Ieri era il mio compleanno.
Ho promesso ad una amica che avrei scritto un post divertente, ma non sarà facile.
A meno che non inventi di sana pianta.
Visto che non posso ridere, cercherò di trovare le cose belle.
E non sarà difficile, perchè è solo una questione di prospettive.
Di non perdere il contatto visivo.
Con l'orizzonte.
O col traguardo.
Il Gmarito è volato Appalermo alle 6 del mattino.
Sì, è vero, la sua sveglia ha suonato alle 5 del mattino, e se avessi avuto un lanciafiamme l'avrei usato senza alcuna remora sul suo obsoleto smartphone nascosto da qualche parte.
Però il gmarito aveva preparato la sua valigia la sera prima.
Quindi ci siamo risparmiati gli improperi del mattino, in cui -mentre io cerco di riprendere le fila del mio fantastico sogno in cui sono una disegnatrice di successo che lavora nel rifugio antiatomico di casa, al riparo da ogni distrazione, lui mi chiede dove sono le mutande, io (mandandolo contestualmente a stendere) lo spedisco verso lo stenditoio.
Poi mi chiede dove sono le calze.
Delle calze, cioè.
Delle calze senza buchi.
E così di seguito.
No, ieri aveva preparato la sua valigia la sera prima, e mi ha chiesto solo dove fossero le scarpe, e sono riuscita a rispondergli senza quasi svegliarmi.
Ho potuto fingere di aver dormito fino alle 6.05, per poi riaddormentarmi appena un minuto dopo il suono della sveglia nr 1, la prima delle sette sveglie che ignoro ogni mattina.
Sono andata al lavoro e nevicava, ed io adoro la neve.
Ho ricevuto un sacco di auguri, e una telefonata da Hanoi, che -se come me non avete idea di dove sia- è in Vietnam, dove lo ZioD'America ora lavora, e dunque dovremo trovargli un nuovo nome.
ZioMusoGiallo, forse?
Poi ho avuto una delle più grosse delusioni (lavorative) della mia vita, e questo non è stato niente bello.
Ma sorvoliamo.
E' stata una mattinata freddissima e io ho vagato sconsolata per quei 500 m quadrati che sono il centro della RidenteCittadina, sotto una pioggia ghiacciata che non era più neve, come la spensieratezza che si trasforma in dura realtà.
(lasciatemi questo siparietto melodrammatico).
Sono tornata a casa, e mentre SuperMario dormiva nella sua cameretta sotto un igloo fatto di pupazzi di peluches, sono stramazzata sul letto senza togliermi il piumino di dosso.
Sognando pure io un igloo in cui rintanarmi.
Poi mi ha chiamata la mia amica di penna, (che quindi non scrive soltanto), lei che ha ha scalato la Montagna più terribile che ci sia, e non è rimasta lassù, è ridiscesa in pianura, e ci mostra che si può essere santi e normali e anche peccatori e pieni di Grazia ma anche di dolore, contemporaneamente, nella stessa vita, pure nello stesso giorno. Ma la differenza sta sempre in quel contatto visivo.
Con quell'orizzonte.
Lei mi ha chiamato per farmi gli auguri, e io mi sono sentita piccola e meschina a lamentarmi della mia delusione, di fronte a lei, che ha subito la perdita più dolorosa che ci sia al mondo.
Però non è stato abbastanza, la coltre di tristezza mi ha ricoperto.
Poi i Fantastici4 mi hanno travolta in un pomeriggio pieno di impegni, esigenze e missili da costruire e pancake da fare, e capricci da sedare e compiti da controllare e lezioni di storia da ascoltare e litigi da districare e urla di sottofondo, rumore dentro e fuori la mia testa.
La cena non è stata amena.
Non è stato un giorno di festa e poi ne ho chiesto scusa ai bambini.
Loro hanno capito, perchè poi loro sono molto più disposti di noi a perdonarci, rassicurati dal fatto che il Genitore non sbaglia mai, e se sbaglia, sa chiedere scusa, e dunque torna tutto al suo posto: il genitore riacquista la sua infallibilità rassicurante contro cui potere scagliare la rabbia infantile senza distruggere l'equilibrio, cosa che fa paura.
Non c'era il Gmarito che arginasse la mia infelicità, per cui mi sono rintanata nel mio personale igloo fatto di coperte pesantissime e lacrime non piante, e mi sono rassegnata.
Vedi, amica di penna, ci ho provato.
Domani è un altro giorno?
I bimbi sorridono sempre!
4 febbraio 2015
38
c'entra con:
autoproduzione,
cibo,
I Fantastici4,
lavoro,
Me
28 gennaio 2015
To spin
Cosa vuol dire in inglese To Spin?
Vuol dire, pedala.
Fino alla morte.
Dopo 10 anni di inflaccidimento muscolare, considerando che tutte le amiche attorno a me hanno deciso di correre, cosa che apprendo dai post di Facebook in cui esse umiliano pubblicamente noi chiattone pigre, esplicitando i km effettuati, ho preso una decisione epocale.
Nella notte tra il 31 Dicembre e il 1 Gennaio, esattamente dalle 23,56 alle 00,04, ho deciso che anche io sarei andata a correre.
Che bello: nella bruma del mattino, mentre tutti dormono, tu sola, la musica, il rumore dei tuoi respiri, il sudore, l'affanno, la congestione, l'acido lattico, il 118.
No, la corsa non è fatta per me.
Poi lo so, il dottore direbbe che per le mie ginocchia non va.
Il Gmarito dice che il mio assetto muscolo scheletrico non è geneticamente predisposto alla corsa.
Alle 00,05 del 1 Gennaio 2015, infatti ho deciso poi che NON sarei mai andata a correre.
Di mia spontanea volontà, almeno.
Però ho optato per spinning.
Andare in bicicletta.
-Amore, hai già fatto la prova di spinning?-
-No, perchè?-
-Ah,allora guarda. Prima paga una ventina di lezioni. Poi fai a prova-
La consueta scarsa propensione per il Gmarito per i pagamenti anticipati, avrebbe dovuto farmi sorgere qualche sospetto.
Ma la mia amica omonima, lei, dopo due mesi di spinning c'ha un fisico pazzesco, e dunque-penso-posso farcela anche io. Cosa sarà mai, poi, andare in bicicletta, è un pò come andare in bicicletta, no? non si disimpara mai.
Così pago, e vado in questa palestra fichissima.
A parte il fatto che mi sono subito persa negli spogliatoi, arrivo davanti alla porta dove ci sono le bike.
C'è una ragazza che aspetta fuori ed è vestita da ciclista. Poi arriva un signore 60enne vestito da ciclista. (oh, beh, se c'è pure un signore 60enne...ja posso fà pure io, pure se c'ha una tutina aderente e sotto è nudo e chiaramente depilato, e questo mi inquieta un tantino).
Arrivano altri, in attesa di entrare, e sono tutti vestiti da ciclisti.
L'unica in tuta da sfigata ero io.
Poi sbircio dentro alla sala, dove stanno facendo l'allenamento precedente, da una finestrina sulla porta.
All'interno è tutto buio.
Una musica altissima rimbombante e discotecara.
Ci sono luci psichedeliche viola.
C'è uno schermo che proietta paesaggi avventurosi. Gente folle che si butta dal paracadute, scende giù dai burroni in bici, taglia traguardi tra folle esagitate.
E dentro, 16 scalmanati che fanno andare le gambe così veloci che non vedo i piedi.
Ora capisco il perchè del pagamento anticipato.
Finisce la lezione.
Prima di entrare entra un omino con lo straccio a pulire il pavimento.
-com'è che pulisce a quest'ora?-chiedo ingenuamente alla ragazza
-Pulisce il sudore che c'è in terra-
IL SUDORE CHE C'E' IN TERRA?
Cioè, questi grondano sudore fino in terra?
Poi passano alla pulizia delle bici. Sudate pure quelle.
Ma non c'è anche un rianimatore, in caso di bisogno?
Poi entriamo.
E io ho paura.
Come se fossi entrata nella setta di Scientology.
Così si comincia.
Inutile dire che io dopo i primi 5 minuti di riscaldamento ero già in iperventilazione.
Inutile dire che quando il trainer diceva di stringere (simulando la salita) io FINGEVO di stringere.
Inutile dire che quando il trainer urlava come un invasato: e adesso....running!!!!
ovvero alzarsi sul sellino e iniziare una lunga fuga verso la cima della ipotetica montagna, io restavo col culo sul sellino.
Rispetto agli altri sembravo una olandese placida che se la pedala lungo il canale tra i tulipani.
E invece ero mezza morta e solo un minimo di amor proprio, e il fatto che la mia vicina aveva 55 anni ed era a livello pendenza 5 senza fare una piega, mi ha impedito di lasciarmi cadere tramortita giù dalla bicicletta invocando pietà.
Poi c'è questo istruttore che ti motiva con frasi mistiche.
Su, dai, aspetta eh. Ora comincia eh. La senti la strada? Prendi contatto col tuo respiro Io lo so, che puoi farcela. Fidati del tuo cuore. fidati del tuo coraggio, lanciati, arriva in vetta, vinci le tue paure, DAI, DAI, cela farai, io lo SENTO!
E sembra sempre l'ultima salita, e invece, porca eva, quanto possono essere interminabili 45'?
Nemmeno l'interrogazione sulla tragedia greca mi faceva sto effetto.
Saranno assicurati?
Ci sarà un medico in loco?
E il sedere. Il sedere. TUTTO il sedere, non so se mi spiego.
Un dolore atroce, una tortura. Ma un bel sellino largone modello GRAZIELLA, no? dobbiamo pedalare su di un sellino di ferro? Largo 8 cm?
Qui, il Gmarito è capace di esigere un risarcimento per danneggiamenti perenni.
Intanto, grondavo sudore. Forse non fino a terra, ma per me, che sudo solo quando faccio la sauna, o un colloquio di lavoro, è già significativo.
Posso guardare il lato positivo. Non mi sono resa ridicola cadendo dalla bici.
Anche perchè i piedi sono ancorati ai pedali come in una macchina mediavale per le torture.
Ho pagato 20 lezioni.
Almeno mi scenderà il culone, no?
Vuol dire, pedala.
Fino alla morte.
Dopo 10 anni di inflaccidimento muscolare, considerando che tutte le amiche attorno a me hanno deciso di correre, cosa che apprendo dai post di Facebook in cui esse umiliano pubblicamente noi chiattone pigre, esplicitando i km effettuati, ho preso una decisione epocale.
Nella notte tra il 31 Dicembre e il 1 Gennaio, esattamente dalle 23,56 alle 00,04, ho deciso che anche io sarei andata a correre.
Che bello: nella bruma del mattino, mentre tutti dormono, tu sola, la musica, il rumore dei tuoi respiri, il sudore, l'affanno, la congestione, l'acido lattico, il 118.
No, la corsa non è fatta per me.
Poi lo so, il dottore direbbe che per le mie ginocchia non va.
Il Gmarito dice che il mio assetto muscolo scheletrico non è geneticamente predisposto alla corsa.
Alle 00,05 del 1 Gennaio 2015, infatti ho deciso poi che NON sarei mai andata a correre.
Di mia spontanea volontà, almeno.
Però ho optato per spinning.
Andare in bicicletta.
-Amore, hai già fatto la prova di spinning?-
-No, perchè?-
-Ah,allora guarda. Prima paga una ventina di lezioni. Poi fai a prova-
La consueta scarsa propensione per il Gmarito per i pagamenti anticipati, avrebbe dovuto farmi sorgere qualche sospetto.
Ma la mia amica omonima, lei, dopo due mesi di spinning c'ha un fisico pazzesco, e dunque-penso-posso farcela anche io. Cosa sarà mai, poi, andare in bicicletta, è un pò come andare in bicicletta, no? non si disimpara mai.
Così pago, e vado in questa palestra fichissima.
A parte il fatto che mi sono subito persa negli spogliatoi, arrivo davanti alla porta dove ci sono le bike.
C'è una ragazza che aspetta fuori ed è vestita da ciclista. Poi arriva un signore 60enne vestito da ciclista. (oh, beh, se c'è pure un signore 60enne...ja posso fà pure io, pure se c'ha una tutina aderente e sotto è nudo e chiaramente depilato, e questo mi inquieta un tantino).
Arrivano altri, in attesa di entrare, e sono tutti vestiti da ciclisti.
L'unica in tuta da sfigata ero io.
Poi sbircio dentro alla sala, dove stanno facendo l'allenamento precedente, da una finestrina sulla porta.
All'interno è tutto buio.
Una musica altissima rimbombante e discotecara.
Ci sono luci psichedeliche viola.
C'è uno schermo che proietta paesaggi avventurosi. Gente folle che si butta dal paracadute, scende giù dai burroni in bici, taglia traguardi tra folle esagitate.
E dentro, 16 scalmanati che fanno andare le gambe così veloci che non vedo i piedi.
Ora capisco il perchè del pagamento anticipato.
Finisce la lezione.
Prima di entrare entra un omino con lo straccio a pulire il pavimento.
-com'è che pulisce a quest'ora?-chiedo ingenuamente alla ragazza
-Pulisce il sudore che c'è in terra-
IL SUDORE CHE C'E' IN TERRA?
Cioè, questi grondano sudore fino in terra?
Poi passano alla pulizia delle bici. Sudate pure quelle.
Ma non c'è anche un rianimatore, in caso di bisogno?
Poi entriamo.
E io ho paura.
Come se fossi entrata nella setta di Scientology.
Così si comincia.
Inutile dire che io dopo i primi 5 minuti di riscaldamento ero già in iperventilazione.
Inutile dire che quando il trainer diceva di stringere (simulando la salita) io FINGEVO di stringere.
Inutile dire che quando il trainer urlava come un invasato: e adesso....running!!!!
ovvero alzarsi sul sellino e iniziare una lunga fuga verso la cima della ipotetica montagna, io restavo col culo sul sellino.
Rispetto agli altri sembravo una olandese placida che se la pedala lungo il canale tra i tulipani.
E invece ero mezza morta e solo un minimo di amor proprio, e il fatto che la mia vicina aveva 55 anni ed era a livello pendenza 5 senza fare una piega, mi ha impedito di lasciarmi cadere tramortita giù dalla bicicletta invocando pietà.
Poi c'è questo istruttore che ti motiva con frasi mistiche.
Su, dai, aspetta eh. Ora comincia eh. La senti la strada? Prendi contatto col tuo respiro Io lo so, che puoi farcela. Fidati del tuo cuore. fidati del tuo coraggio, lanciati, arriva in vetta, vinci le tue paure, DAI, DAI, cela farai, io lo SENTO!
E sembra sempre l'ultima salita, e invece, porca eva, quanto possono essere interminabili 45'?
Nemmeno l'interrogazione sulla tragedia greca mi faceva sto effetto.
Saranno assicurati?
Ci sarà un medico in loco?
E il sedere. Il sedere. TUTTO il sedere, non so se mi spiego.
Un dolore atroce, una tortura. Ma un bel sellino largone modello GRAZIELLA, no? dobbiamo pedalare su di un sellino di ferro? Largo 8 cm?
Qui, il Gmarito è capace di esigere un risarcimento per danneggiamenti perenni.
Intanto, grondavo sudore. Forse non fino a terra, ma per me, che sudo solo quando faccio la sauna, o un colloquio di lavoro, è già significativo.
Posso guardare il lato positivo. Non mi sono resa ridicola cadendo dalla bici.
Anche perchè i piedi sono ancorati ai pedali come in una macchina mediavale per le torture.
Ho pagato 20 lezioni.
Almeno mi scenderà il culone, no?
22 gennaio 2015
letargìa
L'inverno lo odio.
Amo il Natale, lo so, ma alla fine ho scoperto da WonderWoman, che in seconda elementare mi ha insegnato i giorni in cui iniziano le stagioni, che l'inverno inizia il 21 Dicembre, (sono stupita: io pensavo che ci fosse una sola data in cui inizia una sola stagione, che è il 21 Marzo, ovvero la primavera, le rondini, eccetera); ne consegue quindi che praticamente tutto l'avvento è in autunno, e quando Natale finisce, l'odioso inverno è appena iniziato.
Il giorno del lutto è quando disfo l'albero di Natale.
Io d'inverno mi trasformo nella donna procione.
Non solo per la scarsa propensione alla depilazione (ancestrale istinto alla conservazione della temperatura corporea).
Non solo per le occhiaie che circondano di nero gli occhi.
Ma perchè- principalmente- l'unico inverno plausibile è quello che prevede il letargo.
