SuperMario
-Mamma, sai cosa vorrei?-
29 gennaio 2020
desideri piccoli ma grandissimi
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SuperMario
28 gennaio 2020
In piena peste cinese, la GFamily è stata colpita da un morbo.
La prima a capitolare è stata Wonder, complici le pance nude, perchè le canottiere sono messe all'indice dal popolo degli adolescenti, e bruciate sul rogo degli abiti socialmnete inaccettabili.
La prima a capitolare è stata Wonder, complici le pance nude, perchè le canottiere sono messe all'indice dal popolo degli adolescenti, e bruciate sul rogo degli abiti socialmnete inaccettabili.
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| almeno ho disegnato |
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20 gennaio 2020
barchette
Oggi siamo talmente abituati alla tracciabilità e alle notifche, che mandare una lettera cartacea, ci disorienta.
17 gennaio 2020
Adesso che non è più (qui)
Non dimenticherò mai chi era: lo zio simpatico e fanciullo, che ci faceva volare come aeroplanini, scherzava con noi bambini, spingendosi ai confini del suo mondo di adulto, fino a toccare il nostro.
Ci capivamo.
Lui sorrideva sempre- ma proprio sempre- sotto ai baffi.
Di lui mi sono rimasti impressi quei sorrisi e i denti bianchi, bianchissimi.
Non so come, ma mi ricordo il giorno del suo matrimonio, è possibile? Forse è l'inganno delle vecchie foto.
Ricordo il maggiolone nero con la capote colore crema che si allontanava, alla fine della festa al Solimei, lungo il viale, poi oltre i due pioppi, verso un orizzonte per me-bambina- felice e remoto come quello delle favole.
Ricordo , tanti anni dopo, di quella volta che ha portato in giro per il centro di Bologna SuperMario indemoniato, sul passeggino, durante un matrimonio(il matrimonio di mia sorella, sì).
Ha cercato per un'ora un negozio per comprargli un ciuccio.
SuperMario ha continuato ad urlare come se fosse posseduto, e alla fine si è scoperto che erano le dannate ed inutili scarpe fighe della festa che gli facevano male.
C'era una frase che diceva sempre, ridacchiando ironico.
"non esageriamo...!"
L'ultimo ricordo che avrò di lui è quando sono andata a trovarlo in ospedale.
Ho visto che le sue mani erano piccole, e lisce, quasi come quelle di un bambino.
Abbiamo voluto parlare di cose leggere, di macchine, di aneddoti divertenti, del passato.
La zia gli ha offerto un Nutella Biscuit, quei rarissimi biscotti che mangiano i Vip, che se la tirano, nelle storie di instragram.
Lui ha voluto mangiarlo, ma solo se lo poteva condividere con noi altri.
L'abbiamo condiviso.
"ne vuoi un altro?"
" Non esageriamo..."
Ha condiviso con noi, quel poco che poteva, ciò che gli era rimasto, il resto era dolore, era l' amore coniugale, le cose che solo loro sapevano.
E nonostante tutto, infinita e incomprensibile bellezza.
Ci capivamo.
Lui sorrideva sempre- ma proprio sempre- sotto ai baffi.
Di lui mi sono rimasti impressi quei sorrisi e i denti bianchi, bianchissimi.
Non so come, ma mi ricordo il giorno del suo matrimonio, è possibile? Forse è l'inganno delle vecchie foto.
Ricordo il maggiolone nero con la capote colore crema che si allontanava, alla fine della festa al Solimei, lungo il viale, poi oltre i due pioppi, verso un orizzonte per me-bambina- felice e remoto come quello delle favole.
Ricordo , tanti anni dopo, di quella volta che ha portato in giro per il centro di Bologna SuperMario indemoniato, sul passeggino, durante un matrimonio(il matrimonio di mia sorella, sì).
Ha cercato per un'ora un negozio per comprargli un ciuccio.
SuperMario ha continuato ad urlare come se fosse posseduto, e alla fine si è scoperto che erano le dannate ed inutili scarpe fighe della festa che gli facevano male.
C'era una frase che diceva sempre, ridacchiando ironico.
"non esageriamo...!"
L'ultimo ricordo che avrò di lui è quando sono andata a trovarlo in ospedale.
Ho visto che le sue mani erano piccole, e lisce, quasi come quelle di un bambino.
Abbiamo voluto parlare di cose leggere, di macchine, di aneddoti divertenti, del passato.
La zia gli ha offerto un Nutella Biscuit, quei rarissimi biscotti che mangiano i Vip, che se la tirano, nelle storie di instragram.
Lui ha voluto mangiarlo, ma solo se lo poteva condividere con noi altri.
L'abbiamo condiviso.
