10 giugno 2019

le virtù dell'adultità

-Cos'è la costanza?- Chiede Megamind 
E' quella cosa che tua madre non ha, avrei risposto.

5 giugno 2019

saggi e miraggi

Quest'anno non racconterò il cancan di saggi, recite, feste scolastiche, pizzate, apericene di classe, cori, esibizioni ed altri pantagruelici festeggiamenti, che neanche un matrimonio di un boss calabrese.

28 maggio 2019

il mattone

Tra le mie varie manie, c'è quella di guardare case.
Specialmente case in montagna, in mezzo al verde, alle cime, vicine al cielo.
Perchè come dice la grande Etty Hillesum: cerchiamo fuori di noi, i nostri paesaggi interiori.
E il mio paesaggio interiore è certamente quello di Heidy, le montagne gli abeti e le caprette. Ma senza il nonno, però.
La casetta deve avere un'anima.



22 maggio 2019

essere rondine


Essere rondine

Fammi barattare
la mia eternità
con l’essere rondine

In cambio avrò

la fedeltà ai nidi segreti
nell’ombra dei cornicioni,
il volo ricurvo sopra i tetti
e radente le facciate,

la fedeltà alle antiche
mete tracciate nell’aria,
alla cadenza delle stagioni.

In cambio avrò

la bellezza inutile,
parabole di cielo nell’ infinita,
infinita estate.

Nera, come una spina,
morirò stridendo
d’inconsapevole gioia.

20 maggio 2019

il weekendone

Il mio regalo di compleanno era un weekend romantico, che abbiamo calendarizzato in un mese che non fosse il mese del mio compleanno: ovvero grigio, freddo, umido e piovoso.
Così abbiamo deciso per maggio.
Ora sapete perchè siamo a fine maggio e piove, fa freddo, è umido, grigio e deprimente.
E' colpa mia, in sostanza.

Ho prenotato un albergo sul lago di Garda, che avesse  la SPA, ed è stato un colpo di genio, vista l'allerta meteo, con previsioni di esondazioni, nubifragi, slavine e neve sopra i 700 metri.
Almeno non ci sarà traffico.
No.
Perchè chiaramente è stato indetto il solito sciopero dei treni del venerdì.

Giovedì mi è venuta la gastrite, e il Gmarito mi ha annunciato che avrebbe dovuto lavorare per tutto il weekend, per la Scadenza del Secolo.
Si chiama gastrite premonitrice.
Ma io non mi sono persa d'animo. Ho acquistato due bikini nuovi per la piscina della SPA, un libro giallo di 800 pagine, l'omeoprazolo.

Perchè come ha detto qualcuno, per essere felici basta desiderare ciò che si ha.
E infatti siamo stati benissimo.






15 maggio 2019

i superpoteri delle madri


Le madri hanno effettivamente dei superpoteri.
Ma i superpoteri non si scelgono, altrimenti le madri avrebbero i seguenti:
- ubiquità (che è anche una qualità dei santi,quindi ci starebbe tutta)
- capacità di mettere il pilota automatico e dormire mentre si sbrigano le faccende di casa
- leggere nel pensiero (solo dei figli, del marito sarebbe controproducente alla stabilità del matrimonio)
- mangiare senza ingrassare
- udito selettivo (allo scopo di filtrare suoni indesiderati come litigi ed esasperanti musichette provenienti da apparecchiature elettroniche)
-spostare gli oggetti con il pensiero (che semplificherebbe la raccolta differenziata e anche il problema del disordine della prole, facendo volare tutto dalla finestra senza fare un plissè)

Invece no. I superpoteri delle madri sono altri, e non tutti sempre desiderabili, ma tant'è. 

- Il super-udito, che ti fa sentire le apnee notturne del neonato che dorme due camere in là, la tosse nel cuore della notte, il sospiro del pianto adolescenziale sotto al cuscino, la parolaccia detta a bassissima voce.
- Il super- olfatto, in grado di farti percepire senza pietà tutte le puzze possibili immaginabili, dalle cacche verdi neonatali a quelle delle scarpe da ginnastica sudate.
- Il sesto senso, che ti fa intuire il contagio ancor prima che questo accada attraverso messaggi subliminali provenienti dall'universo (per esempio se stai per partire per un weekend con il marito).
- La capacità di intuire le menzogne, sempre e comunque anche quando vorresti davvero credere alla bugia che ti viene propinata (te lo giuro, me l'hanno rubata. E' la diciassettesima gomma che mi rubano. Oppure: no, amore, non ti fa per niente il culone. Stai be-nis-si-mo)
- La super-vista, ovvero una vista periferica migliore di quella del camaleonte, manco avessimo gli occhi indipendentemente orientabili. Questo ci fa individuare un pidocchio in testa a due metri di distanza, oppure il marito che assaggia di nascosto la merenda preparata per il figlio minore, nonostante tu sia girata dalla parte opposta.
- L'invisibilità, ovvero quella cosa per cui i figli non ti vedono quando lavi per terra o stai telefonando.
- Il famosissimo multitasking, che in realtà è una mezza bufala, perchè è vero, la madre fa 7 cose  contemporaneamente, ma: risponde sulle chat di classe sbagliate facendo scambio di figlio, brucia il sugo, dimentica di andare a prendere un altro figlio a catechismo, sbaglia la similitudine contenuta nelle Bucoliche, si brucia il pollice.