Ma visto che la società civile non prevede il letargo nell'essere umano (dimostrandosi quindi mica poi tanto civile, per i miei parametri), io mi ci adatto come posso, cercando di preservare la mia sopravvivenza.
Intanto, il risveglio.
Dopo la settima sveglia, (ho sette sveglie, il sette è un numero magico, e spero così che si compia la magia, e io riesca a svegliarmi), come può non essere contro natura risvegliarsi, guardare fuori dalla finestra e vedere che, senz'ombra di dubbio, è ancora notte.
Perfino il barbone della stazione dorme della grossa.
Poi, il letto.
Credo che a tutt'oggi sul mio letto ci siano 5 coperte, col risultato che quando mi ci rintano sotto, ho questo peso addosso di circa 15 chili, praticamente la sensazione della sepolta viva.
Benissimo. Certe sere in effetti ambirei al riposo eterno, o perlomeno ad un coma (NON VIGILE) di almeno 6 mesi.
Assumo una posizione fetale, e guai a chi si muove.
Ovvero: guai al Gmarito!
-Non ti muovere! Che fai entrare lo spiffero!-
-Ma se c'hai su la tuta da sci!-
(che idea, potrei metterla davvero)
Quando voglio una serata romantica, il Gmarito sa che ci sarà una impennata nella bolletta del gas. E' il nostro piccolo compromesso.
Poi il freddo. Fuori. La nebbiolina. La brina. Romantica da dietro la finestra. Quando sei per la strada a piedi per 6 ore, vuoi regalare una rosa a chi ti amputerà i piedi ormai blu.
Con l'inverno, ogni vezzo glamour in me scompare.
Prevale l'istinto di conservazione.
Procedo con vari strati fino a raggiungere la temperatura corporea compatibile con la vita.
Raggiungendo anche le proporzioni di BigHero, in effetti.
A quel punto poco importa cosa indosso.
I miei vestiti da inverno sono tutti marroni, grigi, neri. Al massimo blu.
Cioè non so perchè, ma d'inverno ti propinano solo colori deprimenti.
Io indosserei pure un maglione giallo, se l'avessi, ma tanto i successivi strati sono comunque marroni, grigi o neri.
Dopo avere indossato l'ultimo strato, sono perfettamente mimetizzabile con la steppa siberiana.
(Almeno quando piove ho sempre i miei stivali giallo flash che funzionano meglio di un giubbetto rifrangente)
Allora-per sdrammatizzare- mi sono comprata una cappello a forma di volpe, che tutti pensano sia un gatto, e si vede che non hanno occhio.
La Volpe con gli stivali gialli.
Ciò fa molto bimbo sperduto di PeterPan,
e mi viene voglia di scappare sull'isola che non c'è, non fosse che, a causa del mio inesistente senso dell'orientamento, non ricordo più se è la prima o la seconda stella a destra.
O era a sinistra?
L'inverno è solo una lunga estenuante attesa della primavera.
L'inverno è accettabile solo quando cade la neve ed inesorabilmente-avessi pure quasi quarant'anni come una che conosco io- una parte di te ti sfugge e torni bambino e sai che non hai ancora fatto il pupazzo di neve perfetto, quello con tre palle una sull'altra, e vorresti tanto provarci.
O scivolare giù per la collina con la tua slitta di legno di nome Rosebud.
La donna-procione travestita da volpe.(qui senza stivali)
Amo il Natale, lo so, ma alla fine ho scoperto da WonderWoman, che in seconda elementare mi ha insegnato i giorni in cui iniziano le stagioni, che l'inverno inizia il 21 Dicembre, (sono stupita: io pensavo che ci fosse una sola data in cui inizia una sola stagione, che è il 21 Marzo, ovvero la primavera, le rondini, eccetera); ne consegue quindi che praticamente tutto l'avvento è in autunno, e quando Natale finisce, l'odioso inverno è appena iniziato.
Il giorno del lutto è quando disfo l'albero di Natale.
Io d'inverno mi trasformo nella donna procione.
Non solo per la scarsa propensione alla depilazione (ancestrale istinto alla conservazione della temperatura corporea).
Non solo per le occhiaie che circondano di nero gli occhi.
Ma perchè- principalmente- l'unico inverno plausibile è quello che prevede il letargo.
Ma visto che la società civile non prevede il letargo nell'essere umano (dimostrandosi quindi mica poi tanto civile, per i miei parametri), io mi ci adatto come posso, cercando di preservare la mia sopravvivenza.
Intanto, il risveglio.
Dopo la settima sveglia, (ho sette sveglie, il sette è un numero magico, e spero così che si compia la magia, e io riesca a svegliarmi), come può non essere contro natura risvegliarsi, guardare fuori dalla finestra e vedere che, senz'ombra di dubbio, è ancora notte.
Perfino il barbone della stazione dorme della grossa.
Poi, il letto.
Credo che a tutt'oggi sul mio letto ci siano 5 coperte, col risultato che quando mi ci rintano sotto, ho questo peso addosso di circa 15 chili, praticamente la sensazione della sepolta viva.
Benissimo. Certe sere in effetti ambirei al riposo eterno, o perlomeno ad un coma (NON VIGILE) di almeno 6 mesi.
Assumo una posizione fetale, e guai a chi si muove.
Ovvero: guai al Gmarito!
-Non ti muovere! Che fai entrare lo spiffero!-
-Ma se c'hai su la tuta da sci!-
(che idea, potrei metterla davvero)
Quando voglio una serata romantica, il Gmarito sa che ci sarà una impennata nella bolletta del gas. E' il nostro piccolo compromesso.
Poi il freddo. Fuori. La nebbiolina. La brina. Romantica da dietro la finestra. Quando sei per la strada a piedi per 6 ore, vuoi regalare una rosa a chi ti amputerà i piedi ormai blu.
Con l'inverno, ogni vezzo glamour in me scompare.
Prevale l'istinto di conservazione.
Procedo con vari strati fino a raggiungere la temperatura corporea compatibile con la vita.
Raggiungendo anche le proporzioni di BigHero, in effetti.
A quel punto poco importa cosa indosso.
I miei vestiti da inverno sono tutti marroni, grigi, neri. Al massimo blu.
Cioè non so perchè, ma d'inverno ti propinano solo colori deprimenti.
Io indosserei pure un maglione giallo, se l'avessi, ma tanto i successivi strati sono comunque marroni, grigi o neri.
Dopo avere indossato l'ultimo strato, sono perfettamente mimetizzabile con la steppa siberiana.
(Almeno quando piove ho sempre i miei stivali giallo flash che funzionano meglio di un giubbetto rifrangente)
Allora-per sdrammatizzare- mi sono comprata una cappello a forma di volpe, che tutti pensano sia un gatto, e si vede che non hanno occhio.
La Volpe con gli stivali gialli.
Ciò fa molto bimbo sperduto di PeterPan,
O era a sinistra?
L'inverno è solo una lunga estenuante attesa della primavera.
L'inverno è accettabile solo quando cade la neve ed inesorabilmente-avessi pure quasi quarant'anni come una che conosco io- una parte di te ti sfugge e torni bambino e sai che non hai ancora fatto il pupazzo di neve perfetto, quello con tre palle una sull'altra, e vorresti tanto provarci.
O scivolare giù per la collina con la tua slitta di legno di nome Rosebud.
La donna-procione travestita da volpe.(qui senza stivali)
16 gennaio 2015
;-)
Partiamo dall'assunto che wats'up può salvarti la vita.
Ed è la migliore invenzione dopo la crema depilatoria profumata.
Però figlio di W'up è IL GRUPPO DELLE MAMME.
Il gruppo delle mamme è una cosa che nasce perchè gli avvisi scolastici che ai nostri tempi erano tre (data delle vacanze di Natale, data delle vacanze di Pasqua, data della recita di fine anno) sono diventati almeno 15 alla settimana. E non è che tutte le mamme hanno tempo per sedersi al pc e leggere le 25 mail ConRispostaAlMittenteIn CopiaATuttiIGenitori. Oppure, se hanno tempo, prefeiscono magari andare in bagno prima che venga la cistite, oppure guardare l'ultima puntata di BreakingBad fingendo di stirare.
E da qui, nasce il gruppo.
Poi, dopo circa una settimana, il gruppo comincia a degenerare.
Non più avvisi e memorandum (6 euro per la gita entro domani, ginnastica non più al venerdì ma al martedì, portare una risma di fogli), ma si comincia con i consigli per i compiti.
Si parte da "pagina 35 e 37 del libro giallo o del libro verde?" a inviare 17 messaggi con foto delle pagine ed inquadrature di ogni operazione in colonna.
Messaggi vocali in cui si ode la voce dello scolaro che ripete i numei in inglese fino a 100.
Naturalmente io smisto i messaggi, e mi guardo bene dall'entrare in materia, anche perchè sovente non so di cosa stiano parlando, nei compiti i Fantastici si autogestiscono, e se hanno dei dubbi piuttosto chiamo direttamente LaMadreAttendibile di turno.
Quantomeno restiamo nel tema scuola.
Ma la perversione del gruppo inizia con le faccine a sproposito, quasi sempre con gli occhi a cuore "Mi mandi la FOTO DELLA MAIL che hai mandato?"
(cioè un minuto di silenzio: La FOTO della MAIL, capite.)
[segue: faccina innamorata+faccina depressa+faccina stupita]
Dopo la domanda, o IN RISPOSTA alla domanda, seguono: delfini, teschi, fiori e scimmie che si chiudono le orecchie. Praticamente una libera associazione psicanalitica di immagini casuali.
Dopodichè si passa alle foto possibilmente di gattini o uomini seminudi in bianco e nero con frasi non pertinenti, ma dense di significato, che potrebbero pure far riflettere, se uno riuscisse a soffermarsi su uno del 500 messaggi all'ora che riceve, tra un commento estasiato, una faccina con gli occhi a cuore, un filmato di gnomi che ballano e una catena di sant'antonio che ti minaccia di morte nel caso in cui tu non voglia diffonderla per il cyberpianeta.
Così succede che tra i millecinquecento messaggi che ricevo ogni ora, mi perdo proprio quello che mie serviva, ovvero la password per l'iscrizione scolastica on line.
L'ho trovata tra una foto di Brad Pitt in mutande col cappello di Babbo Natale, e "la Catena della Amiche per Sempre, che se non mi torna indietro vuol dire che non mi vuoi bene".
Più due delfini e un mazzo di fiori e una faccia che fa l'occhiolino.
Sono impopolare, lo so.
Ma pensate a questo:
Un gruppo di quinta
Un gruppo di terza
Un gruppo di seconda
Un gruppo di catechismo di terza
Un gruppo di Catechismo di quinta
Un gruppo di Scout
Ad un certo punto il Gmarito pensava avessi un amante.
Ed è la migliore invenzione dopo la crema depilatoria profumata.
Però figlio di W'up è IL GRUPPO DELLE MAMME.
Il gruppo delle mamme è una cosa che nasce perchè gli avvisi scolastici che ai nostri tempi erano tre (data delle vacanze di Natale, data delle vacanze di Pasqua, data della recita di fine anno) sono diventati almeno 15 alla settimana. E non è che tutte le mamme hanno tempo per sedersi al pc e leggere le 25 mail ConRispostaAlMittenteIn CopiaATuttiIGenitori. Oppure, se hanno tempo, prefeiscono magari andare in bagno prima che venga la cistite, oppure guardare l'ultima puntata di BreakingBad fingendo di stirare.
E da qui, nasce il gruppo.
Poi, dopo circa una settimana, il gruppo comincia a degenerare.
Non più avvisi e memorandum (6 euro per la gita entro domani, ginnastica non più al venerdì ma al martedì, portare una risma di fogli), ma si comincia con i consigli per i compiti.
Si parte da "pagina 35 e 37 del libro giallo o del libro verde?" a inviare 17 messaggi con foto delle pagine ed inquadrature di ogni operazione in colonna.
Messaggi vocali in cui si ode la voce dello scolaro che ripete i numei in inglese fino a 100.
Naturalmente io smisto i messaggi, e mi guardo bene dall'entrare in materia, anche perchè sovente non so di cosa stiano parlando, nei compiti i Fantastici si autogestiscono, e se hanno dei dubbi piuttosto chiamo direttamente LaMadreAttendibile di turno.
Quantomeno restiamo nel tema scuola.
Ma la perversione del gruppo inizia con le faccine a sproposito, quasi sempre con gli occhi a cuore "Mi mandi la FOTO DELLA MAIL che hai mandato?"
(cioè un minuto di silenzio: La FOTO della MAIL, capite.)
[segue: faccina innamorata+faccina depressa+faccina stupita]
Dopo la domanda, o IN RISPOSTA alla domanda, seguono: delfini, teschi, fiori e scimmie che si chiudono le orecchie. Praticamente una libera associazione psicanalitica di immagini casuali.
Dopodichè si passa alle foto possibilmente di gattini o uomini seminudi in bianco e nero con frasi non pertinenti, ma dense di significato, che potrebbero pure far riflettere, se uno riuscisse a soffermarsi su uno del 500 messaggi all'ora che riceve, tra un commento estasiato, una faccina con gli occhi a cuore, un filmato di gnomi che ballano e una catena di sant'antonio che ti minaccia di morte nel caso in cui tu non voglia diffonderla per il cyberpianeta.
Così succede che tra i millecinquecento messaggi che ricevo ogni ora, mi perdo proprio quello che mie serviva, ovvero la password per l'iscrizione scolastica on line.
L'ho trovata tra una foto di Brad Pitt in mutande col cappello di Babbo Natale, e "la Catena della Amiche per Sempre, che se non mi torna indietro vuol dire che non mi vuoi bene".
Più due delfini e un mazzo di fiori e una faccia che fa l'occhiolino.
Sono impopolare, lo so.
Ma pensate a questo:
Un gruppo di quinta
Un gruppo di terza
Un gruppo di seconda
Un gruppo di catechismo di terza
Un gruppo di Catechismo di quinta
Un gruppo di Scout
Ad un certo punto il Gmarito pensava avessi un amante.
c'entra con:
conversazioni,
I Fantastici4,
Me,
scuola
15 gennaio 2015
ci sono, ci siamo, reportage da Bononia
Se non voglio che (alcune) mamme della classe di WonderWoman mi tolgano il saluto, rimproverandomi che non riescono ad addormentarsi o sono diventate stitiche in quanto non possono leggere recenti post di questo blog, bisogna che io scriva.
Non che mi manchi il materiale.
Intanto non si pensi che io abbia cambiato lavoro. I tempi di reazione nel pubblico impiego sono paragonabili solo a quelli biblici, quindi forse quando comincerò ad incanutire e mi scenderà la cataratta, potrò finalmente smettere di staccare foglietti rosa dal mio blocchetto.
C'è stato il Natale.
Quand'è che si deve dire ai bambini la storia di BabboNatale? Ovviamente fosse per me potrei nascondere i pacchi amazon tra i gatti della polvere sotto il letto, trascinarmi fino all'una di notte per poter posizionare furtivamente i regali sotto l'albero, ubriacarmi col mezzo bicchiere di Marsala che si lascia per lui su tavolo della cucina, ancora fino all'età in cui si sposeranno.
Perchè io, nella favola, ci vivrei sempre. Non per niente siamo al 15 Dicembre e non ho ancora disfatto l'albero.
E poi alle domande di MegaMind, razionali e sempre più insistenti, sulla questione, ho risposto con una lettera. Cioè, Babbo ha risposto. Ho architettato una versione così realistica, plausibile, moderna e razionale, che probabilmente ci crederà fino a quando entrerà in seminario.
(Megamind non si sposa, dunque ha detto che non gli rimane che farsi prete).
Una mia amica ha un figlio che ha 12 anni e ancora crede a Babbo Natale, e nonostante lei abbia lasciato palesi indizi, lui imparterrito, in seconda media scrive ancora la letterina.
Cioè, lei lo ha beccato che guardava siti di donne nude sul cellulare del suo compagno, però scrive ancora la letterina a BabboNatale. (Cosa gli abbia chiesto, alla luce di ciò, quest'anno, poi, non lo so, eh.)
La sorellina invece ha la pulce nell'orecchio, ha solo 8 anni e ha detto alla madre che una compagna (ah, ma questi compagni smaliziati che c'erano anche ai nostri tempi, li manderei al riformatorio)le ha detto di avere le prove che Babbo Natale sono i genitori.
-Ah, si? Non esiste? Allora tu quest'anno non scrivere nessuna letterina, che poi vediamo.-
Geniale. Prendiamo appunti.
Il nostro Natale non è stato dei più spensierati.