"ne vuoi un altro?"
" Non esageriamo..."
Ha condiviso con noi, quel poco che poteva, ciò che gli era rimasto, il resto era dolore, era l' amore coniugale, le cose che solo loro sapevano.
E nonostante tutto, infinita e incomprensibile bellezza.
Addio
(o nella
stanza accanto)
Io sono una porta chiusa
e dietro
tutte le parole che ci siano detti
e quelle taciute,
affiorano dagli occhi
come pesci in un pozzo.
Era la nostra vita,
che noi soli sapevamo
intessuta di cose
che sono andate via,
che chiamano sempre
dai loro vuoti.
Ed ogni giorno che cade
di più vorrei
questa porta aprire:
se tu pure non venissi
mi basterebbe la tua assenza vicina:
come una poltrona vuota, tu
-che manchi-
mi faresti compagnia
con la promessa di un incontro
nella stanza accanto.
15 gennaio 2020
briciole
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WonderWoman
8 gennaio 2020
Gennaio effetto settembre
Beh, diciamo che il mio anno scolastico è iniziato faticosamente.
L'ottima e proficua " sindrome del diario nuovo", che di solito accompagna il rientro dall'estate, che ti faceva desiderare cose nuove per i tuoi capelli, la tua cassettiera, il tuo girovita, le tue insane abitudini, è stata annientata dalla fatica della ripresa della routine.
Sostanzialmente da settembre ad ora mi sono trascinata strisciando tra il rifiuto di iniziare un nuovo anno e i rifiuti proprio, e la mia terapia salvavita era: vabbè, ci penso dopo. Vabbè, poi vedo, vabbè, scialla. (Non so che voglia dire ma lo dicono le mie figlie quando chiedo di mettere le mutande sporche nel cesto)
Ho i riflessi lenti, mi sto risvegliando ora.
E quando mi risveglio, mi aggiro per casa con occhi miopi e l'espressione verde di Disgusto , e comincio a buttare roba.
Non sono come la Mari Kondo, nipponica, minimalista, medodica: io sono bipolare, alterno periodi da accumulatrice seriale in cui mi innamoro delle latte dei pelati da 5 kg (fanno così Andy Warhol) a momenti in cui vorrei costruire un inceneritore sul balcone, e far fuori tutto.
Ho un metodo tutto mio, non sistematico, ma per associazione caotica di idee e suggestioni.
Metto le uova nel frigo.
Il frigo è pieno.
Tolgo i vasetti scaduti.
Dentro, la salsa cockail ha iniziato a formare delle stalattiti e alcuni cristalli interessanti. Getto via tutto e cerco una collocazione per i vasetti vuoti e lavati.Ma il mobile della cucina è pieno. Allora lo svuoto, lo riordino, ma restano fuori le bottiglie di vino. Dove metterle? Al posto delle due ceste straripanti del cucito, con dentro i body da neonato da rammendare.Di 14 anni fa. Quindi comincio a eliminare il superfluo del cucito. Colloco infine le bottiglie ma non c'è più posto per il materiale di cancelleria. Potrei mettere tutto sul frigo, ma è già occupato, quindi decido di eliminare tutte le scatole che vi troneggiano sopra da 10 anni. C'è del pongo fossile e il gioco del Vasaio Pazzo.
Così facendo, sono arrivata nevroticamente anche all'armadio, che è come il vaso di Pandora.
Scalare il K2 è da dilettanti a confronto.
E' tutto un processo che inizia su una esigenza estetica.
Poi emotiva.
Infine razionale.
Un pò come riporre i libri per colore.
Lo scopo è sempre quello di farmi sentire bene. Poi magari non trovo lo stesso una mazza, ma mentre non la trovo, ammiro le scatole carine nell'armadio, e mi rassegno. Quella cintura non la ritroverò, forse l'ho buttata, ma sono felice.
E così, istericamente, nelle ultime settimane ho riordinato:
i maglioni,
lo scaffale in cucina
l'angolo caffè
i libri di cucina
la scatola del cucito
le bottiglie di vino
la scatola degli hobby creativi
i pennarelli (ora sono dentro un meraviglioso barattolo di pelati da 5 kg)
tutte le scarpe della famiglia,
l'armadio del marito
In casa sono tutti terrorizzati. E ne hanno ben d'onde.
L'ottima e proficua " sindrome del diario nuovo", che di solito accompagna il rientro dall'estate, che ti faceva desiderare cose nuove per i tuoi capelli, la tua cassettiera, il tuo girovita, le tue insane abitudini, è stata annientata dalla fatica della ripresa della routine.