13 maggio 2019

a volte ritornano

Ogni tanto Wonder ritorna con i suoi cavalli di battaglia: ovvero istanze precedentemente bocciate, che lei ripropone sperando che, essendo passati due mesi, cambiamo idea sull'argomento, dimostrando peraltro di essere una persona molto ottimista, al limite dell'ingenuità.
disegno che non c'entra nulla con post e che raffigura la mia Lesboamica Nico

10 maggio 2019

diabolicità delle Madri

-Madre!-
Megamind quando deve dare delle comunicazioni arriva di soqquatto da tergo, e apostrofa così la sottoscritta facendole prendere un colpo.
-Si, dimmi-
-Allora, Madre, stasera ho visto Don Luca, che ha detto che DOVEVA PARLARMI...-
Mi fingo sorpresa, e con una interpretazione magistrale  fingo di allarmarmi, esattamente come ci si aspetterebbe da me:- Hai fatto qualcosa di male?-
-No. ANZI. Visto che sono IL BENE IN PERSONA...- e fa una pausa retorica affinchè la frase sortisca il suo effetto-...mi ha proposto di diventare educatore all'oratorio quest'estate. E di pensare ad un laboratorio per i bambinetti. Eh? Hai visto?-
- Uhm, mi sembra una bella proposta, e tu, cosa pensi di rispondere?
- Gli ho detto che ci avrei pensato, ma penso di si.-
So a questo punto che mostrarmi entusiasta sarebbe un errore gravissimo, perchè ciò che entusiasma le madri, ontologicamente non PUO' ESSERE FICO. 
Quindi mantengo il basso profilo e per accentuare questo atteggiamento comincio a pulire il tavolo con disinvoltura.
Il Gmarito è molto colpito: 
- E' proprio in gamba questo Don Luca.-
- E' vero.- Confermo io, versando l'idraulico liquido nel lavello, mentre Megamind se ne va in camera sua soddisfatto.

Una volta soli mi avvicino all'orecchio del Gmarito e gli confesso:- Ho architettato tutto io affinchè sembrasse un'idea di Don Luca.Perchè se glie lo avessi proposto io, lo sai...-
-Amore, mi fai paura-

9 maggio 2019

Royal baby

Non seguo il gossip.
Ho dei ragguagli mio malgrado quando vado dal parrucchiere, solo nel caso in cui non sia un parrucchiere cinese, presso cui trovo solo riviste con ideogrammi che pubblicizzano pesci rossi con le gambe.

6 maggio 2019

Fontecchi Academy (post 1.1)


Come l'anno scorso, anche quest'anno la Gfamily è stata invitata dalla Zia Anna e il Germanico consorte lo Zio Fritz, a passare qualche giorno nella residenza "W".
Oramai il luogo è diventato leggendario, con i suoi luoghi magici e usanze peculiari.
C'è la misteriosa fonte dell'eterna giovinezza, la terrorifica stanza degli scorpioni, dove gli aracnidi escono dal buco della doccia come nei peggiori incubi, c'è il forno a legna dove si cuoce la pizza, dopo essere stata impastata a mano delle mani zozze dei bambini, c'è la stanzetta monacale con un sospetto di fantasma, che per entrarci devi gettartici dentro mentre percorri la scala, perchè non è provvista di pianerottolo.
Ci sono i camini, la stufa, piumoni tedeschi al posto delle lenzuola, salsicce cotte alla griglia, carne cotta alla griglia, wurstel cotti alla griglia, bruschette cotte alla griglia, molto maiale in generale, erbe amare per condirci la pasta, colazioni pantagrueliche da consumare in giardino.

Quest'anno però c'è una grande novità, che consta nel fatto che la residenza ha acquisito il titolo di
Fontecchi Academy, in quanto vengono erogati master prestigiosi ed unici al mondo.