Cuori e teste infrante a parte, parlando non solo metaforicamente, il soggiorno Bolognese non è nato sotto una buona stella.
L'incipit è stato la diffusione del consueto morbo bolognese, sottoforma di caghetta da trincea e altri ameni sintomi. Decimati lo zio d'America e Peter.
Una volta ristabilita la pace intestinale, perchè non ci si assuefacesse al dolce far niente della vacanza felsinea, ci ha pensato il blackout notturno ripetuto alle 3 di notte, che ha fatto scattare il duplice allarme di cui è dotata la casa dei miei genitori, che neanche la Banca Centrale d'America.
Successivamente, SuperMario, che voleva tenere alta la concentrazione di adrenalina, ha pensato di chiudersi a chiave in una stanza.
-Guardate bimbe!Davanti alla casa dei nonni ci sono i Pompieri! Forse c'è un incendio!- Esclamo spiritosona tornando da una di quelle cose culturali che voglio far fare (con decisione unilaterale) ai bambini, nella fattispecie la visita ad un museo.
In effetti 6 Vigili uscivano da casa dei miei.(bellocci, pure)
Meno male che ha trovato una chiave da girare e non un accendino.
Tutto ciò non ci ha impedito di rimpinzarci come tacchini, uscire a cena, accettare inviti anche ADDIRITTURA di soli adulti.
Quando siamo tornati a casa, dopo un lungo viaggio con molte tappe agli autogrill e gli stomaci debordanti di tagliatelle, CatWoman ha vomitato nell'ascensore.
Sul mio piumino.
Nella mia borsa. Che avevo gettato sul pavimento dell'ascensore cercando di tamponare il getto di vomito con un pannolino di Mario. (Ho trovato quello, in borsa. L'alternativa era tapparle la bocca con un tampax).
Lei ha mancato il pannolino. E ricoperto ogni superficie di vomito, che poi, per lei che non mangia una mazza, avrà tirato su il cibo di tre giorni prima. Solo il soffitto si è salvato, mentre lo specchio mi rimandava-doppiamente- l'immagine di una scena dell'esorcista.
In ogni caso, mentre sciorinavo tutto un vocabolario di parolacce oscene alle dieci di sera, ripulivo con ettolitri di alcol e dando fondo alla scorta di scottex di un mese, tutto l'ascensore, bloccando l'apertura con la borsa (piena di vomito anch'essa.)
Si lo so, che non è una immagine edificante. CatWoman mi fissava immobile e con lo sguardo vitreo delle bambine-horror giapponesi.
Dopo avere ripulito ( il Gmarito mai stato tanto contento in vita sua che gli fosse toccata la parte dello scaricamento di tutti i 150 sacchi sacchetti sacchettini dalla macchina) esausta e puzzolente e pregustando una doccia bollente a base di bagnoschiuma al cocco...
...si richiudono le porte scorrevoli del suddetto ascensore tascinando con sè avanzi ben riconoscibili del pranzo e della colazione.
Nel mentre il Gmarito mi informava che all'appello mancava una valigia.
La sua.
Ma tanto, a Bologna, nessuno ha la sua taglia.
Buon anno, eh.
Non che mi manchi il materiale.
Intanto non si pensi che io abbia cambiato lavoro. I tempi di reazione nel pubblico impiego sono paragonabili solo a quelli biblici, quindi forse quando comincerò ad incanutire e mi scenderà la cataratta, potrò finalmente smettere di staccare foglietti rosa dal mio blocchetto.
C'è stato il Natale.
Quand'è che si deve dire ai bambini la storia di BabboNatale? Ovviamente fosse per me potrei nascondere i pacchi amazon tra i gatti della polvere sotto il letto, trascinarmi fino all'una di notte per poter posizionare furtivamente i regali sotto l'albero, ubriacarmi col mezzo bicchiere di Marsala che si lascia per lui su tavolo della cucina, ancora fino all'età in cui si sposeranno.
Perchè io, nella favola, ci vivrei sempre. Non per niente siamo al 15 Dicembre e non ho ancora disfatto l'albero.
E poi alle domande di MegaMind, razionali e sempre più insistenti, sulla questione, ho risposto con una lettera. Cioè, Babbo ha risposto. Ho architettato una versione così realistica, plausibile, moderna e razionale, che probabilmente ci crederà fino a quando entrerà in seminario.
(Megamind non si sposa, dunque ha detto che non gli rimane che farsi prete).
Una mia amica ha un figlio che ha 12 anni e ancora crede a Babbo Natale, e nonostante lei abbia lasciato palesi indizi, lui imparterrito, in seconda media scrive ancora la letterina.
Cioè, lei lo ha beccato che guardava siti di donne nude sul cellulare del suo compagno, però scrive ancora la letterina a BabboNatale. (Cosa gli abbia chiesto, alla luce di ciò, quest'anno, poi, non lo so, eh.)
La sorellina invece ha la pulce nell'orecchio, ha solo 8 anni e ha detto alla madre che una compagna (ah, ma questi compagni smaliziati che c'erano anche ai nostri tempi, li manderei al riformatorio)le ha detto di avere le prove che Babbo Natale sono i genitori.
-Ah, si? Non esiste? Allora tu quest'anno non scrivere nessuna letterina, che poi vediamo.-
Geniale. Prendiamo appunti.
Il nostro Natale non è stato dei più spensierati.
Cuori e teste infrante a parte, parlando non solo metaforicamente, il soggiorno Bolognese non è nato sotto una buona stella.
L'incipit è stato la diffusione del consueto morbo bolognese, sottoforma di caghetta da trincea e altri ameni sintomi. Decimati lo zio d'America e Peter.
Una volta ristabilita la pace intestinale, perchè non ci si assuefacesse al dolce far niente della vacanza felsinea, ci ha pensato il blackout notturno ripetuto alle 3 di notte, che ha fatto scattare il duplice allarme di cui è dotata la casa dei miei genitori, che neanche la Banca Centrale d'America.
Successivamente, SuperMario, che voleva tenere alta la concentrazione di adrenalina, ha pensato di chiudersi a chiave in una stanza.
-Guardate bimbe!Davanti alla casa dei nonni ci sono i Pompieri! Forse c'è un incendio!- Esclamo spiritosona tornando da una di quelle cose culturali che voglio far fare (con decisione unilaterale) ai bambini, nella fattispecie la visita ad un museo.
In effetti 6 Vigili uscivano da casa dei miei.(bellocci, pure)
Meno male che ha trovato una chiave da girare e non un accendino.
Tutto ciò non ci ha impedito di rimpinzarci come tacchini, uscire a cena, accettare inviti anche ADDIRITTURA di soli adulti.
Quando siamo tornati a casa, dopo un lungo viaggio con molte tappe agli autogrill e gli stomaci debordanti di tagliatelle, CatWoman ha vomitato nell'ascensore.
Sul mio piumino.
Nella mia borsa. Che avevo gettato sul pavimento dell'ascensore cercando di tamponare il getto di vomito con un pannolino di Mario. (Ho trovato quello, in borsa. L'alternativa era tapparle la bocca con un tampax).
Lei ha mancato il pannolino. E ricoperto ogni superficie di vomito, che poi, per lei che non mangia una mazza, avrà tirato su il cibo di tre giorni prima. Solo il soffitto si è salvato, mentre lo specchio mi rimandava-doppiamente- l'immagine di una scena dell'esorcista.
In ogni caso, mentre sciorinavo tutto un vocabolario di parolacce oscene alle dieci di sera, ripulivo con ettolitri di alcol e dando fondo alla scorta di scottex di un mese, tutto l'ascensore, bloccando l'apertura con la borsa (piena di vomito anch'essa.)
Si lo so, che non è una immagine edificante. CatWoman mi fissava immobile e con lo sguardo vitreo delle bambine-horror giapponesi.
Dopo avere ripulito ( il Gmarito mai stato tanto contento in vita sua che gli fosse toccata la parte dello scaricamento di tutti i 150 sacchi sacchetti sacchettini dalla macchina) esausta e puzzolente e pregustando una doccia bollente a base di bagnoschiuma al cocco...
...si richiudono le porte scorrevoli del suddetto ascensore tascinando con sè avanzi ben riconoscibili del pranzo e della colazione.
Nel mentre il Gmarito mi informava che all'appello mancava una valigia.
La sua.
Ma tanto, a Bologna, nessuno ha la sua taglia.
Buon anno, eh.
c'entra con:
avventure,
FratelliMiei,
malattie,
marito,
Me,
natale,
Peter,
SuperMario,
zio d'America
25 novembre 2014
Con altri occchi
Potrei anche non parlare dei miei figli, come al solito.
Potrei anche smettere di scrivere sempre di loro, visto che certi giorni per la disperazione vorrei gridare:- Chiamatemi al cellulare Erode, subito!-
Potrei anche non dire di Megamind, che costruisce spade laser lunghe un metro e dieci, coi fogli di carta arrotolati, usando tutta la carta della stampante(ma tanto stampa solo rosso-giallo) e consumando due pennarelli verdi a settimana, visto che le fa per tutta la classe che nemmeno un laboratorio cinese nel seminterrato.
Potrei non raccontare di WonderWoman che sta già stilando lista di invitati e menu per la sua festa di compleanno, che mi chiama "mammina" anche quando io sono di pessimo umore come cerbero. Che mi chiede: -ma tu lo ami ancora papà?- e poi non ascolta la risposta perchè la sa già,e se ne va cantando she moves.
Potrei soprassedere su Catwoman, che vuole volare a tutti i costi, e chiede ali da fatina, ali di cartone, ali da pipistrello. (Promemoria: non lasciare finestre aperte)
E nemmeno parlare di Mario, che vuole comandare tutti, passa davanti alla cameretta delle sorelle e proclama:-cos'è questo casinooo?-
In fondo potrei parlare del mio splendido lavoro (si prega di pronunciare con tono sarcastico, please), di come sia bello lavorare sotto le intemperie nel disprezzo generale dei cittadini e tra le malignità di molti colleghi.
Oppure potrei parlare dei miei sogni e delle mie idee geniali, ricordandomi poi, però, che la bravura non sta nell'avere le idee ma nella caparbietà per renderle concrete, lavorando come se non ci fosse un domani.
E nemmeno le lavatrici da fare.
E invece parlo dei Fantastici4, e della Gfamily, per non dimenticarmi chi sono io, e chi sono loro, perchè la vita sfugge, e per esempio ieri il Gmarito è arrivato sulla porta della cucina con in braccio SuperMario, il quale aveva preso in braccio la sua scimmia Kikj, e poi mi ha salutato con la sua vocetta di bimbo, dicendo: -Io vado a letto. -Con un sorriso, dopo un capriccio infinito che io non avrei saputo mai sedare.
E ho pensato che senza loro, io non sarei io.
Non avrei niente da sognare.
E nemmeno da disegnare.
Potrei anche smettere di scrivere sempre di loro, visto che certi giorni per la disperazione vorrei gridare:- Chiamatemi al cellulare Erode, subito!-
Potrei anche non dire di Megamind, che costruisce spade laser lunghe un metro e dieci, coi fogli di carta arrotolati, usando tutta la carta della stampante(ma tanto stampa solo rosso-giallo) e consumando due pennarelli verdi a settimana, visto che le fa per tutta la classe che nemmeno un laboratorio cinese nel seminterrato.
Potrei non raccontare di WonderWoman che sta già stilando lista di invitati e menu per la sua festa di compleanno, che mi chiama "mammina" anche quando io sono di pessimo umore come cerbero. Che mi chiede: -ma tu lo ami ancora papà?- e poi non ascolta la risposta perchè la sa già,e se ne va cantando she moves.
Potrei soprassedere su Catwoman, che vuole volare a tutti i costi, e chiede ali da fatina, ali di cartone, ali da pipistrello. (Promemoria: non lasciare finestre aperte)
E nemmeno parlare di Mario, che vuole comandare tutti, passa davanti alla cameretta delle sorelle e proclama:-cos'è questo casinooo?-
In fondo potrei parlare del mio splendido lavoro (si prega di pronunciare con tono sarcastico, please), di come sia bello lavorare sotto le intemperie nel disprezzo generale dei cittadini e tra le malignità di molti colleghi.
Oppure potrei parlare dei miei sogni e delle mie idee geniali, ricordandomi poi, però, che la bravura non sta nell'avere le idee ma nella caparbietà per renderle concrete, lavorando come se non ci fosse un domani.
E nemmeno le lavatrici da fare.
E invece parlo dei Fantastici4, e della Gfamily, per non dimenticarmi chi sono io, e chi sono loro, perchè la vita sfugge, e per esempio ieri il Gmarito è arrivato sulla porta della cucina con in braccio SuperMario, il quale aveva preso in braccio la sua scimmia Kikj, e poi mi ha salutato con la sua vocetta di bimbo, dicendo: -Io vado a letto. -Con un sorriso, dopo un capriccio infinito che io non avrei saputo mai sedare.
E ho pensato che senza loro, io non sarei io.
Non avrei niente da sognare.
E nemmeno da disegnare.
c'entra con:
casa,
CatWoman,
I Fantastici4,
marito,
Me,
MegaMind,
SuperMario,
WonderWoman
24 novembre 2014
Felsinea viaggi
Quando si va a Bologna si parte verso l'eldorado.
Mia madre si trasforma in una gestrice di bed&breackfast, prepara camere e lenzuola, asciugamani e derrate alimentari settimane prima, preparando già il terreno fertile su cui poi io successivamente coltiverò la mia eterna inadeguatezza di casalinga.
Per fortuna c'è mia sorella che mi consola confessando che lei pulisce casa solo qualche quarto d'ora prima dell'arrivo degli ospiti e scongela prontamente generi di conforto, mentre il marito (lo zio Freezer), si mette ai fornelli.
Il viaggio rassomiglia molto a quello di shrek e fiona, in cui il mulo molesto parla ininterrottamente per tutto il tempo cantando a squarciagola o chiedendo ogni 12 minuti se sono arrivati, oppure quando arriviamo, oppure quanto manca.
Solo che io di muli ne ho quattro.
Anzi no, tre, perchè nella nostra sette posti, Megamind si mette nell'ultima fila con una pila di 30 tex willer/topolini e non lo si sente per tutto il viaggio.
Non scende neanche in autogrill.
Noi si vorrebbe intrattenerli con quei giochi da viaggio edificanti anni 80.
La gara delle province delle targhe delle macchine, non si può più da 20 anni.
La gara dei colori delle auto nemmeno, perchè sono ormai tutte dello stesso grigio-audi.
I tradizionali vecchi canti da viaggio, "Obella ciao", "quel mazzolin", o anche "Il piave mormorava calmo e placido al passaggio"(nonna, da lassù devi suggerirmi le parole), sono improponibili, Supermario vuole cantare "Fossi Figo" di Elio e Le Storie Tese fino alla nausea.
Nemmeno le canzoni dello zecchino d'oro se le fuma più.
Forse rimane solo il rosario da 150 avemarie coi misteri dolorosi, che noi fratelli ci facevamo di quelle dormite che poi all'ultimo padrenostro di solito eravamo arrivati.
Dopo tre ore canti, balletti, urla beluine, litigi, inesauribili racconti, proteste, degli altri tre, quasi ci dimentichiamo della sua presenza muta e silenziosa.
-TUTTI ZITTI!-
-Megamind, parla, hai qualcosa da dire?-
Lui alza gli occhi dal fumetto.
-Sono innocente-
A Bologna, ci sono le Cose Di Bologna.
'Per esempio quest'anno mia mamma ha finalmente comprato il Nesquik, cedendo al bieco consumo di jankfood malsano e pieno di conservanti, ma no.
-No, nonna, noi vogliamo il tuo cacao amaro. Quello nel barattolo di latta rosso, quello che ci vogliono tre quarti d'ora a sciogliere nel latte, perchè completamente idrorepellente.-
E' il cacao di Bologna, scusa.
Poi ci sono i giochi degli zii quando erano piccoli.
Che sono di quando erano piccoli, però sulle scatole ci sono scritti a penna i nomi dei legittimi proprietari che non si sa mai; che la Zia A. da un momento all'altro potrebbe riprendersi la casa dell'800 dei playmobil, lo Zio d'america si potrebbe portare oltreoceano il Fortino dei Nordisti e Sudisti, lo Zio Peter S.G. rimpiange gli omini G.I. Joe, mentre lo Zio Giacca litigherebbe con tutti per rivendicare la proprietà dell'immenso sacco pieno di lego.
A Bologna i bimbi mangiano prima, in cucina, come nell' ottocento, ma prima di mangiare esigono un antipasto sottoforma di salame, elargito dal nonno.
