei reperti di cibo su cui crescevano muschi e licheni.
Ha svuotato l'infamante cesto della biancheria sporca.
Ha cucinato per me. Ha badato a SuperMario mentre io recuperavo qualche ora di sonno.
Ha spolverato.
Io mi sento molto inadempiente, naturalmente. Inadeguata, in colpa.
Perchè lo so che mentre sto qui a scrivere questo post o mentre cucio una borsetta fatta con una maglietta riciclata, potrei smistare almeno un pò dei vestiti piegati in corridoio da 10 giorni.
Ma io sono io, e se non mi ossigeno almeno ogni tanto, non sopravvivo all'apnea della vita quotidiana, in cui si susseguono doveri e corveè.
Oggi è ripartita e mi ha mandato una sms.
Che diceva più o meno così:
Sei incasinata e sciattona. Ma buona. Un bacio, mamma.
Che io voglio interpretare così: come casalinga sei un vero disastro, però non sei una pessima madre. E forse nemmeno una pessima moglie.
20 maggio 2013
domandone serale
E' sera, e i Fantastici 4 sono a letto, che aspettano la buonanotte (tranne SuperMario, già archiviato dalle 20.00), ed è il momento delle domande.
Le domande serali spaziano da: "domani posso mettermi la gonna nuova?" a "Da dove veniamo, e perchè esiste la Sofferenza in questa vita? Chi è Dio?".
E' il momento delle Grandi Verità, e anche il momento in cui, ogni scusa è buona per procrastinare il sonno.
MegaMind, appoggiato di malavoglia il Tex sul comodino:
-Mamma, a che servono le palline?-
-In che senso, le palline,scusa?-
-Ma mamma! Quelle che stanno sotto al pisellino-
Sono quei momenti in cui senti che per Te Genitore è arrivato il grande momento in cui devi dare prova di te stesso. Le domande sul sesso, insomma.
Quelle che ti sei prefigurato da quando il pupo aveva 6 mesi, ed è da allora che ti prepari, ma non hai ancora deciso se approcciarti con le api, i fiori, o semplicemente sorridere e procrastinare l'argomento per l'anno prossimo.
E comunque farsi vedere indecisi/imbarazzati/ammutoliti/ fa parte della parte del Genitore fallito.
Disinvoltura, naturalezza, pacatezza e precisa chiarezza sono la strategia migliore, bisognava cominciare ad allenarsi allo specchio almeno tre anni fa, questo è il punto.
Ora non capisci nemmeno più perchè dovrebbero c'entrare le api, visto che lo sanno tutti che fine fanno i fuchi, e hai vaghe rimembranze sul ruolo de pistillo, ma la botanica non è mai stata il tuo forte.
E così sono andata all'impronta, senza pensarci un secondo.
-Nelle palline ci stanno i semini, quelli che-quando sarai grande- quando entrano nella pancia della donna servono per far nascere i bambini .-
MegaMind deluso.
-Ah. Um. Bè, non credo che mi saranno molto utili.-
-E perchè scusa? Non credi sia bellissimo avere un figlio.-
-Mmmmm, sì. Un figlio si, ma...(smorfia di disgusto) una moglie....brrrrrr.-
Eccolo, il punto. E io che mi preoccupavo delle api.
Le domande serali spaziano da: "domani posso mettermi la gonna nuova?" a "Da dove veniamo, e perchè esiste la Sofferenza in questa vita? Chi è Dio?".
E' il momento delle Grandi Verità, e anche il momento in cui, ogni scusa è buona per procrastinare il sonno.
MegaMind, appoggiato di malavoglia il Tex sul comodino:
-Mamma, a che servono le palline?-
-In che senso, le palline,scusa?-
-Ma mamma! Quelle che stanno sotto al pisellino-
Sono quei momenti in cui senti che per Te Genitore è arrivato il grande momento in cui devi dare prova di te stesso. Le domande sul sesso, insomma.
Quelle che ti sei prefigurato da quando il pupo aveva 6 mesi, ed è da allora che ti prepari, ma non hai ancora deciso se approcciarti con le api, i fiori, o semplicemente sorridere e procrastinare l'argomento per l'anno prossimo.