Sostanzialmente da settembre ad ora mi sono trascinata strisciando tra il rifiuto di iniziare un nuovo anno e i rifiuti proprio, e la mia terapia salvavita era: vabbè, ci penso dopo. Vabbè, poi vedo, vabbè, scialla. (Non so che voglia dire ma lo dicono le mie figlie quando chiedo di mettere le mutande sporche nel cesto)
Ho i riflessi lenti, mi sto risvegliando ora.
E quando mi risveglio, mi aggiro per casa con occhi miopi e l'espressione verde di Disgusto , e comincio a buttare roba.
Non sono come la Mari Kondo, nipponica, minimalista, medodica: io sono bipolare, alterno periodi da accumulatrice seriale in cui mi innamoro delle latte dei pelati da 5 kg (fanno così Andy Warhol) a momenti in cui vorrei costruire un inceneritore sul balcone, e far fuori tutto.
Ho un metodo tutto mio, non sistematico, ma per associazione caotica di idee e suggestioni.
Metto le uova nel frigo.
Il frigo è pieno.
Tolgo i vasetti scaduti.
Dentro, la salsa cockail ha iniziato a formare delle stalattiti e alcuni cristalli interessanti. Getto via tutto e cerco una collocazione per i vasetti vuoti e lavati.Ma il mobile della cucina è pieno. Allora lo svuoto, lo riordino, ma restano fuori le bottiglie di vino. Dove metterle? Al posto delle due ceste straripanti del cucito, con dentro i body da neonato da rammendare.Di 14 anni fa. Quindi comincio a eliminare il superfluo del cucito. Colloco infine le bottiglie ma non c'è più posto per il materiale di cancelleria. Potrei mettere tutto sul frigo, ma è già occupato, quindi decido di eliminare tutte le scatole che vi troneggiano sopra da 10 anni. C'è del pongo fossile e il gioco del Vasaio Pazzo.
Così facendo, sono arrivata nevroticamente anche all'armadio, che è come il vaso di Pandora.
Scalare il K2 è da dilettanti a confronto.
E' tutto un processo che inizia su una esigenza estetica.
Poi emotiva.
Infine razionale.
Un pò come riporre i libri per colore.
Lo scopo è sempre quello di farmi sentire bene. Poi magari non trovo lo stesso una mazza, ma mentre non la trovo, ammiro le scatole carine nell'armadio, e mi rassegno. Quella cintura non la ritroverò, forse l'ho buttata, ma sono felice.
E così, istericamente, nelle ultime settimane ho riordinato:
i maglioni,
lo scaffale in cucina
l'angolo caffè
i libri di cucina
la scatola del cucito
le bottiglie di vino
la scatola degli hobby creativi
i pennarelli (ora sono dentro un meraviglioso barattolo di pelati da 5 kg)
tutte le scarpe della famiglia,
l'armadio del marito
In casa sono tutti terrorizzati. E ne hanno ben d'onde.
![]() |
| il tetto del frigo finalmente vuoto |
![]() |
| risultato quasi finale |
![]() |
| notare il barattolo MUTTI |
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| il caos prima della creazione |
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| aiuto! |
![]() |
| l'armadio prende forma |
![]() |
| metodo giapponese: metti tutto in verticale |
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3 gennaio 2020
stabat mater piagnona
Alla recita di Natale di SuperMario ho pianto.
Avrei pianto comunque, pure se avessero cantato il più trito repertorio di Mariele Ventre.
Ho pianto perchè lui è l'ultimo della prole, e non ho più figli più piccoli, di riserva , con cui procrastinare la commozione chioccia.
Sarà l'ultima recita di seconda elementare a cui assisterò.
Le cose che farà SuperMario da qui in poi saranno più uniche (chiedo licenza) di quelle dei suoi fratelli, perchè saranno le ultime.
Dopo 15 anni di recite asciutte, l'argine della mater lacrimosa si è rotto.
Forse è la soglia dei 43 anni.
Ora piango davanti ai tortellini, davanti al portone della mia casa di ragazza, quando vedo lo Zio Astro Fisico (sia perchè astrofisico proprio, sia perchè da bambina lo consideravo lo zio bello), piango quando sento Lily Marlene, quando vedo le foto di noi fratelli da piccoli, piango ascoltando gli U2, insomma sono una piagnona.
Avrei pianto comunque, pure se avessero cantato il più trito repertorio di Mariele Ventre.
Ho pianto perchè lui è l'ultimo della prole, e non ho più figli più piccoli, di riserva , con cui procrastinare la commozione chioccia.
Sarà l'ultima recita di seconda elementare a cui assisterò.
Le cose che farà SuperMario da qui in poi saranno più uniche (chiedo licenza) di quelle dei suoi fratelli, perchè saranno le ultime.