23 aprile 2019

così lontani, così vicini

Doveva arrivare al nord la mia Amica di Penna, per farci alzare il deretano e visitare le bellezze del Lago Maggiore che abbiamo dietro l'angolo.


10 aprile 2019

le cose piccolissime

La chat w'app della classe di SuperMario era iniziata bene, solo notizie indispensabili, pochi messaggi inutili recanti gratitudine ad ogni avviso, insomma una cosa funzionale.
Ma non è durato.
La mia reazione è che leggo i messaggi a campione, sperando di carpire il succo della questione.

8 aprile 2019

Il colloquio

Siamo ad aprile e ancora nessuno dei genitori di Megamind (che per inciso sono solo due) è andato ad un solo colloquio con i professori.


4 aprile 2019

loosing childhood

Sono qui che penso che è da un pò che non posto qualcosa sul blog, e mi domando: forse non ho più niente da dire.
In realtà parte delle cose che avrei da dire non sono adatte ad essere condivise.
Però posso raccontare della mia fuga programmata.
childhood (che significherebbe "infanzia")

25 marzo 2019

13

22 Marzo
Ve lo giuro, ho un figlio che compie gli anni oggi, anche se non l'ho scritto su Facebook, facendogli auguri che non leggerà mai visto che non ha il permesso di avere facebook, e se anche lo avesse non si iscriverebbe mai perchè a 13 anni Fb è da vecchi.
Però, stamattina mi sono svegliata prima (e questo è il primo regalo) e le ho preparato un piatto di ciambelle con su una candelina (preparato le ciambelle, è da intendersi mettere su un piatto le ciambelle comprate la sera prima).

20 marzo 2019

11 marzo 2019

COSE cosa?

WonderWoman:-Sapete, oggi in classe la prof ha chiesto cosa avremmo fatto alle superiori, e tutti dicevano, liceo scientifico, liceo classico, liceo linguistico...-

7 marzo 2019

Babbiona mai

Memento per me medesima:
Quando ti rivolgi ad una ragazza di 20 anni che in qualche modo ti ricorda te stessa, 

6 marzo 2019

mai distrarsi dal parrucchiere

Mi sono andata a tagliare i capelli.
Sono andata dai cinesi, perchè sono veloci, costano pochissimo, e sopratutto non vogliono fare conversazione.

4 marzo 2019

ante sci-sci- e dopo sci

Il fatto che io mi sia portata in montagna, laddove la Gfamily si reca per qualche giorno per sciare, un libro da leggere E anche il blocco da disegno, dimostra in maniera inequivocabile che sotto sotto, gratta gratta, sono profondamente ottimista.

25 febbraio 2019

il disagio di noi madri

Megamind studia come un matto, chiuso nel suo antro, e qualunque cosa lo distragga da ciò, è fonte di nevrosi.
A parte il cibo.

18 febbraio 2019

lupo2019


Il cappuccetto rosso del 2019, indossa una felpa PIREX rosso fragola, e sta portando alla Nonna una torta dell'esselunga.
La mamma le ha raccomandato di passare dal bosco, in modo da respirare un pò di ossigeno, non il solito catrame che esala dall'asfalto per colpa della ciodùe.

12 febbraio 2019

Quando si cerca di fare discorsi seri

Sto cucinando un ciambellone, il mio antistress del momento.
E' una domenica pigra e piovosa, ottimo connubio per chi vuole un alibi ben confezionato per oziare, grazie all'assenza della solita schizofrenia di impegni.
-Amore devo farti una domanda-
A me l'ozio mi stimola la conversazione col Gmarito.
- posso non rispondere?-
- no, devi rispondere-

7 febbraio 2019

Compleanno

Qualche giorno fa è stato il mio compleanno.
Ho realizzato che le aspettative del giorno del proprio compleanno cambiano mano a mano che si diventa adulti. Adulti in senso lato.

6 febbraio 2019

cose importanti e memorandum a caso

ricordarsi che:

1) le caramelle di liquerizia gommose vanno fatte stagionare almeno un anno nella tasca di qualche piumino, o meglio in luogo freddo e asciutto, perchè perdano la loro gommosità ed acquistino una

29 gennaio 2019

poesia


Ai miei figli

Chiedo perdono
per le nuvole
sopra il mio capo
per lo spillo raccolto da terra
senz’ amore,
per le ore risparmiate
che tintinnano dentro l’orologio.

Chiedo perdono
per non avere guardato
con voi da vicino
la perfezione
della tela del ragno.