Il Cibo è un argomento di conversazione, il menù è oggetto di pianificazione mattutina.
Si sorseggia il tè e si decide se fare tagliatelle al ragù, o tortellini. Roastbeef o arrosto al latte. Risotto al sugo di moscardini o spaghetti alle vongole.
Si ingrassa solo col pensiero.
Io torno un pò figlia, e anche un pò fidanzata, mi sveglio ad orari scandalosi, ci scappa pure un cinema, e prima di assuefarsi ai portici, alle dormite, alla libertà e alla spensieratezza, si torna nella Terra Dei Longobardi.
Quella della cassoela, per dire.
Laddove non si può che lavorare e camminare sotto la pioggia senza il conforto di un portico degno di questo nome.
Mia madre si trasforma in una gestrice di bed&breackfast, prepara camere e lenzuola, asciugamani e derrate alimentari settimane prima, preparando già il terreno fertile su cui poi io successivamente coltiverò la mia eterna inadeguatezza di casalinga.
Per fortuna c'è mia sorella che mi consola confessando che lei pulisce casa solo qualche quarto d'ora prima dell'arrivo degli ospiti e scongela prontamente generi di conforto, mentre il marito (lo zio Freezer), si mette ai fornelli.
Il viaggio rassomiglia molto a quello di shrek e fiona, in cui il mulo molesto parla ininterrottamente per tutto il tempo cantando a squarciagola o chiedendo ogni 12 minuti se sono arrivati, oppure quando arriviamo, oppure quanto manca.
Solo che io di muli ne ho quattro.
Anzi no, tre, perchè nella nostra sette posti, Megamind si mette nell'ultima fila con una pila di 30 tex willer/topolini e non lo si sente per tutto il viaggio.
Non scende neanche in autogrill.
Noi si vorrebbe intrattenerli con quei giochi da viaggio edificanti anni 80.
La gara delle province delle targhe delle macchine, non si può più da 20 anni.
La gara dei colori delle auto nemmeno, perchè sono ormai tutte dello stesso grigio-audi.
I tradizionali vecchi canti da viaggio, "Obella ciao", "quel mazzolin", o anche "Il piave mormorava calmo e placido al passaggio"(nonna, da lassù devi suggerirmi le parole), sono improponibili, Supermario vuole cantare "Fossi Figo" di Elio e Le Storie Tese fino alla nausea.
Nemmeno le canzoni dello zecchino d'oro se le fuma più.
Forse rimane solo il rosario da 150 avemarie coi misteri dolorosi, che noi fratelli ci facevamo di quelle dormite che poi all'ultimo padrenostro di solito eravamo arrivati.
Dopo tre ore canti, balletti, urla beluine, litigi, inesauribili racconti, proteste, degli altri tre, quasi ci dimentichiamo della sua presenza muta e silenziosa.
-TUTTI ZITTI!-
-Megamind, parla, hai qualcosa da dire?-
Lui alza gli occhi dal fumetto.
-Sono innocente-
A Bologna, ci sono le Cose Di Bologna.
'Per esempio quest'anno mia mamma ha finalmente comprato il Nesquik, cedendo al bieco consumo di jankfood malsano e pieno di conservanti, ma no.
-No, nonna, noi vogliamo il tuo cacao amaro. Quello nel barattolo di latta rosso, quello che ci vogliono tre quarti d'ora a sciogliere nel latte, perchè completamente idrorepellente.-
E' il cacao di Bologna, scusa.
Poi ci sono i giochi degli zii quando erano piccoli.
Che sono di quando erano piccoli, però sulle scatole ci sono scritti a penna i nomi dei legittimi proprietari che non si sa mai; che la Zia A. da un momento all'altro potrebbe riprendersi la casa dell'800 dei playmobil, lo Zio d'america si potrebbe portare oltreoceano il Fortino dei Nordisti e Sudisti, lo Zio Peter S.G. rimpiange gli omini G.I. Joe, mentre lo Zio Giacca litigherebbe con tutti per rivendicare la proprietà dell'immenso sacco pieno di lego.
A Bologna i bimbi mangiano prima, in cucina, come nell' ottocento, ma prima di mangiare esigono un antipasto sottoforma di salame, elargito dal nonno.
Il Cibo è un argomento di conversazione, il menù è oggetto di pianificazione mattutina.
Si sorseggia il tè e si decide se fare tagliatelle al ragù, o tortellini. Roastbeef o arrosto al latte. Risotto al sugo di moscardini o spaghetti alle vongole.
Si ingrassa solo col pensiero.
Io torno un pò figlia, e anche un pò fidanzata, mi sveglio ad orari scandalosi, ci scappa pure un cinema, e prima di assuefarsi ai portici, alle dormite, alla libertà e alla spensieratezza, si torna nella Terra Dei Longobardi.
Quella della cassoela, per dire.
Laddove non si può che lavorare e camminare sotto la pioggia senza il conforto di un portico degno di questo nome.
c'entra con:
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I Fantastici4,
Me,
MegaMind,
nonna,
Peter,
SuperMario,
trip,
WonderWoman,
zio d'America
13 novembre 2014
lezioni
WonderWoman.
-Mamma, oggi è stata una giornata orribile. La più brutta della mia vita-
Ecco, ha preso una nota. Ah, no. E' WonderWoman, mica Megamind.
-Come mai?-
-Hai presente C.? La mia migliore amica? Lei è mia amica, ma quando sta con A. e con E. e con M. allora FA FINTA di non essere mia amica-
-Amore...-
-Aspetta, non ho finito. Anche A. è mia amica, ma fa finta di no. Perchè E. costringe le altre a dire che non sono mie amiche.-
-Tesoro....-
-Aspetta, che non ho finito. Perchè C., M., A., ed E. (che mi ODIA) hanno una caverna-
-Una caverna?-
-Cioè, è OVVIO, che fanno finta, ma insomma loro fanno finta che hanno questa caverna e la chiamano BAT caverna, e insomma visto che non vogliono che io sia loro amica, loro non mi fanno entrare! Ma alla fine è solo E., che non mi vuole, e invece le altre devono fare come dice lei, capisci?-
-Amore, senti, (dentro di me: ma mandale tutte aff..., no quella sono io con le colleghe pettegole) non è che puoi costringere tutti ad essere tuoi amici. Se non ti vogliono, tu gioca con altre bimbe, lasciale perdere-
-No, no e no!-
-Vedrai che se le ignori per un pò le tue vere amiche ti verranno a cercare-
-Nooooo-
-Ma perchè no, amore, non puoi farci niente (a parte sputargli nel piatto a mensa? No, quella sono io a 3 anni all'asilo dalle suore, fai la madre adulta quasi quarantenne please)-
-Perchè IO, voglio essere amica di tutti, capito? Voglio fare pace, e non mi darò MAI per vinta finchè alla fine non ci riuscirò-
Vedi, come si impara da una bambina di otto anni?
-Mamma, oggi è stata una giornata orribile. La più brutta della mia vita-
Ecco, ha preso una nota. Ah, no. E' WonderWoman, mica Megamind.
-Come mai?-
-Hai presente C.? La mia migliore amica? Lei è mia amica, ma quando sta con A. e con E. e con M. allora FA FINTA di non essere mia amica-
-Amore...-
-Aspetta, non ho finito. Anche A. è mia amica, ma fa finta di no. Perchè E. costringe le altre a dire che non sono mie amiche.-
-Tesoro....-
-Aspetta, che non ho finito. Perchè C., M., A., ed E. (che mi ODIA) hanno una caverna-
-Una caverna?-
-Cioè, è OVVIO, che fanno finta, ma insomma loro fanno finta che hanno questa caverna e la chiamano BAT caverna, e insomma visto che non vogliono che io sia loro amica, loro non mi fanno entrare! Ma alla fine è solo E., che non mi vuole, e invece le altre devono fare come dice lei, capisci?-
-Amore, senti, (dentro di me: ma mandale tutte aff..., no quella sono io con le colleghe pettegole) non è che puoi costringere tutti ad essere tuoi amici. Se non ti vogliono, tu gioca con altre bimbe, lasciale perdere-
-No, no e no!-
-Vedrai che se le ignori per un pò le tue vere amiche ti verranno a cercare-
-Nooooo-
-Ma perchè no, amore, non puoi farci niente (a parte sputargli nel piatto a mensa? No, quella sono io a 3 anni all'asilo dalle suore, fai la madre adulta quasi quarantenne please)-
-Perchè IO, voglio essere amica di tutti, capito? Voglio fare pace, e non mi darò MAI per vinta finchè alla fine non ci riuscirò-
Vedi, come si impara da una bambina di otto anni?
12 novembre 2014
Scoooooooop
I miei eventi sono dei veri scoop.
1) Gli stivali di gomma, all'improvviso non vanno bene a nessuno, naturalmente quando l'intero Nord Italia è a rischio Idrogeologico.
Basterebbe che ognuno li passasse al più piccolo, se non fosse che oggiggiorno, nell'era della tolleranza sulla libertà sessuale e della negazione del genere sessuale, non esiste nessun capo d'abbigliamento unisex.
Super macho/militare/supereroe Oppure zuccheroso/fatine/principesse/cuori e brillantini.
2) WonderWoman ha fatto una scenata isterica perchè A ME MI si sono spezzate le unghie, gridando tra le lacrime che non sono come le altre mamme con le unghie fichissime.
3) Sono andata dal parrucchiere dopo un anno, e lui ha detto che sono bellissima.
Era cinese. E lo ha detto usando i verbi all'infinito come Tarzan, ma di questi tempi ci si deve accontentare
4) Ho iniziato una dieta lunedì e l'ho terminata martedì perchè avevo finalmente fatto una pizza ComeDioComanda dopo 10 anni che ci provavo.
5) SuperMario si rifiuta di dormire nel suo letto da quando sono ragazza madre. Colpa mia che una sera mi sentivo sola ed ho ospitato nel lettone lui e il camion dei pompieri, la cui sirena alle 23,00 (ora solare) ha mi causato un breve ma certificabile arresto cardiaco. (Voglio l'infortunio)
6) Sono ragazza madre da quando il Gmarito va "Nel Veneto" per lavoro 2,3,4, o addirittura 5 gg di seguito, e io ne approfitto per far cenare i bambini alle sette di sera mentendo sull'ora. Cosa peraltro non difficile in quanto la mia pigrizia (ma forse è solo nostalgia) si palesa dal fatto che il mio orologio della cucina segna ancora l'ora legale + il quarto d'ora tattico aggiuntivo.
7) Ho cucito un nuovo Kikj per SuperMario in quanto i suoi due sono ufficialmente dispersi, pescando dal cesto delle cose da rammendare, il cui contenuto non è stato svuotato dal lontano 2004.
8) Ho ritrovato un calzino a righe di cui avevo solo il compagno spaiato, ma era troppo tardi perchè era già diventato la coda di Kikj.
9)Sono andata all' Esselunga con CatWoman, perchè lei considera il marchio Esselunga come fosse Prada, e conserva i sacchetti con il logo giallo e blu come fossero reliquie.
L'ho fatta felice con poco. Questo è il risultato di 10 anni di spesa all'LIDL.
10) Sono riuscita a stirare in presenza di SuperMario, e questa me la sto segnando sul calendario (lui veniva stordito dalla Pina, dunque io non potevo vedere le MIE serie in streaming, però non era nemmeno l'una di notte, bisogna fare delle valutazioni costo/beneficio
11) Ho finalmente mandato affanculo quello della Telecom che mi ha chiamato alle 14.00 per la tredicesima volta in una settimana. (si lo so-poverino-lo so-callcenter-lo so-lavoro interinale-lo so-probabile laureato disperato-lo so, però avete veramente stracciato gli zebedei.)
Se questi sono gli eventi dell'ultimo mese, la notizia che cambierò lavoro (così potete smetterla di chiamarmi "la vigilessa" voi tutti parenti serpenti e pure voi mamme davanti alla scuola, -senza rancore- eh) e anche un nuovo bel lavoro di grafica che ha intriso di creatività le ultime mie nottate di ragazza madre lavoratrice, sono veramente cose che ti danno adrenalina, e che ti rendono sopportabili vomiti, diarree, insonnie, mariti lontani che vanno nel Veneto (e ordinano al ristorante degli inspiegabili TAGLIOLINI AL PESTO. Ma perchè? Perchè al pesto? Sarà quel letto a baldacchino rosa dell'albergo Veneto in cui vai).
1) Gli stivali di gomma, all'improvviso non vanno bene a nessuno, naturalmente quando l'intero Nord Italia è a rischio Idrogeologico.
Basterebbe che ognuno li passasse al più piccolo, se non fosse che oggiggiorno, nell'era della tolleranza sulla libertà sessuale e della negazione del genere sessuale, non esiste nessun capo d'abbigliamento unisex.
Super macho/militare/supereroe Oppure zuccheroso/fatine/principesse/cuori e brillantini.
2) WonderWoman ha fatto una scenata isterica perchè A ME MI si sono spezzate le unghie, gridando tra le lacrime che non sono come le altre mamme con le unghie fichissime.
3) Sono andata dal parrucchiere dopo un anno, e lui ha detto che sono bellissima.
Era cinese. E lo ha detto usando i verbi all'infinito come Tarzan, ma di questi tempi ci si deve accontentare
4) Ho iniziato una dieta lunedì e l'ho terminata martedì perchè avevo finalmente fatto una pizza ComeDioComanda dopo 10 anni che ci provavo.
5) SuperMario si rifiuta di dormire nel suo letto da quando sono ragazza madre. Colpa mia che una sera mi sentivo sola ed ho ospitato nel lettone lui e il camion dei pompieri, la cui sirena alle 23,00 (ora solare) ha mi causato un breve ma certificabile arresto cardiaco. (Voglio l'infortunio)
6) Sono ragazza madre da quando il Gmarito va "Nel Veneto" per lavoro 2,3,4, o addirittura 5 gg di seguito, e io ne approfitto per far cenare i bambini alle sette di sera mentendo sull'ora. Cosa peraltro non difficile in quanto la mia pigrizia (ma forse è solo nostalgia) si palesa dal fatto che il mio orologio della cucina segna ancora l'ora legale + il quarto d'ora tattico aggiuntivo.
7) Ho cucito un nuovo Kikj per SuperMario in quanto i suoi due sono ufficialmente dispersi, pescando dal cesto delle cose da rammendare, il cui contenuto non è stato svuotato dal lontano 2004.
8) Ho ritrovato un calzino a righe di cui avevo solo il compagno spaiato, ma era troppo tardi perchè era già diventato la coda di Kikj.
9)Sono andata all' Esselunga con CatWoman, perchè lei considera il marchio Esselunga come fosse Prada, e conserva i sacchetti con il logo giallo e blu come fossero reliquie.
L'ho fatta felice con poco. Questo è il risultato di 10 anni di spesa all'LIDL.
10) Sono riuscita a stirare in presenza di SuperMario, e questa me la sto segnando sul calendario (lui veniva stordito dalla Pina, dunque io non potevo vedere le MIE serie in streaming, però non era nemmeno l'una di notte, bisogna fare delle valutazioni costo/beneficio
11) Ho finalmente mandato affanculo quello della Telecom che mi ha chiamato alle 14.00 per la tredicesima volta in una settimana. (si lo so-poverino-lo so-callcenter-lo so-lavoro interinale-lo so-probabile laureato disperato-lo so, però avete veramente stracciato gli zebedei.)
Se questi sono gli eventi dell'ultimo mese, la notizia che cambierò lavoro (così potete smetterla di chiamarmi "la vigilessa" voi tutti parenti serpenti e pure voi mamme davanti alla scuola, -senza rancore- eh) e anche un nuovo bel lavoro di grafica che ha intriso di creatività le ultime mie nottate di ragazza madre lavoratrice, sono veramente cose che ti danno adrenalina, e che ti rendono sopportabili vomiti, diarree, insonnie, mariti lontani che vanno nel Veneto (e ordinano al ristorante degli inspiegabili TAGLIOLINI AL PESTO. Ma perchè? Perchè al pesto? Sarà quel letto a baldacchino rosa dell'albergo Veneto in cui vai).
c'entra con:
autoproduzione,
casa,
CatWoman,
fai da te,
foto,
marito,
Me,
SuperMario,
WonderWoman
6 ottobre 2014
il grafico dell'autostima
Con la scuola, iniziano le varie attività dei bambini.
Far quadrare la settimana con tutti gli impegni moltiplicati per tre (per ora Mario è solo la zavorra urlante al seguito) è al di sopra delle mie possibilità.
