29 gennaio 2019

poesia


Ai miei figli

Chiedo perdono
per le nuvole
sopra il mio capo
per lo spillo raccolto da terra
senz’ amore,
per le ore risparmiate
che tintinnano dentro l’orologio.

Chiedo perdono
per non avere guardato
con voi da vicino
la perfezione
della tela del ragno.

Chiedo perdono per i miei occhi.

Non eravate miei:
come respiri
nasceste dal profondo
e al mondo il fiato

vi disperde.


28 gennaio 2019

le fasi della camera da letto

La nostra camera da letto ha attraversato varie fasi.
Fase iniziale: nido d'amore.
Considerato che insieme alla cucina era l'unica stanza arredata della casa, la sensazione era di una camera superior 4 stelle.

25 gennaio 2019

l'inspiegabile istinto di fare torte


Ogni tanto mi prende la frenesia di fare torte, ma lo scopo ultimo non è mai fare una torta.

24 gennaio 2019

sai che c'è?

Quando la mattina vorrei nascondermi sotto il letto fingendo di non essere ancora nata pur di non alzarmi, penso a lei, che si alza tutte le mattine e deve tirare giù dal letto due figli adolescenti (una ha 8 anni, ma è adolescente, vi giuro).

23 gennaio 2019

i blog fantasma



Ho notato che moltissimi (quasi la maggior parte) dei blog che seguivo a tema famigliare, ovvero resoconti più o meno spassosi delle vicende domestiche, sono morti.
Molti di questi blog, abbandonati come relitti nel mare acritico di internet, si lasciano trasportare alla deriva, ripescati ogni tanto da link sopravvissuti e casuali, presenti in altri blog, o su pinterest.

22 gennaio 2019

cose fatte vs cose non fatte

Vogliamo sorvolare sulle cose  disagevoli di questa settimana.
Sul fatto che di nuovo sulla testa di mia figlia pascolino pidocchi grassi come vitelli.
O sul fatto che dopo un weekend di sistemazione degli armadi per liberare spazio, mi sono resa conto che la roba, le montagne di vestiti, sono come la cellulite:
non puoi davvero eliminarla, ma solo eventualmente spargerla su una superficie più vasta.

16 gennaio 2019

Cosa devo fare, dico io, se non ho alcuna costanza?
L'ho detto l'altro giorno, ad una mia amica: mi accontenterei di essere testarda, ovvero la versione deteriore della caparbietà.
Son qui che penso, cosa potrei fare di nuovo questo mese? è uno degli obiettivi prefissati per quest'anno.
Qualcosa di nuovo e mai fatto?


10 gennaio 2019

propositi e bulbi per l'anno prossimo venturo

Non vedo perchè dovrei fare dei buoni propositi per l'anno nuovo, visto che esso è iniziato 4 mesi fa, ovvero a settembre, al rientro dalle vacanze.

7 gennaio 2019

Ho desiderato


Foto di Margherita Cecchini Occhioquadrato
Poesia
Ho desiderato

raccomandazioni e perle di saggezza

Wonder ieri sera, alla viglia del rientro a scuola, a SuperMario
-Sei pronto SuperMario? Domani inizia la scuola!- (Wonder ama dare belle notizie)

vacanze di Natale

La rendicontazione della vacanze natalizie è sempre noiosa, ma necessaria perchè rientra in uno degli scopi di questo blog, ovvero documentare i ricordi della Gfamily, contro il luogo comune di chi rilegge il passato pensando eravamo felici e non lo sapevamo.

24 dicembre 2018

"stai calma"

Quando mi arrabbio

Io ho tre gradi di arrabbiatura.
Il primo è quello in cui sbotto e uso termini anni '50 per manifestare il mio disappunto.
Capperi.
Porca miseria. 
Santo cielo.

18 dicembre 2018

Canzoncine di natale di prima elementare: fatto
Saggio di coro: fatto
Festa di compleanno si CatWoman a casa con una decina di 11enni: fatto.

12 dicembre 2018

Corsi di Validità

La Zulia

Recentemente la zia Zulia, mentre oziosamente decide di riordinare la borsetta, in un eccesso di zelo, decide di verificare la scadenza della patente.
Con orrore scopre che la patente è scaduta a novembre.
Di tre anni prima.

7 dicembre 2018

foto, calendari, avvento, recite

il calendario dell'avvento:

Quest'anno non l'abbiamo, per mia sbadataggine colpevole. 
Ma l'abbiamo sempre avuto. Quello vero, cioè quello in cui si aspetta (quel) Qualcuno. Che non è il corriere Amazon, ma Gesù Cristo.

l'imprevisto

Ad un certo punto, mentre pianificavo il mio pomeriggio di libertà in cui avrei fatto shopping spericolato con mia madre giunta da pochi giorni nelle lande desolate del nord, suona il cellulare.
Un numero fisso-sconosciuto- col prefisso locale.

30 novembre 2018

presto starò bene

 Poesia Dedicata ad A. M.

Presto starò bene

le cose che bisbigliano

Ci sono delle cose-se pensate- che sono state create per essere dei simboli.
E non il contrario.
Esistono per dire qualcosa all'uomo, per svelargli il segreto dell'esistenza.
la metamorfosi del bruco in farfalla esiste affinchè crediamo nella vita eterna.
In greco psikè è una parola che significa sia anima che farfalla.
Le foglie sono il ciclo dell'esistenza, con le stagioni dell'uomo.
La conchiglia inconsapevole della sezione aurea ci parla del giorno della creazione.
Il seme ci dice che la morte è una illusione.