Chiedo perdono per i miei occhi.

Non eravate miei:
come respiri
nasceste dal profondo
e al mondo il fiato

vi disperde.


28 gennaio 2019

le fasi della camera da letto

La nostra camera da letto ha attraversato varie fasi.
Fase iniziale: nido d'amore.
Considerato che insieme alla cucina era l'unica stanza arredata della casa, la sensazione era di una camera superior 4 stelle.

25 gennaio 2019

l'inspiegabile istinto di fare torte


Ogni tanto mi prende la frenesia di fare torte, ma lo scopo ultimo non è mai fare una torta.

24 gennaio 2019

sai che c'è?

Quando la mattina vorrei nascondermi sotto il letto fingendo di non essere ancora nata pur di non alzarmi, penso a lei, che si alza tutte le mattine e deve tirare giù dal letto due figli adolescenti (una ha 8 anni, ma è adolescente, vi giuro).

23 gennaio 2019

i blog fantasma



Ho notato che moltissimi (quasi la maggior parte) dei blog che seguivo a tema famigliare, ovvero resoconti più o meno spassosi delle vicende domestiche, sono morti.
Molti di questi blog, abbandonati come relitti nel mare acritico di internet, si lasciano trasportare alla deriva, ripescati ogni tanto da link sopravvissuti e casuali, presenti in altri blog, o su pinterest.

22 gennaio 2019

cose fatte vs cose non fatte

Vogliamo sorvolare sulle cose  disagevoli di questa settimana.
Sul fatto che di nuovo sulla testa di mia figlia pascolino pidocchi grassi come vitelli.
O sul fatto che dopo un weekend di sistemazione degli armadi per liberare spazio, mi sono resa conto che la roba, le montagne di vestiti, sono come la cellulite:
non puoi davvero eliminarla, ma solo eventualmente spargerla su una superficie più vasta.

16 gennaio 2019

Cosa devo fare, dico io, se non ho alcuna costanza?
L'ho detto l'altro giorno, ad una mia amica: mi accontenterei di essere testarda, ovvero la versione deteriore della caparbietà.
Son qui che penso, cosa potrei fare di nuovo questo mese? è uno degli obiettivi prefissati per quest'anno.
Qualcosa di nuovo e mai fatto?


10 gennaio 2019

propositi e bulbi per l'anno prossimo venturo

Non vedo perchè dovrei fare dei buoni propositi per l'anno nuovo, visto che esso è iniziato 4 mesi fa, ovvero a settembre, al rientro dalle vacanze.

7 gennaio 2019

Ho desiderato


Foto di Margherita Cecchini Occhioquadrato
Poesia
Ho desiderato

raccomandazioni e perle di saggezza

Wonder ieri sera, alla viglia del rientro a scuola, a SuperMario
-Sei pronto SuperMario? Domani inizia la scuola!- (Wonder ama dare belle notizie)

vacanze di Natale

La rendicontazione della vacanze natalizie è sempre noiosa, ma necessaria perchè rientra in uno degli scopi di questo blog, ovvero documentare i ricordi della Gfamily, contro il luogo comune di chi rilegge il passato pensando eravamo felici e non lo sapevamo.

24 dicembre 2018

"stai calma"

Quando mi arrabbio

Io ho tre gradi di arrabbiatura.
Il primo è quello in cui sbotto e uso termini anni '50 per manifestare il mio disappunto.
Capperi.
Porca miseria. 
Santo cielo.

18 dicembre 2018

Canzoncine di natale di prima elementare: fatto
Saggio di coro: fatto
Festa di compleanno si CatWoman a casa con una decina di 11enni: fatto.

12 dicembre 2018

Corsi di Validità

La Zulia

Recentemente la zia Zulia, mentre oziosamente decide di riordinare la borsetta, in un eccesso di zelo, decide di verificare la scadenza della patente.
Con orrore scopre che la patente è scaduta a novembre.
Di tre anni prima.

7 dicembre 2018

foto, calendari, avvento, recite

il calendario dell'avvento:

Quest'anno non l'abbiamo, per mia sbadataggine colpevole. 
Ma l'abbiamo sempre avuto. Quello vero, cioè quello in cui si aspetta (quel) Qualcuno. Che non è il corriere Amazon, ma Gesù Cristo.

l'imprevisto

Ad un certo punto, mentre pianificavo il mio pomeriggio di libertà in cui avrei fatto shopping spericolato con mia madre giunta da pochi giorni nelle lande desolate del nord, suona il cellulare.
Un numero fisso-sconosciuto- col prefisso locale.