D'altra parte, se fossi stata una donna organizzata efficiente e razionale avrei fatto la manager, oppure anche la segretaria.
Nelle ultime due settimane ho collezionato talmente tante sviste e figure pietose che potrei avere già superato la mia quota annuale, oltre la quale c'è il precipizio completo dell'autostima.
Giovedì: Prima ho accompagnato Megamind a tennis alle 17.
Poi di corsa in macchina (perchè prima WonderWoman doveva prendere del leggins puliti, che non poteva danzare mica con quelli macchiati di ragù) alla prima lezione di danza, SEMPRE alle 17.
Invece la scuola di danza era chiusa. La lezione era alle 17,30.
Eppure avevo segnato alle 17. Comunque, meglio non porsi domande inutili.
Benissimo, ho pensato.
Così faccio in tempo a prendere Megamind alle 18.
Corro (automunita e con SuperMario che canta a squarciagola KungFuFighting) ai campi da tennis. Per le 18.
Mi precipito a portarlo alla riunione scout, che naturalmente, ho segnato alle 18,00 stesse.
Arrivo in tempo di record alla tana dei lupetti, ma non c'è nessuno.
Chiamo la sua capa scout, rompendole chiaramente i coglioni visto che mi fa notare che si trova in montagna, la quale mi comunica che la riunione è alle 18,30.
- Ah, l'avete spostata?-
-No, veramente è SEMPRE stata alle 18,30-
Fantastico. Perchè ho fatto una tale domanda cretina?
Nel frattempo si sono fatte le 18,20 e quindi corro a prendere le bambine che hanno finito danza, constatando subito che non le avevo dotate di calze antiscivolo, che erano a piedi nudi e puzzolentissimi, colpa delle nuove scarpe da ginnastica comprate in sconto una settimana prima.
La loro insegnante per fortuna è sopravvissuta al fetore e io mi precipito a scout, dove lascio Megamind al suo capo Bageera, il quale mi guarda con un sorriso ironico e un pò di compatimento commentando con Megamind: -Ma come, eri qui alle sei, e adesso arrivi in ritardo di 15 minuti?-
Allora io perfida mi vendico e glie lo appioppo al ritorno, dichiarando di non poterlo venire a prendere.
Cuccati pure il traffico delle sette e mezza in zona stazione, bimbo.
Martedì.
Uscita di scuola.
Mi avvicino alla rappresentante di classe: -allora, posso darti i 5 auro per il regalo di Matteo?-
Quella mi guarda, alza QUEL sopracciglio e mi comunica che ormai è tardi, il compleanno è DOMANI, che i soldi andavano dati entro IERI e hanno già comprato il regalo.
Ok. Pessima madre, pessima madre.
Mercoledì. Corri a prendere un regalo per il suddetto bambino, corri alla festa, deposita Catwoman, riporta a casa gli altri tre.
Quando sono andata a prenderla ho visto due torte. Con DUE candeline.
-Amore mio, ma perchè ci sono due torte?-
-Perchè oggi era la festa di Matteo. E. DI. GIORGIO.-
A quel punto mi sono travestita da tappezzieria, ho imbavagliato CatWoman, sottraendola alla festa senza farmi vedere.
Ma prima di ciò, in quei 5 minuti che sono stata lì, sono riuscita a chiedere ad una mamma se WonderWoman aveva per caso lasciato a casa sua la giacca tempo fa.
-Sì, me l,hai detto.Te l'ho restituita ad agosto. Non ricordi?-
La curva della mia autostima tende pericolosamente allo zero.
Far quadrare la settimana con tutti gli impegni moltiplicati per tre (per ora Mario è solo la zavorra urlante al seguito) è al di sopra delle mie possibilità.
D'altra parte, se fossi stata una donna organizzata efficiente e razionale avrei fatto la manager, oppure anche la segretaria.
Nelle ultime due settimane ho collezionato talmente tante sviste e figure pietose che potrei avere già superato la mia quota annuale, oltre la quale c'è il precipizio completo dell'autostima.
Giovedì: Prima ho accompagnato Megamind a tennis alle 17.
Poi di corsa in macchina (perchè prima WonderWoman doveva prendere del leggins puliti, che non poteva danzare mica con quelli macchiati di ragù) alla prima lezione di danza, SEMPRE alle 17.
Invece la scuola di danza era chiusa. La lezione era alle 17,30.
Eppure avevo segnato alle 17. Comunque, meglio non porsi domande inutili.
Benissimo, ho pensato.
Così faccio in tempo a prendere Megamind alle 18.
Corro (automunita e con SuperMario che canta a squarciagola KungFuFighting) ai campi da tennis. Per le 18.
Mi precipito a portarlo alla riunione scout, che naturalmente, ho segnato alle 18,00 stesse.
Arrivo in tempo di record alla tana dei lupetti, ma non c'è nessuno.
Chiamo la sua capa scout, rompendole chiaramente i coglioni visto che mi fa notare che si trova in montagna, la quale mi comunica che la riunione è alle 18,30.
- Ah, l'avete spostata?-
-No, veramente è SEMPRE stata alle 18,30-
Fantastico. Perchè ho fatto una tale domanda cretina?
Nel frattempo si sono fatte le 18,20 e quindi corro a prendere le bambine che hanno finito danza, constatando subito che non le avevo dotate di calze antiscivolo, che erano a piedi nudi e puzzolentissimi, colpa delle nuove scarpe da ginnastica comprate in sconto una settimana prima.
La loro insegnante per fortuna è sopravvissuta al fetore e io mi precipito a scout, dove lascio Megamind al suo capo Bageera, il quale mi guarda con un sorriso ironico e un pò di compatimento commentando con Megamind: -Ma come, eri qui alle sei, e adesso arrivi in ritardo di 15 minuti?-
Allora io perfida mi vendico e glie lo appioppo al ritorno, dichiarando di non poterlo venire a prendere.
Cuccati pure il traffico delle sette e mezza in zona stazione, bimbo.
Martedì.
Uscita di scuola.
Mi avvicino alla rappresentante di classe: -allora, posso darti i 5 auro per il regalo di Matteo?-
Quella mi guarda, alza QUEL sopracciglio e mi comunica che ormai è tardi, il compleanno è DOMANI, che i soldi andavano dati entro IERI e hanno già comprato il regalo.
Ok. Pessima madre, pessima madre.
Mercoledì. Corri a prendere un regalo per il suddetto bambino, corri alla festa, deposita Catwoman, riporta a casa gli altri tre.
Quando sono andata a prenderla ho visto due torte. Con DUE candeline.
-Amore mio, ma perchè ci sono due torte?-
-Perchè oggi era la festa di Matteo. E. DI. GIORGIO.-
A quel punto mi sono travestita da tappezzieria, ho imbavagliato CatWoman, sottraendola alla festa senza farmi vedere.
Ma prima di ciò, in quei 5 minuti che sono stata lì, sono riuscita a chiedere ad una mamma se WonderWoman aveva per caso lasciato a casa sua la giacca tempo fa.
-Sì, me l,hai detto.Te l'ho restituita ad agosto. Non ricordi?-
La curva della mia autostima tende pericolosamente allo zero.
c'entra con:
avventure,
CatWoman,
Me,
MegaMind,
SuperMario,
WonderWoman
1 ottobre 2014
Paure e riflessi
SuperMario ha due anni è grande e parla.
"Io sono grande!"
Quando un bambino ti risponde: -Perchè sì!- è fatta.
Però ha sempre due anni, e ha paura del buio.
Una sera è scappato via dalla sala buia terrorizzato.
-Cosa c'è, amore?-
-Ho paura! Fa paura!-
-Cosa, cosa, ti fa paura?-
-Di là. C'è un bimbo che mi guarda-
E naturalmente io, che propendo per il tragi-thrilling la prima cosa che penso è:
Oddio. Mio figlio vede la gente morta.
Invece no. Era il riflesso della finestra.
Però sarebbe stato bello.
Avere un fantasmino per casa.
Il G-fantasma.
"Io sono grande!"
Quando un bambino ti risponde: -Perchè sì!- è fatta.
Però ha sempre due anni, e ha paura del buio.
Una sera è scappato via dalla sala buia terrorizzato.
-Cosa c'è, amore?-
-Ho paura! Fa paura!-
-Cosa, cosa, ti fa paura?-
-Di là. C'è un bimbo che mi guarda-
E naturalmente io, che propendo per il tragi-thrilling la prima cosa che penso è:
Oddio. Mio figlio vede la gente morta.
Invece no. Era il riflesso della finestra.
Però sarebbe stato bello.
Avere un fantasmino per casa.
Il G-fantasma.
30 settembre 2014
lieti eventi
Cosa c'è di più gioioso che aspettare qualcosa di bello?
Cosa c'è di più straordinario di un bambino nuovo?
Un piatto in più sulla tavola dell'eternità.
Ho letto da qualche parte di osservare gli occhi dei bambini appena nati.
Perchè quegli occhi hanno visto il Paradiso.
(No, nessun quinto. Solo un lieto evento, la nascita di un bambino. E della sua mamma.)
Cosa c'è di più straordinario di un bambino nuovo?
Un piatto in più sulla tavola dell'eternità.
Ho letto da qualche parte di osservare gli occhi dei bambini appena nati.
Perchè quegli occhi hanno visto il Paradiso.
(No, nessun quinto. Solo un lieto evento, la nascita di un bambino. E della sua mamma.)
29 settembre 2014
La dimagrita.
Succederà, o è già successo, che un giorno vedete una, una che è sempre stata- non dico cicciona- ma grassottella. Quel grassottello che passa inosservato, che ti fa simpatia, che ti fa dire, è una di noi. Perennemente all'innseguimento di quel fatidico lunedì in cui iniziare la dieta definitiva.
Ecco, succederà che un giorno vedrai quella lì, che è diventata magra.
Ma magrissima.
Lei non sarà più defilata, ma attraverserà la linea degli sguardi prendendosi la migliore rivincita sul mercato.
Lei sarà radiosa, felice e riscattata.
Lei indosserà quei jeans bianchi a vita bassa che io ho cominciato a considerare un sogno proibito a 18 anni.
Lei probabilmente sarà pure abbronzata, e sorridente e felice, portandosi addosso con nonchalance tutti gli sguardi di sottecchi di noi altre femmine invidiose.
Sguardi di sottecchi, sì, perchè nessuna, vi giuro, nessuna darà a quella poveretta-che sta mangiando bresaola e crusca d'avena da 4 mesi-la soddisfazione di notare a voce alta :-Ma come sei dimagrita!-
In compenso tra noi improvvisamente saremo preoccuoatissime per il suo stato di salute
-Sarà malata, poveretta-
-Oh, guarda però è TROPPO magra, è sciupata, le son venute UN SACCO di rughe.- Ma da quando in qua si è troppo magre?
Quando è evidente che una che porta skinny bianchi e maglietta all'ombelico, con tacco 10 e pelle abbronzata artificialmente, sta benissimo (a parte una intossicazione da crusca probabilmente)
Poi sarà il momento in cui si diffonderanno ufficiosamente le informazioni sulla causa del dimagrimento, ottenute tramite azioni di spionaggio incrociato, ovvero scoprire quale sia la miracolosa dieta.
Nessuna mai approverà apertamente quella dieta.
-Ah, beh. Si sa, che ti spappola il fegato-
-Come minimo diventi stitico per l'eternità-
(E, la chicca finale:)- Ma sì, TANTO POI, si ingrassa più di prima-
Ma nel lasso di tempo compreso in quel "tanto poi", vuoi mettere la soddisfazione di mettere jeans bianchi elasticizzati?
Poi OVVIAMENTE tutte a comprare il libro sulla dieta DUKAN e anche confezioni da 5 kg di crusca d'avena.
Ecco, succederà che un giorno vedrai quella lì, che è diventata magra.
Ma magrissima.
Lei non sarà più defilata, ma attraverserà la linea degli sguardi prendendosi la migliore rivincita sul mercato.
Lei sarà radiosa, felice e riscattata.
Lei indosserà quei jeans bianchi a vita bassa che io ho cominciato a considerare un sogno proibito a 18 anni.
Lei probabilmente sarà pure abbronzata, e sorridente e felice, portandosi addosso con nonchalance tutti gli sguardi di sottecchi di noi altre femmine invidiose.
Sguardi di sottecchi, sì, perchè nessuna, vi giuro, nessuna darà a quella poveretta-che sta mangiando bresaola e crusca d'avena da 4 mesi-la soddisfazione di notare a voce alta :-Ma come sei dimagrita!-
In compenso tra noi improvvisamente saremo preoccuoatissime per il suo stato di salute
-Sarà malata, poveretta-
-Oh, guarda però è TROPPO magra, è sciupata, le son venute UN SACCO di rughe.- Ma da quando in qua si è troppo magre?
Quando è evidente che una che porta skinny bianchi e maglietta all'ombelico, con tacco 10 e pelle abbronzata artificialmente, sta benissimo (a parte una intossicazione da crusca probabilmente)
Poi sarà il momento in cui si diffonderanno ufficiosamente le informazioni sulla causa del dimagrimento, ottenute tramite azioni di spionaggio incrociato, ovvero scoprire quale sia la miracolosa dieta.
Nessuna mai approverà apertamente quella dieta.
-Ah, beh. Si sa, che ti spappola il fegato-
-Come minimo diventi stitico per l'eternità-
(E, la chicca finale:)- Ma sì, TANTO POI, si ingrassa più di prima-
Ma nel lasso di tempo compreso in quel "tanto poi", vuoi mettere la soddisfazione di mettere jeans bianchi elasticizzati?
Poi OVVIAMENTE tutte a comprare il libro sulla dieta DUKAN e anche confezioni da 5 kg di crusca d'avena.
23 settembre 2014
10+1
Oggi ( in realtà il 20 settembre, ci ho messo tre giorni a scrivere sto post) è il nostro anniversario di matrimonio, mio e del gmarito.
Come dicono i Fantastici4: Il compleanno del Matrimonio.
E detto così, è carino, perchè è come se il matrimonio fosse una persona, la terza persona che compone la nostra coppia.
Si lo so, coppia vuol dire due , ma in realtà se ci penso bene è una cosa a tre, e non in quel senso là, ma nel senso che ci sono due persone che sono innamorate perse, e poi c'è un altra cosa, che è più grande di loro, che va curata e anche ascoltata, va consolata e accudita, va rinfrescata e a volte ritinteggiata come una stanza, e quella cosa è il matrimonio.
Che ha anche a che fare con Qualcuno che quel giorno, il 20 settembre di 11 anni fa era seduto in Chiesa di fianco a noi a sorbirsi una omelia un pò lunghetta e qull'odore di gigli bianchi che avrebbe stordito una suora di clausura.
E quel Qualcuno, è ancora qui, a fare della nostra coppia una cosa a tre, che se non fosse così, probabilmente faremmo molta ma molta più fatica.
Oggi abbiamo festeggiato andando a Milano, noi due soli, a vedere la mostra di Chagall.
Io, che ci ho perso la mano, a girare per Milano, ero come una quindicenne saltellante in gita, che guarda tutto con due occhi grandi così, si dimentica che sulle scale mobili bisogna stare a destra perchè i milanesi nella corsia di sinistra ti insultano e saltano i gradini a due a due calpestandoti con tacchi 12.
Mi dimentico il percorso della Linea rossa, e scopro con anni di ritardo che hanno fatto la linea lilla, o rosa, insomma color PeppaPig.
I suonatori nei mezzanini della metro mi fanno pensare a Parigi, e mi stupisco che ci sono viali così larghi, dimenticandomi che ci sono i tram che ti investono silenziosi come anaconde, se non stai all'occhio.
Chagall è un genio e racconta l'amore della sua vita come qualcosa che è più grande del Tempo e quasi religioso, e dipinge la vita come una storia sacra, stupefacente, colorata, sognante, misteriosa.
Ci siamo presi un caffè in piazza Duomo, e io ho chiesto un caffè tiepido.
E il barista ha alzato un sopracciglio e con accento napoletano velato di disprezzo mi ha chiesto:- Tiepido? T-I-E-P-I-D-O? come glie lo faccio un caffè tiepido, signorì? AL MASSIMO uso una tazza fredda! Al M-A-S-S-I-M-O.-
-E vabbè, faccia come può- Mentre con il cucchiaino mi sarei scavata una fossa,
il G-Marito mi ha guardata e, rimembrando, mi ha detto:- Mi sembra quasi come quella volta là. Che eravamo quasi fidanzati. Che siamo usciti e siamo andati in un locale dove fanno piano Bar e musica dal vivo. E tu hai chiesto al cameriere se potevano abbassare la musica-
Eri proprio innamorato perso amore.