Dopo 15 anni di recite asciutte, l'argine della mater lacrimosa si è rotto.
Forse è la soglia dei 43 anni.
Ora piango davanti ai tortellini, davanti al portone della mia casa di ragazza, quando vedo lo Zio Astro Fisico (sia perchè astrofisico proprio, sia perchè da bambina lo consideravo lo zio bello), piango quando sento Lily Marlene, quando vedo le foto di noi fratelli da piccoli, piango ascoltando gli U2, insomma sono una piagnona.
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Me
2 gennaio 2020
via da noi
27/12/2019
Il malato
Il
letto ora
è
confine del tuo vivere
oltre
i suoi orli candidi,
precipizi
ed echi
di
corridoi così lontani.
Con
mani piccole quasi
di
bambino,
lenzuola
bianche tendi
come
vele senza vento,
ma
che tanto distante
ti
portano
da
noi.
27/12/2019
a presto, zio
27 dicembre 2019
potter fest
A dicembre, prima di Natale, compie gli anni CatWoman. Dopo avere guardato alcune feste a tema su Pinterest, sono stata còlta dall’ossessione Harry Potter, mondo fantastico e sognante che lei adora.
20 dicembre 2019
leggiamo della vera poesia, dai
di Rainer Maria Rilke –
La mia vita non è quest’ora in salita
dove in affanno mi vedi.
Sono un albero davanti al proprio sfondo,
una sola delle mie molte bocche,
quella che per prima tace.
Sono un albero davanti al proprio sfondo,
una sola delle mie molte bocche,
quella che per prima tace.
Sono la pausa fra due suoni
che solo a fatica trovano l’accordo,
perché il suono morte è dominante –
che solo a fatica trovano l’accordo,
perché il suono morte è dominante –
Ma nel buio intervallo si incontrano
nella stessa vibrazione.
E il canto resta bello.
nella stessa vibrazione.
E il canto resta bello.
Dalla misura delle stelle
Adesso lo dico.
Le due figlie femmine sono delle erinni insopportabili. Genoveffa e Anastasia sono delle dilettanti a confronto.
Iniziano a litigare alla mattina alle 6,15.
Mai avuta sveglia più efficacie devo dire.
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16 dicembre 2019
gli addobbi natalici
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ricordi
11 dicembre 2019
mercatini di Natale
-amore, dai andiamo da qualche parte dove ci sono i mercatini di Natale- esordisce il Gmarito.
-Hai una malattia terminale?-
-Hai una malattia terminale?-
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6 dicembre 2019
mindfullness 'sta beata fava
Ho letto una cosa agghiacciante.
Una giornalista che ha scritto una lettera alla se stessa del passato, a se stessa adolescente.
L'adolescenza è il periodo in cui sei tutto futuro, sei nel brodo primordiale in cui hai tutti gli elementi allo stato primitivo per essere e fare ciò che vuoi, sei tutto in potenza.
Percepisci ciò- dovresti essere galvanizzato ed entusiasta- invece sei terrorizzato; ma d'altra parte pensi di avere tutto il tempo del mondo per pensarci, abituarti, rimandare, aspettare che ti passino i brufoli, che quel ragazzo finalmente si dichiari, finire il liceo, perdere due chili, acquisire autostima.
Poi arrivi a 40 anni e sei perfettamente in bilico: pieno a metà di futuro e di passato, come una clessidra quando è perfettamente bilanciata.(Almeno sulla carta, secondo ragionevoli aspettative di vita; potrei invece scoprire che la mia età dell'oro è stata a 22 anni -quando imprecavo contro il traffico di Milano e facevo il mio lavoro figo- e uscire di scena l'anno prossimo).
Sai che questa condizione di equilibrio e di stato digrazia ansia perdurerà per poco, tra un attimo presumibilmente il corredo dei ricordi sarà più pesante di quello dei progetti.
Scopri che questo E' il momento.
Per tutto.
Per essere te stessa, per smettere di guardarti se il maglione ti copre il culo abbastanza, per chiederti se piaci abbastanza alle persone, per smettere di avere quell'incubo ricorrente in cui scopri che non hai mai dato l'esame di maturità, per cessare di annaffiare l'orticello dell'ego, bruciare i pregiudizi sulle cose e sulle persone, e finalmente volare alto.
Questo che effetti mi dà? Esaltazione? Ottimismo? La tanto decantata e di tendenza **mindfullness**,la parola più abusata di tutto il 2019, (dopo "resilienza" nel 2012)? No, direi piuttosto un'ansia Satura al 98%, come il tasso della CO2 a Tokyo.
Solo l'idea di scrivere una lettera alla me stessa adolescente mi provoca uno shock anafilattico.