E comunque farsi vedere indecisi/imbarazzati/ammutoliti/ fa parte della parte del Genitore fallito.
Disinvoltura, naturalezza, pacatezza e precisa chiarezza sono la strategia migliore, bisognava cominciare ad allenarsi allo specchio almeno tre anni fa, questo è il punto.
Ora non capisci nemmeno più perchè dovrebbero c'entrare le api, visto che lo sanno tutti che fine fanno i fuchi, e hai vaghe rimembranze sul ruolo de pistillo, ma la botanica non è mai stata il tuo forte.
E così sono andata all'impronta, senza pensarci un secondo.
-Nelle palline ci stanno i semini, quelli che-quando sarai grande- quando entrano nella pancia della donna servono per far nascere i bambini .-
MegaMind deluso.
-Ah. Um. Bè, non credo che mi saranno molto utili.-
-E perchè scusa? Non credi sia bellissimo avere un figlio.-
-Mmmmm, sì. Un figlio si, ma...(smorfia di disgusto) una moglie....brrrrrr.-
Eccolo, il punto. E io che mi preoccupavo delle api.
c'entra con:
conversazioni,
educazione sessuale,
I Fantastici4,
maschi,
Me,
MegaMind
18 maggio 2013
femmine
Non mi spiego come in casa nostra si respiri un clima così reazionario e maschilista.
Naturalmente la mia tesi è che sia colpa del Gmarito, lui invece ribatte che io sono più maschilista di lui.
Conversazione1
Io, madre italiana, guardo MegaMind ripetere la lezione di geografia sulle coste, e gli dico, così, a bruciapelo, come solo le mamme italiane possono fare.
-Sei bello. Sai. Avrai un sacco di ragazze-
MegaMing grugnisce come nei fumetti, emettendo così tutto il suo disprezzo per il genere femminile (esclusa la mamma, naturalmente).
-Rassegnati, è il destino dei belli-
-Mmmm. Non c'è problema, mamma. Basta avere una beretta.-
-Un cappello?-
-No, mamma. Non un cappello.-
Conversazione 2
-Allora, MegaMind, chi invitiamo alla tua festa di compleanno in piscina? Facciamo 5-6 amici, che dici?(Giusto così,senza esagerare, per non rischiare di perdermene uno e trovarlo che fa le avances alla bagnina o tenta di affogare l'amico del cuore)-
-Ah, va bene, allora. Matteo R, Matteo F, Matteo D. (come si può notare nel 2004 non c'era molta fantasia in fatto di nomi da maschio), Andrea, Luca, Lorenzo...-
-Ok, sono sei, va bene così?-
No, aspetta, dobbiamo invitare qualcun altro.-
-Si?-
-L'ostaggio.-
-Che vuol dire l'ostaggio?-
-La femmina, cioè-
Ecco, non so, tutta questa avversione per le femmine, non la capisco.
Lo so, ora magari mi preoccupo che non gli piacciano abbastanza, dopo dovrò preoccuparmi magari che non ne metta incinta qualcuna.
Non so che scegliere, in effetti.
Naturalmente la mia tesi è che sia colpa del Gmarito, lui invece ribatte che io sono più maschilista di lui.
Conversazione1
Io, madre italiana, guardo MegaMind ripetere la lezione di geografia sulle coste, e gli dico, così, a bruciapelo, come solo le mamme italiane possono fare.
-Sei bello. Sai. Avrai un sacco di ragazze-
MegaMing grugnisce come nei fumetti, emettendo così tutto il suo disprezzo per il genere femminile (esclusa la mamma, naturalmente).