L'importante è che-dopo dieci anni- sia solo il caffè, ed essere tiepido.
Come dicono i Fantastici4: Il compleanno del Matrimonio.
E detto così, è carino, perchè è come se il matrimonio fosse una persona, la terza persona che compone la nostra coppia.
Si lo so, coppia vuol dire due , ma in realtà se ci penso bene è una cosa a tre, e non in quel senso là, ma nel senso che ci sono due persone che sono innamorate perse, e poi c'è un altra cosa, che è più grande di loro, che va curata e anche ascoltata, va consolata e accudita, va rinfrescata e a volte ritinteggiata come una stanza, e quella cosa è il matrimonio.
Che ha anche a che fare con Qualcuno che quel giorno, il 20 settembre di 11 anni fa era seduto in Chiesa di fianco a noi a sorbirsi una omelia un pò lunghetta e qull'odore di gigli bianchi che avrebbe stordito una suora di clausura.
E quel Qualcuno, è ancora qui, a fare della nostra coppia una cosa a tre, che se non fosse così, probabilmente faremmo molta ma molta più fatica.
Oggi abbiamo festeggiato andando a Milano, noi due soli, a vedere la mostra di Chagall.
Io, che ci ho perso la mano, a girare per Milano, ero come una quindicenne saltellante in gita, che guarda tutto con due occhi grandi così, si dimentica che sulle scale mobili bisogna stare a destra perchè i milanesi nella corsia di sinistra ti insultano e saltano i gradini a due a due calpestandoti con tacchi 12.
Mi dimentico il percorso della Linea rossa, e scopro con anni di ritardo che hanno fatto la linea lilla, o rosa, insomma color PeppaPig.
I suonatori nei mezzanini della metro mi fanno pensare a Parigi, e mi stupisco che ci sono viali così larghi, dimenticandomi che ci sono i tram che ti investono silenziosi come anaconde, se non stai all'occhio.
Chagall è un genio e racconta l'amore della sua vita come qualcosa che è più grande del Tempo e quasi religioso, e dipinge la vita come una storia sacra, stupefacente, colorata, sognante, misteriosa.
Ci siamo presi un caffè in piazza Duomo, e io ho chiesto un caffè tiepido.
E il barista ha alzato un sopracciglio e con accento napoletano velato di disprezzo mi ha chiesto:- Tiepido? T-I-E-P-I-D-O? come glie lo faccio un caffè tiepido, signorì? AL MASSIMO uso una tazza fredda! Al M-A-S-S-I-M-O.-
-E vabbè, faccia come può- Mentre con il cucchiaino mi sarei scavata una fossa,
il G-Marito mi ha guardata e, rimembrando, mi ha detto:- Mi sembra quasi come quella volta là. Che eravamo quasi fidanzati. Che siamo usciti e siamo andati in un locale dove fanno piano Bar e musica dal vivo. E tu hai chiesto al cameriere se potevano abbassare la musica-
Eri proprio innamorato perso amore.
L'importante è che-dopo dieci anni- sia solo il caffè, ed essere tiepido.
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conversazioni,
feste,
marito,
Me
18 settembre 2014
prontuario per giovini partorienti
Nonostante io non sia più una una giovine ed inesperta partoriente, ritengo possa essere utile mettere a frutto la mia annosa esperienza le cui medaglie al valore mi si palesano ogni mattina sulla bilancia.
(momento di autocommiserazione).
Non sono così vecchia, però suppongo che in passato, quando le nostre mamme se ne andavano in giro col pancione, non fossero bersaglio di ogni tipo di commento, stoccacciamento (scusi, posso toccarle la pancia?), domanda esplicita sulla vita sessuale pre e post gravidanza, nonchè racconti raccapriccianti e stile pulpfiction su esperienze di parti.
Oggi la gente, se gli guardi nel carrello della spesa, ti denuncia per violazione sulla privacy, poi però sull'autobus può tranquillamente dirti di avere fatto fare una vasectomia al marito, descrivendoti l'intervento con dovizia di particolari.
Ho fatto una indagine raccogliendo le domande più diffuse e ho deciso di scrivere un prontuario che contenesse le risposte che si meritano queste persone, per prendersi una rivincita sulla mancanza di pudore e ritegno che ormai dilaga un pò ovunque.
-Quanti kg hai preso?
(la peggiore delle domande, la risposta dipende da chi te la fa)
Se è l'amica/conoscente:
- Il ginecologo ha detto che sono un pò sottopeso. Devo mangiare più nutella e gelato al torroncino. Anche il ragù bolognese pare faccia benissimo al nascituro-
Fosse anche che ne avete presi 25, l'amica acida non oserà contraddirvi, rosicherà pure mentre voi le mangiate in faccia un bombolone alla crema.
Se invece è la signora dal fruttivendolo:
-Di pere ne ho presi due kg che son belle. Di mele un kilo e mezzo. Le consiglio le prugne, signora, che fan bene a certi problemini.-
- Che pancia ENORME, ma sono due?-
- No, sono sei. Di tre uomini diversi, perchè non sapevo decidermi. Una coppia per colore. Alla fine non è mica vero quello che dicono degli uomini cinesi, sa?-
-Che pancia MINUSCOLA, ma è sicura che è al sesto mese?-
-Si, certo. E' che dentro non c'è un bambino, ma un nano da giardino.Nell'aiuola mi mancava Brontolo-
-Ahhhhh, vedo che sta comprando dei kiwi. Sarà stitica, immagino, eh.-
-No guardi, per quello mi basta incontrare certe persone, e sono a posto-
-Ma allatterai?-
-No, lo farò fare a mio marito che si sta facendo crescere le tette assumendo pollo agli ormoni.
-Dove pertorisce?-
(qualunque ospedale tanto non andrà bene, ne verrà consigliato un altro, oppure la persona si limiterà a fare una smorfia eloquente, o ancora comincerà a raccontare di quando alla cognata/nuora/amica/cuggina hanno asportato per errore il fegato invece che un unghia incarnita)
-Ho prenotato la stalla di un amico, sa, io amo le cose come natura crea. E sono anche molto religiosa.-
-Ce l'ha già il colostro?-
-Perchè scusi'?-
-Mah, sa le donne incinte, alla fine della gravidanza...-
-Perchè, le sembro incinta? Non sono incinta. Sono solo grassa. Ha qualcosa contro le persone grasse?-
-E' ormai alla fine?-
-Si mi hanno dato due settimane di vita.-
-Che cos'è?-
-Dall'ecografia sembrerebbe un essere umano. Non abbiamo visto code o orecchie a punta-
(e se dovesse ribattere)
-No, nel senso del sesso.-
-Quello va molto bene, grazie.-
-No, nel senso, è maschio o femmina?-
Se dite:- E' femmina.-
-Nooooo, è IMPOSSIBILE, con quella pancia troppo a punta-
Se dite: -E' maschio-
-Ma nooooo, è IMPOSSIBILE, hai la faccia troppo sciupata, sarà femmina-
Allora rispondete sempre:
-Deciderà poi quando è più grande, che sesso vuole essere-
Tra l'altro, molto politicamente corretto.
-Dona il cordone?-
-Si, pensavo di farlo come pensierino di natale ai parenti, sto confezionando vasetti di conserva di cordone in salamoia, con anche un pò di placenta-
-E le urine? Come vanno?-
-Bene, non me la faccio addosso, ancora. Invece lei cosa mi dice della sua incontinenza?-
-Ne fai un altro subito?-
-Si, sa, detto tra noi. Ho già un paio di coppie che mi hanno prenotato l'utero per due bambini.-
-La pancia è bassissima!-
-Non è la pancia, sono campionessa italiana nella gara a chi beve più birra, e ho appena vinto 10.000 euro- (rutto)
-La pancia è altissima!-
-Non è la pancia. Mi è andato di traverso il cocomero intero che ho mangiato a pranzo.-
(momento di autocommiserazione).
Non sono così vecchia, però suppongo che in passato, quando le nostre mamme se ne andavano in giro col pancione, non fossero bersaglio di ogni tipo di commento, stoccacciamento (scusi, posso toccarle la pancia?), domanda esplicita sulla vita sessuale pre e post gravidanza, nonchè racconti raccapriccianti e stile pulpfiction su esperienze di parti.
Oggi la gente, se gli guardi nel carrello della spesa, ti denuncia per violazione sulla privacy, poi però sull'autobus può tranquillamente dirti di avere fatto fare una vasectomia al marito, descrivendoti l'intervento con dovizia di particolari.
Ho fatto una indagine raccogliendo le domande più diffuse e ho deciso di scrivere un prontuario che contenesse le risposte che si meritano queste persone, per prendersi una rivincita sulla mancanza di pudore e ritegno che ormai dilaga un pò ovunque.
-Quanti kg hai preso?
(la peggiore delle domande, la risposta dipende da chi te la fa)
Se è l'amica/conoscente:
- Il ginecologo ha detto che sono un pò sottopeso. Devo mangiare più nutella e gelato al torroncino. Anche il ragù bolognese pare faccia benissimo al nascituro-
Fosse anche che ne avete presi 25, l'amica acida non oserà contraddirvi, rosicherà pure mentre voi le mangiate in faccia un bombolone alla crema.
Se invece è la signora dal fruttivendolo:
-Di pere ne ho presi due kg che son belle. Di mele un kilo e mezzo. Le consiglio le prugne, signora, che fan bene a certi problemini.-
- Che pancia ENORME, ma sono due?-
- No, sono sei. Di tre uomini diversi, perchè non sapevo decidermi. Una coppia per colore. Alla fine non è mica vero quello che dicono degli uomini cinesi, sa?-
-Che pancia MINUSCOLA, ma è sicura che è al sesto mese?-
-Si, certo. E' che dentro non c'è un bambino, ma un nano da giardino.Nell'aiuola mi mancava Brontolo-
-Ahhhhh, vedo che sta comprando dei kiwi. Sarà stitica, immagino, eh.-
-No guardi, per quello mi basta incontrare certe persone, e sono a posto-
-Ma allatterai?-
-No, lo farò fare a mio marito che si sta facendo crescere le tette assumendo pollo agli ormoni.
-Dove pertorisce?-
(qualunque ospedale tanto non andrà bene, ne verrà consigliato un altro, oppure la persona si limiterà a fare una smorfia eloquente, o ancora comincerà a raccontare di quando alla cognata/nuora/amica/cuggina hanno asportato per errore il fegato invece che un unghia incarnita)
-Ho prenotato la stalla di un amico, sa, io amo le cose come natura crea. E sono anche molto religiosa.-
-Ce l'ha già il colostro?-
-Perchè scusi'?-
-Mah, sa le donne incinte, alla fine della gravidanza...-
-Perchè, le sembro incinta? Non sono incinta. Sono solo grassa. Ha qualcosa contro le persone grasse?-
-E' ormai alla fine?-
-Si mi hanno dato due settimane di vita.-
-Che cos'è?-
-Dall'ecografia sembrerebbe un essere umano. Non abbiamo visto code o orecchie a punta-
(e se dovesse ribattere)
-No, nel senso del sesso.-
-Quello va molto bene, grazie.-
-No, nel senso, è maschio o femmina?-
Se dite:- E' femmina.-
-Nooooo, è IMPOSSIBILE, con quella pancia troppo a punta-
Se dite: -E' maschio-
-Ma nooooo, è IMPOSSIBILE, hai la faccia troppo sciupata, sarà femmina-
Allora rispondete sempre:
-Deciderà poi quando è più grande, che sesso vuole essere-
Tra l'altro, molto politicamente corretto.
-Dona il cordone?-
-Si, pensavo di farlo come pensierino di natale ai parenti, sto confezionando vasetti di conserva di cordone in salamoia, con anche un pò di placenta-
-E le urine? Come vanno?-
-Bene, non me la faccio addosso, ancora. Invece lei cosa mi dice della sua incontinenza?-
-Ne fai un altro subito?-
-Si, sa, detto tra noi. Ho già un paio di coppie che mi hanno prenotato l'utero per due bambini.-
-La pancia è bassissima!-
-Non è la pancia, sono campionessa italiana nella gara a chi beve più birra, e ho appena vinto 10.000 euro- (rutto)
-La pancia è altissima!-
-Non è la pancia. Mi è andato di traverso il cocomero intero che ho mangiato a pranzo.-
c'entra con:
allattamento,
conversazioni,
incintitudine,
Me
9 settembre 2014
Le baby-Babysitter e il boccolo
In Agosto, durante le ferie della Babysitter ufficiale, la SantaIsa, si è provveduto, dopo settimane di autentico panico, a reperire una sostituta.
Anzi, alla fine, due, vista la quantità di bambini.
Le due tate sono ragazze che hanno finito quest'anno la maturità.
Due bambine.
Eppure non so perchè mi sento più vicina ai loro 20 anni (quasi 20anni) che ai miei quasi quaranta.
E in tutto ciò c'è qualcosa di sbagliato?
Solo che la cosa non è reciproca, visto che loro lo so come mi vedono.
Come io vedevo le quasi quarantenni.
Prossime alla morte.
Il Gmarito dopo una settimana di baby-tate, mi dice che le ragazze gli sembrano timide.
Che non parlano.
Che gli danno DEL LEI.
-Eri in mutande?-
-Mmmmm....Nnnnno.-
-Eri in accappatoio?-
-Ma no.-
-Allora, amore, è perchè sei vecchio.-
-Ti sembro vecchio?Invece trovo che con questi capelli un pochino lunghetti, che mi fanno un pò di boccolo, sembro più giovane.-
-Amore per loro saresti un vecchio pure se avessi 30 anni, capisci? E' per questo che ti danno del lei.-
Il martito se n'è andato via affranto, controllando lo stato del boccolo selvaggio allo specchio.
Dopo due settimane di baby-tate, il Gmarito mi ha comunicato molto soddisfatto che: -le ragazze mi danno del tu,sai?-
Amore, sì, in queste due settimane sei molto ringiovanito, effettivamente.
Anzi, alla fine, due, vista la quantità di bambini.
Le due tate sono ragazze che hanno finito quest'anno la maturità.
Due bambine.
Eppure non so perchè mi sento più vicina ai loro 20 anni (quasi 20anni) che ai miei quasi quaranta.
E in tutto ciò c'è qualcosa di sbagliato?
Solo che la cosa non è reciproca, visto che loro lo so come mi vedono.
Come io vedevo le quasi quarantenni.
Prossime alla morte.
Il Gmarito dopo una settimana di baby-tate, mi dice che le ragazze gli sembrano timide.
Che non parlano.
Che gli danno DEL LEI.
-Eri in mutande?-
-Mmmmm....Nnnnno.-
-Eri in accappatoio?-
-Ma no.-
-Allora, amore, è perchè sei vecchio.-
-Ti sembro vecchio?Invece trovo che con questi capelli un pochino lunghetti, che mi fanno un pò di boccolo, sembro più giovane.-
-Amore per loro saresti un vecchio pure se avessi 30 anni, capisci? E' per questo che ti danno del lei.-
Il martito se n'è andato via affranto, controllando lo stato del boccolo selvaggio allo specchio.
Dopo due settimane di baby-tate, il Gmarito mi ha comunicato molto soddisfatto che: -le ragazze mi danno del tu,sai?-
Amore, sì, in queste due settimane sei molto ringiovanito, effettivamente.
c'entra con:
conversazioni,
marito,
Me
5 settembre 2014
l'assedio dei 4 cavalieri dell'Apocalisse
Più di una volta, ad una persona che mi diceva "macomefaiconquattro", ho risposto: ma in fondo, dai tra due e quattro, non è che ci sia tutta sta differenza.
Io ne sono profondamente convinta, quando lo dico.
Alla fine chi ti chiede "macomefaiconquattro" che risposta vorrebbe?
1) MARTIRE: -Ahhhh, è un incubo, sono devastata, mi sta venendo l'esaurimento, non ce la faccio più.-
Allora è ovvio che la persona in questione potrebbe pensare (a ragione?):
Mica glie l'ha prescritto il medico, a questa.
Oppure il più classico:
Ma non hanno la tv?
O più acido.
Poteva prendersi un cane.
2) EROINA:- Ahhhhh, sai...avere 4 figli è una vocazione, io ADORO i bambini, è solo un piacere, lo faccio con amore sconfinato e non mi pesa per niente lavare e stirare per sei, e nemmeno quei 4 kg che non riesco a smaltire.Cosa vuoi che sia un deficit di sonno dal 2004, di fronte a tutto questo AMMMORE.-
Come minimo questa ti toglie il saluto per il resto dei suoi giorni, oppure pensa che appartieni ad una setta Amish.