Forse le direi solo una cosa.
Non peserai mai più 52 kg, quindi non rompere i coglioni.
Trovo molto più rassicurante e confortevole sul piano emotivo scrivere alla me stessa vecchia.
Cioè quando avrò i capelli bianchi, i primi (anzi i secondi) acciacchi, magari qualche nipotino, una propensione per i pediluvi, tante piccole abitudini, una routine.
Forse domani lo farò. Se ci sono ancora.
Una giornalista che ha scritto una lettera alla se stessa del passato, a se stessa adolescente.
L'adolescenza è il periodo in cui sei tutto futuro, sei nel brodo primordiale in cui hai tutti gli elementi allo stato primitivo per essere e fare ciò che vuoi, sei tutto in potenza.
Percepisci ciò- dovresti essere galvanizzato ed entusiasta- invece sei terrorizzato; ma d'altra parte pensi di avere tutto il tempo del mondo per pensarci, abituarti, rimandare, aspettare che ti passino i brufoli, che quel ragazzo finalmente si dichiari, finire il liceo, perdere due chili, acquisire autostima.
Poi arrivi a 40 anni e sei perfettamente in bilico: pieno a metà di futuro e di passato, come una clessidra quando è perfettamente bilanciata.(Almeno sulla carta, secondo ragionevoli aspettative di vita; potrei invece scoprire che la mia età dell'oro è stata a 22 anni -quando imprecavo contro il traffico di Milano e facevo il mio lavoro figo- e uscire di scena l'anno prossimo).
Sai che questa condizione di equilibrio e di stato di
Scopri che questo E' il momento.
Per tutto.
Per essere te stessa, per smettere di guardarti se il maglione ti copre il culo abbastanza, per chiederti se piaci abbastanza alle persone, per smettere di avere quell'incubo ricorrente in cui scopri che non hai mai dato l'esame di maturità, per cessare di annaffiare l'orticello dell'ego, bruciare i pregiudizi sulle cose e sulle persone, e finalmente volare alto.
Questo che effetti mi dà? Esaltazione? Ottimismo? La tanto decantata e di tendenza **mindfullness**,la parola più abusata di tutto il 2019, (dopo "resilienza" nel 2012)? No, direi piuttosto un'ansia Satura al 98%, come il tasso della CO2 a Tokyo.
Solo l'idea di scrivere una lettera alla me stessa adolescente mi provoca uno shock anafilattico.
Forse le direi solo una cosa.
Non peserai mai più 52 kg, quindi non rompere i coglioni.
Trovo molto più rassicurante e confortevole sul piano emotivo scrivere alla me stessa vecchia.
Cioè quando avrò i capelli bianchi, i primi (anzi i secondi) acciacchi, magari qualche nipotino, una propensione per i pediluvi, tante piccole abitudini, una routine.
Forse domani lo farò. Se ci sono ancora.
5 dicembre 2019
le strategie
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3 dicembre 2019
acchiappa la cacca
A cena
Solito bordello.
Wonder arriva in tavola con il pigiama che il suo futuro marito chiamerà antistupro, dimostrando che il pigiamone in pile è scritto nel patrimonio genetico della donna, con buona pace dei sostenitori LGBT; in testa porta una cuffia da piscina che le serve- a quanto pare- per fare i boccoli (non chiedetemi altro, sarà frutto di uno dei tutorial di bellezza che guarda, della serie come tingersi i capelli con la carta crespa, fare il fondotinta con la cannella e la limatura di gesso, eccetera)
CatWoman sta in tavola con in cubo di Rubik tarocco che ha il viola al posto del rosso, e coi capelli nel piatto, SuperMario sta stravaccato e mangia come un amputato, manifesta la sua pigrizia nell'usare un solo braccio, sempre e comunque, vive col risparmio energetico.
Megamind è ancora il meno sbrindellato, ma a suo svantaggio ha 'sta cosa che parla solo di politica.
- CatWoman, via il cubo di Rubik a tavola- intima il Padre, e glie lo toglie di mano.
-Ma è mio!-
Il Gmarito inizia subito a tentare di completare la faccia viola, l'imprinting anni '80 è troppo forte.
CatWoman protesta: - E' mio!-
-Non c'è nulla di tuo in questa casa. Tutto è mio, al massimo ve lo presto- Il Gmarito pronuncia una delle sue celebri sententie, anche questo dev'essere un retaggio degli anni '80, visto che pure io mi sentivo dire la stessa cosa da piccola.
-Come no! L'ho comprato coi miei soldi!-
- Tu non guadagni, non puoi avere soldi. Nemmeno i soldi sono tuoi. E' tutto mio- Intanto tenta di finire la faccia arancione (l'ho detto che è tarocco), ma va a ramengo quella viola.