-Rassegnati, è il destino dei belli-
-Mmmm. Non c'è problema, mamma. Basta avere una beretta.-
-Un cappello?-
-No, mamma. Non un cappello.-
Conversazione 2
-Allora, MegaMind, chi invitiamo alla tua festa di compleanno in piscina? Facciamo 5-6 amici, che dici?(Giusto così,senza esagerare, per non rischiare di perdermene uno e trovarlo che fa le avances alla bagnina o tenta di affogare l'amico del cuore)-
-Ah, va bene, allora. Matteo R, Matteo F, Matteo D. (come si può notare nel 2004 non c'era molta fantasia in fatto di nomi da maschio), Andrea, Luca, Lorenzo...-
-Ok, sono sei, va bene così?-
No, aspetta, dobbiamo invitare qualcun altro.-
-Si?-
-L'ostaggio.-
-Che vuol dire l'ostaggio?-
-La femmina, cioè-
Ecco, non so, tutta questa avversione per le femmine, non la capisco.
Lo so, ora magari mi preoccupo che non gli piacciano abbastanza, dopo dovrò preoccuparmi magari che non ne metta incinta qualcuna.
Non so che scegliere, in effetti.
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maschi,
MegaMind
9 maggio 2013
decluttering
Declutering è un nome figo per dire repulisti.
Vuol dire:
aspetta che tutti se ne vadano di casa, prendi un sacco gigante della spazzatura e butta tutto quello che riesci prima che tornino i proprietari.
E' molto ma molto meglio che andare dallo psicologo.
E anche dal parrucchiere.
Dopo sarete spettinate.
E anche con le ascelle pezzate come un facchino africano, ma felici e con l'autostima alle stelle e forse avrete perso perfino 200 calorie.
Quindi potrete subito mangiare del cioccolato.
Il decluttering prevede una giudiziosa suddivisione tra ciò che è proprio da buttare, ciò che si può dare in beneficienza, è ciò che si può riciclare.
Quest'ultima opzione è pericolosissima, perchè se comincio a fare andare il cervello, praticamente tutto potrei riutilizzare, trasformandolo in qualcos'altro. E per una che si era messa a conservare i noccioli di ciliegia costringendo tutti a sputarli in una bacinella con acqua e sapone, la tentazione è forte.
Ma poi vince il desiderio di spazio, pulizia, il senso di liberazione catartico, per cui, una volta preso il via, butteresti anche il divano.
Dal mio decluttering di oggi (e mi sento BENISSIMO, devo ancora farmi una doccia, faccio schifo, ma sono bella dentro) ho salvato due Tshirt, una perchè aveva un disegnino carino,(poi per il resto era tutta una macchia di unto indelebile) e una perchè era di pessima qualità, senza infamia e senza lode.
E ci ho fatto una borsetta, che forse regalerò, ed è proprio carina.
non servono spiegazioni particolari, una maglietta dentro l'altra, i rimanenti pezzi cuciti insieme per fare la tracolla e il fiocchetto.
Devo dire che le magliettine si prestano benissimo a fare qualsiasi cosa con facilità, e poi eventualmente...si può fare a meno dell'orlo, che per una pigra come me...
Vuol dire:
aspetta che tutti se ne vadano di casa, prendi un sacco gigante della spazzatura e butta tutto quello che riesci prima che tornino i proprietari.
E' molto ma molto meglio che andare dallo psicologo.
E anche dal parrucchiere.
Dopo sarete spettinate.
E anche con le ascelle pezzate come un facchino africano, ma felici e con l'autostima alle stelle e forse avrete perso perfino 200 calorie.
Quindi potrete subito mangiare del cioccolato.
Il decluttering prevede una giudiziosa suddivisione tra ciò che è proprio da buttare, ciò che si può dare in beneficienza, è ciò che si può riciclare.
Quest'ultima opzione è pericolosissima, perchè se comincio a fare andare il cervello, praticamente tutto potrei riutilizzare, trasformandolo in qualcos'altro. E per una che si era messa a conservare i noccioli di ciliegia costringendo tutti a sputarli in una bacinella con acqua e sapone, la tentazione è forte.
Ma poi vince il desiderio di spazio, pulizia, il senso di liberazione catartico, per cui, una volta preso il via, butteresti anche il divano.
Dal mio decluttering di oggi (e mi sento BENISSIMO, devo ancora farmi una doccia, faccio schifo, ma sono bella dentro) ho salvato due Tshirt, una perchè aveva un disegnino carino,(poi per il resto era tutta una macchia di unto indelebile) e una perchè era di pessima qualità, senza infamia e senza lode.