30 novembre 2018

presto starò bene

 Poesia Dedicata ad A. M.

Presto starò bene

le cose che bisbigliano

Ci sono delle cose-se pensate- che sono state create per essere dei simboli.
E non il contrario.
Esistono per dire qualcosa all'uomo, per svelargli il segreto dell'esistenza.
la metamorfosi del bruco in farfalla esiste affinchè crediamo nella vita eterna.
In greco psikè è una parola che significa sia anima che farfalla.
Le foglie sono il ciclo dell'esistenza, con le stagioni dell'uomo.
La conchiglia inconsapevole della sezione aurea ci parla del giorno della creazione.
Il seme ci dice che la morte è una illusione.


E' uno di quei periodi in cui ogni cosa è fonte di ispirazione, tutto mi distrae e chiama per essere guardato, guardato meglio, o con altri occhi, o trasformato, e allora è impossibile lavorare.
Impossibile pagare le fatture, riempire fogli excell, annotare scadenze.
Devo scrivere in una lista le parole che mi piacciono.
I disegni che voglio fare.
C'è anche una storia che mi frulla in testa, ma non sono capace di scrivere. Solo favole per bambini. Ma non l'ho mai fatto.
Mi prende una strana eccitazione, come fossi interpellata da Dio, ma le sue parole sono bisbigliate così piano che non posso sentirle.
Come se fossi chiamata a grandi cose, alla Bellezza addirittura. Una Bellezza pure nascosta, che so solo io. E Lui.
Ma come fare? Ci sono dei conti da fare, fogli da compilare, tabelle da riempire senza errori, tabelle giuste, utili, necessarie.

E' molto difficile ignorare tutto quanto.

(quanto sono belle le teiere?)



28 novembre 2018

essere felici

essere felici

Camminare per la strada
come fosse la prima
di tutte le volte del mondo.
Le cose sono appena create,
spalancate alla luce
delle dieci del mattino.

Se volgo al cielo
la mia faccia come di luna,
 -chiaramente-
mi riconosce:
affacciato anch'esso
alla mia presenza
del tutto nuova.

Oggi sento
che potrei dare nomi segreti
ad ogni oggetto consueto,
mentre lo stagno
sotto al ghiaccio
sta solo dormendo-dico ai bambini-

Eccomi
sono aquilone
col petto al cielo
mentre quel filo trattiene
l'anima mia al suo nome.

L'ombra viola sussurra:
arriverò precoce,
nonostante tutto.

Ma il pane lievita nel forno,
si accendono le stanze della notte,
e nulla-nemmeno io-
andrà perduto
finché
le sedie come sentinelle
fedeli circondano la tavola
apparecchiata.

cos'è la poesia? riflessioni di un' inesperta

Metto per iscritto le mie riflessioni improvvisate e inesperte sulla poesia.

Che cos'è la poesia?
Un personaggio del romanzo autobiografico La Campana di Vetro di Sylvia Plath, le dice :
-Sai cos'è la poesia? La poesia è polvere.-
Sylvia in quel momento non ha la risposta pronta, rimane turbata, probabilmente offesa. E risponde che probabilmente è vero.
Ma nonostante ciò alla poesia lei sacrifica la sua vita, e fa del suo suicidio l'estremo suo capolavoro lirico.
Che cosa sia la poesia è come domandarsi cosa sia l'arte, con la differenza che la poesia usa le parole, che con il loro ipnotico suono, come veicoli aerei e inconsistenti,  creano e trasportano immagini inedite e personalissime, onde elettromagnetiche impalpabili emanate dal cervello.
Mi pare che l'arte nasca da una nostalgia, che è la percezione della separatezza del sè dalle cose.
L'artista sente che tra se e il mondo, la sedia, la foglia, la città, c'è una frattura incolmabile che lo rendo estraneo e condannato a questa siderale lontananza. 
Questo genera una dolorosa nostalgia di una perduta unione con la polvere senza memoria della materia, del creato, dell'altro-da-sè.
Con l'arte cerca di ricucire inutilmente una lacerazione antica, e facendolo, non fa che creare un doppio della realtà, che allontana ancora più inesorabilmente l'artista dal mondo da cui si sente esiliato.