- Dammi, te la faccio io la faccia arancione, in 2 secondi-
-No! tu devi mangiare!-
Catwoman è l'unica bambina di 12 anni che deve masticare il purè.
La situazione viene salvata da Wonder che annuncia:- devo andare in bagno-
-Veloce che siamo in tavola, e poi tira l'acqua-
-Non posso fare veloce, devo fare la cacca!-
Interviene Megamind: - Vai a fare la cacca, Wonder, e quando l'hai fatta chiama papà. Visto che è tutto suo, poi viene a tirare l'acqua della sua cacca-
Farà carriera, non so in cosa, ma la farà.
Solito bordello.
Wonder arriva in tavola con il pigiama che il suo futuro marito chiamerà antistupro, dimostrando che il pigiamone in pile è scritto nel patrimonio genetico della donna, con buona pace dei sostenitori LGBT; in testa porta una cuffia da piscina che le serve- a quanto pare- per fare i boccoli (non chiedetemi altro, sarà frutto di uno dei tutorial di bellezza che guarda, della serie come tingersi i capelli con la carta crespa, fare il fondotinta con la cannella e la limatura di gesso, eccetera)
CatWoman sta in tavola con in cubo di Rubik tarocco che ha il viola al posto del rosso, e coi capelli nel piatto, SuperMario sta stravaccato e mangia come un amputato, manifesta la sua pigrizia nell'usare un solo braccio, sempre e comunque, vive col risparmio energetico.
Megamind è ancora il meno sbrindellato, ma a suo svantaggio ha 'sta cosa che parla solo di politica.
- CatWoman, via il cubo di Rubik a tavola- intima il Padre, e glie lo toglie di mano.
-Ma è mio!-
Il Gmarito inizia subito a tentare di completare la faccia viola, l'imprinting anni '80 è troppo forte.
CatWoman protesta: - E' mio!-
-Non c'è nulla di tuo in questa casa. Tutto è mio, al massimo ve lo presto- Il Gmarito pronuncia una delle sue celebri sententie, anche questo dev'essere un retaggio degli anni '80, visto che pure io mi sentivo dire la stessa cosa da piccola.
-Come no! L'ho comprato coi miei soldi!-
- Tu non guadagni, non puoi avere soldi. Nemmeno i soldi sono tuoi. E' tutto mio- Intanto tenta di finire la faccia arancione (l'ho detto che è tarocco), ma va a ramengo quella viola.
- Dammi, te la faccio io la faccia arancione, in 2 secondi-
-No! tu devi mangiare!-
Catwoman è l'unica bambina di 12 anni che deve masticare il purè.
La situazione viene salvata da Wonder che annuncia:- devo andare in bagno-
-Veloce che siamo in tavola, e poi tira l'acqua-
-Non posso fare veloce, devo fare la cacca!-
Interviene Megamind: - Vai a fare la cacca, Wonder, e quando l'hai fatta chiama papà. Visto che è tutto suo, poi viene a tirare l'acqua della sua cacca-
Farà carriera, non so in cosa, ma la farà.
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WonderWoman
25 novembre 2019
il compleanno hot
Recentemente è stato il compleanno del Gmarito.
Gli ho regalato un weekend romantico.
Ho fatto un biglietto che fungesse da buono-regalo, inserendo doppi sensi che pensavo sarebbero sfuggiti ai Fantastici, ma ovviamente sono una povera allocca.
Gli ho regalato un weekend romantico.
Ho fatto un biglietto che fungesse da buono-regalo, inserendo doppi sensi che pensavo sarebbero sfuggiti ai Fantastici, ma ovviamente sono una povera allocca.
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quando le cose carine sono poche
I figli adolescenti non sono carini.
Erano più carini prima.
Erano più carini prima.
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natale
18 novembre 2019
conversazioni sentimentali (o no?)
CatWoman:
- mamma vuoi sapere qual è il mio ragazzo ideale?
- sentiamo.-
- Dunque, biondo, ma un pò riccio.-
- biondo come Megamind?-
- si, più o meno. Alto, magro. Con gli occhi azzurri o meglio verdi.
- Come Megamind-
- possibilmente scout-
- sempre come Megamind-
- che fa il liceo, e che suona la chitarra-
- Ma è Megamind! Il tuo ragazzo ideale è tuo fratello?-
- e che sia simpatico...-
- Appunto!-
- E soprattutto gentile.-
-Ah, no, non è tuo fratello.- (non so se essere sollevata o no, nel dubbio mi faccio salire una leggera ansia)
Wonder:
- Adesso ti dico IO il mio ragazzo ideale: alto ma non troppo più di me, 5 massimo 7 cm-
- certo sennò non riesci a baciarlo- CatWoman non tradisce la sua acidità proverbiale.