E ci ho fatto una borsetta, che forse regalerò, ed è proprio carina.
non servono spiegazioni particolari, una maglietta dentro l'altra, i rimanenti pezzi cuciti insieme per fare la tracolla e il fiocchetto.
Devo dire che le magliettine si prestano benissimo a fare qualsiasi cosa con facilità, e poi eventualmente...si può fare a meno dell'orlo, che per una pigra come me...
8 maggio 2013
trip cucito
Ormai il mio trip del cucito deve ritagliarsi spazi tra lavoro, cucina, lavatrici, compiti figli, pannolini da lavare e cambiare, dialoghi utili e dilettevoli con g-marito, spesa, servizio taxi figli, sparecchiamenti, apparecchiamenti, ecc.
Quindi sono molto felice di essere riuscita a concretizzare due idee per le quali una persona normale ci avrebbe messo 10 minuti, e io, tra tutte le cose di cui sopra, rottura aghi, sostituzione bobina, infilamento ago per circa 10 volte, sostituzione fili, ci ho messo tipo una giornata intera.
Esausta ma felice.
Il primo progetto è un semplice affarino che ho rinominato:
il bavaglino infinito.
una fettuccia con alle estremità due clip delle bretelle, che trasforma qualsiasi pezzo di tessuto (una cravatta, un tovagliolo del ristorante, un fazzolettino di carta, un pezzo di cartaigienica, un foulard di gucci) in un comodo bavaglino.
Così, basterà portarsi dietro quello (e magari una scatola di fazzolettini di carta) per avere sempre a portata di mano un bavagliolo.
Tipo, quando andate a prendere un gelato e vi danno quelle salviettine di simil carta IMPERMEABILE che vi spalmano i gelato su tutta la faccia.
Geniale, ammettiamolo, sono molto soddisfatta di me.
E poi ho personalizzato la mia amata puch sling, che è il nome figo per dire fascia tubolare, che mi ero fatta e che sto usando molto.
Ho aggiunto una applicazione e un alto pezzo di fettuccia con una clip per attaccarci ciuccio, giochini, o le chiavi della macchina.
mi sembra carina.
(nel collage non era ancora personalizzata, solo nella foro in basso a sinistra...)
SuperMario ci ha subito rigurgitato dentro.Ora si sta sciugando.
(la fascia. E anche SuperMario)
Quindi sono molto felice di essere riuscita a concretizzare due idee per le quali una persona normale ci avrebbe messo 10 minuti, e io, tra tutte le cose di cui sopra, rottura aghi, sostituzione bobina, infilamento ago per circa 10 volte, sostituzione fili, ci ho messo tipo una giornata intera.
Esausta ma felice.
Il primo progetto è un semplice affarino che ho rinominato:
il bavaglino infinito.
una fettuccia con alle estremità due clip delle bretelle, che trasforma qualsiasi pezzo di tessuto (una cravatta, un tovagliolo del ristorante, un fazzolettino di carta, un pezzo di cartaigienica, un foulard di gucci) in un comodo bavaglino.
Così, basterà portarsi dietro quello (e magari una scatola di fazzolettini di carta) per avere sempre a portata di mano un bavagliolo.
Tipo, quando andate a prendere un gelato e vi danno quelle salviettine di simil carta IMPERMEABILE che vi spalmano i gelato su tutta la faccia.
Geniale, ammettiamolo, sono molto soddisfatta di me.
E poi ho personalizzato la mia amata puch sling, che è il nome figo per dire fascia tubolare, che mi ero fatta e che sto usando molto.
Ho aggiunto una applicazione e un alto pezzo di fettuccia con una clip per attaccarci ciuccio, giochini, o le chiavi della macchina.
mi sembra carina.
(nel collage non era ancora personalizzata, solo nella foro in basso a sinistra...)
SuperMario ci ha subito rigurgitato dentro.Ora si sta sciugando.
(la fascia. E anche SuperMario)
c'entra con:
autoproduzione,
fai da te,
foto,
Me,
SuperMario
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