L'artista sarà sempre infelice, allora? La bellezza da cui si sente escluso  lo condannerà ? Non penso. A volte l'artista comincerà ad abitare quella realtà da sè ricreata, rendendolo un rifugio che gli permette di sopravvivere. Da lì- anzi- dalla propria campana di vetro interpella il mondo esterno attraverso la sua opera.
Quadri e sculture , tangibili e mai perfettamente esplicabili suscitano sempre una domanda, e trasformano lo spazio e l'interlocutore che le guarda.
Ma la poesia ha qualcosa di differente. La poesia è sottile, è davvero come polvere? Sembra ininfluente, ma vibra nell'aria e si posa. 
Le parole sono ingannevolmente univoche. Anche se è l'artista che parla, pesca le parole dentro il pozzo profondo della sua vita interiore che rimane necessariamente nascosta, sottratta parzialmente alla comprensione che la esaurirebbe.
Ma a chi parla il poeta? Lui è davvero come il vaso vuoto posseduto dal dio. Il poeta si riempe del doloroso dibattersi dall'anima dell'uomo, crede che il dolore per la bellezza perduta sia suo, invece è dell'umanità intera. E faticosamente, come un artigiano prigioniero della propria arte, comincia a prendere tutto quel materiale e a cesellarlo, a farne parole e suoni, e li presta alle orecchie di noi, poveri uomini senza dono, che non sanno dare voce alla propria inquietudine, o stupore, o amore, o ebrezza, o pienezza, o gioia.
Il poeta scrive per se stesso, per non farsi soffocare dai detriti di questo mondo, ma ci consente di dare voce al torcersi della nostra anima tormentata, ci risveglia, ci mostra come una tazzina di caffè toccata dal sole del mattino porta in sè un mistero che non avevamo intravisto, ma giace nel profondo dei nostri sogni.

26 novembre 2018

arriverà un giorno (cioè questo weekend)

Poi arriverà un giorno in cui, nonostante una mezza sciatica, trascinerò in veranda il pino (soprav)vissuto dall'anno scorso, e dirò, con un entusiasmo  sopra le righe: dai ragazzi, facciamo l'albero!
E Wonder risponderà: ma dobbiamo farlo proprio adesso?
E CatWoman dirà: si ma metti tu le luci (come è possibile? le lucette sono la cosa più fica e divertente e magica del mondo!)
E Megamind con la voce che non deve tradire emozioni puerili puntualizzerà:- si però metti anche quelle colorate anni ottanta, 'sta volta. (Lo so che è l'effetto Stranger Things)

E il pino resterà solo e disadorno in veranda, a parte le lucette, che andrebbero accese alla fine come i fuochi artificiali finali, ma che io ho acceso lo stesso, battendo le manine da sola per l'entusiasmo. Mi davano retta solo i gatti.
Confido in superMario, sempre che non sia impegnato fare la terza guerra mondiale coi soldatini in salotto.

Magari il presepe riscuoterà più successo.

Arriverà anche un giorno in cui, dopo che il Gmarito si vedrà costretto a lavare i piatti per 5 sere consecutive (in quanto lo strumento preposto a tale scopo, frutto dell'ingegno dell'uomo, risulta non funzionante da luglio 2016 e la sottoscritta lavapiatti analogica risultava non disponibile) proporrà spontaneamente:
-pensavo, visto che c'è il black friday, visto che bisogna fare girare l'economia che questo governo sta distruggendo, visto che si avvicina il Natale, potremmo comprare una lavastoviglie.-

Poi arriverà anche un giorno in cui Megamind dichiarerà che no, non può dire chi è la ragazza più simpatica della classe.
E la madre presumerà di aver capito tutto.

Inoltre arriverà anche il fatidico giorno che ogni bambino deve sperimentare, cioè quello di perdersi. 
E- parimenti- quello in cui ogni madre deve provare la suggestiva sensazione di sentire la voce metallica al microfono del centro commerciale dire:
IL BAMBINO MARIO ASPETTA LA SUA MAMMA ALLA CASSA NUMERO CINQUE.
Quella madre, per sicurezza, e mantenere una certa dignità ( non è in grado di sopportare uno sguardo di disapprovazione e anche la sciatica nello stesso pomeriggio) manderà il papà.
Però in compenso il bambino Mario riceverà dalla gentile cassiera un improbabile merchandising che consta di una scarpa di plastica che in realtà è una radio.

Ora SuperMario lo chiamiamo solo così:
Il bambino Mario è desiderato in cucina
Il bambino Mario ha la mamma che lo aspetta in bagno per la doccia
Il bambino Mario è pregato di mettere a posto i soldatini

Faremo mettere anche un microfono, per l'occasione.