- sei precisa- commenta il Gmarito
- ...coi capelli biondi e gli occhi neri, oppure coi capelli neri e gli occhi chiari.E poi deve avere una caratteristica praticamente impossibile: deve essere gentile, simpatico ma carino nei modi, però non femminile, cioè gentile ma in modo maschile.-
- si dice romantico.-(comincia ad abituarti alla disillusione, fanciulla)
-Esatto. Poi deve avere la tartaruga-
- la tartaruga? ma tu guardi la tartaruga alla tua età?-
Interviene SuperMario, toccandosi la panza:- Mamma! io sono grasso, non sono muscoloso!Non ce l'ho la tartaruga!-
Tutte queste pretese femminili lo hanno fatto sentire inadeguato.
Gmarito:
-Megamind tu invece che ci dici?-
-io ho preso 9 nell'interrogazione di latino-
(noi volevamo sapere della tua ragazza ideale, ma preferiamo non conoscere l'associazione mentale che ti ha portato a questa risposta)
- Fantastico!- Commenta il Gmarito
- Ma scusa perchè a me non lo hai detto, e lo dici solo a tuo padre, io sono a casa tutto il pomeriggio-
- Madre, se tu fossi dell'umore giusto, lo direi anche a te, e poi eri impegnata a guardare la tua serie preferita.-
Sono una depressa casalinga frustata.
- Veramente ho studiato la penisola iberica tutto il pomeriggio con tua sorella, e poi, mentre preparavo la cena, svuotavo la lavapiatti, lavavo le tazze della colazione, caricavo la lavatrice e stipavo l'asciugatrice, ho guardato una puntata di una serie che parla di una famiglia disastrosa ma tutto sommato divertente per consolarmi e sentirmi meno inadeguata.-
Lo scopo era il ricatto affettivo (alias: io vado bene solo per cucinare e pulire, ma non come destinataria di buone notizie) ma il tentativo non ha sortito effetti.
CatWoman:
- mamma vuoi sapere qual è il mio ragazzo ideale?
- sentiamo.-
- Dunque, biondo, ma un pò riccio.-
- biondo come Megamind?-
- si, più o meno. Alto, magro. Con gli occhi azzurri o meglio verdi.
- Come Megamind-
- possibilmente scout-
- sempre come Megamind-
- che fa il liceo, e che suona la chitarra-
- Ma è Megamind! Il tuo ragazzo ideale è tuo fratello?-
- e che sia simpatico...-
- Appunto!-
- E soprattutto gentile.-
-Ah, no, non è tuo fratello.- (non so se essere sollevata o no, nel dubbio mi faccio salire una leggera ansia)
Wonder:
- Adesso ti dico IO il mio ragazzo ideale: alto ma non troppo più di me, 5 massimo 7 cm-
- certo sennò non riesci a baciarlo- CatWoman non tradisce la sua acidità proverbiale.
- sei precisa- commenta il Gmarito
- ...coi capelli biondi e gli occhi neri, oppure coi capelli neri e gli occhi chiari.E poi deve avere una caratteristica praticamente impossibile: deve essere gentile, simpatico ma carino nei modi, però non femminile, cioè gentile ma in modo maschile.-
- si dice romantico.-(comincia ad abituarti alla disillusione, fanciulla)
-Esatto. Poi deve avere la tartaruga-
- la tartaruga? ma tu guardi la tartaruga alla tua età?-
Interviene SuperMario, toccandosi la panza:- Mamma! io sono grasso, non sono muscoloso!Non ce l'ho la tartaruga!-
Tutte queste pretese femminili lo hanno fatto sentire inadeguato.
Gmarito:
-Megamind tu invece che ci dici?-
-io ho preso 9 nell'interrogazione di latino-
(noi volevamo sapere della tua ragazza ideale, ma preferiamo non conoscere l'associazione mentale che ti ha portato a questa risposta)
- Fantastico!- Commenta il Gmarito
- Ma scusa perchè a me non lo hai detto, e lo dici solo a tuo padre, io sono a casa tutto il pomeriggio-
- Madre, se tu fossi dell'umore giusto, lo direi anche a te, e poi eri impegnata a guardare la tua serie preferita.-
Sono una depressa casalinga frustata.