E' uno di quei periodi in cui ogni cosa è fonte di ispirazione, tutto mi distrae e chiama per essere guardato, guardato meglio, o con altri occhi, o trasformato, e allora è impossibile lavorare.
Impossibile pagare le fatture, riempire fogli excell, annotare scadenze.
Devo scrivere in una lista le parole che mi piacciono.
I disegni che voglio fare.
C'è anche una storia che mi frulla in testa, ma non sono capace di scrivere. Solo favole per bambini. Ma non l'ho mai fatto.
Mi prende una strana eccitazione, come fossi interpellata da Dio, ma le sue parole sono bisbigliate così piano che non posso sentirle.
Come se fossi chiamata a grandi cose, alla Bellezza addirittura. Una Bellezza pure nascosta, che so solo io. E Lui.
Ma come fare? Ci sono dei conti da fare, fogli da compilare, tabelle da riempire senza errori, tabelle giuste, utili, necessarie.

E' molto difficile ignorare tutto quanto.

(quanto sono belle le teiere?)



28 novembre 2018

essere felici

essere felici

Camminare per la strada
come fosse la prima
di tutte le volte del mondo.
Le cose sono appena create,
spalancate alla luce
delle dieci del mattino.

Se volgo al cielo
la mia faccia come di luna,
 -chiaramente-
mi riconosce:
affacciato anch'esso
alla mia presenza
del tutto nuova.

Oggi sento
che potrei dare nomi segreti
ad ogni oggetto consueto,
mentre lo stagno
sotto al ghiaccio
sta solo dormendo-dico ai bambini-

Eccomi
sono aquilone
col petto al cielo
mentre quel filo trattiene
l'anima mia al suo nome.

L'ombra viola sussurra:
arriverò precoce,
nonostante tutto.

Ma il pane lievita nel forno,
si accendono le stanze della notte,
e nulla-nemmeno io-
andrà perduto
finché
le sedie come sentinelle
fedeli circondano la tavola
apparecchiata.

cos'è la poesia? riflessioni di un' inesperta

Metto per iscritto le mie riflessioni improvvisate e inesperte sulla poesia.

Che cos'è la poesia?
Un personaggio del romanzo autobiografico La Campana di Vetro di Sylvia Plath, le dice :
-Sai cos'è la poesia? La poesia è polvere.-
Sylvia in quel momento non ha la risposta pronta, rimane turbata, probabilmente offesa. E risponde che probabilmente è vero.
Ma nonostante ciò alla poesia lei sacrifica la sua vita, e fa del suo suicidio l'estremo suo capolavoro lirico.
Che cosa sia la poesia è come domandarsi cosa sia l'arte, con la differenza che la poesia usa le parole, che con il loro ipnotico suono, come veicoli aerei e inconsistenti,  creano e trasportano immagini inedite e personalissime, onde elettromagnetiche impalpabili emanate dal cervello.
Mi pare che l'arte nasca da una nostalgia, che è la percezione della separatezza del sè dalle cose.
L'artista sente che tra se e il mondo, la sedia, la foglia, la città, c'è una frattura incolmabile che lo rendo estraneo e condannato a questa siderale lontananza. 
Questo genera una dolorosa nostalgia di una perduta unione con la polvere senza memoria della materia, del creato, dell'altro-da-sè.
Con l'arte cerca di ricucire inutilmente una lacerazione antica, e facendolo, non fa che creare un doppio della realtà, che allontana ancora più inesorabilmente l'artista dal mondo da cui si sente esiliato.

L'artista sarà sempre infelice, allora? La bellezza da cui si sente escluso  lo condannerà ? Non penso. A volte l'artista comincerà ad abitare quella realtà da sè ricreata, rendendolo un rifugio che gli permette di sopravvivere. Da lì- anzi- dalla propria campana di vetro interpella il mondo esterno attraverso la sua opera.
Quadri e sculture , tangibili e mai perfettamente esplicabili suscitano sempre una domanda, e trasformano lo spazio e l'interlocutore che le guarda.
Ma la poesia ha qualcosa di differente. La poesia è sottile, è davvero come polvere? Sembra ininfluente, ma vibra nell'aria e si posa. 
Le parole sono ingannevolmente univoche. Anche se è l'artista che parla, pesca le parole dentro il pozzo profondo della sua vita interiore che rimane necessariamente nascosta, sottratta parzialmente alla comprensione che la esaurirebbe.
Ma a chi parla il poeta? Lui è davvero come il vaso vuoto posseduto dal dio. Il poeta si riempe del doloroso dibattersi dall'anima dell'uomo, crede che il dolore per la bellezza perduta sia suo, invece è dell'umanità intera. E faticosamente, come un artigiano prigioniero della propria arte, comincia a prendere tutto quel materiale e a cesellarlo, a farne parole e suoni, e li presta alle orecchie di noi, poveri uomini senza dono, che non sanno dare voce alla propria inquietudine, o stupore, o amore, o ebrezza, o pienezza, o gioia.
Il poeta scrive per se stesso, per non farsi soffocare dai detriti di questo mondo, ma ci consente di dare voce al torcersi della nostra anima tormentata, ci risveglia, ci mostra come una tazzina di caffè toccata dal sole del mattino porta in sè un mistero che non avevamo intravisto, ma giace nel profondo dei nostri sogni.