Visto che questo post è sconclusionato e incoerente nella sua forma sintattica e retorica, finisco in bellezza aggiungendo che non è mai stato così bello andare a farsi fare le punture di droga anti-sciatica da un'amica, concretizzando che non tutto il male viene per nuocere. Cioè al prezzo di una iniezione, una bella chiacchierata tra amiche.(Mentre il Gmarito lava i piatti)

12 novembre 2018

riga batte scimmia, bicicletta, mongolfiera


Da quando abbiamo deciso di mettere la carta da parati nell'ingresso, sono iniziate le trattative.
Io:- guarda questa con le scimmie colorate nella foresta tipo quadro di Rousseau-
Gmarito:- No, guarda questa a righe rosa pallido-
Io:- questa è bellissima, con le mongolfiere e le nuvole!-
Gmarito:- no, meglio questa a righe grigie e crema-
Io:- Allora questa? con le biciclette?-
Gmarito:- Guarda questa che bella: righe nere sottili e righe bianche larghe.-

Una carta da parati che sia un compromesso tra un' illustratrice e un ingegnere non l'hanno ancora inventata.

Dunque, ho scelto le righe, mio malgrado. Ma se dovevano essere righe, almeno fossero le righe meno noiose possibile. Così ho trovato una carta con righe di varie tonalità di grigio e bianco, con una texture tattile differente per ogni colore.
Naturalmente online, perchè negozi reali di carte da parati non esistono.
Poi, quando ho aperto il pacco ho avuto uno shock.
La carta da parati, era glitterata.

Glitterata.

Il glitter, a video, non si percepisce, e dalla foto era impossibile prevederlo.
E nella descrizione non era evidenziato. 
Forse perchè pensano che il glitter sia una cosa che debba piacere a tutti, come i cuccioli.
Ci avevamo messo un anno a scegliere la carta, avevo perfino ceduto sulle scimmie, e adesso mi ritrovavo con righe grigie  e bianche glitterate.
Mi veniva da piangere.
Poteva essere cambiata? certo che sì, a fronte di uno sbattimento unico: imballarla di nuovo, fare il reso, portarla da un corriere, anticipare le spese, e aspettare il rimborso.
E sopratutto ricominciare la trafila della scelta della carta.

L'ho preso come un segno del destino.
Forse l'universo voleva comunicarmi che io mi merito un carta da parati piccolo-borghese a righe e glitterata.
E chi sono io per andare contro l'universo?

Il Gmarito mi ha preso in giro per un altro anno.
Poi ha smesso di ridere e ha deciso di affrontare la posa della carta bisluccicosa.

Sul tutorial del "perfect bricoman" la difficoltà era contrassegnata da un solo martelletto.
Ovvero, puoi farlo anche con la mano sinistra (oppure non sei un vero uomo).

In due weekend di duro lavoro, l'opera era compiuta.
In ogni caso, se secondo il manuale del "perfect bricoman"  tappezzare ha un solo martelletto, i lavoretti da quattro martelletti, consistono probabilmente nella costruzione di una centrale nucleare in giardino.

Il lavoro è tutt'altro che semplice. Per esempio per colpa dei muri storti, che non si sposano bene con le righe ineluttabilmente diritte della carta da parati. (Ovviamente la giungla popolata di scimmie avrebbe ovviato al problema).
Uno (cioè, forse solo io) non ci pensa, ma occorre addirittura smontare il calorifero e anche tutte le prese e gli interruttori, cose che necessitano di un minimo di cognizioni di idraulica o fisica.
Così, il Gmarito, ha compiuto il miracolo.
Ha raddrizzato i muri della casa, perfino.

Alla fine del duro lavoro, avevamo un ingresso perfetto, e il resto della casa un macello.
Ora pian piano verrà fatta una ridistribuzione del disordine per uniformare il tutto.





e in un altra vita, forse....queste






9 novembre 2018

Dumbo-riscatto

La rivincita

A volte le tue rivincite te le prendi subito.
Altre volte devi aspettare anni.