- Veramente ho studiato la penisola iberica tutto il pomeriggio con tua sorella, e poi, mentre preparavo la cena, svuotavo la lavapiatti, lavavo le tazze della colazione, caricavo la lavatrice e stipavo l'asciugatrice, ho guardato una puntata di una serie che parla di una famiglia disastrosa ma tutto sommato divertente per consolarmi e sentirmi meno inadeguata.-
Lo scopo era il ricatto affettivo (alias: io vado bene solo per cucinare e pulire, ma non come destinataria di buone notizie) ma il tentativo non ha sortito effetti.
c'entra con:
conversazioni,
I Fantastici4,
marito,
Me
11 novembre 2019
novembre
Stamattina, mentre camminavo per la città prima delle sette, pensavo a varie cose, e anche al fatto che- oltre alle inadeguatezze consuete- anche oggi devo cercare di non finire all'ospedale, perchè non ho un completo intimo coordinato e non ho ancora tolto lo smalto rosso sulle unghie dei piedi da agosto.
Sono in stallo, e probabilmente è per questo che la mia schiena si è incasinata di brutto.
In ogni caso, camminavo, c'era ancora buio, cosa a cui bisogna abituarsi di nuovo ogni anno (e forse solo questa cosa basta a provare la nostra immortalità), e ho pensato che è proprio triste che io non possa mai incontrare per strada, per caso fortuito, nessuno dei miei fratelli, o dei miei genitori.
Incrociare per dire un loro tragitto e lasciarsi sorprendere da un volto noto- sì forse potrei perfino riconoscerli da lontano anche senza occhiali.
Sì, beh, qui ci sono gli amici, c'è il barista del bar migliore dellacittà, paese, centro urbano, posto di provincia.
Ma è diverso, e tu lo sai.
Non avendo cose divertenti da raccontare, pubblico le foto di recenti weekend, e un veloce resoconto perchè niente si perda.
- Weekend nella valle dei pittori con metà della famiglia (la metà femminile e mondana rimasta a casa delle amiche per pigiama party di Halloween)
- Colori dell'autunno.
- Amici nuovi, lasagne, molto molto cibo.
- Risotto estemporaneo sul fornelletto elettrico, perchè le bombole amano esaurirsi i giorni di festa (troppo stress per loro).
- Battaglia di pigne con SuperMario.
- Molte amanite muscarie, i funghi più estetici e ironici che esistano.
- Raccolta furibonda di muschio per il presepe, come faceva mia madre, che qui i cinesi lo vendono finto e prodotto con derivati del petrolio a 5 euro il sacchetto.
- Raccolta di fronde e rami che ha contribuito alla santificazione del marito al momento di caricarle in auto.
- Disegni sul mio taccuino.
- Poi, una volta tornati a casa, corso propedeutico in preparazione delle tagliatelle alla mia mitica amica mitteleuropea.
- Ciambellone, ragù, involtini, casomai non avessimo ancora mangiato abbastanza.
Sono in stallo, e probabilmente è per questo che la mia schiena si è incasinata di brutto.
In ogni caso, camminavo, c'era ancora buio, cosa a cui bisogna abituarsi di nuovo ogni anno (e forse solo questa cosa basta a provare la nostra immortalità), e ho pensato che è proprio triste che io non possa mai incontrare per strada, per caso fortuito, nessuno dei miei fratelli, o dei miei genitori.
Incrociare per dire un loro tragitto e lasciarsi sorprendere da un volto noto- sì forse potrei perfino riconoscerli da lontano anche senza occhiali.
Sì, beh, qui ci sono gli amici, c'è il barista del bar migliore della
Ma è diverso, e tu lo sai.
Non avendo cose divertenti da raccontare, pubblico le foto di recenti weekend, e un veloce resoconto perchè niente si perda.
- Weekend nella valle dei pittori con metà della famiglia (la metà femminile e mondana rimasta a casa delle amiche per pigiama party di Halloween)
- Colori dell'autunno.
- Amici nuovi, lasagne, molto molto cibo.
- Risotto estemporaneo sul fornelletto elettrico, perchè le bombole amano esaurirsi i giorni di festa (troppo stress per loro).
- Battaglia di pigne con SuperMario.
- Molte amanite muscarie, i funghi più estetici e ironici che esistano.
- Raccolta furibonda di muschio per il presepe, come faceva mia madre, che qui i cinesi lo vendono finto e prodotto con derivati del petrolio a 5 euro il sacchetto.
- Raccolta di fronde e rami che ha contribuito alla santificazione del marito al momento di caricarle in auto.
- Disegni sul mio taccuino.
- Poi, una volta tornati a casa, corso propedeutico in preparazione delle tagliatelle alla mia mitica amica mitteleuropea.
- Ciambellone, ragù, involtini, casomai non avessimo ancora mangiato abbastanza.
c'entra con:
amici,
avventure,
casa,
disegni,
foto,
I Fantastici4,
Me,
SuperMario
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