3) SVAMPITA: Ah, perchè ho quattro figli? oh, sai non me n'ero accorta. Mi sarò dimenticata di prendere la pillola una o due volte...
Può darsi che ti prenda sul serio e ti segnali ai servizi sociali.
In fondo, quando avevo due o tre figli, non è che stavo a chiedermi come facevo.
Quello che faccio per tre, lo faccio anche per quattro, e apparentemente (sì, apparentemente) non cambia molto.
Cosa vuoi che sia un piatto in più. Una camicina in più da stirare. Un seggiolino in più sulla macchina, un piccolo in più da mettere a letto.
Non è che il cuore ha un numero di posti predefinito.
Quindi, quando rispondo che in fondo non c'è tanta differenza è perchè lo penso.
Poi capita che fai una settimana con solo DUE dei fantastici.
E allora pensi, soccia, se c'è differenza.
Poi tornano gli altri due e pensi, ora li sopprimo tutti.
Li narcotizzo.
Scappo di casa e li lascio all'autogestione.
Certi giorni, eh.
Certi giorni in cui ogni minuto è un assedio. Impari, però.
Io sono nel castello e cerco di fare in modo che non cada in mano ai barbari, e loro sono migliaia, là fuori, con forze soprannaturali, vogliono succhiarti il sangue, vogliono ammazzarsi tra di loro, si accampano là fuori anche la notte, ti prendono per fame, usano l'ariete contro quella dannata porta finchè alla fine lascio cadere tutte le mura attorno a me mi trasformo nella peggio madre del secolo, e se c'è una lista delle cose da non dire ai figli per non traumatizzarli a vita, io sicuramente sciorino tutto l'elenco e ne invento pure delle nuove, che i neuropsichiatri infantili nemmeno possono immaginare nei loro peggiori incubi.
Quindi, non chiedetemi più come faccio con quattro figli.
Faccio, come posso.
Come riesco.
Con la pazienza che mi resta.
Esattamente come farei con due.
E a volte lascio che si ammazzino tra loro. (come ora)
Io ne sono profondamente convinta, quando lo dico.
Alla fine chi ti chiede "macomefaiconquattro" che risposta vorrebbe?
1) MARTIRE: -Ahhhh, è un incubo, sono devastata, mi sta venendo l'esaurimento, non ce la faccio più.-
Allora è ovvio che la persona in questione potrebbe pensare (a ragione?):
Mica glie l'ha prescritto il medico, a questa.
Oppure il più classico:
Ma non hanno la tv?
O più acido.
Poteva prendersi un cane.
2) EROINA:- Ahhhhh, sai...avere 4 figli è una vocazione, io ADORO i bambini, è solo un piacere, lo faccio con amore sconfinato e non mi pesa per niente lavare e stirare per sei, e nemmeno quei 4 kg che non riesco a smaltire.Cosa vuoi che sia un deficit di sonno dal 2004, di fronte a tutto questo AMMMORE.-
Come minimo questa ti toglie il saluto per il resto dei suoi giorni, oppure pensa che appartieni ad una setta Amish.
3) SVAMPITA: Ah, perchè ho quattro figli? oh, sai non me n'ero accorta. Mi sarò dimenticata di prendere la pillola una o due volte...
Può darsi che ti prenda sul serio e ti segnali ai servizi sociali.
In fondo, quando avevo due o tre figli, non è che stavo a chiedermi come facevo.
Quello che faccio per tre, lo faccio anche per quattro, e apparentemente (sì, apparentemente) non cambia molto.
Cosa vuoi che sia un piatto in più. Una camicina in più da stirare. Un seggiolino in più sulla macchina, un piccolo in più da mettere a letto.
Non è che il cuore ha un numero di posti predefinito.
Quindi, quando rispondo che in fondo non c'è tanta differenza è perchè lo penso.
Poi capita che fai una settimana con solo DUE dei fantastici.
E allora pensi, soccia, se c'è differenza.
Poi tornano gli altri due e pensi, ora li sopprimo tutti.
Li narcotizzo.
Scappo di casa e li lascio all'autogestione.
Certi giorni, eh.
Certi giorni in cui ogni minuto è un assedio. Impari, però.
Io sono nel castello e cerco di fare in modo che non cada in mano ai barbari, e loro sono migliaia, là fuori, con forze soprannaturali, vogliono succhiarti il sangue, vogliono ammazzarsi tra di loro, si accampano là fuori anche la notte, ti prendono per fame, usano l'ariete contro quella dannata porta finchè alla fine lascio cadere tutte le mura attorno a me mi trasformo nella peggio madre del secolo, e se c'è una lista delle cose da non dire ai figli per non traumatizzarli a vita, io sicuramente sciorino tutto l'elenco e ne invento pure delle nuove, che i neuropsichiatri infantili nemmeno possono immaginare nei loro peggiori incubi.
Quindi, non chiedetemi più come faccio con quattro figli.
Faccio, come posso.
Come riesco.
Con la pazienza che mi resta.
Esattamente come farei con due.
E a volte lascio che si ammazzino tra loro. (come ora)
21 agosto 2014
il menù della madre (ovvero salvatemi dalla pasta al pesto)
Parliamo dei menù settimanali.
Cosa c'è di più critico, desolante, monotono, della cucina-di-tutti-i-giorni?
Quella che alla fine fai sempre le stesse cose, quelle che mettono d'accordo il rifornimento del frigo, i gusti dei Fantastici onde evitare troppe guerre, la scarsità di tempo.
La mia amica omonima, anche lei Hysterik (ma bionda e 30 cm più alta di me) ha pubblicamente chiesto di salvarla dalla pasta al pesto, piatto che ammorba il suo menù dall'età dello svezzamento dei suoi due pargoli, che sono biondi, ma presto gli cresceranno i testa verdi ciuffi di basilico.
Anche da noi il pesto va di brutto, insieme agli hamburger, le uova sode, la cotoletta preimpanata (avete presente quel semilavorato probabilmente ricco di ormoni, pesticidi, e segatura, ma che risparmia tempo e chili di pangrattato per terra?) le polpette, la pasta al pomodoro, le coscette di pollo in padella, la pastina in brodo (ma con mezzo chilo di parmigiano). Ah, dimenticavo la mitica pasta al burro.
Io un tempo amavo cucinare (lo so è quello che dicono tutte).
Anche ora mi piace, ma solo quando faccio un invito a cena con almeno due persone adulte che non mi chiedano il ketchup da mettere indiscriminatamente su carne-fagiolini-insalata.
Per risolvere il problema del noiosissimo menu settimanale, si potrebbero mettere in comune le ricette-base (chiamiamole ricette) di ogni famiglia, condividerle e scambiarsele, con l'unico vincolo che siano fattibili con al massimo 5 passaggi e gli ingredienti presenti in un frigo anche al venerdì sera (ovvero una carota secca, due uova e un barattolo con dentro sott'olio una sola oliva).
La pasta al pesto, Hysterik2, non vale!
Io comincio.
Pasta al Pesto (ALLA ROMANA, eh)
1) soffriggere aglio
2)aggiungere ricotta e basilico
3) aggiungere passato pomodoro
4) chili di pecorino grattuggiato. O parmigiano grattuggiato.
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullare tutto (eventualmente, se si vuole ricevere il bacio della buonanotte, togliere l'aglio prima)
Pasta al tonno un pò diversa.
La pasta al tonno è infida perchè potrebbe essere una schifezza, una sbrodaglia unta e scivolosa, ma con due accorgimenti potrebbe essere buona anche per un pubblico adulto
1) soffriggere aglio. O cipolla. Quello che avete.
2) aggiungere il tonno (non importa sgocciolarlo, suvvia, un pò d'olio in più non fa mica male. Così non spargerete unto nel lavello)
3) aggiungere capperi e/o olive (nere, verdi, sott'olio, sott'aceto...). Se avete la solita carota rinsecchita e solitaria da finire si potrebbe aggiungere anche quella tagliata in piccoli pezzi
4) aggiungere pomodoro e basilico (se c'è sennò fa niente)
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullare tutto.
A volte dopo avere frullato aggiungo anche i piselli, ma devono piacere.
Pasta alla parolaccia.
Questa è la pasta alla puttanesca, rivisitata per la Gfamily, e naturalmente censurata.
1) soffriggere cipolla o scalogno se siete raffinati
2) aggiungere i rimasugli di salumi che avete in casa (non la mortadella però vi prego) tagliati in piccoli pezzi (io li taglio con le forbici che faccio prima, ah,ah. Mica mi SOGNO di usare la mezzaluna che si fa notte)
3)aggiungere passata pomodoro (va alla grande il pomodoro da noi, olè!)
4) aggiungere chili di parmigiano o pecorino
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullareeeeee!
Ma soprattutto:
perchè frullare?
E' ovvio, per cancellare le tracce di quello che i vostri figli potrebbero identificare di estraneo. Perchè se l'oliva, la pancetta, la foglia di basilico, il cappero, li vedono, non li mangiano.
Ma se non li vedono, allora sentiranno solo il sapore.
Voi comunque negate sempre.
-Mamma, ma c'è per caso...dell'oliva nera in questo sugo?-
-Ma nooooo amore, DOVE la vedi l'oliva?-
-Non so, c'è una sfumatura più scura del solito-
-Oh, ma quello è perchè l'ho rosolato bene sto sugo, non senti che buono?-
-Si molto buono-
Missione compiuta.
Poi, la prossima volta vi scrivo del finto risotto.
Cosa c'è di più critico, desolante, monotono, della cucina-di-tutti-i-giorni?
Quella che alla fine fai sempre le stesse cose, quelle che mettono d'accordo il rifornimento del frigo, i gusti dei Fantastici onde evitare troppe guerre, la scarsità di tempo.
La mia amica omonima, anche lei Hysterik (ma bionda e 30 cm più alta di me) ha pubblicamente chiesto di salvarla dalla pasta al pesto, piatto che ammorba il suo menù dall'età dello svezzamento dei suoi due pargoli, che sono biondi, ma presto gli cresceranno i testa verdi ciuffi di basilico.
Anche da noi il pesto va di brutto, insieme agli hamburger, le uova sode, la cotoletta preimpanata (avete presente quel semilavorato probabilmente ricco di ormoni, pesticidi, e segatura, ma che risparmia tempo e chili di pangrattato per terra?) le polpette, la pasta al pomodoro, le coscette di pollo in padella, la pastina in brodo (ma con mezzo chilo di parmigiano). Ah, dimenticavo la mitica pasta al burro.
Io un tempo amavo cucinare (lo so è quello che dicono tutte).
Anche ora mi piace, ma solo quando faccio un invito a cena con almeno due persone adulte che non mi chiedano il ketchup da mettere indiscriminatamente su carne-fagiolini-insalata.
Per risolvere il problema del noiosissimo menu settimanale, si potrebbero mettere in comune le ricette-base (chiamiamole ricette) di ogni famiglia, condividerle e scambiarsele, con l'unico vincolo che siano fattibili con al massimo 5 passaggi e gli ingredienti presenti in un frigo anche al venerdì sera (ovvero una carota secca, due uova e un barattolo con dentro sott'olio una sola oliva).
La pasta al pesto, Hysterik2, non vale!
Io comincio.
Pasta al Pesto (ALLA ROMANA, eh)
1) soffriggere aglio
2)aggiungere ricotta e basilico
3) aggiungere passato pomodoro
4) chili di pecorino grattuggiato. O parmigiano grattuggiato.
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullare tutto (eventualmente, se si vuole ricevere il bacio della buonanotte, togliere l'aglio prima)
Pasta al tonno un pò diversa.
La pasta al tonno è infida perchè potrebbe essere una schifezza, una sbrodaglia unta e scivolosa, ma con due accorgimenti potrebbe essere buona anche per un pubblico adulto
1) soffriggere aglio. O cipolla. Quello che avete.
2) aggiungere il tonno (non importa sgocciolarlo, suvvia, un pò d'olio in più non fa mica male. Così non spargerete unto nel lavello)
3) aggiungere capperi e/o olive (nere, verdi, sott'olio, sott'aceto...). Se avete la solita carota rinsecchita e solitaria da finire si potrebbe aggiungere anche quella tagliata in piccoli pezzi
4) aggiungere pomodoro e basilico (se c'è sennò fa niente)
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullare tutto.
A volte dopo avere frullato aggiungo anche i piselli, ma devono piacere.
Pasta alla parolaccia.
Questa è la pasta alla puttanesca, rivisitata per la Gfamily, e naturalmente censurata.
1) soffriggere cipolla o scalogno se siete raffinati
2) aggiungere i rimasugli di salumi che avete in casa (non la mortadella però vi prego) tagliati in piccoli pezzi (io li taglio con le forbici che faccio prima, ah,ah. Mica mi SOGNO di usare la mezzaluna che si fa notte)
3)aggiungere passata pomodoro (va alla grande il pomodoro da noi, olè!)
4) aggiungere chili di parmigiano o pecorino
Far consumare. Non dimenticare sul fuoco.
Frullareeeeee!
Ma soprattutto:
perchè frullare?
E' ovvio, per cancellare le tracce di quello che i vostri figli potrebbero identificare di estraneo. Perchè se l'oliva, la pancetta, la foglia di basilico, il cappero, li vedono, non li mangiano.
Ma se non li vedono, allora sentiranno solo il sapore.
Voi comunque negate sempre.
-Mamma, ma c'è per caso...dell'oliva nera in questo sugo?-
-Ma nooooo amore, DOVE la vedi l'oliva?-
-Non so, c'è una sfumatura più scura del solito-
-Oh, ma quello è perchè l'ho rosolato bene sto sugo, non senti che buono?-
-Si molto buono-
Missione compiuta.
Poi, la prossima volta vi scrivo del finto risotto.
Alieni (post serioso)
Ho scoperto una cosa sconvolgente.
E' una cosa che ho scoperto lentamente, giorno per giorno, nel tempo, piccoli segnali che mi hanno portato ad una grande rivelazione, una rivelazione che per me è stata un pò uno shock, ma anche una grande verità.
I figli, i tuoi bambini, quelli che sono stati nella pancia nove mesi, che hai partorito nel dolore, allattato nel dolore, cullato per intere notti, eccetera eccetera, risparmiamoci il repertorio materno, quelli lì, che pensavi di conoscere come te stessa, solo perchè hai dato loro la vita, ecco, in realtà, più crescono, più ti rendi conto che sono degli estranei.
All'inizio pensavo ci fosse qualcosa di sbagliato in me.
Perchè oltre una certa età, quel feeling animale che ti lega a tuo figlio e fa di te tutto il suo mondo, che ti dà l'illusione di prevenire se non suscitare qualsiasi desiderio o bisogno, quella illusione di controllo totale, quel rispecchiarsi nel volto e nella persona di tuo figlio, viene meno.
E cominci a non capire e non sapere più perchè è scontento, o sapere cosa gli piace fare, ti scontri con una volontà che non comprendi, che non puoi prevedere, che non puoi contrastare o pilotare.
E pensi-ovviamente-di essere una pessima madre.
Invece sei libera!
Perchè tuo figlio è un estraneo, ha una sua personalità, una sua volontà, che a te è più sconosciuta di quella di tuo marito (che presumibilmente ti sei scelta dopo un considerevole numero di anni, e un oculato bilancio del rapporto costo/beneficio).
Sei libera perchè non è scontato che tu debba capire al volo tuo figlio solo guardandolo negli occhi come quando ti guardava una tetta e tu sapevi esattamente cosa volesse.
Sei libera perchè puoi prenderti tutto il tempo-tutta la vita magari- per scoprire chi è tuo figlio, prendendo le distanze da lui, per osservarlo da lontano, per guidarlo senza avere la presunzione di comprenderlo a fondo, del tutto, come vorrebbe essere-pervasivamente-una madre.
Sei libera prenchè prendi atto del suo essere diverso (vivaddio) da te, tuo marito, suo fratello.
Questo ovviamente causa dei problemi.
Per esempio potresti non sapere cosa piace a tua figlia, regalargli una Barbie e scoprire che avrebbe voluto il meccano.
Oppure non essere in grado di entrare in sintonia, di non riuscire a farlo contento, sedare un capriccio, fargli superare la timidezza, fargli apprezzare altri colori che non siano il fucsia, farlo desistere dalla passione politicamente scorretta delle armi.
Insomma non riuscire a controllarlo.
(meno male!)