Forse, più che rivincita, che suona meschino, potremmo dire riscatto.
Il desiderio di riscatto io ce l'ho da quando ho memoria. 
Mi ricordo la prima volta in cui ho desiderato liberarmi dell'immagine che io avevo di me stessa (goffa, insignificante, qualunque, banale).
Avevo quattro anni ed ero nella palestra dell'asilo delle suore. Il contesto suore anni '80 non aiutava, lo so.
La palestra me la ricordo immensa, spaesante, col pavimento in linoleum e un soffitto altissimo, inspiegabilmente alto, per me bambina alta poco più di un metro e una banana.
In palestra ci facevano fare cose pallosissime, tipo metterci in cerchio, correre in tondo, e altre attività del tutto astruse che mi costringevano- tra l'altro- ad entrare in contatto con gli altri bambini.
Io odio la coercizione alla socialità. Io da piccola ero una solitaria, invisibile a tutto il mondo finchè non avessi deciso autonomamente di uscire da sotto mantello magico ed entrare in contatto un un altro pianeta-persona.
Questo atteggiamento negli anni mi è valso la nomea di vera stronza e snob.
Poi ho imparato-semplicemente- a dissimulare.
Mentre facevo appunto queste cose pallosissime in palestra dove una suora travestita da persona normale ci impartiva ordini travestiti da entusiastico incitamento, io ricordo nettamente di avere desiderato che la mia vera natura venisse finalmente fuori, davanti a tutti.
Io infatti avevo un dono, che mi rendeva unica.
Solo che non ero ancora riuscita a dimostrarlo al mondo.
Sapevo volare.
E sognavo il riscatto, come Dumbo quando prima di sfracellarsi al suolo vestito da pagliaccio lascia tutti di sasso e plana sulla platea cacandogli in faccia. No  forse erano noccioline.
Io però avrei voluto volare e cacare sulle suore, lo confesso.
E allora tutti avrebbero visto che persona incredibile, al di fuori delle leggi naturali, io fossi.
Ma sarei rimasta umile, eh.

Comunque ieri ho aiutato Megamind a fare una versione di greco, mentre reminescenze che credevo perdute nel pozzo dell'oblio affioravano come pesci.

Ecco, vorrei dirlo a quella stronza della mia professoressa di italiano delle medie, che mi disse che non ero all'altezza del liceo classico (che peraltro io non avrei voluto neanche fare, ma lo
volevo rifiutare comunque come scelta plausibile).
Per anni, anche dopo la maturità sarei voluta tornare da quella donna acida che vestiva inspiegabilmente come Rita Levi Montalcini, avrei voluto il mio riscatto andando la lei e sputandole noccioline in faccia. 

E comunque, no.
Mi sento ancora inadeguata, ma forse questa è solo una grande garanzia.

7 novembre 2018

quattro paia d'occhi


Io, nella luce gialla dell'ufficio,
mentre fuori la notte divora
lampioni precoci.
I figli sono a casa.
Li vedo, dietro ai miei occhi, dietro allo schermo fatto di numeri:
nella città blu,
lungo le strade, nella piazza,
nell'ombra della sera fredda,
dentro la finestra illuminata,
al piano numero cinque,
eccoli.

Li vedo nella stanza, nella cucina,
figure dentro
una lanterna magica.

Io sono qui -e mentre
i conti non tornano-
non sono del tutto qui, mai.
A casa ci sono i figli,
quattro paia d'occhi,
una circolazione extracorporea,
non ho più sangue per loro,
sono arti fantasma

Tirano i fili delle mie cicatrici
e della mente.

A casa, poi,
pasteggio con le loro parole
i tragitti della loro versione
di questa giornata
e per tutto il tempo
-sono diventata così brava-
dissimulo la paura.

baci per cena

ore 19.30
Quando è pronto?
Quando si mangia?
Ho fame.
Mangiamo?
Posso mangiare un pezzo di parmigiano?
Perchè non mangiamo?
Quando si cena?

ore 20.10
Quando poi scolo la pasta, sono improvvisamente tutti spariti.
-E' pronto! -
Chiamo dalla cucina. Mi rifiuto di uscire dalla cucina e constatare il casino che regna ovunque sovrano. Occhio non vede...
Silenzio.
alzo di un ottava.
-E' prontoooooooooo!!!!-
Tutto tace. Si ode in lontananza una canzone distorta e grottesca dall'infernale Musically.
Nessuno si presenta.
E' allora che interviene il Gmarito per evitare che il mio richiamo superi di ancora una ottava l'urlo precedente, raggiungendo una frequenza udibile solo dai cani.
- L'ultimo che arriva verrà punito!- 

Avete presente la scena di Jurassik Park della mandria di dinosauri che scappano dal T-rex?
Una mandria di figli si riversa in cucina facendo tremare il pavimento.
L'ultimo è SuperMario.
-Per punizione...l'ultimo non riceve il bacio della mamma.-
Tutti i Fantastici protestano:
CatWoman:- Ma come! l'altra volta che ero io l'ultima, l'ultimo doveva sparecchiare -
Wonder:- Per un bacio! Se lo sapevo continuavo il musically, non me l'hai neanche fatto salvare!-
Megamind:- Io è dal 2012 che non voglio baci -
Solo SuperMario è sconsolato.
-Mamma...posso avere il bacio lo stesso?-