Ma non siamo noi che possiamo farlo/a contento/a, spesso non è giusto nè possibile cancellare una frustrazione, pilotare un capriccio, impedirgli di essere arrabbiato, costringerlo ad avere buon gusto (il nostro), o condizionare i suoi interessi.
Tutto ciò a prescindere dall'educazione, perchè-in fondo-si può educare con successo anche se non conosciamo nostro figlio come vorremmo, semplicemente accettando il suo carattere bislacco, lunatico, emotivo o imbarazzante, ma guidandolo da lontano.
Lasciandolo libero.
Prendendo le distanze.
E demolendo almeno alcuni dei nostri perenni sensi di colpa materni.
FACILE, no?
;-)
E' una cosa che ho scoperto lentamente, giorno per giorno, nel tempo, piccoli segnali che mi hanno portato ad una grande rivelazione, una rivelazione che per me è stata un pò uno shock, ma anche una grande verità.
I figli, i tuoi bambini, quelli che sono stati nella pancia nove mesi, che hai partorito nel dolore, allattato nel dolore, cullato per intere notti, eccetera eccetera, risparmiamoci il repertorio materno, quelli lì, che pensavi di conoscere come te stessa, solo perchè hai dato loro la vita, ecco, in realtà, più crescono, più ti rendi conto che sono degli estranei.
All'inizio pensavo ci fosse qualcosa di sbagliato in me.
Perchè oltre una certa età, quel feeling animale che ti lega a tuo figlio e fa di te tutto il suo mondo, che ti dà l'illusione di prevenire se non suscitare qualsiasi desiderio o bisogno, quella illusione di controllo totale, quel rispecchiarsi nel volto e nella persona di tuo figlio, viene meno.
E cominci a non capire e non sapere più perchè è scontento, o sapere cosa gli piace fare, ti scontri con una volontà che non comprendi, che non puoi prevedere, che non puoi contrastare o pilotare.
E pensi-ovviamente-di essere una pessima madre.
Invece sei libera!
Perchè tuo figlio è un estraneo, ha una sua personalità, una sua volontà, che a te è più sconosciuta di quella di tuo marito (che presumibilmente ti sei scelta dopo un considerevole numero di anni, e un oculato bilancio del rapporto costo/beneficio).
Sei libera perchè non è scontato che tu debba capire al volo tuo figlio solo guardandolo negli occhi come quando ti guardava una tetta e tu sapevi esattamente cosa volesse.
Sei libera perchè puoi prenderti tutto il tempo-tutta la vita magari- per scoprire chi è tuo figlio, prendendo le distanze da lui, per osservarlo da lontano, per guidarlo senza avere la presunzione di comprenderlo a fondo, del tutto, come vorrebbe essere-pervasivamente-una madre.
Sei libera prenchè prendi atto del suo essere diverso (vivaddio) da te, tuo marito, suo fratello.
Questo ovviamente causa dei problemi.
Per esempio potresti non sapere cosa piace a tua figlia, regalargli una Barbie e scoprire che avrebbe voluto il meccano.
Oppure non essere in grado di entrare in sintonia, di non riuscire a farlo contento, sedare un capriccio, fargli superare la timidezza, fargli apprezzare altri colori che non siano il fucsia, farlo desistere dalla passione politicamente scorretta delle armi.
Insomma non riuscire a controllarlo.
(meno male!)
Ma non siamo noi che possiamo farlo/a contento/a, spesso non è giusto nè possibile cancellare una frustrazione, pilotare un capriccio, impedirgli di essere arrabbiato, costringerlo ad avere buon gusto (il nostro), o condizionare i suoi interessi.
Tutto ciò a prescindere dall'educazione, perchè-in fondo-si può educare con successo anche se non conosciamo nostro figlio come vorremmo, semplicemente accettando il suo carattere bislacco, lunatico, emotivo o imbarazzante, ma guidandolo da lontano.
Lasciandolo libero.
Prendendo le distanze.
E demolendo almeno alcuni dei nostri perenni sensi di colpa materni.
FACILE, no?
;-)
31 luglio 2014
il film
L'estate non c'è stata.
Però c'è il cinema all'aperto, che fa molto estate, ed inoltre si viene sottoposti a prelievo forzoso di sangue a causa delle zanzare, ed anche questo fa molto estate.
Ho individuato un film da bambini con largo anticipo.
Inoltre proprio quel martedì veniva a trovarmi la mia lesbo-amica pavesina, quindi era perfetto. Il Gmarito avrebbe portato i 3 fantastici al cinema, mentre io avrei archiviato SuperMario e parlato tutta la notte sera con una donna adulta, di cose femminee.
-Bambini! Stasera papà vi porta al cinema! A vedere Belle e Sebastienne!-
Sul pc gli ho mostrato il provino (15 anni fa si chiamava provino, oggi come si chiama?), li ho caricati a dovere, WonderWoman era già pronta dalle sei di sera per lo spettacolo delle nove e trenta, CatWoman aveva previsto che avrebbe digiunato per non arrivare tardi, Megamind aveva subito notato che nel film c'erano dei soldati nazisti, e dunque il livello di testosterone era sufficientemente accettabile.
La mia lesboamica è arrivata, abbiamo cenato in veranda, poi, come da programma, sono usciti il Gmarito coi tre, mezz'ora prima, che naturalmente c'era il grave pericolo di arrivare tardi, essendo il cinema all'aperto a 52 metri lineari da casa nostra.
Poi, mentre sparecchiavo allegramente, il gmarito mi chiama. Ecco la nostra conversazione.
Gmarito:-Amore, ciao. Siamo i primi. Sai, manca mezz'ora. Però ti sei dimenticata una cosa...-
Io:-AHHHHHHH! l'antizanzare! Opporcazozza, aspetta, ora te lo porto.-
Gmarito: Ah, bene, ecco stiamo entrando ora al cinema.-
Io vengo colpita da uno scrupolo. Mi si è insinuato così, per caso. Forse perchè la serata sembrava troppo perfetta. E la perfezione non è di questo mondo. Cioè, perlomeno non è del MIO mondo.
-Ma....sei già entrato. Hai controllato che il film sia quello?-
Gmarito:-Quale?-
Povero Gmarito che si fida della precisione di sua moglie.
-Come QUALE. Belle e Sebastienne.-
Gmarito: -ah, non so, aspetta. Non c'è nessun cartello. Ecco c'è scritto sul biglietto...-
(suspance)
-....tutta colpa di Freud.-
Io:- NO, starai scherzando?!?-
Gmarito: no, no. è prorpio colpa di Freud.-
Io:- No, è colpa di quei rincoglioniti del cinema! io sono sicura, sicura, d'altra parte oggi non è MICA MARTEDI' 28?!?-
Gmarito:-Infatti. Oggi è martedì 21-
Ok. Andiamo a vedere su internet la trama. Magari è un film per famiglie. Una storia di buoni sentimenti.
Il film racconta la storia di un padre psichiatra che ha tre figlie femmine e in qualche modo deve risolvere i loro problemi sentimentali (diciamo pure sentimentali).
Una ha 18 anni eva a letto si innamora di uno di 50 anni.
Una perde la testa per una ragazzo sordomuto (almeno qualcosa di edificante)
La terza, lesbica, decide di diventare eterosessuale.
Dopo avere tentato il suicidio.
Richiamo il Gmarito:- AMORE ESCI DA QUEL CINEMA SUBITO!-
Gmarito:- No, ho già pagato. Scusa.-
Io: -Allora preparati a spiegare ai tre cosa sia una lesbica. E il sesso. E il suicidio.-
Gmarito:- Amore, non preoccuparti. Mi eleggeranno padre dell'anno-
L'ho amato come non mai.
Mentre era lì, che aspettava si facesse l'ora, chi ti incontra al cinema (a vedere un film di sesso lesbico/amore proibito e suicidio)?
Of course, il prete della nostra parrocchia.
-Ciao, bei bimbi, cosa siete andati a vedere di bello col vostro papà?-
Nulla, reverendo, solo un film di squilibri sessuali, suicidi, psicanalisi, omosessualità e crisi di identità sessuali.
Il Gmarito si è barcamenato precisando subito che avevano sbagliato film.
E che era tutta colpa della moglie, che ha avuto un lapsus freudiano.
Poi è arrivata una coppia amica di famiglia, due insegnanti, hanno guardato i bambini un pò perplessi, e lei ha chiesto loro se per caso avessero già studiato Freud a scuola.
Ovviamente la nostra reputazione ha subito un contraccolpo non indifferente.
Poi è iniziato il film.
Megamind credo abbia sperato che arrivasse prima o poi qualche militare o una nave aliena.
Le bambine facevano molte domande.
Ad altissima voce, naturalmente.
-Papà, ma perchè lei dorme da lui?-
Gm:-perchè è innamorata-
-sì, ma è NUDA! Ah, no! Ha le mutande!-
Gm:-avrà un pò caldo-
-Ma si vedono le titte! Che schifo però!-
-Ma sono sposati?-
-Gm:- no, ma si stanno innamorando-
-Sì, ma scusa, lei va da lui mezza nuda! Ma dai!-
-Ma...ma...ma adesso quell'altra perchè apre il gas? E si mette a letto? E piange? cosa sta facendo?-
Megamind è stato tutto il film col cappuccio della felpa sugli occhi.
Il Gmarito ha fornito magistrali spiegazioni sulla ragazza lesbica che diventa etero e poi torna lesbica. Nonchè sulle varie scene di letto (peraltro sfumate e sobrie per fortuna)
Chi volesse conoscerle, è pregato di versare sul conto corrente della Gfamily euro 55,00 e riceverà a casa un manuale con degli estratti commentati.
Si accetta PostePay, PayPal o bonifico bancario.
Quando sono tornati a casa, Megamind mi ha guardato torvo e mi ha detto:-Questo film non era adatto a dei bambini! C'erano delle scene PER NIENTE adatte. A dei BAMBINI.-
Se la mia lesboamica non mi avesse sostenuto mi avrebbero ripescato dal canale.
Per fortuna le bambine erano entusiaste:- Mamma! era tutto d'AMORE! E poi erano tre sorelle! E il loro papà-poverino-era bravissimo! Io però (dice WonderWoman) non credo che mi piacerà baciare le altre femmine. E io (aggiunge CatWoman) non è che mi innamoro di UN VECCHIO.-
Ossignore ti ringrazio.
Sono politicamente scorrettissima, lo so.
Ma, amore.Ti eleggeranno padre dell'anno.
Però c'è il cinema all'aperto, che fa molto estate, ed inoltre si viene sottoposti a prelievo forzoso di sangue a causa delle zanzare, ed anche questo fa molto estate.
Ho individuato un film da bambini con largo anticipo.
Inoltre proprio quel martedì veniva a trovarmi la mia lesbo-amica pavesina, quindi era perfetto. Il Gmarito avrebbe portato i 3 fantastici al cinema, mentre io avrei archiviato SuperMario e parlato tutta la
-Bambini! Stasera papà vi porta al cinema! A vedere Belle e Sebastienne!-
Sul pc gli ho mostrato il provino (15 anni fa si chiamava provino, oggi come si chiama?), li ho caricati a dovere, WonderWoman era già pronta dalle sei di sera per lo spettacolo delle nove e trenta, CatWoman aveva previsto che avrebbe digiunato per non arrivare tardi, Megamind aveva subito notato che nel film c'erano dei soldati nazisti, e dunque il livello di testosterone era sufficientemente accettabile.
La mia lesboamica è arrivata, abbiamo cenato in veranda, poi, come da programma, sono usciti il Gmarito coi tre, mezz'ora prima, che naturalmente c'era il grave pericolo di arrivare tardi, essendo il cinema all'aperto a 52 metri lineari da casa nostra.
Poi, mentre sparecchiavo allegramente, il gmarito mi chiama. Ecco la nostra conversazione.
Gmarito:-Amore, ciao. Siamo i primi. Sai, manca mezz'ora. Però ti sei dimenticata una cosa...-
Io:-AHHHHHHH! l'antizanzare! Opporcazozza, aspetta, ora te lo porto.-
Gmarito: Ah, bene, ecco stiamo entrando ora al cinema.-
Io vengo colpita da uno scrupolo. Mi si è insinuato così, per caso. Forse perchè la serata sembrava troppo perfetta. E la perfezione non è di questo mondo. Cioè, perlomeno non è del MIO mondo.
-Ma....sei già entrato. Hai controllato che il film sia quello?-
Gmarito:-Quale?-
Povero Gmarito che si fida della precisione di sua moglie.
-Come QUALE. Belle e Sebastienne.-
Gmarito: -ah, non so, aspetta. Non c'è nessun cartello. Ecco c'è scritto sul biglietto...-
(suspance)
-....tutta colpa di Freud.-
Io:- NO, starai scherzando?!?-
Gmarito: no, no. è prorpio colpa di Freud.-
Io:- No, è colpa di quei rincoglioniti del cinema! io sono sicura, sicura, d'altra parte oggi non è MICA MARTEDI' 28?!?-
Gmarito:-Infatti. Oggi è martedì 21-
Ok. Andiamo a vedere su internet la trama. Magari è un film per famiglie. Una storia di buoni sentimenti.
Il film racconta la storia di un padre psichiatra che ha tre figlie femmine e in qualche modo deve risolvere i loro problemi sentimentali (diciamo pure sentimentali).
Una ha 18 anni e
Una perde la testa per una ragazzo sordomuto (almeno qualcosa di edificante)
La terza, lesbica, decide di diventare eterosessuale.
Dopo avere tentato il suicidio.
Richiamo il Gmarito:- AMORE ESCI DA QUEL CINEMA SUBITO!-
Gmarito:- No, ho già pagato. Scusa.-
Io: -Allora preparati a spiegare ai tre cosa sia una lesbica. E il sesso. E il suicidio.-
Gmarito:- Amore, non preoccuparti. Mi eleggeranno padre dell'anno-
L'ho amato come non mai.
Mentre era lì, che aspettava si facesse l'ora, chi ti incontra al cinema (a vedere un film di sesso lesbico/amore proibito e suicidio)?
Of course, il prete della nostra parrocchia.
-Ciao, bei bimbi, cosa siete andati a vedere di bello col vostro papà?-
Nulla, reverendo, solo un film di squilibri sessuali, suicidi, psicanalisi, omosessualità e crisi di identità sessuali.
Il Gmarito si è barcamenato precisando subito che avevano sbagliato film.
E che era tutta colpa della moglie, che ha avuto un lapsus freudiano.
Poi è arrivata una coppia amica di famiglia, due insegnanti, hanno guardato i bambini un pò perplessi, e lei ha chiesto loro se per caso avessero già studiato Freud a scuola.
Ovviamente la nostra reputazione ha subito un contraccolpo non indifferente.
Poi è iniziato il film.
Megamind credo abbia sperato che arrivasse prima o poi qualche militare o una nave aliena.
Le bambine facevano molte domande.
Ad altissima voce, naturalmente.
-Papà, ma perchè lei dorme da lui?-
Gm:-perchè è innamorata-
-sì, ma è NUDA! Ah, no! Ha le mutande!-
Gm:-avrà un pò caldo-
-Ma si vedono le titte! Che schifo però!-
-Ma sono sposati?-
-Gm:- no, ma si stanno innamorando-
-Sì, ma scusa, lei va da lui mezza nuda! Ma dai!-
-Ma...ma...ma adesso quell'altra perchè apre il gas? E si mette a letto? E piange? cosa sta facendo?-
Megamind è stato tutto il film col cappuccio della felpa sugli occhi.
Il Gmarito ha fornito magistrali spiegazioni sulla ragazza lesbica che diventa etero e poi torna lesbica. Nonchè sulle varie scene di letto (peraltro sfumate e sobrie per fortuna)
Chi volesse conoscerle, è pregato di versare sul conto corrente della Gfamily euro 55,00 e riceverà a casa un manuale con degli estratti commentati.
Si accetta PostePay, PayPal o bonifico bancario.
Quando sono tornati a casa, Megamind mi ha guardato torvo e mi ha detto:-Questo film non era adatto a dei bambini! C'erano delle scene PER NIENTE adatte. A dei BAMBINI.-
Se la mia lesboamica non mi avesse sostenuto mi avrebbero ripescato dal canale.
Per fortuna le bambine erano entusiaste:- Mamma! era tutto d'AMORE! E poi erano tre sorelle! E il loro papà-poverino-era bravissimo! Io però (dice WonderWoman) non credo che mi piacerà baciare le altre femmine. E io (aggiunge CatWoman) non è che mi innamoro di UN VECCHIO.-
Ossignore ti ringrazio.
Sono politicamente scorrettissima, lo so.
Ma, amore.Ti eleggeranno padre dell'anno.
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